Assistenti Tecnici

il blog degli assistenti tecnici di scuola

DPR organici: gli Itp faranno i tecnici, per gli At solo tagli, addio area C

Pubblicato da michele su 24 Febbraio 2009

Continua lo scempio dei tagli e delle riforme del personale a colpi di decreti e regolamenti. La figura di assistente tecnico si trova oggi ad assumere il ruolo di vittima predestinata. Sono agghiaccianti i termini in cui si tenta il ridimensionamento del personale non docente che opera in ambito  didattico, con modalità sconcertanti che aprono scenari difficilmente analizzabili ed interpretabili, e che creano ulteriore confusione sul ruolo dei differenti profili operanti all’interno dei laboratori.

Dopo il pasticcio tutto squisitamente e nostranamente italiano del DM del 10 agosto 2000 n° 200, con cui si è tentato di razionalizzare e definire maldestramente un sistema , quello delle compresenze all’interno dei laboratori, fondandosi già in quell’occasione su una  base strettamente numerica, trascurando professionalità e compiti dei differenti profili, e aggiungendo parametri e condizioni che si scontrarono poi con i mansionari dei CCNL, si profila domani lo spettro di una nuova norma confusa e pasticciata.

Parliamo del DPR, recante norme concernenti la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche e educative statali, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giungo 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Gli articoli 3 e 7 della citata bozza trattano il profilo di assistente tecnico in modo assai approssimativo,  e realizzano alcuni evidenti intendimenti volti ad una razionalizzazione che non trova nelle modalità esposte alcuna relazione pratica con la realtà scolastica. I parametri utilizzati risultano decontestualizzati, e viene marcata una differenza già evidente tra le aspettative e le possibilità future del profilo di assistente tecnico rispetto ai restanti profili ATA.

Articolo 3 – Efficacia ed efficienza dei servizi

(…)

3. Nei casi di compresenza durante le ore di insegnamento tecnico-scientifico,
dell’insegnante teorico, dell’insegnante tecnico-pratico e dell’assistente tecnico, può
disporsi con apposita delibera della giunta esecutiva, la non attivazione del posto di
assistente tecnico o in sostituzione dello stesso l’istituzione di altro posto di assistente
tecnico di diversa area non coperta e di cui si valuti necessaria l’attivazione. La predetta
determinazione non deve comportare, in alcun caso, situazioni di soprannumerarietà
rispetto all’organico di istituto.
4. Nei periodi di sospensione dell’attività didattica gli assistenti tecnici possono essere
utilizzati oltre che in attività di manutenzione ordinaria del materiale tecnico, scientifico ed
informatico dei laboratori, officine, reparti di lavorazione o uffici di rispettiva competenza,
anche in attività di manutenzione straordinaria del predetto materiale e in attività di
supporto alla didattica, necessarie per l’ordinato e puntuale avvio dell’anno scolastico.

E’ evidente  che, ove si presentasse la situazione di cui al comma 3, l’ITP dovrebbe sostituire di fatto l’assistente tecnico, venendo quindi a profilarsi per il docente l’eventualità di svolgere il lavoro esecutivo di competenza sino ad oggi dell’ assistente tecnico. Se dunque il ruolo tecnico all’interno dei laboratori è dall’estensore del regolamento  da intendersi come interscambiabile tra le figure di ITP e AT, appare logico domandarsi cosa sia accaduto sino ad oggi all’interno dei laboratori.

Se, come appare, il ruolo dell’AT appare superfluo ed alienabile, non vi saranno presumibili proteste da parte degli Itp che dovranno, da domani, farsi carico di quelle mansioni, anche  in un più ampio contesto di razionalizzazione di quel profilo.

Eppure, sebbene tanto inutile appaia il ruolo dell’assistente tecnico,  al successivo comma 4 viene stabilito che i tecnici debbano essere impiegati in manutenzioni straordinarie durante il periodo estivo. Nella malaugurata eventualità che possano coesistere figure di AT e ITP all’interno di un laboratorio, a seguito del taglio previsto della figura di AT, quelle manutenzioni svaniranno magicamente, o saranno da intendersi svolte dagli ITP?

E’ lecito inoltre supporre che, data la leggerezza con cui le differenti figure vengono interscambiate quando si tratta di tagli, possano essersi verificate in questi anni situazioni di assunzione di compiti non strettamente esecutivi da parte degli assistenti tecnici? Non possiamo non riferirci poi ai numerosi indirizzi in cui la figura di ITP non è presente, e nei quali, oggi, è forse ipotizzabile un apporto differente all’attività didattica da parte degli assistenti tecnici.

Forse quella presunta interscambiabilità, ammesso e (giustamente) non concesso che i docenti tecnico-pratici vogliano riconoscerla,  è da intendersi a senso unico?

Come inserire, in questo contesto, la creazione delle figure intermedie di area B, che dovrebbero assumere funzioni di maggiore responsabilità?

Nell’eventualità, dunque, di compresenza tra docente, Itp, e At all’interno dei laboratori dovrebbe verificarsi la seguente situazione:

- su un organico di due docenti e un tecnico viene tagliata la figura tecnica. Rimangono in aula due docenti.

- la funzione tecnica rimane inespressa o affidata agli ITP. O se ne dovrà espressamente dichiararne l’inutilità.

- i laboratori orfani della figura tecnica non riceveranno alcuna manutenzione durante il periodo estivo. Lasciando intendere che ad oggi sia quindi, del tutto inutile.

- i posti di assistente tecnico tagliati potranno essere ricostituiti in altra area. Ove si verificasse una necessità sino ad oggi non espressa, quindi di fatto difficilmente riscontrabile domani.

Appare evidente sin qui come l’intenzione precipua sia quella di preservare il posto di docente tecnico-pratico a scapito di quello di assistente tecnico.

Posizione condivisibile, posto che gli ITP assumano anche  il ruolo di tecnico. Si determina attraverso questa norma l’inutilità della presenza del tecnico in laboratorio durante il periodo estivo, venendo di fatto a mancare la figura di riferimento deputata allo svolgimento di quelle presunte mansioni.

Articolo 7 – Profili professionali di coordinatore amministrativo e di coordinatore tecnico – Area C

1. Nel quadro degli obiettivi di razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse umane e di
realizzazione di una maggiore efficacia ed efficienza dei servizi amministrativi e tecnici
delle istituzioni scolastiche ed educative sono costituiti, secondo i criteri e parametri
previsti dal presente articolo, i posti di organico per i profili professionali di coordinatore
amministrativo e di coordinatore tecnico dell’Area C di cui alla tabella A annessa al
contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto scuola per il
quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007.
2. Il posto di organico del profilo professionale di coordinatore amministrativo è
costituito nelle istituzioni scolastiche ed educative nelle quali i posti di organico di
assistente amministrativo sono in numero superiore a quattro unità.
Il posto di organico del profilo professionale di coordinatore tecnico è costituito, nelle
istituzioni scolastiche ed educative, per ogni gruppo di quattro posti di organico di
assistente tecnico relativo alla medesima tipologia di laboratorio.
Per ogni posto di organico costituito per i profili professionali di coordinatore
amministrativo e di coordinatore tecnico è ridotta di un posto, nell’istituzione scolastica
interessata, la dotazione organica, rispettivamente, del profilo professionale di assistente
amministrativo e del profilo professionale di assistente tecnico

Come si evince risulta verosimilmente inattuabile l’assegnazione di posti in area C agli assistenti tecnici in servizio, essendo impossibile il verificarsi della presenza in istituto di quattro laboratori della medesima tipologia.

Mentre l’attivazione della figura di coordinatore amministrativo appare realizzabile nella maggior parte degli istituti superiori, nei quali è sufficiente la presenza di almeno 4 unità amministrative per istituto, ai tecnici, ancora una volta, non vengono garantiti gli stessi diritti in relazione ad opportunità  di carriera.

Ancora una volta appare con chiarezza la disomogeneità della categoria ATA coome oggi è intesa. Gli assistenti tecnici sono chiamati sistematicamente a soppportare l’umiliazione di un trattamento differente.

Impossibilità di accesso agli ordini di istruzione di grado inferiore, nelle accademie, nei conservatori, all’area D, impossibilità di mobilità per effetto delle corrispondenze titoli-aree, e da domani impossibilità di accesso all’area C.

Se  dunque appare inutile, ed un peso per l’amministrazione pubblica, che si abbia il coraggio di chiudere le graduatorie di AT e transitarle in area amministrativa, ponendo fine all’agonia di una categoria stanca di essere strumentalizzata pur nella consapevolezza dell’utilità di figure tecniche qualificate che sono presenti in ogni ambito ove il confronto con l’esperienza pratica, l’attività manuale e la tecnologia è all’ordine del giorno.

L’alternativa è sostenere la creazione di un’area specifica, con percorsi differenti, legata alla didattica, slegata da quella ammiinistrativa. Come proposto dall’ On. Napoli, appare logico svincolarsi da una categoria disomogenea per approdare in ruoli in cui il servizio può essere svolto su più istituti,  e forse nel più ampio ambito della pubblica amministrazione, come per altro già prevede con criteri univoci e restrittivi il CCNL. Questa è una pratica di corretta razionalizzazione delle risorse umane, distante dagli intendimenti che emergono dal DPR in esame, che lasceranno vuoti sempre più ampi nell’ambito della gestione tecnica delle aule, e che porteranno ad un sempre più alto livello l’inefficenza e l’inefficacia delle dotazioni e dei sussidi didattici degli istituti scolastici.

Cominciamo intanto ad entrare in un’ottica differente, in cui gli obblighi di servizio si possano con chiarezza desumere dai mansionari. Tutto il resto dovrà essere scritto, o riscritto. Dalla meticolosità che si evince in queste fasi di razionalizzazione, dobbiamo attenderci un’equivalente ed efficace determinazione delle norme che regolano la nostra attività.  O chiediamo troppo?

66 Risposte a “DPR organici: gli Itp faranno i tecnici, per gli At solo tagli, addio area C”

  1. liceorodolico detto

    Ottimo MIchele! Veramente un’ottima analisi.
    Perché non la sottoscriviamo e la mandiamo all’attenzione dei sindacati, all’attenzione del Ministro Gelmini e dell’on.Napoli?

    Potrebbe essere la prima uscita pubblica del nostro gruppo telematico.

    Io apro la fila e la sottoscrivo senza riserve.

    Tiberio

  2. mikola58 detto

    Seguo la fila dopo Tiberio. Grazie a Michele, perchè è capace di tradurre in parole i miei disagi quotidiani anche se, perdonatemi, ho delle perplessità sulla proposta dell’On Napoli
    Mikola
    Ps Che la fila continui…!!!!

  3. ave1 detto

    …….. con me siamo a tre!!!Si potrebbe anche chiedere come mai se ora ritengono un itp interscambiabile con un at, perchè non si possa fare il contrario……..
    Bisogna che ci siamo una smossa – FOOOOORZA

  4. valeria65 detto

    …continua la fila..

  5. franci68 detto

    sono anche io con voi….

  6. jexarin detto

    Qua ci vuole un miracolo.

    Sottoscrivo e ringrazio l’autore di questo sito.

  7. corrado1 detto

    Articolo 3 – Efficacia ed efficienza dei servizi
    1. Al fine di migliorare , attraverso un più razionale e proficuo impiego delle risorse
    professionali disponibili, l’efficacia e l’efficienza dei servizi erogati, con specifico riguardo
    alle esigenze degli alunni, e in particolare quelli diversamente abili, nonché di assicurare il
    regolare funzionamento dei servizi, ivi compresi quelli di apertura e chiusura dei locali in
    cui funzionano i plessi scolastici, gli uffici di segreteria delle istituzioni scolastiche ed
    educative possono collegarsi in rete per l’espletamento di compiti ed attività di interesse
    comune. Le relative modalità organizzative, gestionali ed operative sono definite e indicate
    in appositi accordi tra le istituzioni scolastiche interessate, nel rispetto dei principi stabiliti
    in materia dall’articolo 7 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 e delle norme di cui ai contratti
    collettivi in vigore. I dirigenti preposti alle istituzioni scolastiche interessate sottoscrivono
    gli accordi sentiti i direttori dei servizi generali e amministrativi e le rappresentanze
    sindacali unitarie delle medesime istituzioni.
    2. L’impiego delle risorse di personale disponibili, ai sensi del comma 1, può riferirsi a
    tutti i profili professionali del personale medesimo.
    3. Nei casi di compresenza durante le ore di insegnamento tecnico-scientifico,
    dell’insegnante teorico, dell’insegnante tecnico-pratico e dell’assistente tecnico, può
    disporsi con apposita delibera della giunta esecutiva, la non attivazione del posto di
    assistente tecnico o in sostituzione dello stesso l’istituzione di altro posto di assistente
    tecnico di diversa area non coperta e di cui si valuti necessaria l’attivazione. La predetta
    determinazione non deve comportare, in alcun caso, situazioni di soprannumerarietà
    rispetto all’organico di istituto.
    4. Nei periodi di sospensione dell’attività didattica gli assistenti tecnici possono essere
    utilizzati oltre che in attività di manutenzione ordinaria del materiale tecnico, scientifico ed
    informatico dei laboratori, officine, reparti di lavorazione o uffici di rispettiva competenza,
    anche in attività di manutenzione straordinaria del predetto materiale e in attività di
    supporto alla didattica, necessarie per l’ordinato e puntuale avvio dell’anno scolastico.

    PERFETTO
    NON SOLO NON AVREMO ACCESSO ALL’AREA C (IL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA LE LEGGE STE COSE?)
    MA CON UNA SEMPLICE DELIBERA DELLA GIUNTA ESECUTIVA
    A SETTEMBRE IL NOSTRO POSTO DI
    LAVORO PUò SPARIRE!

    MA STI POLITICI COSA HANNO IN TESTA?

  8. nictec detto

    Scusate ho un problema…non riesco a capire bene le manzioni di un tecnico all’interno della scuola.I miei “capi” battono sul fatto che nel nostro profilo di tecnico c’è scritto:
    Conduzione tecnica dei laboratori, officine….garantendone efficienza e funzionalità.Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche. Guida di auto…..
    Alla frase: “Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche”
    per loro vuol dire didattica su tutta la scuola…..ma il riferimento nn è diretto alla didattica effettuata all’interno dei laboratori di appartenenza?
    Vorrebbero che garantisca efficienza e funzionalità ad un’aula multimediale (Aula Magna), ai televisori con lettore dvd in giro per le classi, ai computer in Sala Prof…Io penso che se fosse così nn appartenevamo ad una area o un profilo ben specifico come quello AR02 o 08….etc. e ci saremmo chiamati tecnici della scuola non di laboratorio?

  9. mikola58 detto

    firmati gli accordi applicativi
    http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/marzo/sequenza_ata_firmati_gli_accordi_applicativi
    ciao

  10. mikola58 detto

    altra chicca .. meditate gente meditate ….

    Presentata dal ministro Gelmini la nuova ristrutturazione degli istituti tecnici.

    http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/marzo/i_nuovi_istituti_tecnici_i_regolamenti_diventeranno_norma_senza_un_vero_confronto_con_le_parti_sociali

    milena

  11. ave1 detto

    Sono un a.t. di ruolo e vorrei cortesemente una precisazione: perchè ali a.a. è stata data lapossibilità di accedere al profilo superiore (dsga) anche con il solo titolo di scuola media superiore purchè accompagnato da ruolo in un tot di anni nel profilo e e creata una fase transitoria, mentre per gli at no? di fatto il passaggio è previsto al profilo C solo per chi è in possesso di laurea. Non si poteva per laprima volta creare una fase transitoria? O ho capito male io e c’è?
    Comunque a mio avviso, è stata fatta una discriminazione nei confronti degli at – mi spiego – di fatto per gli amm.vi e coll. scolastici c’è la possibilità di passare di profilo – da A a B o adirittura in D per gli ausiliari, da B a D per gli amministrativi ( è la naturale prosecuzione in campo amm.vo) e per i tecnici cosa è stato previsto? Solo l’area C solo per laureati, ben sapendo che la stragrande maggioranza ha il titolo di qualifica o il diploma di istruzione superiore…..
    Ad ogni modo ringrazio anticipatamente per la risposta che mi vorrete dare, sperando di essermi sbagliata nello leggere le Vs. dispense.

    Questa è la mail che ho spedito alla cgil dopo la pubblicazione dei tanto decantati passaggi di profilo….. che ne pensate??? Volete farlo anche voi, magari modificando il testo in modo da far sapere come siamo stati penalizzati rispetto ai ns. colleghi ata, quelli a cui ci tengono tanto tenerci uniti??
    Buona giornata

  12. liceorodolico detto

    Ave1 scrive
    Non si poteva per laprima volta creare una fase transitoria? O ho capito male io e c’è?
    ————————
    secondo me hai capito male.
    Per l’accesso al profilo C si prevede infatti sul Contratto (e quello è attualmente in vigore fino a prova contraria) proprio la fase transitoria di cui parli.
    E cioè chi non ha la laurea può partecipare dimostrando un certo numero di anni di servizio nel profilo e titolo specifico (diploma superiore che dia l’accesso all’area sulla quale siamo collocati)

    Nel caso invece di chi non ha neppure un diploma specifico non saprei dirti.

  13. mikola58 detto

    Per l’area C basta il diploma e anni nel B oppure la laurea breve indipendentemente dagli anni.
    La revisione delle tabelle la chiederemo quanto prima.

    Questa è stata la risposta che ho avuto dalla FLC ad un quesito simile a quello che si chiedeva AVE1 in ogni caso sono penalizzati i più vecchi..

    Porca miseria quando sono entrata in ruolo il mio diploma non valeva nulla, adesso non vale ancora, perchè ci sono i laureati non ho potuto frequentare i corsi IFTS e FSE perchè erano destinati ai giovani e ai disoccupati.. abbiamo fatto dei miseri corsi di formazione , tanto per fare qualcosa( du palle la sicurezza….)ho la senzazione che l’area C per gli AT sia una presa in giro..
    Aspettiamo quindi di vedere le domandine dei Test, sono proprio curiosa di vedere cosa proporranno per le vare aree, secondo me non sanno cosa chiederci. ciao

  14. liceorodolico detto

    Mikola scrive:
    in ogni caso sono penalizzati i più vecchi..
    ————————————-
    L’anzianità di servizio costituisce titolo solo nelle fasi transitorie. E questo vale per tutti gli ambienti di lavoro.

    Gli amministrativi in questo senso si sono attrezzati attraverso l’associazione fnada, hanno cioè stipulato delle convenzioni con alcune facoltà che li avvantaggiano nei percorsi di laurea: vengono loro riconosciuti un certo numero di crediti su determinati piani di studio sulla base della anzianità di servizio.

  15. corrado1 detto

    Mia moglie ha fatto una riqualificazione (min Interno) per il passaggio dal 6° al 7° livello, erano 60 domande in 30 min a risposta multipla (A B C)su di un totale di 500 quiz (non 1200).
    100 euro lordi AL MESE di aumento (non 600 annui ex art. 7)

  16. nictec detto

    buongiorno a tutti,
    volevo dire, se ho capito bene, oltre il danno la beffa?
    Con questo nuovo “inquadramento” (seconda posizione economica….con una possibilità di aumento a presa in giro) rischiamo il discorso mobilità tra una scuola ed un altra e non contenti girare la provincia come quando eravamo agli inizi???

  17. ave1 detto

    Grazie delle risposte, spero abbiate ragione….. io comunque avevo letto sul sito della cgil questa cosa che vi riporto

    Allegato A/7
    Tabella di valutazione dei titoli per il passaggio dall’Area B all’Area C –
    Profilo Professionale : – COORDINATORE TECNICO
    A) TITOLI DI CULTURA (1) (Max 20 Punti ) Punti
    1- Titolo di studio previsto dalla Tabella B annessa al CCNL 29.11.2007, modificata dall’art. 4 della sequenza contrattuale 25.07.2008, per l’accesso al profilo professionale di Coordinatore Tecnico :
    a – Laurea triennale specifica.
    b – Diploma di laurea specifica o laurea specialistica specifica.
    Ove siano stati prodotti più titoli fra quelli richiesti per l’accesso al profilo di Coordinatore tecnico, si valuta un solo titolo. ;
    I punteggi di cui ai punti a e b non si sommano , si valuta un solo titolo. 20
    20
    B) TITOLI DI SERVIZIO (2) (3) (4) (5) (6) ( Max 10 Punti ) Punti
    2 – Servizio effettivo non di ruolo prestato nel profilo di coordinatore tecnico nelle istituzioni scolastiche statali. Tale servizio è riconoscibile anche al personale transitato dagli Enti Locali ed al personale in posizione di stato che è considerato servizio a tutti gli effetti. Per ogni anno scolastico di servizio o frazione superiore a 6 mesi: 2
    3 – Servizio effettivo di ruolo e non di ruolo prestato nel profilo di appartenenza nelle istituzioni scolastiche statali. Tale servizio è riconoscibile anche al personale transitato dagli Enti Locali ed al personale in posizione di stato che è considerato servizio a tutti gli effetti. Per ogni anno scolastico di servizio o frazione superiore a 6 mesi: 0,10
    C) CREDITI (7) ( Max 10 Punti ) Punti
    4 -Effettiva partecipazione alle attività di formazione per la qualificazione previste dall’art. 3 dell’Intesa 20 luglio 2004 e successive per il profilo di coordinatore tecnico 2
    5 Frequenza certificata di attività di formazione promossa dall’Amministrazione, dalle scuole e/o da Enti accreditati o riconosciuti con provvedimento dell’Amministrazione ivi compresa l’effettiva partecipazione alla formazione finalizzata all’attribuzione della posizione economica per il profilo di appartenenza, ai sensi dell’art. 7 del CCNL 7/12/2005 . e dell’art. 2 della sequenza contrattuale sottoscritta il 25.07.2008. – - 0,50
    6 -Effettiva partecipazione al corso specialistico per coordinatore di area o di progetto conclusosi con una valutazione positiva: 2
    7-Idoneità conseguita in concorsi ordinari o riservati per l’accesso ai ruoli dei coordinatori tecnici o corrispondenti indetti dallo Stato o da Enti pubblici Territoriali.
    Si valuta una sola idoneità. 2
    8 – Certificato di specializzazione tecnica superiore nel settore industria e artigianato
    ( IFTS).
    Si valuta un solo titolo 2
    9 – Attività di docente o tutor nei corsi di formazione di cui ai punti 4,5 e 6.. 1
    10 – Attività di esperto nei corsi di formazione di cui al punto 5. 1
    NOTE ALLEGATO A/7
    (1) La specificità di cui al punto 1 lett, a) è quella definita dalla tabella di corrispondenza titoli di studio – laboratori allegata alla O.M. 30/12/2004, n. 91 (All. C).
    (2) Il servizio effettuato nelle precorse qualifiche del personale non docente di cui al D.P.R. 420/74 e nei profili professionali di cui al D.P.R. n. 588/85 è considerato a tutti i fini come servizio prestato nei corrispondenti vigenti profili professionali del personale ATA.
    (3) Il servizio svolto dal personale ATA ex Enti Locali alle dirette dipendenze di Amministrazioni provinciali e comunali, anche prima del passaggio allo Stato, purché prestato in scuole statali su profili che hanno trovato la corrispondenza nella tabella A allegata all’Accordo del 20/7/2000, recepito nel D.I. 5/4/2001 è equiparato, ai fini del punteggio, a quello prestato con rapporto di impiego con lo Stato nel medesimo profilo professionale.
    (4) Il servizio effettivo di ruolo e non di ruolo prestato in qualità di personale ATA, fino all’anno accademico 2002/2003, nelle Accademie, nei Conservatori di musica e negli Istituti superiori delle industrie artistiche dello Stato è considerato a tutti i fini come servizio prestato nei corrispondenti vigenti profili professionali del personale ATA.
    SEGUE NOTE ALLEGATO A/7
    (5) Il servizio prestato con rapporto di lavoro a tempo parziale è valutato per intero secondo i valori espressi nella tabella di valutazione dei titoli.
    (6) Il servizio prestato nelle istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero è equiparato, ai fini della valutazione, al corrispondente servizio prestato in Italia.
    (7) Nell’ambito dei titoli valutabili al punto 5 va ricompreso l’attestato ECDL e le certificazioni informatiche Microsoft Office Specialist, IC3, Eipass e MCAS .
    (7) – Il punteggio di cui al punto 7 è attribuito anche al personale ATA , transitato dagli EE.LL., che abbia conseguito l’idoneità in concorsi ordinari o riservati indetti dagli EE.LL. a posti corrispondenti al profilo professionale di coordinatore amministrativo della scuola

    Da questo era scaturita la “mia paura”
    Comunque la cgil mi ha risposto subito alla lettera che vi ho postato e……….commentate voi

    Genitel collega,
    nessuna discriminazione nei confronti degli assitenti tecnici. Questi se
    hanno il titolo (laurea specialistica) possono partecipare al concorso per
    Dsga.
    Diversamente è necessario avere un’esperienza sul campo.
    Per il personale con qualifica/diploma c’è sempre la possibilità di ottenere
    la seconda posizione. Tenga conto che si tratta di un beneficio immediato
    riservato solo a tecnici e amministrativi. Successivamente ci sarà anche la
    possbilità di concorrere per l’area C. Come vede dopo anni di blocco la
    professionalità degli Ata è di nuovo in movimento. Cercheremo di migliorare
    i risultati ottenuti, finora non c’era niente, con i prossimi accordi. Il
    contratto è uno strumento flessibile e migliorabile ogni di volta in volta.
    Piuttosto mi precoccuperei degli interventi legislativi approvati dal
    governo (vedi DL Brunetta) che bloccano la mobilità per cinque anni anche
    per un lavoratore ha ottenuto il passaggio verticale.
    Cordiali saluti
    Anna Maria Santoro

    Se avete voglia di provare con altre sigle…..

  18. mikola58 detto

    ….in ogni caso sono penalizzati i più vecchi..
    Mi scuso mi sono lasciata andare dalla malinconia.
    Non è detto che l’anzianità sia sinonimo di professionalità !
    Sono solamente le mie aspettative che sono cresciute con l’anzianità.
    La risposta che è stata data ad AVE1 nasconde un’insidia..ovvero sia la mobilità è ha ragione nictec porsi il dubbio di dove saranno collocate le nuove figure. Cosa succederà nelle scuole dove si saranno più lavoratori con lo stesso profilo e in quelle scuole dove non ci sarà nessuno?
    Lodevole la risposta immediata ad Ave anche se è una magra consolazione : Per il personale con qualifica/diploma c’è sempre la possibilità di ottenere la seconda posizione /.. (ho provato ad usare il tag la mia conoscenza del’html senza l’editor è minima.
    E a questo punto si parlerà di area C dopo l’espletamento della seconda posizione economica sempre che Brunetta non decida di tagliare i soldi.
    Vale la pena porre il quesito anche a gli altri

    Ciao

  19. mikola58 detto

    Ahaha.. non ho chiuso il tag !! :-) )

  20. nictec detto

    Ma non è questa la tabella di valutazione?

    ALLEGATO 2 AT
    Tabella di valutazione dei titoli per la l’attribuzione della 2^ posizione economica ai sensi
    dell’articolo 2, comma 3, della sequenza contrattuale
    sottoscritta il 25 luglio 2008
    Profilo Professionale: ASSISTENTE TECNICO
    A) TITOLI DI CULTURA (1) (Max 35 Punti) Punti
    1-Diploma di laurea quadriennale o quinquennale o specialistica.
    2-Diploma di laurea triennale;
    3-Diploma di maturità che consente l’accesso al profilo di assistente tecnico;
    4-Diploma di qualifica specifica.
    5-Licenza di scuola media congiunto ad attestato di qualifica professionale rilasciato ai
    sensi dell’art. 14 della legge 845/78;
    I punteggi di cui ai punti 1,2,3 4 e 5 non si sommano; si valuta un solo titolo , il più
    favorevole.
    35
    30
    20
    10
    5
    B) TITOLI DI SERVIZIO (2) (3) (4) (5) (Max 15 Punti) Punti
    6 – Servizio effettivo di ruolo e non di ruolo prestato nel profilo di assistente tecnico
    nelle istituzioni scolastiche statali. Tale servizio è riconoscibile anche al personale
    transitato dagli Enti Locali ed al personale in posizione di stato che è considerato
    servizio a tutti gli effetti.
    Per ogni anno scolastico di servizio o frazione superiore a 6 mesi:
    0,50
    C) CREDITI (6) (Max 10 Punti) Punti
    7- Certificato di specializzazione tecnica superiore nel settore industria e artigianato (
    IFTS) . ( si valuta un solo titolo)
    3
    8 – Attività di coordinamento certificata e con retribuzione ai sensi degli articoli 54,
    (punti a) e d) e 71 del CCNL-Scuola del 1995; funzioni aggiuntive di cui all’art. 50 del
    CCNI 31/8/1999; incarichi specifici di cui all’art. 47, co. 1, lett. b) dei CC.CC.NN.LL.
    24/07/03 e 29/11/07.
    Limitatamente ad un solo credito per ogni anno scolastico:
    1
    9 – Effettiva partecipazione al corso specialistico per coordinatore di area o di progetto
    conclusosi con una valutazione positiva:
    2
    10 – Effettiva partecipazione alle attività di formazione per la qualificazione previste
    dall’art. 3 dell’Intesa 20 luglio 2004 per il profilo di assistente tecnico
    2
    11 – Effettiva partecipazione alle attività di formazione per l’ attribuzione di posizione
    economica ai sensi dell’art. 7 del CCNL 7/12/2005
    1
    12 – Frequenza certificata di attività di formazione promossa dall’Amministrazione,
    dalle scuole e/o da Enti accreditati o riconosciuti con provvedimento
    dell’Amministrazione.
    1
    13 – Attività di docente o tutor nei corsi di formazione di cui ai punti 9,10,11 e 12.
    ( si valuta un solo titolo)
    1
    14 – Attività di esperto nei corsi di formazione di cui al punto 11 .
    ( si valuta un solo titolo)

  21. nictec detto

    Ma dal sito della flcigl non è questa l’ultima tabella di valutazione?

    ALLEGATO 2 AT
    Tabella di valutazione dei titoli per la l’attribuzione della 2^ posizione economica ai sensi
    dell’articolo 2, comma 3, della sequenza contrattuale
    sottoscritta il 25 luglio 2008
    Profilo Professionale: ASSISTENTE TECNICO
    A) TITOLI DI CULTURA (1) (Max 35 Punti) Punti
    1-Diploma di laurea quadriennale o quinquennale o specialistica.
    2-Diploma di laurea triennale;
    3-Diploma di maturità che consente l’accesso al profilo di assistente tecnico;
    4-Diploma di qualifica specifica.
    5-Licenza di scuola media congiunto ad attestato di qualifica professionale rilasciato ai
    sensi dell’art. 14 della legge 845/78;
    I punteggi di cui ai punti 1,2,3 4 e 5 non si sommano; si valuta un solo titolo , il più
    favorevole.
    35
    30
    20
    10
    5
    B) TITOLI DI SERVIZIO (2) (3) (4) (5) (Max 15 Punti) Punti
    6 – Servizio effettivo di ruolo e non di ruolo prestato nel profilo di assistente tecnico
    nelle istituzioni scolastiche statali. Tale servizio è riconoscibile anche al personale
    transitato dagli Enti Locali ed al personale in posizione di stato che è considerato
    servizio a tutti gli effetti.
    Per ogni anno scolastico di servizio o frazione superiore a 6 mesi:
    0,50
    C) CREDITI (6) (Max 10 Punti) Punti
    7- Certificato di specializzazione tecnica superiore nel settore industria e artigianato (
    IFTS) . ( si valuta un solo titolo)
    3
    8 – Attività di coordinamento certificata e con retribuzione ai sensi degli articoli 54,
    (punti a) e d) e 71 del CCNL-Scuola del 1995; funzioni aggiuntive di cui all’art. 50 del
    CCNI 31/8/1999; incarichi specifici di cui all’art. 47, co. 1, lett. b) dei CC.CC.NN.LL.
    24/07/03 e 29/11/07.
    Limitatamente ad un solo credito per ogni anno scolastico:
    1
    9 – Effettiva partecipazione al corso specialistico per coordinatore di area o di progetto
    conclusosi con una valutazione positiva:
    2
    10 – Effettiva partecipazione alle attività di formazione per la qualificazione previste
    dall’art. 3 dell’Intesa 20 luglio 2004 per il profilo di assistente tecnico
    2
    11 – Effettiva partecipazione alle attività di formazione per l’ attribuzione di posizione
    economica ai sensi dell’art. 7 del CCNL 7/12/2005
    1
    12 – Frequenza certificata di attività di formazione promossa dall’Amministrazione,
    dalle scuole e/o da Enti accreditati o riconosciuti con provvedimento
    dell’Amministrazione.
    1
    13 – Attività di docente o tutor nei corsi di formazione di cui ai punti 9,10,11 e 12.
    ( si valuta un solo titolo)
    1
    14 – Attività di esperto nei corsi di formazione di cui al punto 11 .
    ( si valuta un solo titolo)

  22. mikola58 detto

    La confusione regna sovrana.
    Abbiamo in ballo 3 passaggi:
    1- ex art 7 (prima posizione economica 1200 E/anno)
    2 – seconda posizione economica (art 2, sequenza contrattuale 25 luglio 2008 -1800 E/anno)
    3- passaggio dall’area B all’Area C (probabilmente con il maturato economico ne sanno qualcosa gli eex EELL)
    ciao

  23. ave1 detto

    Questa è la tabella per la valutazione dei titoli degli at solo per la domanda per l partecipazione al corso 7bis (lo chiamo io così, non so se è giusto) quello per la domanda per l’area C è un altro.

  24. nictec detto

    grazie per le precisazioni

  25. antsavin detto

    Sono con voi. Grazie ragazzi!

  26. igor63 detto

    Colleghi per i tecnici non c’è proprio niente, neanche la seconda posizione
    economica, ci hanno accappottati con intezione, sono curioso di sapere
    quale tecnico riuscirà a rispondere in 60 miniti 60 domanda su quesiti
    tecnici. Quindi ci hanno fottuti.

    Il nostro sbocco naturale, con la valutazione del servizio A.T.
    l’accesso al profilo I.T.P., non è stato possibile perche in
    contrattazione nazionale, l’invidia dei delegati tutti DSGA ha
    prevalso sul buon senso e cosi ci hanno buttato tutti a mare.

    Lunica cosa buona: i collaboratori scolastici supplenti senza
    titoli, non potranno accedere al ruolo di assistente tecnico, almeno
    questo!

  27. miki detto

    nessuna discriminazione nei confronti degli assitenti tecnici. Questi se hanno il titolo (laurea specialistica) possono partecipare al concorso per Dsga.

    Questa affermazione mi è scappata… se una ha una laurea per fare il DSGA non rimane a fare l’AT… o è un cattivo At o sarà un pessimo DSGA !!!

    Diversamente è necessario avere un’esperienza sul campo

    che non ha nessun valore o semmai vale molto meno di una laurea !!!

    Cercheremo di migliorare i risultati ottenuti, finora non c’era niente, con i prossimi accordi

    Forse era meglio lasciare le cose come erano…

    Vi domandate che cosa faranno e come lavoreranno i DSGA quando ci saranno : i coordinatori ammnistrativi e tecnici; la seconda posizione ; la prima posizione: gli Art 7: i peones…. Tutti descritti in ordine gerarchico e d economico

    :-)

  28. igor63 detto

    Colleghi per i tecnici non c’è proprio niente, fate casino, ci barattano per qualche conquista rivolta agli amministrativi, bombardate le segreterie nazionali dei sindacati di proteste e proposte.

    All’area “C” dei tecnici non passerà nessuno, al contrario qualcuno si troverà in mobilità.

    Seconda posizione economica, sono pochi i colleghi che supereranno i test selettivi, in poche parole con grande piacere dei DSGA che ci rappresentano in contrattazione ci butteranno tutti fuori, immaginate le risatine dei DSGA.

    I DSGA la contrattazione per quanto riguarda le proprie necessità sono riusciti a farla bene, sono passati da segretari con il diploma a DSGA con laurea, senza uno straccio di prova.

    Questo dovete rinfacciare ai vari sindacalisti che hanno la faccia tosta di venure nelle assemblee.

  29. igor63 detto

    I colleghi che firmano la petizione devono scrivere, manifestando le proteste a:

    alacchei@tiscali.it
    a.santoro@flcgil.it
    g.righetti@tiscali.it ex assistente tecnico tramutato in DSGA
    uilscuola@uilscuola.it
    organizzazione@flcgil.it
    info@snals.it

  30. gianni21 detto

    Per Igor

    questo livore nei confronti dei sopraindicati sindacalisti francamente non lo capisco, nel senso che sembra solo adesso si scopra l’acqua calda.

    Un passo indietro, quali sono i veri motivi che non permettono all’interno del mondo Scuola di delineare una vera politica di riconoscimento del merito?

    1) innanzitutto la volontà dei vari ministri e a loro volta dei vari Governi che si sono succeduti negli anni di ogni colore essi siano che, al loro insediamento declamavano l’importanza del sistema Scuola (vedi rivalutazione stipendiale, riconoscimento del merito) salvo poi nei fatti proceder in senso inverso al momento dei vari rinnovi contrattuali che, per coloro i quali sonnecchiano, dovrebbero sapere per effetto dei mancati rinnovi contrattuali nei termini temporali giusti, si è perso per la strada qualcosa come 2 contratti negli ultini tre rinnovi contrattuali.

    Per esplicitare meglio questo concetto, se i contratti alla loro naturale scadenza fossero stati rinnovati, a quest’ora avremmo avuto stipendi rivalutati in media di circa 700 – 800 euro, invece per effetto del loro trascinamento, per rinnovare un contratto ci si è messi mediamente 2 anni in più rispetto alla loro naturale scadenza.

    I motivi? credo che ognuno abbia le proprie spiegazioni ma resta il fatto che nella Scuola, se non sciopera la componente DOCENTE i contratti non si rinnovano e a sua volta la componente ATA va sempre al rimorchio ed a mio modesto avviso dovrebbe ringraziare tale componente, perchè se fosse per la proria forza (ATA) a tutt’oggi si sarebbe all’anno “ZERO” in termini di rinnovi contrattuali, e la categoria deglia Assistenti Tecnici non è da meno nè può dichiararsi fuori da tutto ciò.

    Perchè vedi caro Igor, quando io come componente RSU vado in contrattazione, il Dirigente la prima cosa che mi chiede a fronte di una richiesta, è quella di illustrare le motivazioni per cui si dovrebbe riconoscere ad esempio l’intensificazione delle attività all’interno delle ore di servizio considerato che sempre all’interno delle normali ore di servizio lui (il Dirigente) nota del personale che letteralmente “NULLA FA’”.

    Ora considerato che non tutto il mondo è Paese, noi si sconta anche questa realtà che io affermo è abbastanza diffusa nella Scuola.

    Gianni 21

  31. micheleadmin detto

    condivido in parte l’analisi di Gianni.
    Sono meno d’accordo sulla valutazione docenti-ata in merito alla partecipazione alle proteste scioperi. Prima di tutto chi fa 36 ore anzichè 18 e non ha un giorno libero è per natura più coinvolto nell’astensione, e la mia esperienza è del tutto contraria a quanto dici. L’ultimo sciopero cgil nella mia scuola ha visto 30 ATA in sciopero e 4 docenti.
    Ma non voglio entrare in questo genere di polemiche.
    La contrattazione nazionale vuole esser spostata a 3 anni. Quindi andremo di 5 anni in 5 anni. Lo scandalo degli arretrati, di cui qui ho molto scritto, è una roba vergognosa. Si ritardano almeno due anni dalla scadenza di ogni contratto e non vengono nemmeno corrisposti per intero quella miseria di aumento pregresso. E’ assodato che i lavoratori della scuola, complice la precarietà che caratterizza il comparto, sono assai sonnacchiosi, e pare riescano a sopportare ogni sorta di ingiustizia che regolarmente gli viene perpetrata. Ma non posso nemmeno condannare l’atteggiamento di Igor. Chi siede e ai tavoli, li sollecita, propone istanze si fa portatore delle insofferenze dei lavoratori, sonbo gli unici referenti dei lavoratori. E’ anche per questo che paghiamo la retta mensile. Noi non possiamo parlare direttamente con il ministero, nè avanzare alcuna proposta. E aggiungo che se almeno rispondessero alle istanze di qualche centinaia di lavoratori, di certo non si meriterebbero tutto il livore dimostrato da Igor, come da tanti altri. Se non avessimo il forte sospetto di essere stati barattati per anni, se non avessimo il sospetto che con questa sequenza ci stiano prendendo davvero per i fondelli, se avessero dichiarato intenti seri e differenti per noi, forse l’atteggiamento di chi mostra livore sarebbe da me e da altri condannato, ma, onestamente, non posso davvero ritenermi soddisfatto di quesrto andazzo. Se continuiamo a dimostrare disinteresse, vedrete come ci ridurranno. I tecnici da questa sequenza escono disctriminati e umiliati. L’area C inesistente, titoli e servizi valutati differentemente ecc ecc. I sindacati propongono corsi per la preparazione ai test, in genere tenuti da DSGA. Sapete quali materie sono in genere previste da CGIL per i tecnici? Diritto amministrativo (?) e “conduzione tecnica dei laboratori”. Ecco, i DSGA ora ci insegneranno la “gestione tecnica dei laboratori” (tra l’altro la frase è espunta pari pari dal contratto).Il tutto a pagamento. Ecco, a me, onestamente, mi girano, e molto…

  32. gianni21 detto

    Caro Michele, il tuo ragionamento è giusto, nel senso che se non sono i rappresentanti che siedono al tavolo delle trattative a svolgere egregiamente il proprio lavoro, è veramente finita.

    E’ vero che da qualche giorno pullulano sui vari siti proposte formative che abbracciano di tutto e di più, questo a dimostrazione che è partito il treno del “business formativo a pagamento” con roboanti promesse che tali corsi danno anche titolo a punteggi astronomici da inserire in altrettanto faraoinche graduatorie.

    Suvvia, io credo che si è adulti e vaccinati, è solo fumo negli occhi, tutti questi corsi, guarda caso proposti e patrocinati dalle grandi Agenzie Formative di chiara emanazione sindacale nessuna esclusa, che vanno dai confederali agli autonomi e questa la dice lunga sull’impostazione di questi percorsi.

    Allora, per intanto il Ministero non ha ancora messo in linea i famosi “quiz a premi”, nel momento in cui li pubblicherà partirà la grancassa di tali Agenzie Formative ed allora il popolo della Scuola correrà.

    Io certamente non correrò, guarderò quanto pubblicato, mi cimenterò a farli e, se supererò la 1^ fase se ne riparlerà.

    E’ veramente deprimente assistere che di tutto il gran parlare del riconoscimento del merito ci si sia ridotti a quest’ennesima boutade di corsi, ricorsi, graduatorie, quiz e quant’altro.

    Il Ministro Gelmini sta facendo molto bene il suo mestiere, che è quello di promettere sempre e solo il nulla, che il meglio deve arrrivare nel 2012 (faccio anche fatica a leggere il 2012), nel senso che oggi sul merito non decido niente e, poi nei prossimi anni tutto per incanto si sistemerà, il merito, le pensioni, le cattedre, i posti.

    Ma quale ulteriore presa in giro, questo Governo come i precedenti del Sistema Scuola non gliene importa nulla, lo dimostra il lento e progressivo disimpegno di ritiro dalle funzioni principali che uno Stato deve fare per chiamarsi comunità e cioè investire su Scuola, ricerca, Sanità e mi fermo quà per carità di patria.

    Piuttosto, per la petizione a che punto si è?

    Gianni21

  33. igor63 detto

    Per Gianni.

    …omissis [moderazione applicata dall'Amministratore...]

    E’ proprio vero l’esperienza non s’insegna, tutto quello che leggete è frutto di esperienze, constatazioni e di verifiche in trent’anni di percorsi in questa categoria, con piccole parentesi come I.T.P..

    Chi scrive ha fatto servizio Nord, sud, centro Italia,

    Chi scrive ha avuto incontri diretti, faccia a faccia con i sottosegretari al Ministero Pubblica Istruzione a Roma, faccia a faccia Divo Senese, Pino Conte, Antonello Lacchei, Angela Napoli ecc. ecc., promotore per proposte di legge sui tecnici di laboratorio.

    I riferimenti alle problematiche A.T. nelle sedi giuste al M.P.I. Roma, alla UIL scuola Roma, SNALS Roma, le attenzioni non sono mai state rivolte a contratti a soldi oppure al solo problema della nostra categoria, LE ATTENZIONI SONO STATE RIVOLTE AL BUON FUNZIONAMENTO DEI LABORATORI.

    Perché i sindacati:

    i sindacati hanno confuso volutamente i tecnici con gli amministrativi, in passato nelle fasi delle contrattazioni nazionali l’idea di dotare i laboratori di figure qualificate con titoli specifici in relazione alla specificità dei laboratori non gli è mai passata per la testa.

    i sindacati non hanno mai voluto distinguere i tecnici dagli amministrativi, anzi li hanno spinti sempre di più verso i DSGA con cui nulla hanno a che fare, leggete il profilo professionale dei colleghi di TRENTO.

    i sindacati che delegano alla contrattazione sempre i DSGA non hanno mai voluto accettare che i tecnici diplomati e laureati hanno in laboratorio un impegno professionale anche di docenti di materie pratiche, i sindacati non hanno mai preso in considerazione che un I.T.P. preso dalla strada, senza nessuna esperienza non può condurre una classe in un laboratorio di macchine utensili senza rasentare l’incidente mortale.

    I sindacati non hanno voluto mai proporre, a cominciare da Gianni Rigetti, delegato ATA della CGIL, assistente tecnico, subito passato DSGA, il servizio dei tecnici diplomati e laureati valido come punteggio nelle graduatorie di incarico e supplenze per ITP.
    Nei vari incontri con i politici si è parlato sempre di considerare l’esperienza di AT come utilissima e necessaria nella funzione di docente tecnico pratico, sempre convinti che il solo responsabile del funzionamento dei laboratori deve essre l’AT, nell’incontro l’ultima richiesta dei politici è stata sempre la stessa, tutto deve essere proposto dai sindacati.

    Vedi caro Gianni, nel mio istituto il Dirigente,che è un manager, con la RSU nell’intensificazione delle attività hanno programmato per i laboratori multimediali, non abbiamo nessuna assistenza esterna, la manutenzione straordinaria la esgue l’AT , il responsabile dei laboratori d’informatica deve essere l’AT, naturalmente tutto retribuito. Nei corsi OFIS le ore di materie pratiche sono assegnate alla risorsa abilitata più capace un A.T. in poche parole il mio DS ha sopperito alle carenze del ministero e dei sindacati.

    Ecco di cosa non è stato capace il sindacato, valorizzare risorse con titoli e formazione.

  34. gianni21 detto

    per Igor

    che altro aggiungere al tuo intervento, l’unica cosa che a questo dato punto mi sento di aggiungere è, che faccio parte di quella sparuta schiera di Ata che da circa 15 anni ha cercato nel proprio piccolo, per quello che ha potuto, di sostenere a tutti livelli l’importanza dell’apporto che il personale Ata dà all’interno del pianea Scuola.

    Mi ha molto colpito l’ultima frase del tuo intevento e a tal proposito ti invito a visitare questo sito: http://www.iis-lancia.it.

    In quel portale c’è uno spazio gestito direttamente dalla R.S.U., da leggere.

    Gianni21

  35. liceorodolico detto

    per Gianni21

    Ho visitato il sito della tua scuola (molto ben fatto – anch’io mi cimento in quest’attività e visito volentieri quelli delle altre scuole) e in particolare ho letto l’articolo a cui – credo -facessi riferimento: quello dove critichi l’atteggiamento di chi si propone direttamente per le attività da incentivare senza passare dalle RSU.

    E’ vero, è sbagliato tale atteggiamento e, sicuramente fa emergere un quadro di totale disarmonia della categoria ATA al suo interno rispetto a quella dei docenti.
    Ma è anche vero che la presunta “unità” della categoria ATA, tanto sbandierata dai sindacati di fatto nella realtà non esiste.

    Siamo cioè tre categorie profondamente diverse tra loro e spesso è molto difficile trovarsi d’accordo proprio per questa evidente diversità che ci caratterizza.
    Nel caso della mia scuola ad esempio, dal momento che l’area tecnica è costituita da sole tre persone, è l’RSU stessa, ma anche il DSGA e il DS che ci spingono a formulare proposte, dal momento che le implicazioni del nostro lavoro sono così particolari e diverse da quello delle altre categorie.

    Certo alla base di tutto deve esserci in primo luogo l’onestà intellettuale che ci deve portare a riconoscere obiettivamente quelle che sono attività integranti il nostro lavoro ordinario e quelle che invece sono da considerarsi un aggravio di questa presunta ordinarietà.
    Riconoscere la diversità è a mio avviso indice di rispetto.

    Anch’io per molti anni ho svolto il compito non facile di RSU e la mia preoccupazione principale è sempre stata quella di “far esprimere” le categorie. Non si può cioè prescindere da questo e pensare che un referente sindacale sia in grado di entrare nel merito del lavoro degli altri senza conoscerlo nel dettaglio.

    I docenti, attraverso il collegio, esprimono la loro diversità e le RSU quando redigono il contratto di istituto sono tenute a tenere conto delle proposte del collegio.

    Invece l’assemblea del personale ATA, che dovrebbe essere il momento dove il personale non docente esprime se’ stesso, in genere non funziona perché i DSGA o i DS peccano di onnipotenza e le RSU accondiscendono tale atteggiamento. Questo è il problema che poi porta i singoli a sentirsi legittimati a proporsi direttamente talvolta con proposte assurde che derivano, come giustamente rilevavi nel tuo articolo, da una profonda mancanza di conoscenza di quelli che sono gli obblighi contrattuali.

  36. gianni21 detto

    per liceorodolico

    Caro collega, guarda che quando affermavo che nell’Assemblea Ata ecc. ecc. non è l’assemblea che ad inizio anno il D.s.g.a. e il D.S. convocano per ….

    ma mi riferivo all’assemblea Ata convocata dalla RSU per illustare le risultanze dell’accordo prima che si passi poi alla firma con i dovuti aggiustamenti se emergono da tale assise.

    All’assemblea poi io come componente RSU arrivo, con già alle spalle tutta una serie di discussione con i colleghi che non sono assolutamente all’oscuro di quanto si contratta in sede di riunione.

    Quindi, ad ognuno le proprie conclusioni.

    Non sto dicendo che la mia azione di RSU è quella giusta in assoluto, per carità, non ho quest’ambizione ma, certamente non si arriva in una pubblica assemblea convocata dalla RSU per il personale e che tale personale in questo specifico caso NON E’ ASSOLUTAMENTE A DIGIUNO DI QUANTO SI VA A DISCUTERE.

    Se poi il personale continua in un azione che va fuori dai canoni, il problema no è più nè mio, nè della RSU. ma è del personale in se,

    Buona giornata.

    Gianni21

  37. liceorodolico detto

    per gianni21

    io non dico che tu non abbia ragione nella tua analisi.
    Mettevo piuttosto in evidenza due fattori:

    1. l’ignoranza delle norme

    2. l’inutilità della famosa riunione del personale ata che dovrebbe in qualche modo equiparare il collegio sotto il profilo delle proposte di accesso al fondo di istituto

    Poi parlando di RSU non discuto di quanto tu affermi circa la non giustificabilità di arrivare alle riunioni preliminari l’approvazione del contratto senza nemmeno sapere di cosa si discute.
    Ma questo, caro collega è un dato di fatto.

    E se le persone preferiscono contrattare di persona piuttosto che affidarsi alla mediazione di altri indica non solo un problema di ignoranza ma anche una mancanza di rappresentatività nel mondo reale, forse, del quale il sindacato se fosse serio si interrogherebbe invece di mandare allo sbaraglio i propri delegati.

  38. micheleadmin detto

    Gianni,
    Sono RSU anch’io, e il problema del “far esprimere” le categorie è sempre stato uno scoglio difficile da superare. Ci sono tuttavia molte e complesse ragioni che vedono il personale adattarsi spesso a comportamenti che un RSU vede come ingiusto e scorretto ( e lo è). Le relazioni personali sono complesse, e non voglio approfondire per non far polemica spicciola, ma l’atteggiamento di chi aggira e supera l’RSU non è soltanto dettato da abitudini truffaldine. Mi fermo qui, chi ha orecchi intenda, e soprattutto sia chiaro che certi italici vizietti appartengono a tutti gli italici abitatori del Paese, a tutte le categorie, sino a quelle che abitano il parnaso degli eletti e che forse dai loro scranni hanno per troppo lungo tempo abituato i sottoposti ad un certo tipo di relazioni, disinvoltamente “private”. Voglio aggiungere anche che, in un contesto di precarietà che trova spesso un naturale prolungamento nella minaccia (di eprdita del posto, di non costituzione di un laboratorio ecc ecc), l’atteggiamento descritto da Gianni diviene quasi umanamwente naturale, sebbene non giustificabile.
    Capisco Gianni, per aver vissuto io stesso quelle esperienze, ma dobbiamo avere anche il coraggio di dirla tutta. Siamo una categoria abbruttita da umiliazioni di ogni sorta, dal Brunetta-pensiero ai 900 euro di stipendio, dalle contrattazioni private del loro valore e dal loro graduale allungamento temporale, dai mansionari criptici al pregiudizio collettivo. E’ un male che si autoalimenta, pertanto si ragiona di professionalità e riconoscimento dei meriti, perchè altrimenti non ci saranno mai alternative a questi “anticorpi” italici, agli usi e costumi del fai da te e della contrattazione privata. Caro Gianni, sono decenni che nella scuola si vive e si lavora in quel modo, e i furbi divengono poi esempio. Dicevi bene un paio di commenti fa, in cui ricordavi l’umiliazione della contrattazione nazionale: ecco il contesto in cui si lavora e noi RSU si opera. Capisco la tua amarezza e il tuo sfogo, ma dobbiamo anche dire che se ci sono frequenti esempi di degrado culturale e sociale tra il personale della scuola, è anche colpa di chi quel degrado lo mantiene volutamente, in modo da mantenere basse le retribuzioni e disconoscendo le professionalità, legando i lavoratori a condizioni di precariato talvolta sino alla pensione! E’ vero, occorre una bella riforma, ma anche l’Amministrazione deve esserne coinvolta.

  39. gianni21 detto

    per Liceodorico

    E se le persone preferiscono contrattare di persona piuttosto che affidarsi alla mediazione di altri indica non solo un problema di ignoranza ma anche una mancanza di rappresentatività nel mondo reale, forse, del quale il sindacato se fosse serio si interrogherebbe invece di mandare allo sbaraglio i propri delegati.

    No, su questo se mi permetti non sono assolutamente d’accordo, la RSU nel caso specifico rappresenta al 99% il personale della Scuola, almeno, questa dovrebbe essere la filosofia della RSU.

    E’ la RSU che si trova di fronte il D.S. non il Sindacato.

    La rappresentatività la RSU la trae dal fatto uniquivocabile che è stata eletta, ripeto, ELETTA, ed è quella la sua forza rappresentativa.

    Quando ci sono gli incontri tra la RSU e la Parte Pubblica a Scuola, io nell’entrare in riunione, mi spoglio dei panni del ruolo che occupo a Scuola ed indosso i panni della RSU, PUNTO. E da quel momento in poi io rappresentante RSU e la Parte Pubblica “PARI SIAMO” per usare un eufemismo, nel senso che sta poi alla RSU saper contare.

    Poi come vanno le cose nelle Scuole, questo è un altro discorso.

    Certo, accampare diritti è un conto, saperli argomentare è tutt’altra cosa.

    Gianni21

  40. micheleadmin detto

    “E’ la RSU che si trova di fronte il D.S. non il Sindacato”
    Vero. E’ però anche vero che le nostre contrattazioni sono in sintesi una riaffermazione di quanto espresso nel CCNL. E questo perchè? non saraà forse perchè è necessaria una contrattazione di II livello asemplicemente per affermare diritti, doveri e principi che dovrebbero già essere assodati?

  41. liceorodolico detto

    Gianni 21 scrive:
    No, su questo se mi permetti non sono assolutamente d’accordo, la RSU nel caso specifico rappresenta al 99% il personale della Scuola, almeno, questa dovrebbe essere la filosofia della RSU.
    ———————
    in teoria si. Ma in che percentuale il personale partecipa alle votazioni?
    Nella mia esperienza ( e ho svolto questa funzione in più scuole) la % dei votanti è sempre stata molto bassa: attorno al 40%
    Per cui in un contesto simile tu rappresenti il 99% del 40% non della totalità del personale.

    E poi ha ragione Michele quando scrive che tu, in ogni caso ti ispiri a un contratto nazionale o, per lo meno a delle linee guida imposte dal sindacato. E qui si inizia a fare acqua perché purtroppo certi indirizzi (progettati a tavolino sulla base di un’ideologia che tende a livellare al basso tutte le categorie) oggi iniziano a non funzionare più.

    E’ chiaro Gianni che questo è il mio umilissimo punto di vista lungi da ma la pretesa di interpretare la insoddisfazione dei lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego.
    Tuttavia concorderai com me che un problema esiste: se noi oggi siamo qui a discutere su un forum di assistenti tecnici è perché le dinamiche del nostro lavoro, la professionalità negata e tante altre cose, forse, sono un derivato di queste politiche. O no?

  42. gianni21 detto

    Certo, tutto viene da lontano, io non difendo queste politiche, per averle anche contestate sono entrato n rotta di collisione con i colleghi che conosciamo e che materialmente vanno al Ministero a contrattare ma, come sempre c’è un ma, è proprio tutta colpa loro?

    Io ritengo che la mentalità del “tutti uguali” che a tutt’oggi nella Scuola persiste e purtroppo per noi, basta fare un giro nei vari siti sindacali, associazioni professionali, sindacati di soli Ata, è lì a dimostrarlo, salvo poi al momento di decidere la strada del merito, prevale l’idea: eh no, chi vale non deve essere premiato, tutti devono essere retribuiti alla stessa maniera perchè “tiengo famiglia”.

    Io questa logica non la sopporto più e allora? bene, nella mia Scuola ho scatenato un’autentica guerra contro questa mentalità, l’esito si vedrà fra qualche anno, e toccherà alla prossima RSU tirare le fila, sta di certo che coloro che attualmente mettono i puntini sulle I, io li metterò doppi e poi si vedrà.

    Ad ogni modo credo che questa “querelle sindacal-popolare” non è l’obiettivo di questo Forum e pertanto vi chiedo di girar registro e ritornare a bomba sulla “Question Petizione” a che punto si è?

    Gianni21

  43. miki detto

    Mi intrometto anch’io nella discussione, ho letto con molto piacere ciò che avete scritto, finalmente delle gradevoli riflessioni al posto delle solite lagnanze e mi onora avere colleghi che sono in grado di dibattere oltre al proprio interesse personale.
    Noto che ci accomuna l’esperienza delle RSU con le difficoltà quotidiane che bisogna affrontare, e come è difficile coniugare tra quello in cui si crede e quello che si è veramente e perdonatemi l’ironia penso quanto deve essere difficile chi si “prodiga” per la tutela dei nostri diritti.
    Scherzi a parte, ogni giorno che passa è sempre più lontana la distanza tra il popolo e la sua rappresentanza.
    Spero vivamente che questo Blog venga letto dalle OOSS e sappiano cogliere la potenzialità che c’è tra i scriventi.
    Dalla lettura dei vostri post proveniamo da diverse sigle sindacali eppure abbiamo gli stessi obbiettivi cosa che le grandi OOSS non sono più capaci di fare se non i propri interessi di bottega senza preoccuparsi dei bisogni dei propri iscritti.

    Tornando a bomba sulle RSU,nonostate le difficoltà rimango del parere che le RSU nella scuola sono una risorsa per i lavoratori là dove si costruiscono delle regole certe, e dove l’OS territoriale sappia ben supportare e “controllare” chi si è trovato a svolgere questo compito ( non dimenticatevi che le RSU nascono da liste sindacali).
    Non fraintendetemi ciò non vuol dire che l’OS debba indirizzare l’RSU ma come dice Gianni ed è quello il compito del’ OS territoriale. Inoltre deve saper meglio ascoltare le istanze delle RSU perchè sono loro che hanno il polso della situazione.
    L’unica perplessità è che l’uso della contrattazione ancora nella scuola non è digerita. Quanti di voi si sono sentiti dire “… ma è la normativa” quando esigevano dei diritti.
    D’altra parte se il disegno di legge Aprea vuole togliere la contrattazione ai docenti vuol dire qualcosa…inoltre pare che si voglia togliere anche quella di scuola per ricondurla a livello provinciale, vanificando ciò che prevede l’autononia e la predisposizione di un progetto di istituto per l’offerta formativa.
    Un benvenuto a Gianni che ha permesso l’inizio di questo confronto che deve essere anche tra gli argomenti/obbiettivo di queto blog e invito anche agli altri utenti a partecipare. Un grazie a Michele che ha saputo spegnere il flame.
    Ciao alla prossima con piacere
    PS vedo con piacere che la petizione continua, ma siamo ancora pochi rispetto l’organico nazionale degli AT.

  44. micheleadmin detto

    quella logica non la sopporto nemmeno io, e prima delle contrattazioni ho detto molti “no” al personale che avanzava pretese palesemente in contraddizione con i contenuti del contratto. Dico però anche che per uscire da questa logica perversa occorre un bell’esame di coscienza da parte dell’amministrazione centrale, dei dirigenti e dei sindacati. Occorre comprendere che gli ATA come categoria unitaria non regge, basta guardare al differente trattamento riservato ai tecnici in merito alle opportunita (si fa per dire) previste dalla sequenza. E più in generale occorre una riforma seria della scuola, e un differente sistema di arruolamento del personale docente e non, perchè in questa situazione di precarietà e con stipendi da fame, non si può certo pretendere la vituosità invocata da ministri e opinione pubblica, anche se il malcostume è in senso lato da condannare. Ma occorre far emergere ogni aspetto.
    La petizione ha superato le 1600 firme, quindi siamo a circa il 10% degli assistenti tecnici in servizio sul territorio. Quando ci muoveremo non potranno ancora ignorarci. E’ possibile controllarla attraverso il link posto in alto a sinistra, qui sul blog.
    buona serata

  45. miki detto

    La solita figura barbina.. volevo scrivere

    Non fraintendetemi ciò non vuol dire che l’OS debba indirizzare l’RSU ma come dice Gianni accampare diritti è un conto, saperli argomentare è tutt’altra cosa. (sono sempre quella che usa editor HTML wysiwyg, spero che sia quello giusto ) ed è quello il compito del’ OS

  46. igor63 detto

    Colleghi la novità:

    Oggi il DSGA ha posto la targa, il cartellino identificativo, a tutto il personale ATA, compreso i tecnici.

    Ecco dove siamo arrivati.

  47. igor63 detto

    Test ass. Tecnici

    Per Assistenti Tecnici:
    Quadro normativo-contrattuale
    Quadro della Pubblica Amministrazione
    Area amministrativo–contabile
    Area nuove tecnologie
    Area comunicazione
    Area sicurezza
    Area riservatezza e privacy
    Area disabilità e integrazione
    Area tecnica

    Ecco di nuovo beffati, argomenti che per i tecnici servono poco o niente, solo per una scrematura, speriamo vera, si continua sempre cosi, non è l’obiettivo che conta, sono solo e semplici formalità.

  48. igor63 detto

    Sono curioso di vedere in questa tornata, i dormienti, i senza titoli, come si salveranno, producono domande per la seconda posizione economica senza conoscere i contenuti dei quiz.
    Sono sempre convinti che arriverà il messia di turno a provvedere per la salvezza.

    In maniera velata, di questa inc. sono quasi contento.

  49. gianni21 detto

    Caro Igor 63

    Quanti anni ancora bisognerà aspettare affinché questo “refrain” sui titoli finisca?

    Ho avuto modo di vedere una proiezione di grafico sui titoli di studio degli assistenti tecnici attualmente in servizio e, coloro i quali non sono in possesso del diploma di maturità ammonta all’incirca al 5% del personale in servizio.

    Questa irrisoria percentuale credo, segni la parola fine al “refrein” sopracitato in maniera definitiva ed inequivocabile.

    Per quanto riguarda i dormienti, ecc. ecc., io penso che non è propriamente un tuo problema, semmai loro, nel senso che nel cimentarsi nelle prove dei test avranno modo di misurarsi con la realtà in cui viviamo, tutti.

    In Italia, caro Igor 63, si è lontani anni luce da una vera politica del riconoscimento del merito e, questa prima timida fase ne è l’ennesima riprova, in cui tutto cambia per non cambiare di antica e sempre attuale memoria gattopardesca.

    Se permetti, in ultima analisi, all’interno del “Pianeta Scuola” siamo l’unica categoria a cimentarsi con un qualcosa che assomiglia in questa fase ad una sorta di prova di capacità; il corpo docente, in occasione del famoso “Concorsone” ben oltre il 50% scioperò contro una tale impostazione tanto da indurre l’allora Ministro Berlinguer a ritirare (sbagliando a mio avviso) le prove per un primo timido tentativo di riconoscimento del merito, sono passati circa 10 anni da allora.

    E allora, che ognuno si cimenti, e valga per tutti coloro i quali han prodotto domanda (sono curioso di conoscere le percentuali distinte per profilo) vinca il migliore.

    Gianni 21

  50. igor63 detto

    Gianni, l’analisi è giusta condivido, i fortunati senza titoli sono solo al 2% (scuola media inferiore), per il futuro si parlerà solamete di titoli di maturità, specifici alle attività di laboratorio.

    Nella mia zona la sfortuna ha voluto che i bidelli senza titoli degli enti locali, parecchi, sono passati con la 124 ass. tecnici.

    I dormienti sono stati la nostra fine, nelle assemblee sindacali più volte mi è stato risposto dai sindacalisti di resonsabilità nazionale, strano sessun tecnico si lamenta.

    In italia sono stati sempre considerati i titoli e l’esperienza professionale, nel pubblico e nel privato, solo per una categoria queste regolole non sono state valide, grazie ai sindacati, gli ass. tecnici.

    I sindacati per egoismi su questioni personali hanno permesso alla parte pubblica di praticare la veste gattopardiana “tutto deve cambiare per rimanere tutto com’è” indentico profilo con titoli diversi.

    Nella scuola siamo l’unica categoria a cimentarsi in una prova, che fortuna, si doveva incominciare dai tecnici, per arrivare dove?

    Vinca il MIGLIORE? Speriamo.

    86% Medie superiori
    11% Laurea
    2% Medie inferiori
    1% Dottorato
    0% Elementari

  51. igor63 detto

    I colleghi che firmano la petizione devono scrivere, manifestando le proteste a:

    alacchei@tiscali.it
    a.santoro@flcgil.it
    g.righetti@tiscali.it (ex assistente tecnico tramutato in DSGA) responsabile cgil scuola
    uilscuola@uilscuola.it
    organizzazione@flcgil.it
    info@snals.it

  52. gianni21 detto

    Ciao Igor

    io non credo che manifestando ai responsabili nazionali dei confederali il nostro disappunto che si riesca a invertir la rotta.

    Ad ogni buon conto, io lunedì 27 c. m. sarò a Torino ed avrò modo di interloquire con Antonello Lacchei in quanto ha fissato un incontro per il Piemonte, pertanto se ti è possibile, illuminami su quanto potrò in prima persona esternare al medesimo.

    Gianni21

  53. igor63 detto

    Amico Gianni, ecco alcune minime miserevoli cose che il sindacato dobrebbe proporre e difendre, non per gli ass. tecnici, ma dare alla funzionalità dei laboratori un minimo rispetto.

    Non ti preoccupare Lacchei ha orecchi grandi, i comunicati entrano dall’orecchio destro ed escono dal sinistro.

    I sindacalisti confederali nazionali la rotta per gli A.T. non l’hanno mai tracciata, cosa devono invertire?

    Ecco alcune proposte per A.T.

    a) Svolge attività lavorativa richiedente specifica preparazione
    professionale ed aggiornamento professionale costante, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione
    degli stessi, nonché di esecuzione di procedure tecniche e
    informatiche. Svolge attività di collaborazione con
    l’insegnante per la preparazione delle lezioni, per l’esecuzione
    degli esperimenti durante le lezioni e per le
    esercitazioni degli alunni.

    b) Svolge attività di diretta e immediata collaborazione con l’Ufficio
    tecnico o analoghi organismi, anche in relazione agli acquisti di attrezzature tecnico-scientifiche e al loro collaudo.

    c) Partecipa alle riunioni degli organi collegiali secondo quanto
    previsto dal progetto d’istituto.

    d) Può assumere responsabilità dell’ufficio tecnico e di gestore di
    rete.

    e) Può partecipare alle visite guidate, alle uscite formative, ai viaggi
    di istruzione e ad altre attività didattiche e
    formative svolte in ambiente extra scolastico.

    f) L’assistente tecnico dipende, solo e solamente, dal responsabile dell’andamento didattico.

    g) Per la qualificazione delle attività didattiche tecnico-pratiche e per il funzionamento dei laboratori, il servizio specifico dell’assistente tecnico laureata e diplomato deve essere valutato come punteggio per incarichi e supplenze per I.T.P.

  54. ave1 detto

    Basterebbe avere lo stesso trattamento che hanno i colleghi at del Trentino (italiani pure loro, mi sembra….)

  55. peppino92 detto

    Ecco dimostrato la passiva considerazione che hanno i sindacati nel proporre alla parte pubblica le proposte necessarie alla afunzionalità delle attività dei laboratori.

    Forse ha ragione il collega presentiamo le proposte ai sindacati con vibrate proteste.

  56. igor63 detto

    Leggete cosa scrive il ministero sui test per gli A.T. nell’area tecnica, ecco dimostrato che i rappresentati dei sindacai per le politiche ATA per i tecnici, in contrattazione, non hanno speso mai una parola.

    Il riconoscimento dell’ esperienza e della professionalità acquisita in anni di processi di trasformazione dell’organizzazione del lavoro e di innovazioni tecnologiche ha condotto l’assistente tecnico ad assumere un ruolo che supera definitivamente la visione tradizionale: non avulso dal processo educativo – formativo, rispetto al quale, invece, è chiamato a svolgere un importantissimo supporto.

    Infatti

  57. gianni21 detto

    Scusa Igor, ma tutte queste notizie che sottoriporto per dovere di cronaca dove le hai recuperate, considerato che ho girato in lungo e in largo sul sito ministeriale ma nulla trovai;

    Almeno in questa forma.

    Si cerchi di non far la fine di coloro i quali, a forza di gridare al lupo, al lupo, al momento opportuno nessuno più credette e finì…..

    Il buio oltre la siepe, bene questa è un eventualità da scartare a priori.

    Ci vuole ben altro.

    Ad esempio, prima o poi partirà la stagione che prelude ad un possibile rinnovo contrattuale, noi area tecnica come ci si pone?

    Quali proposte avanzare, di che tipo, con quali forze e soprattutto con quali referenti poter dialogare affinchè le nostre istanze possano trovare in prima battua un’ascolto e strada facendo una valida applicazione?

    A te l’onere nonchè l’onore di iniziare.

    Gianni21

    Leggete cosa scrive il ministero sui test per gli A.T. nell’area tecnica, ecco dimostrato che i rappresentati dei sindacai per le politiche ATA per i tecnici, in contrattazione, non hanno speso mai una parola.

    Il riconoscimento dell’ esperienza e della professionalità acquisita in anni di processi di trasformazione dell’organizzazione del lavoro e di innovazioni tecnologiche ha condotto l’assistente tecnico ad assumere un ruolo che supera definitivamente la visione tradizionale: non avulso dal processo educativo – formativo, rispetto al quale, invece, è chiamato a svolgere un importantissimo supporto.

  58. igor63 detto

    Scusa, spero che scherzi, oppure sei un A.T. di poca esperienza sia come lavoro che come rapporti con il sindacato.
    Dici di aver girato in lungo e nulla hai trovato? Possibile che sul materiale per lo studio per i quiz per la seconda posizione economica nulla hai capito?

    Ecco:

    MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
    DIPARTIMENTO PER L’ISTRUZIONE
    DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA

    Assistenti Tecnici
    AREA
    TECNICA
    Materiali di studio

    Prove selettive per la “seconda posizione
    economica” ex artt. 6 e 7 Accordo
    Nazionale (‘1.I.U.R. – OO.SS. concernente
    l’attuazione dell’art.2 comma 3 della
    sequenza contrattuale (ex. art. 62
    CCNL/2007) del 25 luglio 2008

    La trovi sul sito del ministero.

    Con quali proposte?

    Una delle tante proposte di legge sui tecnici di laboratorio, vedi ultima dell’On. Angela Napoli, di professione DS.

    La forza? Siamo noi i tecnici, ma non per i tecnici, ma per la funzionalità dei laboratori.

    I referenti? La legge dice che i referenti devono essere i sindacati, abilitati alla contrattazione con la parte pubblica.

    Amico, il problema purttroppo vive in noi tutti.

  59. gianni21 detto

    Caro Igor63

    vedi io difficilmente quando dico qualcosa dò l’impressione di non aver capito, posso avere qualche dubbio di non essermi spiegato bene e pertanto ti ripropongo argomentando ancor più dottamente quanto ti avevo proposto ovverosia:

    dove hai trovato per filo e per segno questa frase che io con tutte le mie limitazioni cerebrali non sono riuscito a trovare sul sito ministeriale e che per tua somma conoscenza riporto:

    - Leggete cosa scrive il ministero sui test per gli A.T. nell’area tecnica, ecco dimostrato che i rappresentati dei sindacai per le politiche ATA per i tecnici, in contrattazione, non hanno speso mai una parola.
    Ora siccome io non devo perdere il mio tempo per spiegarti tutto questo, se hai a disposizione maggiori informazioni sulla frase soprariportata e sottolineata anche in grassetto ti sarei grato, altrimenti prendi pure il largo e gira.
    Non perdere il tuo prezioso tempo a rigirar sul blog tutta la casistica della sequenza contrattuale, perché per tua somma sfortuna il sottoscritto, fino a prova contraria l’italiano, le sequenze, i vari contrattti è abituato non solo a leggerli ma anche a sviscerarli.
    Potrà piacerti o non piacerti, il materiale per lo studio se permetti, io l’ho pubblicato quasi in tempo reale sull’area RSU del mio Istituto di cui io ne sono responsabile in prima persona, messo a disposizione non solo dei colleghi e di tutto il personale del mio Istituto ma, anche di tutte quelle persone che liberamente possono, se lo vogliono, consultare tali comunicazioni, te compreso (così eviti di girare a vuoto per il web).
    Per finire, ti ho anche posto una domanda alla quale non hai minimamente risposto: quali sono le tue proposte per far uscire dal limbo l’area tecnica a cominciare dal contratto prossimo venturo.
    Per quanto riguarda invece la richiesta della C.G.I.L. Scuola di far slittare le prove e quant’altro, noi Ata, questo film l’abbiamo non solo visto, ma visto e rivisto perché vedete cari colleghi, quando c’è un problema sapete quale strategia si usa? Si rilancia nell’eterno gioco gattopardesco dove noi italici si è maestri.
    E’ ora di finirla, questa fase piaccia o non piaccia, nessuno ha obbligato tutti coloro hanno presentato domanda, RIPETO, NESSUNO HA OBBLIGATO NESSUNO A PRODURRE DOMANDE, e allora la si smetta di piangersi addosso, ci si misuri con la procedura e si vedrà.
    Gianni21

  60. miki detto

    Nessuno ci ha obbligato a produrre domande nessuno ci può obbligare a non esprimere le nostre opinioni.
    Possiamo anche sbagliare ma non credo che ci meritiamo il tono del precedente post.

    Il collega voleva solo evidenziare quello che ha trovato scritto nei materiale Area Tecnica :
    Il riconoscimento dell’ esperienza e della professionalità acquisita in anni
    di processi di trasformazione dell’organizzazione del lavoro e di innovazioni
    tecnologiche ha condotto l’assistente tecnico ad assumere un ruolo che supera
    definitivamente la visione tradizionale: non avulso dal processo educativo -
    formativo, rispetto al quale, invece, è chiamato a svolgere un importantissimo
    supporto. Il lavoro del personale tecnico deve essere orientato al risultato e
    coinvolto nella ricerca dello stesso e deve necessariamente trovare i suoi input
    all’interno del piano dell’offerta formativa.

    Dimenticavo lo trovi a pagina 3 dell’opuscoletto che hai pubblicato nello spazio da te gestito in prima persona

    Buona fortuna !!!

  61. miki detto

    Per Gianni21 che cosa vi siete detti con A.Lacchei il 27 c.m. ?

  62. gianni21 detto

    Miki,

    nessuna censura, ci mancherebbe altro, io volevo solo sapere dove ha trovato la frase , questa frase.:

    Leggete cosa scrive il ministero sui test per gli A.T. nell’area tecnica, ecco dimostrato che i rappresentati dei sindacai per le politiche ATA per i tecnici, in contrattazione, non hanno speso mai una parola.

    A me non sembra di averla pubblicata, se permetti.

    L’altro ieri Antonello Lacchei non era presente all’incontro causa un contrattempo dell’ultim’ora, questo è qunato ci è stato detto.

    Gianni21

  63. micheleadmin detto

    caro gianni,
    quello che voleva significare igor è che se il ministero, oggi, tratteggia il nostro profilo in quel modo, è lecito domandarsi come mai, a fronte di anni di richieste, i sindacati non siano mai riusciti a farlo rientrare così come ci viene proposto (nei contenuti essenziali, intendo) nel CCNL. Cioè, se già iol ministero ci vede in quel modo, quale sforzo inumano sarebbe stato necessario per “convincere” il ministero stesso a trascinare quei princìpi all’interno del profilo di at nel ccnl?
    Forse Igor ha tagliato un po’ di netto, ma la domanda credo sia lecita, e il dubbio conseguente pure.
    Anche io ho forti dubbi, a questo punto, di come siano state trattate le cose.
    Ho seri dubbi che lascio solamente intuire, ma credo siano gli stessi di molti di voi.
    Come RSU, nel mio piccolo, conosco certe dinamiche di contrattazione, sebbene nell’ambito del II livello. Ma se certamente coesistono concetti e principi condivisi generalmente scivolano facilmente tra le pagine del contratto. Cosa è successo quindi ai tavoli nazionali?
    prestissimo ne farò un post
    W l’Italia!

  64. igor63 detto

    Caro Gianni,

    La mia partecipazione al blog è stata dall’inizio portatrice di ricerche sulle malefatte dei sindacati verso una categoria di lavoratori in continua recessione, la polemica non è parte delle mie intenzioni, vedi non ho bisogno delle tue spiegazioni. L’impressione che ho avuto alle tue è stata la stessa di quando nei colloqui con Lacchei, Rigehetti ed altri sindacalisti tutti DSGA, si ostinavano, sbagliando, a difendere le politiche del sindacato sui tecnici. Di solito chi legge ciò che scrivo non ha difficoltà di comprendonio, mi sono spiegato bene e non mi ripeto.
    Girare al largo da qusto blog, neanche per sogno, ci navigo a meraviglia e colgo l’occasione per ringraziare Michele che in silenzio, gratuitamente lavora per dare a tutti noi un minimo di dignità.
    Giusto per capire, nel 1993 sono stato al ministero della Pubblica Istruzione per accordi col vice ministro per impostare e presentare la prima proposta di legge sui tecnici di laboratorio, la 1616, area tecnica.

  65. igor63 detto

    Per micheleadmin,

    Grazie, hai sviscerato nei particolari il concetto, mi hai deliziato.

    Il post?

    Sono sicuro sarà magnifico.

  66. igor63 detto

    Gianni21 scrive:

    E’ ora di finirla, questa fase piaccia o non piaccia, nessuno ha obbligato tutti coloro hanno presentato domanda, RIPETO, NESSUNO HA OBBLIGATO NESSUNO A PRODURRE DOMANDE, e allora la si smetta di piangersi addosso, ci si misuri con la procedura e si vedrà.
    Gianni21

    Caro Gianni,

    non è un problema di procedura, il disegno del ministero, per niente ostacolato dal sindacato, è profondo ed articolato. L’intenzione va ben oltre la misura del candidato all’oscar, il vero obiettivo e ridicolizzare una categoria di lavoratori, 60 domande in 60 minuti, la vedo difficile per ass. amministrativi e ass. tecnici, non voglio essere pessimista, i successi saranno pochi, ecco la soddisfazione dei funzionari e soprattutto di Brunetta,

    diranno:

    Avete visto, la percentuale dei dotti è bassa cosa vogliono codesti lavoratori sono insufficienti alle attività svolte.

    I sindacati si sono guardati bene dal far misurare solo i DSGA, il rischio era troppo alto.

    Tutto questo contornato proprio dalle risatine dei DSGA.

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