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	<title>Assistenti Tecnici</title>
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	<description>il blog degli assistenti tecnici di scuola</description>
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		<title>Assistenti Tecnici</title>
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		<title>Le verità nascoste</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 16:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[
Serietà, coerenza, chiarezza, trasparenza e oggettività. Presupposti essenziali nell&#8217;assolvere  il difficile compito di dare una definizione esatta, esaustiva e verosimile a principi essenziali quali  le competenze, il ruolo e lo status di ciascun profilo professionale operante nell&#8217;ambito di qualsiasi comparto lavorativo, pubblico e privato.
Presupposti che sembrano esser venuti meno, in qualche misura, giudicando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=400&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 	 	 --></p>
<p>Serietà, coerenza, chiarezza, trasparenza e oggettività. Presupposti essenziali nell&#8217;assolvere  il difficile compito di dare una <strong>definizione esatta</strong>, esaustiva e verosimile a principi essenziali quali  le competenze, il ruolo e lo <em>status</em> di ciascun profilo professionale operante nell&#8217;ambito di qualsiasi comparto lavorativo, pubblico e privato.</p>
<p>Presupposti che sembrano esser venuti meno, in qualche misura, giudicando la complicata <strong>difformità di  interpretazioni</strong> del ruolo e della funzione dell&#8217;assistente tecnico di scuola.</p>
<p>E&#8217; in atto un cortocircuito a livello sostanziale. Non è infatti possibile, ad oggi, una <strong>lettura univoca</strong> del ruolo e della funzione dell&#8217;assistente tecnico, perchè i contenuti generici e attribuibili ai livelli più bassi della prestazione d&#8217;opera, contenuti nella <strong>declaratoria del profilo</strong> all&#8217;interno del CCNL si scontra e si allontana con decisione dalla figura tratteggiata recentemente dal Ministero della PI, all&#8217;interno di testi che hanno, a loro modo, carattere di <strong>ufficialità</strong>.<span id="more-400"></span></p>
<p>Andiamo con ordine.</p>
<p>Il profilo di assistente tecnico è stato <strong>rimaneggiato più volte</strong>, all&#8217;interno dei diversi contratti nazionali, attraverso un primo ampliamento delle funzioni e delle responsabilità, e successivamente con la <strong>sottrazione di quelle funzioni</strong> per evidenti ragioni di<strong> convenienza</strong>.</p>
<p>Nel ccnl 1999-2001 si dava per il profilo di a.t. la seguente definizione:</p>
<p><em>Esegue attività lavorativa, richiedente specifica preparazione professionale, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione degli stessi, nonchè di esecuzione di procedure tecniche e informatiche. Svolge attività di supporto tecnico alla funzione docente relativamente delle attività didattiche ed alle connesse relazioni con gli studenti. Ha autonomia e responsabilità nello svolgimento del lavoro con margini valutativi, nell&#8217;ambito delle direttive e delle istruzioni ricevute. E&#8217; addetto alla conduzione tecnica dei laboratori, officine o reparti di lavorazione garantendone l&#8217;efficienza e la funzionalità in relazione al progetto annuale di utilizzazione didattica, oppure alla conduzione e alla manutenzione ordinaria degli autoveicoli utilizzati dall&#8217;istituzione scolastica per lo svolgimento di attività connesse alle finalità formative. In questi ambiti provvede:<br />
- alla preparazione del materiale e degli strumenti per le esperienze didattiche e per le esercitazioni pratiche nei laboratori, officine e reparti di lavorazione o nelle aziende agrarie cui è assegnato, garantendo, l&#8217;assistenza tecnica durante lo svolgimento delle stesse;<br />
- al riordino e alla conservazione del materiale e delle attrezzature tecniche, garantendo la verifica e l&#8217;approvvigionamento periodico del materiale utile alle esercitazioni didattiche, in rapporto con il magazzino. Svolge attività di diretta e immediata collaborazione con l&#8217;Ufficio tecnico o analoghi organismi anche in relazione agli acquisti di attrezzature tecnico-scientifiche e al loro collaudo. In relazione all&#8217;introduzione di nuove tecnologie, nuove strumentazioni didattiche e progetti sperimentali partecipa alle iniziative specifiche di formazione e aggiornamento. Può svolgere attività di coordinamento di più addetti operanti in settori, indirizzi, specializzazioni ed aree omogenee.</em></p>
<p align="justify">
<p>Ma nel 2001 si ritornava (in palese contrasto con la consolidata giurisprudenza in materia di diritto del lavoro, secondo cui non è possibile la <strong>dequalificazione professionale</strong> dei lavoratori), ad una generica e <strong>dequalificante visione del profilo</strong>, la cui definizione si riduceva a tre svilenti righe:</p>
<p><em>conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l&#8217;efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche . Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.</em></p>
<p>Appare inutile inoltrarsi nel tentativo di fornire una spiegazione plausibile a questa operazione, dovendo ricorrere all&#8217;ipotesi che tale processo dequalificante possa essere  <strong>funzionale al &#8220;sistema&#8221; </strong>o a qualche altra figura professionale.</p>
<p>Non esistono documenti comprovanti la buona o la cattiva fede di chi sedette a quei tavoli di contrattazione, ma quanto fu attuato appare in evidente contrasto con i principi di <strong>corretta rappresentatività</strong> da parte delle organizzazioni sindacali, che sebbene possano aver subito, allora, le pressioni e l&#8217;intransigenza della controparte, <strong>non hanno mai spiegato con chiarezza </strong>(ai tecnici ma nemmeno agli assistenti amministrativi, che subirono analogo trattamento) le ragioni di tali scelte.</p>
<p>Il punto che rimane fermo da anni è quello del <span style="text-decoration:underline;"><strong>carattere esecutivo</strong></span> della figura di assistente tecnico.</p>
<p>E&#8217; importante a questo punto definire, per sommi capi, il carattere precipuo delle figure impiegatizie esecutive e di concetto.</p>
<p>Nel diritto del lavoro italiano, gli impiegati costituiscono una delle quattro categorie di lavoratori subordinati previste dalla legge.</p>
<p>In rapporto alla natura o alla qualità della prestazione, si distinguono, secondo il RDL 1825 del 1924 in</p>
<ul>
<li><em><strong>impiegati di concetto</strong></em>: 	prestano la loro opera normalmente come preposti ad un ramo 	dell&#8217;impresa, 	svolgendo un&#8217;attività intellettuale di rilievo e di qualche 	responsabilità, non meramente esecutiva;</li>
<li><strong><em>i</em></strong><em><strong>mpiegati d&#8217;ordine</strong></em>: 	collaborano nell&#8217;impresa attuando le disposizioni dei superiori 	gerarchici, con limitata autonomia e preminenza di prestazioni 	esecutive.</li>
</ul>
<p>Se, all&#8217;interno del CCNL venivano attribuite all&#8217;assistente tecnico funzioni di<em> supporto tecnico alla funzione docente relativamente delle attività didattiche ed alle connesse relazioni con gli studenti, </em><em>con</em><em> </em><em><strong>autonomia e responsabilità </strong></em><em>nello svolgimento del lavoro </em><em>e </em><em>con </em><em><strong>margini valutativi</strong></em><em>, </em>appare evidente che la collocazione della figura professionale nell&#8217;ambito della categorie degli impiegati d&#8217;ordine, o esecutivi, poteva lasciare spazio ad ampi <strong>margini dubitativi</strong>. Se dunque il confine tra le due categorie poteva sfocarsi, in quella declaratoria, si sarebbe<strong> auspicato un chiarimento</strong>, con argomenti precisi e circostanziati, circa la natura meramente esecutiva della figura professionale; si preferì invece abbandonare quella definizione nel silenzio totale delle parti  e tornare ad una formulazione asciutta e assolutamente ascrivibile alla categoria degli impiegati d&#8217;ordine.</p>
<p>Allo sconcerto che seguì quel processo di trasformazione non vi furono, per i lavoratori interessati, ulteriori elementi chiarificatori, né da parte del Ministero nè dalle OOSS.</p>
<p>Il CCNL del 2007, poi, si inserì al termine di un periodo di <strong>successive istanze</strong> da parte dei lavoratori, per il riconoscimento del ruolo e della professionalità specifici della figura di assistente tecnico, che durò anni, tra le promesse dei sindacati di un impegno forte e deciso in tal senso, che del Ministero per un interessamento al caso, a cui non seguì alcun cambiamento sostanziale di fatto.</p>
<p>In quegli anni, sino ad oggi, è stata presentata più volte una proposta di legge per la <strong>riqualificazione e valorizzazione del profilo di assistente tecnico</strong>, d&#8217;iniziativa del deputato Angela Napoli, già dirigente scolastico di istituto superiore, che <strong>attualizza</strong> la figura di assistente tecnico e la colloca perfettamente all&#8217;interno della realtà scolastica, <strong>modernizzando il ruolo</strong> del tecnico all&#8217;interno delle istituzioni scolastiche, in relazione alle specifiche necessità e all&#8217;evoluzione e introduzione delle tecnologie all&#8217;interno delle stesse.</p>
<p>L&#8217;ultimo atto formale qui richiamato è rappresentato dall&#8217;art- 62 del CCNL del 2007 in cui si rimandavano a specifica <strong>sequenza contrattuale</strong> (da attuarsi entro trenta giorni dalla firma del Contratto, ma definita a distanza di quasi un anno) le modifiche della declaratoria dei profili professionali, ma che, in questo senso, venne completamente disatteso.</p>
<p>La sequenza contrattuale determinò invece  l&#8217; assegnazione di <em><em>nuove posizioni economiche nell&#8217;Area B finalizzate all&#8217;individuazione di attività lavorative complesse, caratterizzata da autonomia operativa,</em></em> come previsto dal citato art 62.</p>
<p>Di per sé la formulazione del comma in oggetto richiama alla mente l&#8217;evocata distinzione tra impiegato esecutivo e di concetto, e appare evidente come risulti del tutto inappropriata l&#8217;attribuzione di<em><strong> attività lavorative complesse caratterizzate da autonomia operativa</strong></em><em> </em>a lavoratori inquadrati come esecutivi, caratterizzati invece, come già visto e come è previsto dalle norme, da limitata autonomia e preminenza di prestazioni esecutive.</p>
<p>Con la pubblicazione del <strong>materiale di studio</strong> per la preparazione ai <strong>test preselettivi</strong> per l&#8217;accesso alla <strong>II posizione economica</strong> del personale a tempo indeterminato di area B, tuttavia, sopravviene <strong>un fatto nuovo</strong> ed inaspettato.</p>
<p>Quanto viene ad interessarci è contenuto nella <strong>sezione IX (area tecnica), capitolo I</strong>, paragrafo 1 e seguenti del materiale di studio <span style="text-decoration:underline;"><strong>predisposto dal Ministero</strong></span> , a suffragio dei  candidati alle prove preselettive.</p>
<p>E&#8217; opportuno sin da ora specificare che quel materiale è destinato agli assistenti tecnici e costituisce materiale oggetto di prove d&#8217;esame (come si evince da alcuni tests che richiamano quei contenuti) e che <span style="text-decoration:underline;"><strong>si presuppone senza dubbio come inseme di princìpi e di concetti formalmente e ufficialmente accettabili e recepibili</strong></span>, con definizioni che debbono intendersi assodate e valide, proprio in virtù della loro <strong>ufficalità</strong>.</p>
<p>I principi esposti dall&#8217;estensore del documento, che incarna il dicastero di riferimento per le figure professionali a cui si rivolgono, <strong>tratteggiano con cura il profilo di assistente tecnico</strong>. Se ne richiede lo studio e l&#8217;assimilazione da parte dei lavoratori stessi, presupponendo tra l&#8217;altro che quanto è esposto sia da considerarsi come <strong>dato e stato di fatto</strong>.</p>
<p align="left">Passiamo dunque ai contenuti del testo.</p>
<p>Per il Ministero, l&#8217;assistente tecnico è  <em>una figura di supporto alla funzione docente, sia per ciò che concerne la realizzazione di attività didattiche che nel </em><em><strong>curare le relazioni con gli student</strong></em><strong>i</strong>.</p>
<p>Finalmente viene dato riscontro della competenza e professionalità dell&#8217;assistente tecnico, precisando che <em>negli ultimi quindici anni questa figura </em><em><strong>si è arricchita di ulteriori competenze connesse all&#8217; autonomia gestionale</strong></em><em>. In particolare si è visto assegnare ad essa compiti inerenti alla gestione delle reti informatiche, di cui sono dotati oramai tutti gli istituti, oltre alle problematiche connesse all&#8217;ufficio tecnico e alla sicurezza nelle scuole.</em></p>
<p>Spingendosi oltre, viene chiaramente stabilito quanto è stato formalmente negato attraverso la formulazione delle declaratorie (anche attraverso lo stralcio di importanti passaggi, come precedentemente visto) nei Contratti nazionali, ovvero che<em> i</em><em><strong>l riconoscimento dell&#8217; esperienza e della professionalità acquisita</strong></em><em> in anni di processi di trasformazione dell&#8217;organizzazione del lavoro e di innovazioni tecnologiche</em><em><strong> ha condotto l&#8217;assistente tecnico ad assumere un ruolo che supera definitivamente la visione tradizionale:</strong><span style="text-decoration:underline;"> </span><span style="text-decoration:underline;"><strong>non avulso dal processo educativo</strong></span><span style="text-decoration:underline;"> &#8211; </span><span style="text-decoration:underline;"><strong>formativo</strong></span>, rispetto al quale, invece, è chiamato a svolgere un <strong>importantissimo supporto</strong>. Il lavoro del personale tecnico deve essere <strong>orientato al risultato</strong> <span style="text-decoration:underline;"><strong>e coinvolto nella ricerca dello stesso</strong></span> e deve necessariamente trovare i suoi input all&#8217;interno del piano dell&#8217;offerta formativa. </em></p>
<p>Successivi passaggi connotano con definizioni particolarmente caratterizzanti, il ruolo effettivo dell&#8217;assistente tecnico nell&#8217;ambito della gestione dei laboratori e delle attività didattiche:</p>
<p><em>gli impianti e le attrezzature tecnico &#8211; scientifiche richiedono da parte di coloro che ne gestiscono la conduzione un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Know-how">know &#8211; how </a>specifico e </em><em><strong>qualificato</strong></em><em>; è necessaria </em><em><strong>una precisa formazione professionale</strong></em><em>, la conoscenza adeguata di strumentazioni anche complesse e la capacità di utilizzazione delle stesse, nonché di </em><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>esecuzione di determinate procedure tecniche e informatiche</strong></span></em><em><span style="text-decoration:underline;"> con </span></em><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>margini di autonomia nell&#8217;applicazione</strong></span></em><em><span style="text-decoration:underline;">. </span></em></p>
<p>Viene ribadito il ruolo complesso della figura, che necessita di preparazione specifica e continuo aggiornamento:</p>
<p><em>Per assicurare una professionalità adeguata a questo ruolo complesso, l&#8217;assistente tecnico deve possedere una cultura a livello di istruzione superiore (diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale) e dovrà essere motivato ad acquisire ulteriori specifiche competenze con corsi di formazione. </em></p>
<p>L&#8217;attività dell&#8217;assistente tecnico in ambito didattico viene tratteggiata con cura, introducendo il concetto di cooperazione con i docenti e gli allievi, che non può in alcun modo essere ascrivibile al ruolo esecutivo a cui oggi il tecnico deve riferirsi, ma ad una categoria di lavoro intellettuale che può interagire con il docente nell&#8217;ambito delle attività didattiche sperimentali, e con gli allievi attraverso un&#8217;informazione selettiva ed <strong>una consulenza in itinere. </strong>Vengono riconosciute al tecnico specifiche competenze e attribuite funzioni importanti,  giungendo a riconoscere l&#8217;apporto fondamentale nel fornire le<span style="text-decoration:underline;"><strong> basi teoriche e pratiche</strong></span> utili alle fasi cruciali della ricerca e della soluzione dei problemi:</p>
<p><em>L&#8217;apporto dell&#8217;assistente tecnico si pone in cooperazione con l&#8217;attività dei docenti delle varie discipline e con gli stessi alunni, fornendo ad essi un&#8217;informazione selettiva ed <strong>una consulenza in itinere</strong>, in rapporto alle esigenze di studio e di ricerca rappresentate. Egli assiste l&#8217;utenza nell&#8217;approccio a trumenti documentali tradizionali e/o informatici e in quello con le diverse tipologie di documentazione delle attività svolte, siano essi costituiti da supporti cartacei, audiovisivi o multimediali. </em></p>
<p><em>In raccordo con i docenti che collaborano alla realizzazione dei progetti, </em><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>fornisce le basi teoriche e pratiche</strong></span></em><em> </em><em><strong>per affrontare fasi cruciali della ricerca e del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soluzione_del_problema">problem solving</a></strong></em><em>, oltre al concorso nella ricerca, valutazione e selezione di documenti e fonti pertinenti in rapporto agli obiettivi, tempi e prodotti desiderati. Inoltre, di adopera alla produzione dei documenti intermedi e finali frutto del lavoro (dvd, filmati, ecc.). </em></p>
<p>Si riconosce la competenza specifica del tecnico e l&#8217;importanza della sua qualificante presenza:</p>
<p><em>Considerando che competono al docente i compiti di impostazione, scelta, gestione e integrazione delle attività di laboratorio con il percorso formativo globale, è necessario riconoscere che ciò non riguarda solo la preparazione disciplinare di base: servono delle competenze specifiche che pongano in essere sinergie per il raggiungimento degli obiettivi, attraverso nuove metodologie e soluzioni tecniche. La qualificante presenza dell&#8217;assistente tecnico permette di integrare l&#8217;attività del docente nella pianificazione e realizzazione di ogni azione didattica. </em></p>
<p>Tale competenza è richiamata più volte, anche nell&#8217;ambito della formazione delle commissioni tecniche:</p>
<p><em>Possono essere chiamati a far parte delle commissioni tecniche rappresentanti del personale docente ed ATA che posseggano competenze tali da essere reputati esperti in quelle materie di volta in volta oggetto di trattazione.  La figura dell&#8217;assistente tecnico è sempre presente all&#8217;interno di dette commissioni: </em><em><strong>le peculiarità delle sue conoscenze tecniche</strong></em><em> lo rendono elemento necessario per determinare, di concerto con gli altri componenti, quali beni e servizi siano utili a soddisfare i bisogni della scuola, tenendo conto del costo, delle caratteristiche tecniche </em>e funzionali.</p>
<p>Nei rapporti con gli enti e le ditte, inoltre viene stabilito che:</p>
<p><em>la conoscenza delle ditte che operano sul mercato lo pongono in rilievo sul piano pratico e le sue competenze risultano di notevole aiuto anche nella stesura delle ipotesi di costo dei progetti e delle attività ad essi inerenti.  L&#8217;attività di consulenza che sempre più viene richiesta all&#8217;assistente tecnico è quella di essere in grado di gestire flussi integrati ed automatizzati, anche mediante l&#8217;utilizzo di strumenti innovativi, al fine di predisporre i budget e la formulazione di previsioni di spesa per l&#8217;acquisto di beni e/o servizi e per la programmazione degli investimenti strategici mirati alla realizzazione delle attività del POF. </em></p>
<p>In conclusione vengono affermati princìpi sostanziali che non lasciano dubbi circa il ruolo e la vocazione dell&#8217;assistente tecnico:</p>
<p><em>Il continuo ricorso all&#8217;uso dei laboratori rafforza la figura dell&#8217;assistente tecnico e la sua attività è volta anche a favorire l&#8217;<strong>abitudine alla collaborazione</strong>, al confronto, al lavoro in comune oltre <strong>alla pratica di tecniche didattiche orientate al problem-solving. </strong></em></p>
<p><em>Il docente, <strong>debitamente coadiuvato dall&#8217;assistente tecnico</strong>, deve orientare la propria azione formativa con un approccio che<strong> privilegi la scoperta</strong>, <strong>l&#8217;autonomia nella impostazione del lavoro e l&#8217;autocorrezione</strong>. Attraverso esercitazioni opportunamente graduate e accuratamente condotte, lo studente viene messo in grado di familiarizzare con la pluralità delle funzioni di cui è dotato un sistema di utilizzo del laboratorio.</em></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>L&#8217;interazione tra il docente e l&#8217;assistente tecnico costituisce un primo riscontro dell&#8217;efficacia degli insegnamenti. </strong></span></em></p>
<p><em>Nel pieno spirito della riforma, la pratica quotidiana di insegnamento attraverso l&#8217;utilizzo degli strumenti tecnologici presenti nei laboratori serve ad aumentare il livello di partecipazione e motivazione degli studenti. </em></p>
<p><em>In piena sintonia con le indicazioni operative generali del P.O.F.,l&#8217;articolazione delle attività di laboratorio si snoderà generalmente su tre livelli: </em></p>
<p><em>a) Laboratorio curricolare: in orario scolastico curricolare con funzione di apprendimento basilare delle tecniche e dei temi oggetto della programmazione specifica del gruppo classe.</em></p>
<p><em>b) Laboratorio integrativo: in orario scolastico curricolare o extracurricolare, come attività di approfondimento di quanto visto e </em></p>
<p><em>assimilato dagli alunni nell&#8217;ambito curricolare e con modalità diverse organizzate per gruppi, con almeno un insegnante ogni </em></p>
<p><em>dieci/quindici alunni, anche di classi diverse. </em></p>
<p><em>c) Laboratorio extracurricolare: volontario, in orario extrascolastico, per piccoli gruppi di alunni, anche trasversali, con produzione di manufatti o elaborati grafico &#8211; descrittivi che richiedano abilità piùsviluppate. </em></p>
<p><em><strong>In tale prospettiva il lavoro dell&#8217;assistente tecnico, ai fini dell&#8217;efficienza e della funzionalità dei laboratori è fondamentale. </strong></em></p>
<p><em>Strumenti, attrezzature e sostanze devono essere usate dagli allievi con la massima cura e la massima attenzione, <span style="text-decoration:underline;"><strong>su precisa istruzione dell&#8217;insegnante o del tecnico di laboratorio</strong></span><strong> e sotto la loro sorveglianza. </strong></em></p>
<p>In questo contesto appare utile richiamare il recente DPR <em>recante norme concernenti la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche e educative statali</em><em>..</em> in cui si prevede un taglio indiscriminato delle figure tecniche, soprattutto in caso di compresenza, che appare in totale disaccordo con quanto esposto dal Ministero e sin qui richiamato, in relazione all&#8217;utilità e all&#8217;apporto professionale degli assistenti tecnici nell&#8217;ambito delle attività laboratoriali.</p>
<p><strong>E&#8217; lecito domandarsi dunque chi, sino ad oggi, abbia nascosto queste verità.</strong></p>
<p>E&#8217; opportuno riferirsi alla logica: se tali concetti fossero stati condivisi anche dalle organizzazioni sindacali, così come appaiono assodati dal Ministero, <strong>cosa ha impedito</strong> che tali definizioni <strong>potessero rientrare nella declaratoria dei profili? </strong>Se le organizzazioni sindacali, che si sono dichiarate più volte portatrici delle istanze dei tecnici, che da sempre chiedono il riconoscimento dei princìpi esposti con tanta chiarezza dal Ministero,<strong> le avessero manifestate in sede di contrattazione</strong>, cosa avrebbe ostato all&#8217;<strong>accoglimento di quelle istanze</strong> se quei contenuti <strong>erano già condivisi</strong> dal Ministero stesso?</p>
<p>O forse questo documento, che ha carattere di ufficialità, è frutto delle farneticanti visioni di un oscuro personaggio che si muove nei segreti meandri del palazzo?</p>
<p>Inoltre il testo del Ministero<strong> richiama testualmente</strong> alcuni brani della declaratoria del profilo di assistente tecnico del 1999, che sebbene risulti decaduto, <strong>viene ritenuto a tutt&#8217;oggi valido</strong> ai fini della qualificazione della figura professionale.</p>
<p>Tiriamo le somme.</p>
<p>Gli assistenti tecnici sono inquadrati come <strong>esecutivi</strong>, ad un livello professionale equiparabile a quello di <strong>operaio non specializzato</strong>, equivalente alla qualifica di &#8220;usciere&#8221; presente in altri ambiti della pubblica amministrazione, o di manovale in quello del lavoro privato.</p>
<p>Confrontiamo i dati sin qui raccolti per trarre le ovvie conclusioni:</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">secondo il CCNL la figura di assistente tecnico è adibita a:</span></p>
<p><em>conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l&#8217;efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche . Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.</em></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Secondo il documento prodotto dal Ministero</span> contenuto nel materiale di preparazione alla prova preselettiva per l&#8217;accesso alla II posizione economica, l&#8217;assistente tecnico è così qualificato:</p>
<ul>
<li>È figura di 	supporto alla funzione docente, sia per ciò che concerne la 	realizzazione di attività didattiche che nel <strong>curare le relazioni 	con gli studenti</strong>.</li>
<li>negli ultimi 	quindici anni questa figura <strong>si è arricchita di ulteriori 	competenze connesse all&#8217; autonomia gestionale</strong></li>
<li>si è visto 	assegnare  compiti inerenti alla gestione delle reti 	informatiche, oltre alle problematiche connesse all&#8217;<strong>ufficio tecnico 	e alla sicurezza nelle scuole.</strong></li>
<li><strong>un ruolo 	che supera definitivamente la visione tradizionale:</strong><span style="text-decoration:underline;"> </span><span style="text-decoration:underline;"><strong>non 	avulso dal processo educativo</strong></span><span style="text-decoration:underline;"> &#8211; </span><span style="text-decoration:underline;"><strong>formativo</strong></span></li>
<li><strong>è 	orientato al risultato</strong> <span style="text-decoration:underline;"><strong>e coinvolto nella ricerca dello 	stesso</strong></span></li>
<li>gli è  	richiesto un know &#8211; 	how specifico e <strong>qualificato e</strong> <strong>una precisa formazione 	professionale,</strong> la conoscenza 	adeguata di strumentazioni anche complesse e la capacità di 	utilizzazione delle stesse, nonché di <span style="text-decoration:underline;"><strong>esecuzione 	di determinate procedure tecniche e informatiche</strong></span><span style="text-decoration:underline;"> con </span><span style="text-decoration:underline;"><strong>margini di autonomia 	nell&#8217;applicazione</strong></span></li>
<li>si pone in 	cooperazione con l&#8217;attività dei docenti delle varie discipline e 	con gli stessi alunni, fornendo ad essi <span style="text-decoration:underline;"><strong>un&#8217;informazione 	selettiva ed una consulenza in itinere</strong></span></li>
<li>fornisce le 	basi teoriche e pratiche per affrontare fasi cruciali della ricerca 	e del problem 	solving, oltre al concorso nella ricerca, valutazione e 	selezione di <span style="text-decoration:underline;"><strong>documenti e fonti 	pertinenti in rapporto agli obiettivi, tempi e prodotti desiderati</strong></span></li>
<li>La sua 	qualificante presenza  permette di integrare l&#8217;attività del 	docente nella pianificazione e realizzazione di ogni azione 	<span style="text-decoration:underline;"><strong>didattica</strong></span></li>
<li><strong>le 	peculiarità delle sue conoscenze tecniche</strong> lo rendono elemento 	necessario per determinare, di concerto con gli altri componenti, 	quali beni e <span style="text-decoration:underline;"><strong>servizi siano utili a soddisfare i bisogni della 	scuola</strong></span></li>
<li>la sua 	attività è volta anche a favorire l&#8217;<strong>abitudine alla 	collaborazione</strong>, al confronto, al lavoro in comune oltre <strong>alla 	pratica di tecniche didattiche orientate </strong><span style="text-decoration:underline;"><strong>al 	problem-solving</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>ed inoltre:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong>L&#8217;interazione 	tra il docente e l&#8217;assistente tecnico costituisce un primo 	riscontro dell&#8217;efficacia degli insegnamenti</strong></span></li>
<li><strong>il lavoro 	dell&#8217;assistente tecnico, ai fini dell&#8217;efficienza e </strong><span style="text-decoration:underline;"><strong>della 	funzionalità dei laboratori è fondamentale. </strong></span></li>
<li>Strumenti, 	attrezzature e sostanze devono essere usate dagli allievi con la 	massima cura e la massima attenzione, <span style="text-decoration:underline;"><strong>su 	precisa istruzione dell&#8217;insegnante o del tecnico di laboratorio e 	sotto la loro sorveglianza. </strong></span></li>
</ul>
<p><span style="text-decoration:underline;">Questa, invece, la definizione di impiegati esecutivi (RDL 1825/1924):</span></p>
<ul>
<li><em>collaborano 	nell&#8217;impresa attuando le disposizioni dei superiori gerarchici, con 	limitata autonomia e preminenza di prestazioni esecutive</em></li>
</ul>
<p>Ci domandiamo quindi <strong>come sia possibile coniugare le definizioni fornite dal Ministero con quelle contenute nel CCNL</strong> <strong>e con quelle che specificano le mansioni dell&#8217;impiegato di concetto.</strong></p>
<p>Ci domandiamo chi abbia, sino ad oggi, <strong>nascosto la verità</strong>.</p>
<p>Ci domandiamo come oggi sia ancora possibile inquadrare l&#8217;area tecnica nel più vasto e disomogeneo ambito del <strong>personale ATA</strong>, da cui differisce in maniera sostanziale.</p>
<p>Ci domandiamo come ad oggi queste specificità cosi strettamente legate alla didattica non siano transitate in un&#8217;<strong>area specifica</strong>.</p>
<p>Ci domandiamo come sia stato possibile, sino ad oggi,<strong> disattendere le istanze dei lavoratori</strong> che chiedevano alle organizzazioni sindacali il riconoscimento dei valori  e delle professionalità <strong>che già il Ministero aveva presenti.</strong></p>
<p>Non ci abbandoniamo a facili speculazioni e ad accuse generiche, ma riteniamo <span style="text-decoration:underline;"><strong>incoerente</strong></span> quanto è stato esposto con quello che è l&#8217;effettivo inquadramento professionale dell&#8217;assistente tecnico. Tale materiale costituirà di certo un <strong>punto di partenza</strong> indelebile e inalienabile per il  riconoscimento ufficiale di quei valori e di quella professionalità.</p>
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			<media:title type="html">michele</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Variazioni sul tema</title>
		<link>http://assistecnici.wordpress.com/2009/04/27/variazioni-sul-tema/</link>
		<comments>http://assistecnici.wordpress.com/2009/04/27/variazioni-sul-tema/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 15:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ultime variazioni sul tema della professionalità e progressione di carriera del personale ATA di area B, non fanno che inserirsi nel solco di un atteggiamento pressapochistico da parte del Ministero a cui tale personale è ormai da lungo tempo abituato.
Inquadrate come esecutive, quelle figure svolgono un lavoro di concetto che non vuole, per la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=373&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Le ultime variazioni sul tema della <strong>professionalità</strong> e progressione di carriera del personale ATA di area B, non fanno che inserirsi nel solco di un atteggiamento<strong> pressapochistico</strong> da parte del Ministero a cui tale personale è ormai da lungo tempo abituato.<br />
Inquadrate come esecutive, quelle figure svolgono un<strong> lavoro di concetto</strong> che non vuole, per la convenienza di molti, essere riconosciuto.<br />
La <strong>sequenza contrattuale</strong>, disattendendo l&#8217;art 62 del ccnl che invocava con chiarezza una profonda ridefinizione dei profili, ha sancito invece la nascita di ulteriori posizioni economiche, che &#8220;<strong>condonano</strong>&#8221; il lavoro di concetto sino ad oggi svolto da quelle figure e mai riconosciuto.</p>
<p>Il passaggio alla cosidetta <strong>II posizione economica</strong>, un contentino che comporta una generica assunzione di compiti di maggiore responsabilità e <span style="text-decoration:underline;"><strong>1800 euro lorde annue non cumulabili</strong></span> con quelli previsti per l&#8217;art 7, e che metterà fine con ogni probabilità agli incarichi specifici, ma la quasi certa assunzione di mansioni d&#8217;ogni genere rientranti &#8220;a forza&#8221; nella generica definizione innanzi citata, avviene attraverso un preselezione, una prova su 60 tests scelti dal computer in fase di esame tra 1200 predisposti dal Ministero, da svolgere in 1 ora, al cui superamento seguirà apposito corso di formazione.<span id="more-373"></span></p>
<p>I testi predisposti dal ministero per la preparazione ai test e le domande relative a ciascuna sezione,  sconcertano e lasciano interdetti, per la <strong>natura del materiale proposto</strong> e per la <span style="text-decoration:underline;"><strong>scarsa attinenza</strong></span> con le professionalità a cui si rivolgono.</p>
<p>Al Ministero dell&#8217;italianissima Pubblica Istruzione, pareva brutto riferirsi in termini chiari e nell&#8217;italiano corrente. Si è quindi indugiato in <strong>tecnicismi e formalismi</strong>, abusando di termini in inglese e scadendo in un <strong>copia-incolla</strong> da dispense evidentemente preparate a suo tempo <strong>per altri scopi</strong>, e certamente  rivolte ad altre figure professionali.<br />
Per carità, nulla da eccepire se, lo si ribadisce, quel materiale non fosse destinato a impiegati esecutivi. Perchè la II posizione economica <strong>non muterà lo status</strong> dei lavoratori che riusciranno ad acquisirla. Esecutivi rimarranno, con <strong>equiparazione ai più bassi livelli retributivi</strong> presenti all&#8217;interno della p.a. e del lavoro privato.</p>
<p>Si deve presupporre e presumere che all&#8217;interno delle istituzioni scolastiche ogni figura che dirigerà e sovrintenderà il lavoro di quel personale approdato alle nuove posizioni economiche <strong>sia a conoscenza di quelle nozioni richiamate </strong>dai testi oggetto di studio, da quelle giuridiche di base a quelle di diritto costituzionale, dai principi del diritto amministrativo, pubblico e privato al diritto comunitario, dalla teoria e pratica della comunicazione alle  nuove tecnologie informatiche, dalla sicurezza sui luoghi di lavoro a quella informatica, dalla normativa sulla privacy a quella sulla disabilità, dagli elementi della comunicazione all&#8217;organizzazione amministrativa. E via dicendo&#8230;<br />
Lo <strong>si deve presumere</strong> proprio perchè  oggi se ne richiede la conoscenza ai loro sottoposti, il cui livello professionale, in altri ambiti dell&#8217;aministrazione pubblica, e in quello del lavoro privato, non sono equiparabili che a manovali, senza sfiorare nemmeno l&#8217;inquadramento dell&#8217;operaio specializzato, con stipendi di base che non raggiungono i 1000 euro mensili, e agguantano i 1100 dopo &#8220;soli&#8221; 10 anni di servizio.<br />
Non si vuole per contro presumere che così non sia, ma è certamente  lecito domandare  che venga stabilita, in futuro, la preparazione di queste figure appartenenti alla leadership (per usare un termine tanto caro al Ministero),  per ovvie ragioni di buon senso e, perchè no, di buon gusto.<br />
E&#8217; parimenti lecito  domandare che <strong>venga accertata</strong> tale preparazione nelle figure che prestano servizio al fianco dei tecnici (docenti, itp) sulle stesse questioni. E per le stesse ragioni.</p>
<p>Ma si sa, c&#8217;è condono e condono&#8230;</p>
<p>Per quantità e per qualità, le materie e i testi previsti e predisposti dal Ministero sono in palese contraddizione con la vocazione esecutiva che ancora oggi si pretende di riconoscere nelle figure professionali di a.a. e a.t.<br />
otto grandi aree (nove per gli assistenti tecnici) che trattano<strong> argomenti del tutto avulsi dalla realtà lavorativa</strong> a cui sono rivolti.</p>
<p>ecco i capitoli principali, <span style="text-decoration:underline;"><strong>contenenti a loro volta differenti paragrafi di approfondimento</strong></span>, per un totale di <strong>687 pagine</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>nozioni giuridiche di base</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> principi del Diritto Costituzionale</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> principi del diritto amministrativo</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> organizzazione amministrativa</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> attività amministrativa</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> attività di diritto privato della pubblica amministrazione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Metodi di scelta dei contraente nel Codice dei contratti pubblici</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto scolastico: Cenni storici, principi costituzionali, evoluzione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Cenni storici e profili organizzativi dal 1860 alla Costituzione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto scolastico &#8211; L&#8217;autonomia scolastica</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto scolastico &#8211; Il personale della scuola</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto del lavoro</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto privato &#8211; I soggetti di diritto</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto privato &#8211; I diritti reali</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto privato &#8211; Le obbligazioni ed i contratti</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Diritto comunitario e dell&#8217;unione europea</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il quadro della Pubblica Amministrazione</strong><strong> L&#8217;autonomia scolastica. La prima tappa del processo riformatore</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>la semplificazione amministrativa</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> la privatizzazione del rapporto di pubblico impiego e la devoluzione al giudice ordinario delle controversie di alvoro</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> le quattro responsabilità del dipendente dell&#8217;amministrazione scolastica</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La gestione amministrativo-contabile</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> L&#8217;istituzione scolastica autonoma</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Il budget ed il controllo di gestione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Database</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> reti LAN</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Internet e la Multimedialità</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> La Firma digitale</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Il sistema informativo della P.I</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> La rete unitaria della P.A</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> La sicurezza informatica</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Comunicazione, informazione e documentazione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Aspetti gestionali-relazionali &#8211; Per la valorizzazione delle risorse umane</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> I modelli organizzativi</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> La gestione delle risorse umane</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Sicurezza</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Riservatezza e Privacy</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Disabilità e handicap</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> La scuola italiana e la scelta dell&#8217;integrazione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Il diritto all&#8217;istruzione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Le figure professionali e le risorse che sostengono l&#8217;integrazione degli alunni con disabilità</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> Strumenti e processi di progettazione condivisa</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> La valutazione degli alunni con disabilità</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche in compresenza del docente</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> L&#8217;attività di collaborazione e di consulenza</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong> La conduzione tecnica dei laboratori</strong></li>
</ul>
<p>Appare evidente l&#8217;inutilità del materiale proposto, in relazione al lavoro svolto dal personale di area B e all&#8217;inquadramento economico attuale.</p>
<p>I tests allegati (1200) che richiamano il materiale di studio proposto, risultano spesso di <strong>difficile comprensione</strong>, se slegati dal testo del materiale di studio,  e <strong>contengono errori e difficoltà di decifrazione </strong>che hanno del grottesco.</p>
<p>La conoscenza delle teorie situazionali, a desempio, è fondamentale nel lavoro esecutivo di segreteria e di laboratorio, come certamente si evincerà dal tono e dal contenuto del seguente quesito:</p>
<p><em>Tra le teorie situazionali più note c&#8217;è la life-cycle theory di Hersey e Blanchard che focalizza l&#8217;attenzione sulle capacità dei collaboratori rispetto alle quali il leader deve adattare il proprio stile:<br />
1) stile prescrittivo forte direttività e bassa relazione nello stabilire ruoli e compiti e modalità di svolgimento; adatto nel caso in cui i collaboratori hanno scarsa competenza ed esprimono insicurezza rispetto al compito da svolgere;<br />
2) stile di vendita il leader ha un comportamento sia direttivito che relazionale, di sostegno; adatto nel caso in cui i collaboratori non sono profesionalizzati ma al contempo hanno fiducia in loro stessi;<br />
3) stile coinvolgente, di tipo supportivo, centrato sulle relazioni, capace di coinvolgere; adatto per collaboratori che hanno capacità sviluppate ma sono insicuri o poco motivati;<br />
4) stile delegante, il comportamento del leader sarà poco direttivo e poco relazionale, anche se individua i problemi, delega pienamente la responsabilità di gestire l&#8217;obiettivo affidato; questo stile è adatto<br />
quando i collaboratori sono competenti ed autonomi</em></p>
<p>La conoscenza della<strong> teoria di Blanchard</strong> sarà utile poi nell&#8217;ipotesi di una progressione di carriera, che al momento non è contemplata dal CCNL.<br />
Ma pare inutile cavillare.<br />
Sarà quindi di grande giovamento sapere come rispondere al seguente, fondamentale, quesito:</p>
<p><em>Secondo la teoria di Bass (1985), quali sono i due tipi di<br />
leadership?<br />
1 . Transazionale e trasformazionale<br />
2 . Trasformazionale e Direttiva<br />
3 . Direttiva e Transazionale<br />
4 . Telocratica e Burocratica</em></p>
<p>e si potrà quindi tratteggiare  con esattezza le caratteristiche strutturali della leadership Autocratica (domanda n°58 La Gestione delle risorse umane &#8211; Evoluzione dello stile di leadership nella p.a. ).<br />
In fondo, quale dirigente scolastico non conosce l&#8217;evoluzione dello stile di leadership nella pubblica amministrazione?</p>
<p>Qualsiasi dirigente, direttore dei servizi o docente,  saprà certamente risponde alla seguente domanda, posta a bruciapelo nel corridoio di scuola:</p>
<p><em>L&#8217;Ufficio Relazioni con il Pubblico deve contribuire al<br />
coordinamento delle funzioni di comunicazione dell&#8217;Ente, ai sensi:<br />
1 . della Legge n.150/00<br />
2 . della Direttiva 07.02.2002<br />
3 . del d.lgs. n.29/93<br />
4 . della legge n.241/90</em></p>
<p>ma  nella remota possibilita che non sappia dare la corretta risposta, sarà certamente in grado di decifrare il foglietto che prontamente l&#8217;esecutivo di area B gli porgerà, sul quale avrà trascritto con cura quanto è riportato al quesito 206 (argomento:VERSO UN SISTEMA INFORMATICO DELLA P.A. &#8211; La rete unitaria della pubblica amministrazione ):</p>
<p><em>Quando è entrato in vigore il codice dell&#8217;Amministrazione Digitale?<br />
1 . 38718<br />
2 . 33970<br />
3 . 39814<br />
4 . 17533</em></p>
<p>Al ministero, nella somministrazione di tests a carattere informatico, omettono la formattazione dei numeri in data. Sarebbe altrimenti, la risposta, troppo semplice&#8230;. in fondo chi non riesce a calcolare a mente quanti giorni sono passsati dal primo gennaio 1900?</p>
<p>Ma se lo sfortunato  impiegasse troppo tempo per comprendere, il nostro impiegatuccio esecutivo sarà costretto ad informarlo che il tempo massimo consentito per rispondere a ciascun test è 60 secondi, dai quali bisogna detrarre il tempo utile ad una mente normodotata per decifrare domande del tipo:</p>
<p><em>Quale definizione dà Barnard di un&#8217;organizzazione complessa?<br />
1 . Le organizzazioni a grandi dimensioni; differiscono dalle minori per il tipo, la varietà e l&#8217;intreccio delle relazioni socio-tecniche che le costruiscono </em></p>
<p><em>2 . Le organizzazioni caratterizzate da relazioni strutturali che<br />
caratterizzano il modo di agire delle stesse<br />
3 . Le organizzazioni caratterizzate non solo da relazioni tra<br />
individui ma tra unità e sub-unità strutturali di varie dimensioni e in varie posizioni gerarchiche<br />
4 . Le organizzazioni in cui le sub-unità si dividono il lavoro:<br />
alcune si occupano degli utenti esterni, altri di programmazione, e cosi via</em><br />
(Argomento trattato in: I Modelli Organizzativi; Il concetto di<br />
organizzazione complessa)</p>
<p>Nel seguente quesito, invece, un qualsiasi essere umano dotato di un&#8217;efficace risposta alle sollecitazioni visive, ed essendo la risposta corretta l&#8217;ultima, impiegherà circa 40-50 secondi per leggere l&#8217;intero testo alla velocità massima consentita per una corretta comprensione del contenuto:</p>
<p><em>Quali delle seguenti affermazioni è inesatta?<br />
1 . Un eccessivo approvvigionamento di materiale che può risultare non inutilizzabile a causa del decorso del tempo (ad esempio le cartucce di inchiostro per stampanti e laser che hanno una scadenza d&#8217;uso che deve<br />
essere sempre controllata sin dal momento dell&#8217;acquisto).<br />
2 . Al docente affidatario del laboratorio sarà consegnato da parte del Direttore SGA, su indicazione vincolante del dirigente scolastico, un sub-inventario ove sono elencati in debito ordine tutti i beni, le attrezzature e le<br />
suppellettili esistenti nel laboratorio e nelle aule speciali affidatigli in &#8220;subconsegna&#8221;<br />
3 . I beni ed i materiali acquistati dalle istituzioni scolastiche devono essere sistemate in un locale opportunamente predisposto ed organizzato in modo da trarre il maggior utilizzo degli spazi disponibili, favorire le operazioni di<br />
carico e scarico dei diversi prodotti, il loro riscontro e la verifica periodica delle consistenze e delle scorte del magazzino.<br />
4 . I beni obsoleti o non più utilizzabili saranno conservati in appositi luoghi all&#8217;interno del laboratorio/officina/reparto di lavorazione</em></p>
<p>E infatti, giusto a proposito di corretta comunicazione, viene chiesto:<br />
<em>Quale delle seguenti NON è una condizione essenziale perche un atto linguistico sia da considerarsi &#8220;appropriato&#8221;:<br />
1 . gli atti devono essere veri in relazione alle condizioni effettive<br />
2 . gli atti devono essere sinceri in relazione all&#8217;emittente<br />
3 . gli atti devono essere corretti in relazione alle norme generalmente condivise<br />
4 . gli atti devono essere correlati a ciò che esprime il linguaggio non verbale</em></p>
<p>e anche:<br />
<em>Una comunicazione efficace è vicina all&#8217;essenza del management efficace?<br />
1 . Certamente, tanto che si può dire che una implica l&#8217;altra<br />
2 . Non molto, altri sono gli aspetti salienti del management<br />
3 . E&#8217; importante ma non cosi fondamentale<br />
4 . La comunicazione è assolutamente antitetica all&#8217; efficace management</em></p>
<p>oppure</p>
<p><em>Qual può essere la definizione di comunicazione:<br />
1 . l&#8217;interazione intersoggettiva e volontaria mediante un linguaggio umano<br />
basato su un sistema simbolico<br />
2 . l&#8217;interazione intersoggettiva e volontaria mediante un linguaggio umano<br />
basato sulla doppia articolazione<br />
3 . l&#8217;interazione intersoggettiva e volontaria mediante un linguaggio umano<br />
basato sulla doppia articolazione e su un sistema simbolico<br />
4 . l&#8217;interazione volontaria mediante un linguaggio umano basato sulla doppia<br />
articolazione e su un sistema simbolico</em></p>
<p>Infatti la comunicazione è tutto, specie se si tratta di gestione delle risorse umane e di Leadership; e giustappunto, tra le immancabili domande sul tema, l&#8217;operaio non specializzato di scuola sarà chiamato a rispondere a questiti di questo tenore:</p>
<p><em>Quando è meglio utilizzare lo stile di leadership &#8220;Di Vendita&#8221; secondo la Life-Cycle Theory ?<br />
1 . Con collaboratori con scarsa competenza ed insicuri nei confronti del compito da svolgere<br />
2 . Con collaboratori non professionalizzati ma fiduciosi in loro stessi<br />
3 . Con collaboratori che hanno capacità sviluppate ma sono insicuri o poco motivati<br />
4 . Nel caso in cui i collaboratori siano indipendenti ed autonomi</em></p>
<p>ovvero:</p>
<p><em>Quali sono le caratteristiche strutturali della leadership Autocratica?<br />
1 . Non viene esercitato alcun controllo: il superiore fornisce solo informazioni e supporto amministrativo<br />
2 . Rapporto egualitario: i collaboratori sono incoraggiati a condividere le responsabilità del superiore<br />
3 . Controllo completo su tutti gli aspetti del comportamento dei collaboratori<br />
4 . Il capo incoraggia l&#8217;interazione sociale e l&#8217;affiliazione</em></p>
<p>Certo, 60 secondi non sono pochi, in fondo, a fronte di una robusta preparazione e studio preliminari, salvo incappare in simpatiche complicazioni forse a bella posta inserite dal Ministero per disagiare le menti più preparate, come nel caso seguente:</p>
<p><em>Quale delle seguenti affermazioni è vera?<br />
1 . Il Centro Tecnico della Rete unitaria, iscritto all&#8217;elenco pubblico dei certificatori svolgerà i compiti di certificazione e di validazione temporale per i soggetti che utilizzano la Rete unitaria stessa<br />
2 . Il Centro Tecnico della Rete unitaria, pur non essendo iscritto all&#8217;elenco pubblico dei certificatori svolgerà i compiti di certificazione e di validazione temporale per i soggetti che utilizzano la Rete unitaria stessa<br />
3 . Il Centro Tecnico della Rete unitaria, non essendo iscritto all&#8217;elenco pubblico dei certificatori non potrà svolgere i compiti di certificazione e di validazione temporale per i soggetti che utilizzano la Rete unitaria stessa<br />
4 . Il Centro Tecnico della Rete unitaria, iscritto all&#8217;elenco pubblico dei certificatori svolgerà i compiti di certificazione e di validazione temporale per i soggetti che utilizzano la Rete unitaria stessa</em></p>
<p>in cui la risposta 1 e 4 sono identiche (il ministero tiene però a precisare che quella esatta è la numero 4)</p>
<p>o in questo:</p>
<p><em>In caso di lavoro al videoterminale, nel computo dei tempi di interruzione:</em></p>
<p><em>1 . sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati tempo di lavoro ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro</em></p>
<p><em>2 . non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati tempo di lavoro ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro</em></p>
<p><em>3 . potrebbero essere compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico a seconda dei dispositivi</em></p>
<p><em>4 . non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati tempo di lavoro ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro</em></p>
<p>dove convivono risposte identiche. Al lettore l&#8217;individuazione.</p>
<p>Ma per incoraggiare lo studio e manifestare tutta la sua buona volontà<br />
il ministero duplica qualche decina di test. Grande vantaggio.</p>
<p>Domande quali:<br />
<em>Nel passaggio da un modello organizzativo burocratico a quello telocratico, quale aggettivo individua il sistema di relazioni sindacali nel modello organizzativo Teocratico?</em></p>
<p>rispondono certamente alle più alte esigenze cognitive dell&#8217;esecutivo posto alla scrivania di una segreteria scolastica, o all&#8217;interno di un laboratorio di chimica. Ma non lasciamoci imbarazzare e confondere da quel termine &#8220;teocratico&#8221;, o lasciarci soprendere da un improvviso afflato mistico, perchè il termine è stato qui erroneamente collocato, in luogo di quello, esatto, di &#8220;telocratico&#8221; (dal greco<em> telos</em>, insieme di strumenti per il raggiungimento di un fine/obiettivo)</p>
<p>Non mancano gustosi esempi di interpretazione e riformulazione di concetti informatici di base.</p>
<p>Ad esempio:</p>
<p><em>Quali tra questi operatori NON è un operatore logico da usarsi<br />
nelle ricerche sui motori on-line?<br />
1 . AND<br />
2 . LONG<br />
3 . NEAR<br />
4 . OR </em></p>
<p>la risposta corretta è la seconda, mentre il Ministero sostiene essere la prima</p>
<p><em>Un database relazionale è:<br />
1 . un db che consente di associare i dati di una tabella con quelli di un’altra attraverso i valori corrispondenti delle tabelle<br />
2 . la stabilizzazione di una relazione tra due diversi db<br />
3 . la relazione che si crea tra due operatori diversi che usano lo stesso db<br />
4 . la relazione fra maschere di un db </em></p>
<p>Un database relazionale mette in relazione, appunto, i dati contenuti in differenti tabelle (risposta 1), e non più maschere, che sono solo interfacce, come sostiene il Ministero segnando la risposta numero 4 come corretta</p>
<p>Il caso seguente è esemplare:</p>
<p><em>La struttura della CPU è suddivisa in due unità CU e ALU. Cosa è<br />
la CU?<br />
</em></p>
<p><em>1 . L’Unità Logico Aritmetica<br />
2 . L’Asse Logica dell’Unita<br />
3 . Il Centro Protezione Unità<br />
4 . La memoria del computer </em></p>
<p>Il Ministero sostiene che la risposta corretta sia la prima. Tuttavia l&#8217;Unità logica aritmetica (risposta 1)  è la ALU mentre la CU (domanda richiesta), ovvero la Control Unit, non è contemplata tra le risposte</p>
<p>Quanto espunto dai test graziosamente predisposti dal ministero per l&#8217;autoformazione del personale titolato a sostenere le prove, non è che un <strong>piccolo esempio</strong>.</p>
<p>Il dettato del testo e il tenore generale del materiale si inserisce in quello richiamato.<br />
<strong>Concetti essenziali per la conduzione tecnica dei laboratori, la guida degli autoveicoli e la loro manutenzione (a.t., mansionario CCNL)</strong></p>
<p>Data l&#8217;ovvia <strong>scarsa afferenza</strong> del materiale con le professionalità e il lavoro dei lavoratori di area B del comparto scuola, ci si aspettava <span style="text-decoration:underline;"><strong>un segnale forte e chiaro da parte delle organizzazione sindacali</strong></span>.<br />
Unica timida voce emersa dal silenzio generale dei sindacati è stata quella di CGIL, immersa tra le pagine del sito ufficiale, in cui si legge:</p>
<p><em>Pur condividendo la scelta di pubblicare sia le domande che le risposte onde agevolare la preparazione dei lavoratori, dobbiamo rilevare, ad una prima lettura, la non congruità di alcuni dei contenuti oggetto dei quiz con la finalità stessa della selezione, vale a dire la valorizzazione professionale di quelle figure che in maniera più pesante hanno portato sulle spalle i cambiamenti in campo organizzativo. In modo particolare i test relativi alla parte normativa-contrattuale e amministrativa risultano molto complessi. In particolare, una buona parte di questi è basata su una visione puramente nominalistica delle materie, pretendono la conoscenza astratta di termini specialistici delle varie discipline, possibilmente i più complessi.</em></p>
<p><em>Per tali ragioni, abbiamo immediatamente chiesto al Miur di rivedere i materiali e i quiz pubblicati e contestualmente abbiamo richiesto l&#8217;allungamento dei tempi per espletare la prova.</em></p>
<p>Ma sappiamo che le OOSS si sono impegnate già da prima dell&#8217;uscita dei test per <strong>promuovere corsi formativi ad hoc </strong>(generalmente a pagamento).<br />
Sarebbe forse troppo domandare <strong>un impegno più costante e serio</strong> e farsi carico di una <strong>forte protesta</strong> dinnanzi al Ministero?</p>
<p>Studieremo, proveremo, con la consapevolezza di <strong>aver perso un&#8217;importante occasione</strong> per imparare qualcosa di veramente utile al servizio svolto, e con la percezione, netta e chiara, della volontà di <strong>tagliare teste e ridurre al minimo </strong>il numero di lavoratori che riusciranno ad approdare alla II posizione economica.<br />
Il materiale fornito rimarrà nella storia della categoria, e agli atti, per tutte le necessità, anche legali, del caso.</p>
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	</item>
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		<title>Precisazione sulla proposta di legge 809</title>
		<link>http://assistecnici.wordpress.com/2009/03/07/precisazione-sulla-proposta-di-legge-809/</link>
		<comments>http://assistecnici.wordpress.com/2009/03/07/precisazione-sulla-proposta-di-legge-809/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 17:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://assistecnici.wordpress.com/?p=370</guid>
		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico importante precisazione in relazione alla proposta di legge presentata dall&#8217;On. Napoli n. 809, ricevuta da chi ha collaborato all&#8217;estensione della proposta stessa e che chiarisce esaustivamente la questione dei corsi-concorsi.
&#8230;
intervengo per un chiarimento richiesto e dovuto in merito alla P.d.L. n. 809 dell&#8217;On.le Napoli.
Innanzitutto le modifiche apportate negli anni  alla proposta, sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=370&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ricevo e pubblico importante precisazione in relazione alla proposta di legge presentata dall&#8217;On. Napoli n. 809, ricevuta da chi ha collaborato all&#8217;estensione della proposta stessa e che chiarisce esaustivamente la questione dei corsi-concorsi.<span id="more-370"></span></p>
<p><em>&#8230;<br />
intervengo per un chiarimento richiesto e dovuto in merito alla P.d.L. n. 809 dell&#8217;On.le Napoli.<br />
Innanzitutto le modifiche apportate negli anni  alla proposta, sono state del cambiamento dei termini delle scadenze dei vari adempimenti necessari ad ogni cambio di legislatura. Ad esempio i termini per gli inquadramenti, per i corsi d&#8217;aggiornamento previsti, ecc.,null&#8217;altro è stato modificato per quanto concerne i contenuti della stessa come mi era parso di capire in un primo momento.<br />
</em></p>
<p><em>Un altro  chiarimento importante invece, è quello che riguarda l&#8217;art. 8 comma 3 ; in esso è previsto che coloro che non partecipano, non frequentano, o, non risultano idonei ai previsti corsi di aggiornamento,saranno inquadrati nell&#8217;area A dei collaboratori scolastici in un ruolo speciale che sarà istitutito con apposito regolamento. Questo  comma riguarda soltanto gli assistenti tecnici che non sono in possesso  né del Diploma di Maturità, né dell&#8217;Attestato di qualifica rilasciato ai sensi della L. 21/12/1978 n. 845 (Formazione Professionale). Ciò perchè il titolo di studio richiesto per i Coll. Scolastici o ggi è diventato quello che era il nostro precedente titolo di accesso, cioé, Lic Media e Diploma o Attestato di qualifica.<br />
</em></p>
<p><em>Certamente all&#8217;interno della categoria saranno pochissimi quelli che si trovano in tale situazione, e che comunque in questi anni stanno per essere collocati in quiescenza, pertanto nessun allarmismo di dequalificazione per il<br />
nostro profilo. </em></p>
<p><em>Pasquale</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/assistecnici.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/assistecnici.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/assistecnici.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/assistecnici.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/assistecnici.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/assistecnici.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/assistecnici.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/assistecnici.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/assistecnici.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/assistecnici.wordpress.com/370/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=370&subd=assistecnici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">michele</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>DPR organici: gli Itp faranno i tecnici, per gli At solo tagli, addio area C</title>
		<link>http://assistecnici.wordpress.com/2009/02/24/dpr-organici-gli-itp-faranno-i-tecnici-per-gli-at-solo-tagli-addio-area-c/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 17:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[ata]]></category>
		<category><![CDATA[profilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua lo scempio dei tagli e delle riforme del personale a colpi di decreti e regolamenti. La figura di assistente tecnico si trova oggi ad assumere il ruolo di vittima predestinata. Sono agghiaccianti i termini in cui si tenta il ridimensionamento del personale non docente che opera in ambito  didattico, con modalità sconcertanti che aprono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=352&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Continua lo scempio dei<strong> tagli</strong> e delle riforme del personale a colpi di decreti e regolamenti. La figura di assistente tecnico si trova oggi ad assumere il ruolo di <strong>vittima predestinata</strong>. Sono agghiaccianti i termini in cui si tenta il ridimensionamento del personale non docente che opera in ambito  didattico, con modalità sconcertanti che aprono <strong>scenari difficilmente analizzabili ed interpretabili</strong>, e che creano ulteriore confusione sul ruolo dei differenti profili operanti all&#8217;interno dei laboratori.<span id="more-352"></span></p>
<p>Dopo il pasticcio tutto squisitamente e nostranamente italiano del <em>DM del 10 agosto 2000 n° 200</em>, con cui si è tentato di razionalizzare e definire maldestramente un sistema , quello delle <strong>compresenze all&#8217;interno dei laboratori</strong>, fondandosi già in quell&#8217;occasione su una  base strettamente numerica, trascurando professionalità e compiti dei differenti profili, e aggiungendo parametri e condizioni che si scontrarono poi con i mansionari dei CCNL, si profila domani lo spettro di una nuova norma confusa e pasticciata.</p>
<p>Parliamo del <strong>DPR</strong>, <em>recante norme concernenti la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche e educative statali, ai sensi dell&#8217;articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giungo 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.</em></p>
<p>Gli articoli 3 e 7 della citata bozza trattano il profilo di assistente tecnico in modo assai approssimativo,  e realizzano alcuni evidenti intendimenti volti ad una razionalizzazione che non trova nelle modalità esposte alcuna relazione pratica con la realtà scolastica. <strong>I parametri utilizzati risultano decontestualizzati</strong>, e viene marcata una <strong>differenza</strong> già evidente tra le aspettative e le possibilità future del profilo di assistente tecnico rispetto ai restanti profili ATA.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><em>Articolo 3 &#8211; Efficacia ed efficienza dei servizi<br />
</em></span></p>
<p>(&#8230;)</p>
<p><em>3. Nei casi di compresenza durante le ore di insegnamento tecnico-scientifico,<br />
dell’insegnante teorico, dell’insegnante tecnico-pratico e dell’assistente tecnico, può<br />
disporsi con apposita delibera della giunta esecutiva, la non attivazione del posto di<br />
assistente tecnico o in sostituzione dello stesso l’istituzione di altro posto di assistente<br />
tecnico di diversa area non coperta e di cui si valuti necessaria l’attivazione. La predetta<br />
determinazione non deve comportare, in alcun caso, situazioni di soprannumerarietà<br />
rispetto all’organico di istituto.<br />
4. Nei periodi di sospensione dell’attività didattica gli assistenti tecnici possono essere<br />
utilizzati oltre che in attività di manutenzione ordinaria del materiale tecnico, scientifico ed<br />
informatico dei laboratori, officine, reparti di lavorazione o uffici di rispettiva competenza,<br />
anche in attività di manutenzione straordinaria del predetto materiale e in attività di<br />
supporto alla didattica, necessarie per l’ordinato e puntuale avvio dell’anno scolastico.</em></p>
<p>E&#8217; evidente  che, ove si presentasse la situazione di cui al comma 3, <strong>l&#8217;ITP dovrebbe sostituire di fatto l&#8217;assistente tecnico</strong>, venendo quindi a profilarsi per il docente l&#8217;eventualità di svolgere il lavoro esecutivo di competenza sino ad oggi dell&#8217; assistente tecnico. Se dunque il ruolo tecnico all&#8217;interno dei laboratori è dall&#8217;estensore del regolamento  da intendersi come<span style="text-decoration:underline;"><strong> interscambiabile</strong></span> tra le figure di ITP e AT, appare logico domandarsi<strong> cosa sia accaduto sino ad oggi all&#8217;interno dei laboratori</strong>.</p>
<p>Se, come appare, il ruolo dell&#8217;AT appare superfluo ed alienabile, non vi saranno presumibili proteste da parte degli Itp che dovranno, da domani, farsi carico di quelle mansioni, anche  in un più ampio contesto di razionalizzazione di quel profilo.</p>
<p>Eppure, sebbene tanto inutile appaia il ruolo dell&#8217;assistente tecnico,  al successivo comma 4 viene stabilito che i tecnici debbano <strong>essere impiegati in manutenzioni straordinarie durante il periodo estivo</strong>. Nella malaugurata eventualità che possano coesistere figure di AT e ITP all&#8217;interno di un laboratorio, a seguito del taglio previsto della figura di AT, quelle manutenzioni <strong>svaniranno magicamente</strong>, o saranno da intendersi svolte dagli ITP?</p>
<p>E&#8217; lecito inoltre supporre che, data la leggerezza con cui le differenti figure vengono interscambiate quando si tratta di tagli, possano essersi verificate in questi anni situazioni di <strong>assunzione di compiti non strettamente esecutivi da parte degli assistenti tecnici</strong>? Non possiamo non riferirci poi ai numerosi indirizzi in cui la figura di ITP non è presente, e nei quali, oggi, è forse ipotizzabile un apporto differente all&#8217;attività didattica da parte degli assistenti tecnici.</p>
<p>Forse quella presunta interscambiabilità, ammesso e (giustamente) non concesso che i docenti tecnico-pratici vogliano riconoscerla,  è da intendersi a <strong>senso unico</strong>?</p>
<p>Come inserire, in questo contesto, la creazione delle figure intermedie di area B, che dovrebbero assumere funzioni di maggiore responsabilità?</p>
<p>Nell&#8217;eventualità, dunque, di compresenza tra docente, Itp, e At all&#8217;interno dei laboratori dovrebbe verificarsi la seguente situazione:</p>
<p>- su un organico di due docenti e un tecnico viene tagliata la figura tecnica.<strong> Rimangono in aula due docenti</strong>.</p>
<p>- la funzione tecnica rimane inespressa o <strong>affidata agli ITP. </strong>O se ne dovrà espressamente dichiararne l&#8217;inutilità<strong>.<br />
</strong></p>
<p>- i laboratori orfani della figura tecnica <strong>non riceveranno alcuna manutenzione durante il periodo estivo</strong>. Lasciando intendere che ad oggi sia quindi, del tutto inutile.</p>
<p>- i posti di assistente tecnico tagliati potranno essere ricostituiti <strong>in altra area</strong>. Ove si verificasse una necessità sino ad oggi non espressa, quindi di fatto difficilmente riscontrabile domani.</p>
<p>Appare evidente sin qui come l&#8217;intenzione precipua sia quella di preservare il posto di docente tecnico-pratico a scapito di quello di assistente tecnico.</p>
<p>Posizione condivisibile, posto che gli ITP assumano anche  il ruolo di tecnico. Si determina attraverso questa norma l&#8217;<strong>inutilità della presenza del tecnico in laboratorio durante il periodo estivo</strong>, venendo di fatto a mancare la figura di riferimento deputata allo svolgimento di quelle presunte mansioni.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><em>Articolo 7 &#8211; Profili professionali di coordinatore amministrativo e di coordinatore tecnico – Area C</em></span></p>
<p><em>1. Nel quadro degli obiettivi di razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse umane e di<br />
realizzazione di una maggiore efficacia ed efficienza dei servizi amministrativi e tecnici<br />
delle istituzioni scolastiche ed educative sono costituiti, secondo i criteri e parametri<br />
previsti dal presente articolo, i posti di organico per i profili professionali di coordinatore<br />
amministrativo e di coordinatore tecnico dell’Area C di cui alla tabella A annessa al<br />
contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto scuola per il<br />
quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007.<br />
2. Il posto di organico del profilo professionale di coordinatore amministrativo è<br />
costituito nelle istituzioni scolastiche ed educative nelle quali i posti di organico di<br />
assistente amministrativo sono in numero superiore a quattro unità.<br />
Il posto di organico del profilo professionale di coordinatore tecnico è costituito, nelle<br />
istituzioni scolastiche ed educative, per ogni gruppo di quattro posti di organico di<br />
assistente tecnico relativo alla medesima tipologia di laboratorio.<br />
Per ogni posto di organico costituito per i profili professionali di coordinatore<br />
amministrativo e di coordinatore tecnico è ridotta di un posto, nell’istituzione scolastica<br />
interessata, la dotazione organica, rispettivamente, del profilo professionale di assistente<br />
amministrativo e del profilo professionale di assistente tecnico</em></p>
<p>Come si evince risulta verosimilmente<strong> inattuabile l&#8217;assegnazione di posti in area C agli assistenti tecnici</strong> in servizio, essendo impossibile il verificarsi della presenza in istituto di <span style="text-decoration:underline;"><strong>quattro laboratori della medesima tipologia.</strong></span></p>
<p>Mentre l&#8217;attivazione della figura di coordinatore amministrativo appare realizzabile nella maggior parte degli istituti superiori, nei quali è sufficiente la presenza di almeno 4 unità amministrative per istituto, ai tecnici, ancora una volta, <strong>non vengono garantiti gli stessi diritti in relazione ad opportunità  di carriera</strong>.</p>
<p>Ancora una volta appare con chiarezza la <strong>disomogeneità della categoria ATA</strong> coome oggi è intesa. Gli assistenti tecnici sono chiamati sistematicamente a soppportare l&#8217;umiliazione <strong>di un trattamento differente</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Impossibilità di accesso agli ordini di istruzione di grado inferiore, nelle accademie, nei conservatori, all&#8217;area D, impossibilità di mobilità per effetto delle corrispondenze titoli-aree, e da domani impossibilità di accesso all&#8217;area C.</span></p>
<p>Se  dunque appare inutile, ed un peso per l&#8217;amministrazione pubblica, che si abbia il coraggio di chiudere le graduatorie di AT e transitarle in area amministrativa, ponendo fine all&#8217;agonia di una categoria stanca di essere <strong>strumentalizzata</strong> pur nella consapevolezza dell&#8217;utilità di figure tecniche qualificate che sono presenti in ogni ambito ove il confronto con l&#8217;esperienza pratica, l&#8217;attività manuale e la tecnologia è all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>L&#8217;alternativa è sostenere la creazione di<strong> un&#8217;area specifica</strong>, con percorsi differenti, legata alla didattica, slegata da quella ammiinistrativa. Come proposto dall&#8217; <strong>On. Napoli</strong>, appare logico svincolarsi da una categoria disomogenea per approdare in ruoli in cui il servizio può essere svolto su più istituti,  e forse nel più ampio ambito della pubblica amministrazione, come per altro già prevede con criteri univoci e restrittivi il CCNL. Questa è una pratica di <strong>corretta razionalizzazione delle risorse umane</strong>, distante dagli intendimenti che emergono dal DPR in esame, che lasceranno vuoti sempre più ampi nell&#8217;ambito della gestione tecnica delle aule, e che porteranno ad un sempre più alto livello l&#8217;inefficenza e l&#8217;inefficacia delle dotazioni e dei sussidi didattici degli istituti scolastici.</p>
<p>Cominciamo intanto ad entrare in un&#8217;ottica differente, in cui gli obblighi di servizio si possano con chiarezza desumere dai mansionari. Tutto il resto dovrà essere scritto, o riscritto. Dalla meticolosità che si evince in queste fasi di razionalizzazione, dobbiamo attenderci <strong>un&#8217;equivalente ed efficace determinazione delle norme</strong> che regolano la nostra attività.  O chiediamo troppo?</p>
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		<title>940</title>
		<link>http://assistecnici.wordpress.com/2009/02/11/940/</link>
		<comments>http://assistecnici.wordpress.com/2009/02/11/940/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 18:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://assistecnici.wordpress.com/?p=320</guid>
		<description><![CDATA[La petizione ha raggiunto oggi le 940 firme
Il disegno di legge, al momento in Commissione lavori, è stato esposto attraverso queste pagine all&#8217;attenzione di tutti i tecnici e dei sindacati, facendo prendere un po&#8217; d&#8217;aria alle proposte che riguardano l&#8217;area tecnica all&#8217;interno delle scuole, e ci pregiamo del fatto che tali proposte provengano da un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=320&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La <strong>petizione</strong> ha raggiunto oggi le <strong><span style="text-decoration:underline;">940 firme</span></strong></p>
<p>Il <strong>disegno di legge</strong>, al momento in Commissione lavori, <strong>è stato esposto</strong> attraverso queste pagine all&#8217;attenzione di tutti i tecnici e dei sindacati, facendo prendere un po&#8217; d&#8217;aria alle proposte che riguardano l&#8217;area tecnica all&#8217;interno delle scuole, e ci pregiamo del fatto che tali proposte provengano da un dirigente scolastico, oggi deputato. Sta girando nelle scuole, in tutto il Paese.</p>
<p>Abbiamo atteso che l&#8217;agonia della <strong>sequenza ATA</strong> volgesse al suo tragico epilogo. Non appena sarà apposto l&#8217;ultimo sigillo daremo conto di quanto, in un anno, non si sia fatto nulla di concreto.</p>
<p>Attenderemo un poco ancora,  per comprendere al meglio.</p>
<p><strong>Poi sarà la volta delle carte,</strong> delle proposte, al ministero, agli uffici competenti, a deputati, senatori, membri di commissioni, tecnici della scuola e della pubblica amministrazione.</p>
<p>Dritti al punto.</p>
<p>A presto</p>
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		<title>La proposta di legge per i tecnici: uno schiaffo ai sindacati.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 15:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[ata]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Di questi tempi, in cui si attende qualche novità importante circa la modifica della declaratoria dei profili del personale non docente, stiamo contemplando la miserevole situazione sociale e professionale in cui ci vediamo sprofondati da anni per effetto di una politica che ha sempre guardato alle logiche degli ampi consensi e mai a quelle del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=312&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di questi tempi, in cui si attende qualche novità importante circa la <strong>modifica della declaratoria dei profili</strong> del personale non docente, stiamo contemplando la miserevole situazione sociale e professionale in cui ci vediamo sprofondati da anni per effetto di una politica che ha sempre guardato alle logiche degli <strong>ampi consensi</strong> e mai a quelle del <strong>merito e della professionalità</strong> delle figure operanti nella scuola. L&#8217;<strong>elevazione del titolo di studio</strong> in ingresso, invocato dai tecnici da lungo tempo, ne è la prova lampante.</p>
<p><span id="more-312"></span>Dobbiamo riferirci ad un <strong>contratto svilente</strong>, rimaneggiato e dequalificante, dove ancora oggi siamo soggetti alle richieste più svariate, sino a giungere alla <strong>manutenzione di autoveicoli</strong>, che scavalca persino il concetto prevalente di titolo di studio-area di appartenenza. Contratto in cui non è ravvisabile alcun vero riferimento preciso e puntuale circa le <strong>esatte mansioni</strong> da svolgere. Al contrario di amministrativi e collaboratori scolastici, non possiamo permetterci, in molti casi, alcuna forma di <strong>mobilità tra istituti</strong>, per effetto delle corrispondenze titoli-aree, non abbiamo accesso agli istituti di grado inferiore, alle università, accademie e conservatori, non abbiamo alcuna possibilità di <strong>progressione verticale</strong> di carriera, svolgiamo, sempre al contrario delle altre differenti figure professionali non docenti, il nostro lavoro in ambito prettamente didattico, con orario articolato e modulato in funzione delle attività didattiche stesse. E mentre le restanti figure non prestano servizio all&#8217;interno dei laboratori, viene spesso richiesto ai tecnici (anche attraverso richieste ufficiali,some nella rivisitazione dei profili proposta dall&#8217;ANQUAP) di prestare servizio nelle segreterie, o nell&#8217;ambito dei servizi generali. Chi avesse un poco di buon senso e di acume potrebbe trarre alcune <strong>considerazioni importanti,</strong> che qui, volutamente, omettiamo. Costituiamo un&#8217;entità numericamente marginale, e pur non avanzando richieste strettamente economiche, <strong>non riceviamo risposta</strong> circa le istanze che da anni facciamo eprvenire a ministero e OOSS.  La questione della <strong>professionalità</strong>, giustamente sollevata anche dai colleghi amministrativi,  risulta a tutt&#8217;oggi irrisolta, anche alla luce delle &#8220;novità&#8221; emerse dalla sequenza contrattuale, in cui, in ultima analisi, si tenta una sorta di &#8220;<strong>condono</strong>&#8221; del lavoro di concetto assolto &#8220;abusivamente&#8221; in questi anni da tecnici e amministrativi.<br />
Ma la questione della <strong>separazione delle carriere</strong>, e del <strong>riconoscimento effettivo delle professionalità</strong>, non è mai stato volutamente affrontato da ministero e sindacati.  Sempre pronti a <strong>difendere</strong> <strong>l&#8217;unità del personale ATA</strong>, questi ultimi non hanno mai saputo attuare un programma puntuale e sostenibile per la <strong>valorizzazione del personale non docente</strong>, che potesse risultare appetibile al minstero e al governo di turno, in fase di contrattazione, e soddisfacente per i lavoratori. Molti tecnici, in questi anni, hanno inviato lettere ed email alle OOSS manifestando <strong>il disagio della categoria</strong>, e la volontà di dar corso ad un processo di valorizzazione della figura tecnica all&#8217;interno della scuola, <strong>più legata alla didattica</strong>, <strong>dipendente dal diriegente scolastico</strong>, e <strong>slegata dal restante personale ATA</strong>. La sufficienza con cui siamo sempre stati trattati si è sempre tradotta nell&#8217;assunto che i tecnici, con evidenti pruriti di docenza,  abbiano da sempre manifestato l&#8217;intenzione di slegarsi dagli ATA per non&#8221;confondersi&#8221; con professionalità ritenute &#8220;troppo distanti&#8221;, accompagnando il tutto col sorriso di chi lascia intendere molto altro, qualcosa di degradante e offensivo che vuol marcare un confine che abbiamo ben presente, e che non intendiamo affatto superare. Sebbene oggi i tecnici laureati siano moltissimi, siamo consapevoli del nostro ruolo, che non possiamo e non vogliamo confondere con quello dei docenti.  Tali sciocchezze, che francamente cominciano ad irritarci, non solo sviliscono la natura delle istanze espresse, ma <strong>non entrano nel merito</strong> delle stesse. <br />
 Ma vogliamo, attraverso queste pagine, dar conto di una <strong><span style="text-decoration:underline;">proposta di legge</span></strong>, d&#8217;iniziativa del deputato <strong>Angela Napoli</strong>, che proviene dal mondo della scuola,  per anni <strong>preside di istituto superiore</strong>, che vede finalmente affrontare con <strong><span style="text-decoration:underline;">una logica innovativa e al passo coi tempi</span></strong> la questione dei tecnici di scuola. Prevede ovviamente anche lo sforzo e il coinvolgimento dei lavoratori, che è prerogativa fondamentale di chi desidera dar corso ad un processo innovativo importante e significativo per la propria categoria e soprattutto per la qualità del servizio erogato dalle istituzioni scolastiche. E&#8217; <strong>uno schiaffo</strong> a coloro che in anni di promesse, e di umilianti insinuazioni sulla buona fede dei tecnici di scuola, hanno inteso procedere in una logica ormai desueta, in cui ogni piccolo passo in avanti non colma <strong>la distanza sempre crescente</strong> tra lo stato di fatto e le esigenze della società e dei lavoratori. Salvo poi lamentarsi dell&#8217;atteggiamento dell&#8217;attuale esecutivo, che si è agilmente infilato tra le <strong>larghe maglie dell&#8217;inefficienza e degli sprechi</strong> che, lo riconosciamo, sono  presenti nelle amministrazioni pubbliche.<br />
Avendo percorso una strada differente, anche accogliendo le istanze dei lavoratori (che quelle realtà le vivono), <strong>proponendo scenari differenti</strong>, anche a costo di qualche sacrificio (che comunque sarebbe stata poca cosa, rispetto ai <strong>45000 tagli prospettati oggi</strong>), volti al raggiungimento di <strong>standards qualitativi più elevati</strong>, razionalizzando e <strong>valorizzando le risorse umane</strong>, <strong>caratterizzando le figure professionali</strong> attraverso il riconoscimento del lavoro effettivamente svolto, proponendo <strong>organigrammi differenti</strong>, al passo coi tempi, caratterizzati da peculiarità e specificità intese come risorsa e non come privilegi, oggi potremmo affrontare in <strong>maniera differente</strong> il processo mediatico e il pregiudizio collettivo messo in atto dal governo, ed avremmo dato soddisfazione (e, per inciso, non si intende qui ragionare di aspetti economici) a quei lavoratori da troppo tempo in attesa di <strong><span style="text-decoration:underline;">una revisione seria e puntuale del proprio profilo</span></strong>. La scuola rischia di far la fine dell&#8217;Alitalia, svenduta ai francesi oggi, mentre la si poteva dignitosamente cedere ieri agli stessi.<br />
Ed ora, anche a vantaggio di chi, pur ricevendo lettere ufficiali a cui non risponde, forse ogni tanto capita qui a leggere, riporto il testo integrale della proposta di legge Napoli sui tecnici di scuola. <br />
Ecco, esattamente, quanto chiediamo da anni:<br />
 <br />
<strong>PROPOSTA DI LEGGE</strong></p>
<p><strong>d&#8217;iniziativa del deputato ANGELA NAPOLI</strong><br />
Istituzione dei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola<br />
<em>Presentata il 7 maggio 2008</em><br />
      </p>
<div><a name="RL"></a><a href="http://assistecnici.wordpress.com/wp-admin/#"></a></div>
<p>Onorevoli Colleghi! &#8211; La presente proposta di legge, che riproduce l&#8217;analoga proposta di legge presentata nella scorsa legislatura (atto Camera n. 1400), ha lo scopo di risolvere gli annosi problemi che, fino ad oggi, hanno visto la mancanza di riconoscimento della professionalità e dei titoli in possesso dei circa 14.000 assistenti tecnici in servizio nelle scuole secondarie superiori. Credo, infatti, che sia giunto il momento di riconoscere a questo personale, munito nella stragrande maggioranza di diploma di istruzione tecnica e professionale e in parte di laurea, il bagaglio di esperienza accumulato in anni di servizio prestati in rapporto diretto con gli alunni e con la didattica.<br />
      La funzione svolta dagli assistenti tecnici nell&#8217;ambito scolastico costituisce un supporto di grande valenza scientifico-didattica, come risulta, peraltro, da varie circolari e ordinanze ministeriali emanate nel tempo.<br />
      Nelle precedenti legislature si è cercato di fare giustizia con la presentazione di proposte di legge da parte di colleghi appartenenti a diversi partiti politici, ma le stesse non sono mai riuscite ad essere esaminate.<br />
      Ci si augurava che la sfiducia, che ormai accompagna da anni i rappresentanti della categoria in questione, potesse essere attenuata da qualche segnale contenuto nell&#8217;ultima tornata contrattuale, purtroppo invano!<br />
      Con il contratto collettivo nazionale di lavoro del 4 agosto 1995 si è avuta la definizione di assistente tecnico per questa categoria, il profilo professionale è stato accresciuto con nuovi compiti e responsabilità, ma l&#8217;inquadramento nel livello funzionale è rimasto invariato. Pur essendo intervenuti cambiamenti che hanno coinvolto gli ordini inferiori della scuola e che hanno visto l&#8217;introduzione negli stessi di laboratori informatici, la figura dell&#8217;assistente</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 2</p>
<hr />tecnico, o simile, continua a non essere prevista, mentre essa è largamente invocata e quanto mai necessaria. Con le più recenti riforme della scuola non è poi più possibile negare l&#8217;importanza di tale operatore in tutti gli ordini e gradi dell&#8217;istruzione.<br />
      All&#8217;interno della categoria vi sono, inoltre, gli assistenti tecnici che prestano servizio negli istituti agrari e in quelli alberghieri e la cui attività, per modalità e tempi, può essere considerata come un rapporto atipico del pubblico impiego. Le istanze contenute nella presente proposta di legge sono ormai da tempo state avanzate da tutta l&#8217;Associazione nazionale tecnici della scuola e, anche per questo ulteriore motivo, se ne sollecita la rapida approvazione.</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 3</p>
<hr /><strong><br />
</strong></p>
<div><a name="PD"></a><a href="http://assistecnici.wordpress.com/wp-admin/#"></a></div>
<p>PROPOSTA DI LEGGE</p>
<p>Art. 1.<br />
<em>(Istituzione dei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola).</em></p>
<p>      1. A decorrere dal 1<sup>o</sup> settembre 2009, ai soli fini giuridici e a copertura dell&#8217;organico esistente del ruolo degli ex assistenti tecnici, sono istituiti i ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola. Gli effetti economici, per il personale inquadrato in tali ruoli, maturano a decorrere dal 1<sup>o</sup> gennaio 2010.<br />
Art. 2.<br />
<em>(Profilo professionale dei tecnici di laboratorio).</em></p>
<p>      1. Il tecnico di laboratorio esegue attività lavorativa complessa che richiede specifica preparazione professionale e tecnologica, con conoscenza dei metodi didattici e delle finalità di addestramento tecnico-pratico degli allievi, in rapporto all&#8217;impiego di macchine, apparati e attrezzature tecniche, scientifiche e didattiche necessarie per lo sviluppo delle esercitazioni pratiche degli allievi nei laboratori, aziende, officine, reparti di lavorazione e gabinetti scientifici presso i quali presta servizio.<br />
      2. Il tecnico di laboratorio provvede alle ordinarie manutenzione, riparazione e cura, nonché al collaudo tecnico degli apparati tecnico-scientifico-didattici di cui sono dotati i laboratori, le aziende, le officine, i reparti di lavorazione e i gabinetti scientifici dell&#8217;istituto. Cura altresì l&#8217;inventario di reparto, tenendo in ordine e aggiornando i rispettivi registri.<br />
      3. Il tecnico di laboratorio, inoltre, coadiuva gli insegnanti delle materie tecniche</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 4</p>
<hr />e scientifiche, durante le esercitazioni pratiche degli allievi, nel rispetto degli orari di servizio di cui all&#8217;articolo 7. Ha piena autonomia e responsabilità diretta nella conduzione del laboratorio, azienda, officina, reparto di lavorazione o gabinetto scientifico cui è assegnato.<br />
      4. Il tecnico di laboratorio riceve dal direttore didattico, sulla base dei piani di studio stabiliti e dell&#8217;esigenza di garantire la quotidiana intesa tra insegnante e tecnico di laboratorio, nell&#8217;ambito delle rispettive competenze, le prescrizioni di massima in ordine alle istruzioni operative per il buon funzionamento del laboratorio, azienda, officina, reparto di lavorazione o gabinetto scientifico cui è assegnato. Egli è responsabile direttamente per le attività svolte.<br />
      5. Il tecnico di laboratorio partecipa ai consigli di classe degli alunni che accedono ai laboratori dei quali è titolare, esprime parere consultivo ai fini dell&#8217;andamento tecnico-didattico-organizzativo e concorda con il docente della singola disciplina tecnica o scientifica il voto relativo all&#8217;andamento disciplinare degli alunni.<br />
      6. Il tecnico di laboratorio dipende dal direttore didattico per quanto concerne la disciplina e l&#8217;orario di servizio ed è tenuto a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento, organizzati dall&#8217;amministrazione e inerenti al proprio ruolo, congiuntamente ai docenti dell&#8217;area specifica di appartenenza.</p>
<p>Art. 3.<br />
<em>(Profilo professionale dei tecnici di ufficio tecnico).</em></p>
<p>      1. Il tecnico di ufficio tecnico svolge attività tecniche e tecnico-amministrative con margini di autonomia organizzativa che comporta capacità di valutazione e di merito nelle scelte operate nel rispetto delle indicazioni del direttore didattico.<br />
      2. Il tecnico di ufficio tecnico provvede e predispone gli atti inerenti all&#8217;esecuzione dei lavori, e al relativo controllo, nei locali dell&#8217;istituto. Controlla le procedure per le</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 5</p>
<hr />gare d&#8217;appalto, in particolare in relazione alla messa in opera, igiene e sicurezza dei lavori e segnala eventuali inadempienze al direttore didattico.<br />
      3. Il tecnico di ufficio tecnico provvede alla verifica delle proposte di acquisto della scorta di materiale di consumo del magazzino e raccoglie le richieste scritte dei docenti e dei tecnici di laboratorio.<br />
      4. Il tecnico di ufficio tecnico dipende dal direttore didattico per quanto concerne la disciplina e l&#8217;orario di servizio ed è tenuto a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento, organizzati dall&#8217;amministrazione e inerenti al proprio ruolo, congiuntamente ai docenti dell&#8217;area specifica di appartenenza.</p>
<p>Art. 4.<br />
<em>(Requisiti per l&#8217;accesso ai ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico).</em></p>
<p>      1. Ai ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico accedono mediante concorso, per titoli ed esami, i cittadini italiani e non italiani, in possesso di maturità tecnica o professionale o di diploma di maturità d&#8217;arte applicata o di altro titolo equipollente o superiore riconosciuti dall&#8217;Unione europea.<br />
Art. 5.<br />
<em>(Concorso riservato).</em></p>
<p>      1. Il personale tecnico delle istituzioni scolastiche statali partecipa, a domanda, al primo concorso riservato per soli titoli per l&#8217;immissione nei ruoli dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico.<br />
      2. Al concorso riservato può, altresì, partecipare il personale che alla data di emanazione del bando concorsuale ha maturato un servizio effettivo di almeno cinque anni nella carriera di assistente tecnico statale o nelle qualifiche e profili professionali in esso confluiti.</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 6</p>
<hr />      3. Al concorso riservato, che deve essere svolto entro il 31 dicembre 2009, può partecipare il personale che risulta inquadrato nei ruoli provinciali della carriera di ex assistente tecnico o nelle qualifiche e profili professionali degli ex dipendenti degli enti locali, confluiti nel ruolo di assistente tecnico statale, in servizio alla data del 1<sup>o</sup> settembre 2009 nelle istituzioni scolastiche statali di secondo grado afferenti all&#8217;ufficio scolastico regionale competente per la provincia per la quale si intende concorrere.<br />
      4. Al concorso riservato possono partecipare anche coloro che negli anni precedenti hanno ottenuto almeno una nomina annuale da un dirigente di ufficio scolastico regionale, anche se di provincia diversa da quella per la quale si concorre, e che sono stati riconfermati in servizio, per l&#8217;anno scolastico 2009-2010, nell&#8217;ambito della provincia per la quale intendono concorrere.<br />
      5. Sono titoli validi per la partecipazione al concorso riservato:<br />
          <em>a) </em>i diplomi di maturità tecnica, i diplomi professionali ad indirizzo tecnico specifico, il diploma di geometra e il diploma di maestro d&#8217;arte ad indirizzo specifico, già validi per l&#8217;accesso a posti di assistente tecnico e per le posizioni e i profili in esso confluiti;</p>
<p>          <em>b) </em>il diploma d&#8217;istruzione secondaria di primo grado integrato da uno degli attestati di qualifica specifica di un corso di almeno 600 ore, rilasciato ai sensi della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, integrato da almeno dieci anni di effettivo servizio svolto con la qualifica di ex assistente tecnico o con qualifiche e profili in esso confluiti nonché già maturato alla data di entrata in vigore della presente legge.</p>
<p>      6. Il personale in servizio che non ha i requisiti di cui al comma 5 può accedere ai ruoli provinciali di tecnico di laboratorio e di tecnico di ufficio tecnico, previa partecipazione a uno dei corsi di aggiornamento di cui all&#8217;articolo 6.</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 7</p>
<hr />      7. Il servizio prestato nella carriera di ex assistente tecnico e nelle qualifiche e profili in esso confluiti è valutato ai fini del nuovo inquadramento.</p>
<p>Art. 6.<br />
<em>(Corsi di aggiornamento).</em></p>
<p>      1. Il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca, con propria ordinanza, dispone che tutti gli uffici scolastici regionali organizzino, negli ambiti provinciali di rispettiva competenza, corsi di aggiornamento per tutto il personale tecnico del comparto scuola già inquadrato nel profilo tecnico di area B del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), di cui alla tabella A allegata al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007 di cui all&#8217;accordo 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla <em>Gazzetta Ufficiale </em>n. 292 del 17 dicembre 2007 e per l&#8217;ex personale degli enti locali corrispondente alla qualifica di assistente tecnico di cui al decreto del Ministro della sanità 27 luglio 1999, pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale </em>n. 182 del 5 agosto 1999.<br />
      2. I corsi di cui al comma 1 sono organizzati per aree omogenee, presso gli istituti tecnici statali o presso gli istituti regionali di ricerca educativa o presso le università ovvero presso le principali aziende specializzate in uno dei settori tecnici di area e devono concludersi entro il 31 agosto 2010.<br />
      3. La durata dei corsi di cui al comma 1 non può essere inferiore a:</p>
<p>          <em>a) </em>60 ore per il personale di cui all&#8217;articolo 5 in possesso di uno dei diplomi di cui al medesimo articolo 5, comma 5, lettera <em>a)</em>;</p>
<p>          <em>b) </em>150 ore per il personale in possesso del diploma di cui all&#8217;articolo 5, comma 5, lettera <em>b)</em>;</p>
<p>          <em>c) </em>600 ore per il personale di cui all&#8217;articolo 5, comma 6, con l&#8217;istituzione di</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 8</p>
<hr />un esame finale; in tale caso la frequenza del corso e il superamento dell&#8217;esame finale assumono valore abilitante ai fini dell&#8217;inquadramento di detto personale nei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico.</p>
<p>Art. 7.<br />
<em>(Orario di servizio).</em></p>
<p>      1. I tecnici di laboratorio sono tenuti a prestare servizio durante le esercitazioni di laboratorio degli allievi, per un periodo non inferiore a cinque giorni settimanali. Le settimane di attività nel corso dell&#8217;anno, in rapporto diretto con gli alunni a cui prestano assistenza didattica, nel rispetto delle indicazioni formulate nel piano delle esercitazioni redatto dal docente della materia all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, devono coprire l&#8217;intero calendario scolastico.<br />
      2. L&#8217;orario di lavoro dei tecnici di laboratorio è articolato nel modo seguente:</p>
<p>          <em>a) </em>24 ore settimanali di assistenza didattica e tecnica durante le esercitazioni degli allievi in compresenza con il docente;</p>
<p>          <em>b) </em>20 ore mensili da utilizzare per la preparazione delle esperienze didattiche, per l&#8217;ordinaria manutenzione dei laboratori assegnati, per l&#8217;aggiornamento professionale e per la partecipazione ai consigli di classe.</p>
<p>      3. Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, i tecnici di laboratorio sono a disposizione per l&#8217;immediato rientro in servizio a causa di impreviste necessità attinenti alla funzione svolta o programmata e deliberata dall&#8217;istituzione scolastica.<br />
      4. I tecnici di ufficio tecnico della scuola sono tenuti a prestare un servizio di trenta ore settimanali, per un periodo non inferiore a cinque giorni settimanali, per il periodo dell&#8217;intero calendario scolastico. Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, l&#8217;orario di lavoro è ridotto a trenta ore mensili.</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 9</p>
<hr /> </p>
<p>Art. 8.<br />
<em>(Soppressione dei ruoli provinciali degli assistenti tecnici).</em></p>
<p>      1. A decorrere dal 1<sup>o</sup> settembre 2009 i ruoli provinciali degli assistenti tecnici statali e delle qualifiche e profili in essi confluiti sono soppressi.<br />
      2. Il personale di cui al comma 6 dell&#8217;articolo 5 che ha frequentato con profitto uno dei corsi di aggiornamento di cui all&#8217;articolo 6, è inquadrato, a domanda, nei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio o dei tecnici di ufficio tecnico della scuola. L&#8217;inquadramento nei ruoli avviene a decorrere dall&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico successivo a quello della frequenza del corso di aggiornamento.<br />
      3. Coloro che rinunciano a partecipare al corso di aggiornamento di cui al comma 2 ovvero che non lo frequentano o che risultano non idonei all&#8217;esame finale di cui all&#8217;articolo 6, comma 3, lettera <em>c), </em>sono inquadrati nell&#8217;area A, profilo collaboratore scolastico, di cui alla tabella C annessa al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadrienno normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007 di cui all&#8217;accordo 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla <em>Gazzetta Ufficiale </em>n. 292 del 17 dicembre 2007, in un ruolo speciale, istituito con il regolamento previsto dall&#8217;articolo 11 della presente legge.<br />
Art. 9.<br />
<em>(Inquadramento dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola).</em></p>
<p>      1. I tecnici di laboratorio e i tecnici di ufficio tecnico della scuola, nonché il personale tecnico ex assistente tecnico, che partecipino al concorso od ai corsi previsti, rispettivamente, dagli articoli 5 e 6, sono inquadrati nell&#8217;area C, posizione economica C1.<br />
      2. Ai tecnici di laboratorio e ai tecnici di ufficio tecnico della scuola sono attribuiti il trattamento economico spettante al</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 10</p>
<hr />personale docente diplomato e una progressione economica di carriera, secondo l&#8217;anzianità di servizio, ai sensi di quanto stabilito dalle tabelle 1, 2 e 3 annesse al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007, di cui all&#8217;accordo 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla <em>Gazzetta Ufficiale</em> n. 292 del 17 dicembre 2007.</p>
<p>Art. 10.<br />
<em>(Accesso ai ruoli del personale docente).</em></p>
<p>      1. La graduatorie permanenti previste dall&#8217;articolo 401 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, sono periodicamente integrate con l&#8217;inserimento dei docenti e degli assistenti tecnici in possesso di diploma di maturità tecnica o professionale o equipollente, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio da almeno tre anni e che hanno superato le prove dell&#8217;ultimo concorso regionale bandito per la qualifica in oggetto, per titoli ed esami.<br />
Art. 11.<br />
<em>(Regolamento di attuazione).</em></p>
<p>      1. Il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca adotta, con proprio decreto, il regolamento di attuazione della presente legge entro tre mesi dalla data della sua entrata in vigore.<br />
Art. 12.<br />
<em>(Copertura finanziaria).</em></p>
<p>      1. All&#8217;onere derivante dall&#8217;attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento</p>
<div class="CambioPagina"> </div>
<hr />Pag. 11</p>
<hr />iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell&#8217;ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell&#8217;economia e delle finanze per l&#8217;anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l&#8217;accantonamento relativo al Ministero della pubblica istruzione.<br />
      2. Il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.</p>
<p>Art. 13.<br />
<em>(Entrata in vigore).</em></p>
<p>      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale.</em></p>
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			<media:title type="html">michele</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Servi della gleba, ma di Stato&#8230;</title>
		<link>http://assistecnici.wordpress.com/2009/01/15/servi-della-gleba-ma-di-stato/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 14:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[ata]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni sarà giunta a casa di milioni di famiglie italiane il bollettino per il pagamento del canone RAI. C&#8217;è stato il tempo di quello per l&#8217;ICI, per la nettezza urbana, le tasse e la dichiarazione dei redditi, il gas, la luce, l&#8217;acqua e l&#8217;elettricità. Come cittadini siamo tenuti per legge ad assolvere al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=302&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>In questi giorni sarà giunta a casa di milioni di famiglie italiane il bollettino per il pagamento del canone RAI. C&#8217;è stato il tempo di quello per l&#8217;ICI, per la nettezza urbana, le tasse e la dichiarazione dei redditi, il gas, la luce, l&#8217;acqua e l&#8217;elettricità. Come cittadini siamo tenuti per legge ad assolvere al pagamento e all&#8217;espletamento di questi rituali e faticosi adempimenti per non incorrere in <strong>sanzioni amministrative</strong> o al taglio dei servizi da parte dello stato e dei fornitori. Se si ritiene di essere vittima di errori o ingiustizie, allora, in ossequio a quanto previsto dalle norme in materia, possiamo <strong>ricorrere</strong> e vederci restituire quanto ingiustamente pagato, forse dopo un po&#8217; di tempo, e qualche soldo speso in avvocati e commercialisti. Intanto, la regola vuole, si paga&#8230; poi si vedrà.</p>
<p>Quando lo Stato, invece, <strong>disattende le norme che si è dato</strong> e che dovrebbe rispettare, allora il cittadino abbassa il capo, attende, e spera.<span id="more-302"></span></p>
<p>Il contratto di scuola, firmato dopo <strong>tre anni di vacanza contrattuale, per i quali, è bene ricordare, non è stata pagata l&#8217;intera somma degli arretrati, </strong>ma soltanto una piccola parte, ha stabilito la fine di febbraio 2008 come termine ultimo per definire la <strong>sequenza contrattuale del personale ATA</strong>. Tra le questioni da definire, contenute nel ccnl, la <span style="text-decoration:underline;"><strong>ridefinizione dei profili</strong></span>, attraverso una nuova declaratoria degli stessi. Chiusa a tempo di record la sequenza relativa ai docenti, quella del personale ATA ha percorso  una strada travagliatissima in cui, a più riprese, è stato aggiunto pezzetto su pezzetto, per dire poi poco o nulla, e che attende ancora di definire la questione più spinosa ed impellente, quella che attende da lungo il personale, con l&#8217;ansia di conoscere, attraverso di essa, le sorti della categoria e nella speranza di nuove e importanti innovazioni in merito a mansioni e professionalità, la declaratoria dei profili, appunto.</p>
<p>Quanto accaduto negli anni passati, con la <strong>contrazione della declaratoria a tre righe generiche</strong>, è stato un esempio degradante di malgoverno, in cui intere categorie di lavoratori<strong> si sono visti declassare il proprio profilo</strong>, a seguito di un ripensamento che trae origine dal timore di rivendicazioni circa la vocazione di quelle figure professionali, e che si vogliono tenere invece il più possibile legate ad un p<strong>rofilo esecutivo</strong>, e poterne quindi disporne poi a piacimento, attraverso la puntuale interpretazione di un contratto ambiguo e generico. In un ambito differente, tale operazione avrebbe comportato il ricorso al potere giudiziario, ricorrendo evidentemente l&#8217;ipotesi di <strong>dequalificazione professionale</strong>, che per legge è punita con il reintegro al profilo acquisito o di appartenenza. Ma lo Stato si avvale di un potere istituzionale che in questi casi ha un sapore più vicino al regime che ad una democrazia moderna. I lavoratori son <strong>servi della gleba</strong>, costretti a subire questa sequela ininterrotta ed umiliante di ingiustizie e percossi, in ultimo, dal martello mediatico del <strong>pregiudizio</strong> invocato dal Ministro della Funzione Pubblica, che certifica i suoi uomini come fannulloni assenteisti, e per i quali è previsto, da qualche mese, un trattamento speciale.</p>
<p>Il nostro profilo, quindi,  ad un anno dalla scadenza prevista dal ccnl,  <strong>rimane senza alcuna ri-definizione</strong>.</p>
<p>I sindacati, anche tra le pagine dei loro siti ufficiali, non rendicontano  su tale questione, a noi tanto cara, salvo poi lagnarsi del fatto che l&#8217;esecutivo procede autonomamente senza un vero e significativo contradditorio, senza concertazione e nella totale  indifferenza verso le lancinanti grida di protesta delle rappresentanze sindacali stesse, sempre pronte a strillare col senno di poi.</p>
<p>Ma negli scorsi anni, quando tanta intransigenza politico-amministrativa non si manifestava, che hanno fatto i sindacati per intraprendere <span style="text-decoration:underline;"><strong>una strada differente</strong></span>, che potesse condurre ad una vera emersione della professionalità del personale non docente, che potesse incoraggiare un atteggiamento votato <strong>alla</strong> <strong>responsabilità e all&#8217;intraprendenza</strong> dei lavoratori, che consentisse l&#8217;approdo a <strong>profili professionali moderni </strong>e al passo coi tempi? Nulla. Più importante si è rivelato il solito atteggiamento di apertura verso la massa dei senza titolo, che dequalificano i profili ma raccolgono consensi. Più importante il dare maggior potere e denaro ad altre figure professionali, evidentemente meglio rappresentate, più importante si è rivelato essere  l&#8217;accoglimento della politica dell&#8217;amministrazione centrale, che ha dequalificato per contratto migliaia di lavoratori, per poterli liberamente utilizzare in mansioni che non gli sono proprie. E a  tal proposito dobbiamo dire che <strong>non  è ancora chiaro il contenuto di quei mansionari</strong>, che non entrano nel merito, e lasciano spazio a pericolose interpretazioni. E, evidentemente, anche a posizioni rigide e intransigenti di alcuni lavoratori che rifiutano di svolgere mansioni non definite. O volutamente mal definite.</p>
<p>Nel 2009, dopo l&#8217;elevazione del titolo di studio in ingresso, con l&#8217;istanza pressante e colletiva d&#8217;avere una scuola e un&#8217;amministrazione pubblica <strong>efficiente e al passo coi tempi, moderna, </strong>in grado di rispondere alle esigenze di un mondo globalizzato, che deve implementare le vecchie teorie pedagogiche con<strong> sistemi e strumenti attuali ed in continua evoluzione</strong>, il tecnico di scuola, che rappresenta il punto di riferimento per il funzionamento e la gestione dell&#8217;apparato tecnico degli istituti è tenuto alla</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. </em></strong></span></p>
<p>In questa repubblica delle convenienze, dei furbetti e delle raccomandazioni, gli ATA rimangono la <strong>merce preferita del baratto sindacale</strong>. Quindici anni per veder elevarsi  il titolo di accesso al profilo è un esempio illuminante di tanta spocchiosa disattenzione da parte di sindacati e ministero rispetto alle istanze e alla realtà lavorativa del personale di scuola.</p>
<p>Chi volesse,  in osservanza a quanto previsto dal ccnl, <strong>transitare</strong> dall&#8217;area B del personale ATA, ad altra equivalente osizione in un&#8217;amministrazione pubblica o ente locale, vedrebbe il suo profilo equipararsi a quello di un usciere. Con tutto il rispetto per quelle professionalità, che ne sarebbe del sapere acquisito, che invece è speso all&#8217;interno di quelle stesse amministrazioni da altre figure professionali che svolgono mansioni analoghe alle nostre attuali, sebbene non legate alla didattica?  Ecco dunque un altro buon motivo per relegare l&#8217;area B al suo ruolo di esecutivo, ad un livello professionale e stipendiale pari a quello di un <strong>operaio NON specializzato</strong>, un manovale, che, con tutto il rispetto, non è tenuto a <em>specifica preparazione professionale, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione degli stessi, nonchè di esecuzione di procedure tecniche e informatiche. </em>Perchè, come ben sappiamo, un operaio non specializzato, non<em> </em><em>ha autonomia e responsabilità nello svolgimento del lavoro con margini valutativi.</em></p>
<p>A completamento di questa breve relazione su quanto è accaduto e soprattutto su quanto non è mai accaduto, e dovrebbe già essere stato invece archiviato,  è bene ricordare quanto sia grottesca e umiliante per gli AT assunti nei ruoli dello Stato,  la situazione nella provincia autonoma di Trento (<strong>provincia civilizzata</strong>), come ci ha voluto da queste pagine rammentare un collega. In questi felici feudi i profili ATA sono differenti, e richiamano in larga parte quelli in vigore sino alla fine degli anni novanta nei contratti nazionali. Li riportiamo di seguito. Lascio alla biliosa e rancorosa valutazione di tutti il confronto tra il vigente mansionario di AT per i lavoratori dello Stato e quello degli stessi lavoratori dello stesso Stato dal certificato di nascita più fortunato.</p>
<p>E intanto, nell&#8217;attesa di veder riscritti quei mansionari, come contratto impone (lo stesso che ci obbliga a timbrare il cartellino), ringraziamo. Chinando il capo, devotissimi servi della gleba.</p>
<p align="justify"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Il profilo di assistente tecnico</strong></span></p>
<p align="justify"><strong>Profilo precedente</strong><br />
<em>Esegue attività lavorativa, richiedente specifica preparazione professionale, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione degli stessi, nonchè di esecuzione di procedure tecniche e informatiche. Svolge attività di supporto tecnico alla funzione docente relativamente delle attività didattiche ed alle connesse relazioni con gli studenti. Ha autonomia e responsabilità nello svolgimento del lavoro con margini valutativi, nell’ambito delle direttive e delle istruzioni ricevute. E’ addetto alla conduzione tecnica dei laboratori, officine o reparti di lavorazione garantendone l’efficienza e la funzionalità in relazione al progetto annuale di utilizzazione didattica, oppure alla conduzione e alla manutenzione ordinaria degli autoveicoli utilizzati dall’istituzione scolastica per lo svolgimento di attività connesse alle finalità formative. In questi ambiti provvede:<br />
- alla preparazione del materiale e degli strumenti per le esperienze didattiche e per le esercitazioni pratiche nei laboratori, officine e reparti di lavorazione o nelle aziende agrarie cui è assegnato, garantendo, l’assistenza tecnica durante lo svolgimento delle stesse;<br />
- al riordino e alla conservazione del materiale e delle attrezzature tecniche, garantendo la verifica e l’approvvigionamento periodico del materiale utile alle esercitazioni didattiche, in rapporto con il magazzino. Svolge attività di diretta e immediata collaborazione con l’Ufficio tecnico o analoghi organismi anche in relazione agli acquisti di attrezzature tecnico-scientifiche e al loro collaudo. In relazione all’introduzione di nuove tecnologie, nuove strumentazioni didattiche e progetti sperimentali partecipa alle iniziative specifiche di formazione e aggiornamento. Può svolgere attività di coordinamento di più addetti operanti in settori, indirizzi, specializzazioni ed aree omogenee.</em></p>
<p align="justify">
<p style="margin-bottom:0;"><strong>profilo attuale</strong><br />
<em> conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche . Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em><br />
</em></p>
<p><strong>profilo attuale &#8211; provincia autonoma di Trento<br />
</strong></p>
<p><em></em></p>
<p><em>Assistente di laboratorio scolastico</em></p>
<p><em>a) Svolge attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale ed aggiornamento<br />
professionale costante, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione<br />
degli stessi, nonché di esecuzione di procedure tecniche e informatiche. Svolge attività di collaborazione con<br />
l’insegnante per la preparazione delle lezioni, per l’esecuzione degli esperimenti durante le lezioni e per le<br />
esercitazioni degli alunni. Ha autonomia e responsabilità nello svolgimento del lavoro con margini valutativi,<br />
nell’ambito delle direttive e delle istruzioni ricevute. Cura la conduzione tecnica dei laboratori, officine o<br />
reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità in relazione al progetto annuale di<br />
utilizzazione didattica. In questi ambiti provvede:<br />
• alla preparazione del materiale e degli strumenti per le esperienze didattiche e per le esercitazioni<br />
pratiche nei laboratori, officine e reparti di lavorazione (o nelle aziende agrarie) cui è assegnato,<br />
garantendo l’assistenza tecnica e la collaborazione con il docente durante lo svolgimento delle<br />
stesse;<br />
• al riordino e alla cura del materiale e delle attrezzature tecniche, garantendo la verifica e<br />
l’approvvigionamento periodico del materiale utile alle esercitazioni didattiche, in rapporto con il<br />
magazzino.<br />
Svolge attività di diretta e immediata collaborazione con l’Ufficio tecnico o analoghi organismi, anche in<br />
relazione agli acquisti di attrezzature tecnico-scientifiche e al loro collaudo.<br />
Elabora proposte sull’utilizzazione più idonea delle dotazioni tecnologiche del materiale utile alle<br />
esercitazioni e al loro uso coordinato.<br />
Partecipa alle riunioni degli organi collegiali secondo quanto previsto dal progetto d’istituto.<br />
b) Può svolgere attività di coordinamento di più addetti operanti in settori, indirizzi, specializzazioni ed aree<br />
omogenee.<br />
Può assumere responsabilità dell’ufficio tecnico e di gestore di rete.<br />
Può svolgere attività di formazione e aggiornamento ed attività tutoria nei confronti di altro personale, con<br />
particolare riguardo al personale neo assunto.<br />
Può partecipare alle visite guidate, alle uscite formative, ai viaggi di istruzione e ad altre attività didattiche e<br />
formative svolte in ambiente extra scolastico.<br />
Può collaborare alla definizione di ambienti tecnologici di apprendimento atti a sperimentare nuove<br />
metodologie didattiche e di lavoro e attuare progetti di formazione.<br />
In ambito informatico può collaborare alla definizione di nuove metodologie che consentano di condividere<br />
informazioni e attuare progetti di formazione a distanza; può garantire l’amministrazione dei sistemi di rete o<br />
telematici scolastici, nonché l’assistenza tecnica finalizzata a risolvere problematiche legate all’utilizzo dei<br />
sistemi informatici nel loro complesso.</em></p>
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		<title>Laboratorio di religione</title>
		<link>http://assistecnici.wordpress.com/2008/12/16/laboratorio-di-religione/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 15:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; bastato un piccolo cenno del capo, un fruscìo un po&#8217; impettito della Talare, una parolina insinuata, ed infine una timida dichiarazione ufficiale, per far cadere il Signor &#8220;No&#8221; in ginocchio, forse ad evitare gli strali celesti altrimenti invocati dalle più alte sfere del sistema ecclesiastico.  Il signor &#8220;no&#8221;, al secolo Giulio Tremonti, in fervente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=298&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; bastato un piccolo cenno del capo, un fruscìo un po&#8217; impettito della Talare, una parolina insinuata, ed infine una timida dichiarazione ufficiale, per far cadere il Signor &#8220;No&#8221; in ginocchio, forse ad evitare gli strali celesti altrimenti invocati dalle più alte sfere del sistema ecclesiastico.  <span id="more-298"></span>Il signor &#8220;no&#8221;, al secolo Giulio Tremonti, in fervente preghiera assorto assieme alla devotissima Gelmini, per bocca del sottosegretario all&#8217;economia, in meno di due ore si si riappacifica con i ministri di Dio in terra, ricollocando al loro posto quei<strong> 120 milioni di euro</strong> tagliati alla scuola cattolica, taglio a suo tempo operato sullo stesso princìpio di risparmio e di razionalizzazione della spesa &#8220;pubblica&#8221; che ha visto abbattere la scure dei tagli indiscriminati su scuola e università. Pubblici, ovviamente.  Il sottosegretario aggiunge, per l&#8217;occasione, che il Vaticano, già percepente  finanziamenti e sconti d&#8217;ogni sorta (da uno stato &#8220;straniero&#8221;), può &#8220;dormire tra quattro guanciali&#8221;. E così l&#8217;&#8221;onda&#8221; di studenti, docenti, genitori, ricercatori e precari tutti, si inchinano con devozione crescente, il cuore in pace, le tasche vuote.</p>
<p><strong>Meno soldi alla scuola pubblica, più soldi alla scuola privata</strong>, di religione e pure &#8220;straniera&#8221;. Un esempio di lungimirante buon governo. Quei crucchi d&#8217;oltralpe, invece, aumentano i finanziamenti per scuola e ricerca, proprio in questo infausto periodo di crisi mondiale, esattamente come  francesi, inglesi, americani e via dicendo. Proprio non si riesce a capirli! Come diceva <strong>Calamandrei</strong>, nel suo &#8220;discorso in difesa della scuola nazionale&#8221; di qualche decennio fa, si tratta di un disegno piuttosto preciso ed inquietante, a cui rimando i più curiosi lettori, per gli spunti di riflessione che può certamente introdurre, e per la lucida disamina dei fatti conseguenti un certo atteggiamento ed un certo programma di <strong>destrutturazione della scuola pubblica</strong>, a favore di quella privata.</p>
<p>Dai Patti Lateranensi, del &#8216;29, la religione cattolica divenne oggetto di insegnamento obbligatorio all&#8217;interno delle scuole italiane. Come sappiamo, oggi, in un periodo storico in cui la globalizzazione e l&#8217;intensificazione  dei fenomeni immigratori dai paesi più poveri verso quelli più ricchi, assieme all&#8217;integrazione delle prime generazioni di immigrati nelle società civili riceventi, costringono paesi europei e di cattolicissima tradizione, come la Spagna, a bandire per legge i crocifissi dalle aule scolastiche,  nella nostra Italia sopravvive, in  ogni ordine e grado di istruzione, l&#8217;<strong>insegnamento della religione cattolica</strong>, che appare come un pilastro incrollabile del nostro modello pedagogico. Un&#8217;&#8221;istituzione&#8221; che ha resistito anche alla riforma Moratti, che a fronte di una mortificazione dell&#8217;offerta formativa e il taglio di ore e materie in grande misura, o come in quella gelminiana, in cui intere classi di concorso vengono raggruppate in mazzi informi e non sempre omogenei, la religione cattolica rimane al suo posto come un faro per i poveri studenti e come un&#8217;incrollabile certezza per le famiglie tutte. Musulmane comprese.</p>
<p>Oggi tuttavia,  non è obbligatorio seguire le lezioni di religione, di cui è possibile &#8220;avvalersi&#8221;  dichiarandolo formalmente in fase d&#8217;iscrizione. Come ben sappiamo, chi, tra gli studenti, non si avvale dell&#8217;insegnamento della R.C., può optare per differenti soluzioni alternative, per sbarcare da un&#8217;ora all&#8217;altra senza (almeno in teoria), ritrovarsi nel corridoio o a scorazzare per la scuola. L&#8217;ora di <strong>libera attività di studio</strong>, così romanticamente e splendidamente definita, è la formula più largamente utilizzata, che implica però la presenza, all&#8217;interno delle scuole, di spazi ad essa dedicati. E dove quindi normalmente trascorrono così proficuamente quelle ore di studio matto e disperatissimo gli studenti laici del Paese? Nella maggior parte dei casi in biblioteca, dove è presente, o all&#8217;interno dei laboratori di informatica, dove la presenza di una rete internet induce senza ombra di dubbio alla ricerca e all&#8217;approfondimento dei temi trattati in aula&#8230;. è ovvio! In genere, dentro quei luoghi di studio o di ricreazione mentale, vivacchia stancamente un inutile e triste personaggio, l&#8217;assistente tecnico. Generalmente, credo, non è prevista o normalmente predisposta  alcuna misura di sorveglianza, da parte dei docenti a disposizione, per quei ragazzi che hanno scelto di non assistere alle ore di religione. Come non ricordare il dibattito sulle compresenze all&#8217;interno dei laboratori? Se è giusto eliminarle, è giusto tollerare classi occupate per metà durante le ore di religione?</p>
<p>Questa &#8220;strana&#8221; attenzione, dunque, per l&#8217;igiene spirituale dei nostri bambini ed adolescenti, pare nascondere qualcosa di differente. Ci duole constatare come, per questa vicenda dei fondi garantiti alla scuola cattolica, i media, la politica e i sindacati, <strong>non abbiano dato il giusto risalto</strong>.</p>
<p>Riporto il discorso di Piero Calamandrei, che appare oggi attualissimo, con l&#8217;avvertenza che chi scrive non intende dare a tutto quanto detto e riportato un taglio politico o ideologico, che per ovvie ragioni si rinviene  invece  nello scritto di seguito, esattamente come quando, a suo tempo, si criticò, anche con asprezza, l&#8217;operato del precedente governo.</p>
<p><em><strong>Piero Calamandrei &#8211; discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l&#8217;11 febbraio 1950</strong></em></p>
<p><em>Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.</em></p>
<p><em>Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c&#8217;è un&#8217;altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime&#8230; Facciamo l&#8217;ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l&#8217;aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C&#8217;è una certa resistenza; in quelle scuole c&#8217;è sempre, perfino sotto il fascismo c&#8217;è stata. Allora, il partito dominante segue un&#8217;altra strada (è tutta un&#8217;ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A &#8220;quelle&#8221; scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d&#8217;occhio i cuochi di questa bassa cucina. L&#8217;operazione si fa in tre modi: ve l&#8217;ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico&#8221;</em></p>
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		<title>La ricreazione è finita</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 20:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricreazione è finita. Sono le parole di alcuni dei protagonisti politici del voto che oggi ha sancito l&#8217;approvazione del DL 137.
Parole, indirizzate alla sinistra e qualcuno vuole anche alla volta dei ragazzi organizzati in protesta sotto Palazzo Madama, che ogni studente, ogni genitore, ed ogni lavoratore di scuola, si sente addosso. E fanno male. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=279&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">La ricreazione è finita. Sono le parole di alcuni dei protagonisti politici del voto che oggi ha sancito l&#8217;approvazione del <strong>DL 137</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Parole, indirizzate alla sinistra e qualcuno vuole anche alla volta dei ragazzi organizzati in protesta sotto Palazzo Madama, che ogni studente, ogni genitore, ed ogni lavoratore di scuola, si sente addosso. E fanno male. Il <strong>pessimo gusto</strong> e la sufficienza di cui sono intrise recano in sè il sapore amaro dell&#8217;umiliazione.<span id="more-279"></span>Sono parole che annullano ogni passione, e ci lasciano soli con la certezza d&#8217;essere, e questa volta senza più alcun dubbio, soltanto <strong>un peso da sopportare</strong>. La scuola è intralcio, è numero,  stipendi, sprechi, entità economica razionalizzabile. E&#8217; un ammortizzatore sociale gravido di opportunità per reietti disperati in cerca di un lavoro sicuro, di mangiapane a tradimento e regno della fannulloneria pubblica più radicale. Il precariato soltanto un rito obbligato per il raggiungimento di uno status sociale privilegiato, mantenuto poi alle spalle dei contribuenti. Nella scuola si vende fumo, s&#8217;indottrinano i ragazzi  alle ideologie di sinistra, si gavotta allegramente tra una ricreazione e l&#8217;altra.<strong> La scuola è un ostacolo</strong>. Gli insegnanti sono troppi, i bidelli più dei carabinieri, e forse soltanto perchè l&#8217;Italia è un paese in cui, per ora, prevale largamente il numero dei bambini su quello dei criminali.</p>
<p style="text-align:justify;">Più volte, da queste pagine, si è criticato l&#8217;operato del precedente ministro Fioroni. Tanto per precisare che, quando si guarda con occhio critico, la casacca non è rilevante. Rilevanti sono invece i contenuti del decreto. L&#8217;opposizione trasversale al decreto Gelmini lo dimostra, e conferma quanto da giorni i più insospettabili, politicamente, vanno sostenendo,  quei ragazzi che in migliaia sono scesi nelle strade e nelle piazze di tutto il paese, e cioè che quel testo rappresenta una mera decimazione di risorse umane e finanziarie a danno del sistema dell&#8217; istruzione pubblica, che non pone fine a sprechi e malgoverni, ma che taglia indiscriminatamente sulla pelle di migliaia di lavoratori e sul futuro degli studenti. Quegli studenti affermano concetti e principi minimi, sostanziali, che vanno oltre le mere questioni politiche e culturali. Hanno dimostrato di <strong>conoscere l&#8217;aritmetica, e di saper leggere</strong>. In questo non v&#8217;è alcun retaggio culturale, non v&#8217;è ispirazione e background politici, non v&#8217;è interesse personale o di casta.</p>
<p style="text-align:justify;">Il decreto Gelmini si impernia su elementi di <strong>propaganda</strong> che si stendono come un telo innanzi al principio ispiratore di base: tagliare posti di lavoro e risorse alla scuola. Per far cassa. Ma il gioco non funziona, quando riguarda chi, per definizione, è avvezzo alla lettura e all&#8217;analisi. Non vi è garanzia che quel risparmio sia interamente reinvestito in istruzione, e vi è al contrario il forte sospetto che la scuola possa divenire nell&#8217;immediato futuro una fonte di risorse per qualche altro fortunato beneficiario. Questa politica è ben lungi dal <strong>combattere gli sprechi</strong>, gli abusi, la baroneria. Anche perchè, tali deprecabili sperperi, non appartengono certo alla realtà della scuola primaria, a cui sostanzialmente il decreto si rivolge, e perchè, soprattutto, per individuare quel male, occorre un <strong>profondo esame</strong> della realtà scolastica del Paese, e un programma di riforma che ristrutturi l&#8217;apparato, consentendo l&#8217;emersione del marcio attraverso una puntuale politica di innalzamento dei meriti. Ma di tutto questo non v&#8217;è traccia all&#8217;interno del decreto Gelmini. Combattere gli sprechi e tagliare indiscriminatamente, sono due faccende differenti e distanti, e nella realtà, il più delle volte, opposti.</p>
<p style="text-align:justify;">Attraverso questa politica indisriminante, chi farà le valige non sarà certamente chi è attore di atteggiamenti scorretti, i fannulloni, gli  assenteisti,i baroni  o i profittatori di denaro pubblico. Sarà chi, tra gli ultimi arrivati, non si è ancora inserito stabilmente, o che già da anni è costretto a soffrire le <strong>incertezze del precariato</strong>. In quella situazione, stabilire un ruolo di privilegio all&#8217;interno di un qualsiasi sistema, è pressochè impossibile. Dove si collochi la tanto evocata meritocrazia tra le pieghe di questo provvedimento, non è dato sapere.</p>
<p style="text-align:justify;">Grembiuli e voto in condotta sono provvedimenti, in linea di principio, condivisibili. Non sono certamente la base di una riforma, e non sono sostanziali per l&#8217;affermazione di una scuola differente, come questa sera ha annunciato il Ministro. Grembiuli e voto in condotta non ci restituiranno una scuola educata e <strong>paritaria</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli effetti del decreto Gelmini sono ben altri, e l&#8217;unica riforma che produrranno sarà la <strong>destrutturazione del modello scolastico della scuola primaria</strong>. Ritornando ai numeri, nei quali ormai ci dobbiamo riconoscere, gli effetti delle recenti norme riguardanti l&#8217;istruzione pubblica, sparpagliate in leggi differenti e del decreto Gelmini saranno:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>OLTRE 88000 DOCENTI IN MENO </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>OLTRE 44000 ATA IN MENO</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Riduzione del tempo scuola nella primaria a<strong> 24 ore (cioè quattro al giorno)</strong>. Su <strong>richiesta</strong> elevabili a 40, a carico ovviamente delle istituzioni scolastiche o delle famiglie. Su questo punto non ci sono slogan che reggano. I numeri sono numeri, e le parole, soprattutto in questo caso, non lasciano spazio a interpretazioni. In nessun caso alcun esponente politico della maggioranza ha osato e potrà mai sostenere che con quel provvedimento si possano garantire ore aggiuntive<strong> senza oneri</strong> per le famiglie o le istituzioni scolastiche. Altrimenti, semplicemente, quel provvedmento e quei tagli sarebbero inutili. Giri  di parole e diversivi verbali hanno contraddistinto il dibattito su questo, come su altri, punti fondamentali del decreto Gelmini.</p>
<p style="text-align:justify;">Con una norma precedente, riguardante disposizioni in matera di sanità (con evidente attinenza alle questioni di scuola), si è già provveduto al <strong>ridimensionamento degli istituti</strong>. Tale razionalizzazione  provocherà disagi sociali ed economici rilevanti. La chiusura di molte scuole di provincia (con meno di 500 alunni),  disagiate dal collocamento su territori difficilmente raggiungibili, o poste in realtà periferiche all&#8217;interno dei tessuti urbani complessi in grandi città, o limitrofe rispetto ai capoluoghi,  costringeranno studenti, genitori e amministrazioni locali a  <strong>disagi</strong> notevolissimi legati allo spostamento di  studenti da quelle zone verso nuclei scolastici centrali. Un disagio, oltre che di natura economica, anche sociale, perchè quei bambini e quei ragazzi saranno spesso costretti a sostenere viaggi lunghissimi, che sottrarranno tempo prezioso ad attività di studio e di socializzazione al momento garantiti dal sistema scuola, e forse recheranno disagi e ripercussioni sulla vita lavorativa dei loro genitori. L&#8217;abbandono di quegli edifici non costituirà un vantaggio per gli enti locali strozzati dal mancato introito di sovvenzioni e di contributi, perchè occorrerà ridefinire, ristrutturare ed adeguare gli edifici scolastici riceventi, o costruirne di nuovi, lasciando quelli vuoti, specie se collocati in zone  poco urbanizzate, inutilizzabili per attività comunitarie, data la loro stessa natura periferica. Non è immaginabile pensare quegli spazi utilizzabili per  manifestazioni culturali, per le quali già poco si riesce a spendere nei capoluoghi, per la mancanza di fondi e per la progressiva emarginazione delle attività culturali in atto da tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;art 7 del DL in esame, inivece, attiene questioni di casta che hanno poco a che vedere con quelle di istruzione pubblica, e concerne l&#8217;accesso alle scuole di specializzazione per neo laureati in <strong>medicina e chirurgia</strong>, segnando un solco profondissimo tra coloro che dovranno acquisire la relativa abilitazione professionale per potervi accedere, e questa casta di privilegiati, a cui il decreto consente l&#8217;ingresso immediato,  stabilendo poi che la necessaria abilitazione sia acquisita in seguito, in un periodo non ben precisato. Tanto per combattere baronerie e discriminazioni!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Libri di testo</strong>: il decreto interviene su un tema caro al Ministro, e finalmente viene sancito che  i competenti organi scolastici adottino libri di testo in relazione ai quali l&#8217;editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio,e solo ove sussista la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l&#8217;adozione dei libri di testo avvenga con cadenza quinquennale.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma questa norma, impone forse agli editori il <strong>blocco dei prezzi</strong>?</p>
<p>Attendiamo ora il passaggio successivo, che potrebbe tradursi nell&#8217;approvazione dell&#8217;attuale <strong>disegno di legge Aprea</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo l&#8217;Aprea, le scuole si trasformeranno in fondazioni, con <strong>fondi esterni erogati da privati</strong>, con dirigenti che potranno assumere discrezionalmente il personale di scuola. (&#8230;.a proposito di baroneria,  nepotismo e  meritocrazia). Consiglio d&#8217;amministrazione e annullamento di fatto delle contrattazioni di secondo livello. Vari gradi di docenza, a cui accedere previa giudizio di un consiglio di colleghi anziani (ovviamente non viziato da antipatie o interessi personali di sorta).</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non è finita qui.</p>
<p style="text-align:justify;">Se gli studenti universitari, oggi, scendono in piazza, non è tanto per difendere il tempo pieno e una sperimentazione che dura da anni nella scuola elementare, e che gli ha fatto compiere un balzo ai primi posti di gradimento tra i modelli educativi europei. Perchè nel decreto Gelmini, di università, non se ne parla proprio.</p>
<p style="text-align:justify;">Se ne parla, invece, nella <strong>finanziaria</strong>. La legge smantella l&#8217;intero assetto delle università, producendo effetti devastanti a livello amministrativo e didattico.</p>
<p style="text-align:justify;">Il <strong>Decreto</strong> <strong>legge 112</strong> (ora <strong>legge 133</strong>), collegata alla finanziaria, recita infatti:</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-style:italic;">&#8230;le Università pubbliche <strong>possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni</strong> di diritto privato</span>&#8230; e ancora &#8230;<span style="font-style:italic;">le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell&#8217;Università</span>&#8221; Inoltre, ..<span style="font-style:italic;">.le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile</span>&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Si determina poi, più avanti, il blocco del turn-over e il taglio progressivo di assunzioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Il modello delle fondazioni è già stato imposto agli enti lirici e sinfonici. Decimati.</p>
<p style="text-align:justify;">La possibilità, e non l&#8217;obbligatorietà, di deliberare la propria trasformazione in fondazione, diverrà, per effetto dei tagli che si sommeranno nei prossimi anni a danno delle università, <strong>un obbligo di fatto</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Sia la finanziaria che il disegno di legge Aprea parlano la stessa lingua e prevedono un graduale passaggio della scuola pubblica a una <strong>gestione aziendale </strong>largamente partecipata o interamente gestita da soggetti privati</p>
<p style="text-align:justify;">Ricorrere al modello privatistico  significherà il ricorso a fondi esterni, di privati che avranno a chiedere un ritorno economico dall&#8217;impegno assunto. Un modello d&#8217;istruzione simile a quello americano, completamente liberale e privatistico, in cui i corsi di studio costano annualmente  alle famiglie dai 25 a 50 mila euro di media a studente. Le università-sponsor (magari con la ricerca ben indirizzata verso gli ambiti più cari al patron di turno) o le <strong>università-private-d&#8217;elite</strong>, non avranno dunque più il loro ruolo sociale al momento più evidente e sostanziale, quello cioè di <strong>consentire a tutti gli strati sociali</strong> un&#8217;istruzione d&#8217;alto livello e il diritto allo studio. Chi può, infatti, sostenere che l&#8217;eccellenza, il talento, la buona volontà, risiedano soltanto nelle fasce sociali più abbienti? Quali strumenti, allora, avranno a disposizione i figli meno fortunati per riscattarsi dalla loro condizione sociale? In una società già oggi fortemente corporativa, in cui intere generazioni si passano il testimone nella guida di aziende e studi professionali (notai, avvocati, medici, professionisti, dirigenti&#8230;),  e tutto questo in barba alla meritocrazia e al di la dei curricola scolastici, si rischia in questo modo di alimentare le caste e le divisioni sociali, e di annullare un diritto allo studio che la nostra Costituzione ha a suo tempo democraticamente sancito, e a cui si dovrebbe forse guardare più spesso, come vero, e primo modello di giustizia sociale.</p>
<p style="text-align:justify;">Le scuole, intanto, oltre ai tagli che limitano il piano di offerta formativa, faranno i conti con le spese per i <strong>medici fiscali</strong>, i quali costano di media 50 euro a visita, e che ricadono sul bilancio delle istituzioni. La geniale intuizione del ministro Brunetta si inquadra perfettamente nel disegno più generale di una <strong>complessiva emarginazione della scuola pubblica</strong>, destinata a muoversi tra enormi difficoltà economiche e gestionali, che porteranno gradualmente al collasso dell&#8217;intero sistema scuola, e su cui si innesteranno progressivamente soggetti privati.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco dunque una scuola nuova, moderna. <strong>Unica in Europa</strong>,</p>
<p style="text-align:justify;">e forse non è un caso.</p>
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		<title>Gruppo di discussione</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 16:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[assistenti tecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; nato il gruppo di discussione riservato agli assistenti tecnici di scuola, ospitato da Google groups.
Dai commenti agli articoli precedenti  è emersa l&#8217;esigenza di confrontarsi sul futuro della categoria, di discutere nuove idee e prendere parte a progetti ed attività collettive.
Partecipare al gruppo significherà in primo luogo accogliere l&#8217;intenzione di ri-proporre un&#8217;idea di tecnico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=assistecnici.wordpress.com&blog=2280676&post=274&subd=assistecnici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; nato il <strong>gruppo di discussione</strong> riservato agli assistenti tecnici di scuola, ospitato da <em>Google groups</em>.<span id="more-274"></span></p>
<p>Dai commenti agli articoli precedenti  è emersa l&#8217;esigenza di confrontarsi sul futuro della categoria, di discutere nuove idee e prendere parte a progetti ed attività collettive.</p>
<p>Partecipare al gruppo significherà in primo luogo accogliere l&#8217;intenzione di ri-proporre un&#8217;idea di tecnico moderna, di raccordo tra didattica e tecnologia, avendo come primo sostanziale e significativo obiettivo quello di lavorare per una <strong>scuola di qualità</strong>.</p>
<p>Non deve quindi rappresentare un momento meramente rivendicativo, ma un luogo di confronto costruttivo.</p>
<p>Per le lamentele è sufficiente rivolgersi ai sindacati, che ne hanno in questi anni fatto campagna di adesione ed &#8220;elettorale&#8221;</p>
<p>Per aderire al gruppo, nel quale chiunque potrà avviare discussioni ed interagire con  i membri, postare documenti e files, inviare messaggi agli iscritti e creare pagine, è sufficiente seguire il link in basso o nella colonna destra del blog.</p>
<p>All&#8217;atto dell&#8217;iscrizione saranno richiesti alcuni dati personali. E&#8217; necessario iscriversi a Google e disporre di un&#8217;email valida.</p>
<p>N.B.:l&#8217;iscrizione è vincolata all&#8217;autorizzazione dell&#8217;amministratore. Può quindi essere necessaria qualche ora per l&#8217;attivazione dell&#8217;account.</p>
<p>A presto<br />
<code><br />
</code></p>
<table style="background-color:#fff;padding:5px;" border="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://groups.google.com/groups/img/3nb/groups_bar_it.gif" alt="Google Gruppi" width="132" height="26" /></td>
</tr>
<tr>
<td style="padding-left:5px;font-size:125%;"><strong>Assistenti Tecnici di scuola</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="padding-left:5px;"><a href="http://groups.google.com/group/assistenti-tecnici-di-scuola?hl=it">Visita questo gruppo</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>M.</p>
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