Assistenti Tecnici

il blog degli assistenti tecnici di scuola

La proposta di legge per i tecnici: uno schiaffo ai sindacati.

Pubblicato da michele su 20 Gennaio 2009

Di questi tempi, in cui si attende qualche novità importante circa la modifica della declaratoria dei profili del personale non docente, stiamo contemplando la miserevole situazione sociale e professionale in cui ci vediamo sprofondati da anni per effetto di una politica che ha sempre guardato alle logiche degli ampi consensi e mai a quelle del merito e della professionalità delle figure operanti nella scuola. L’elevazione del titolo di studio in ingresso, invocato dai tecnici da lungo tempo, ne è la prova lampante.

Dobbiamo riferirci ad un contratto svilente, rimaneggiato e dequalificante, dove ancora oggi siamo soggetti alle richieste più svariate, sino a giungere alla manutenzione di autoveicoli, che scavalca persino il concetto prevalente di titolo di studio-area di appartenenza. Contratto in cui non è ravvisabile alcun vero riferimento preciso e puntuale circa le esatte mansioni da svolgere. Al contrario di amministrativi e collaboratori scolastici, non possiamo permetterci, in molti casi, alcuna forma di mobilità tra istituti, per effetto delle corrispondenze titoli-aree, non abbiamo accesso agli istituti di grado inferiore, alle università, accademie e conservatori, non abbiamo alcuna possibilità di progressione verticale di carriera, svolgiamo, sempre al contrario delle altre differenti figure professionali non docenti, il nostro lavoro in ambito prettamente didattico, con orario articolato e modulato in funzione delle attività didattiche stesse. E mentre le restanti figure non prestano servizio all’interno dei laboratori, viene spesso richiesto ai tecnici (anche attraverso richieste ufficiali,some nella rivisitazione dei profili proposta dall’ANQUAP) di prestare servizio nelle segreterie, o nell’ambito dei servizi generali. Chi avesse un poco di buon senso e di acume potrebbe trarre alcune considerazioni importanti, che qui, volutamente, omettiamo. Costituiamo un’entità numericamente marginale, e pur non avanzando richieste strettamente economiche, non riceviamo risposta circa le istanze che da anni facciamo eprvenire a ministero e OOSS.  La questione della professionalità, giustamente sollevata anche dai colleghi amministrativi,  risulta a tutt’oggi irrisolta, anche alla luce delle “novità” emerse dalla sequenza contrattuale, in cui, in ultima analisi, si tenta una sorta di “condono” del lavoro di concetto assolto “abusivamente” in questi anni da tecnici e amministrativi.
Ma la questione della separazione delle carriere, e del riconoscimento effettivo delle professionalità, non è mai stato volutamente affrontato da ministero e sindacati.  Sempre pronti a difendere l’unità del personale ATA, questi ultimi non hanno mai saputo attuare un programma puntuale e sostenibile per la valorizzazione del personale non docente, che potesse risultare appetibile al minstero e al governo di turno, in fase di contrattazione, e soddisfacente per i lavoratori. Molti tecnici, in questi anni, hanno inviato lettere ed email alle OOSS manifestando il disagio della categoria, e la volontà di dar corso ad un processo di valorizzazione della figura tecnica all’interno della scuola, più legata alla didattica, dipendente dal diriegente scolastico, e slegata dal restante personale ATA. La sufficienza con cui siamo sempre stati trattati si è sempre tradotta nell’assunto che i tecnici, con evidenti pruriti di docenza,  abbiano da sempre manifestato l’intenzione di slegarsi dagli ATA per non”confondersi” con professionalità ritenute “troppo distanti”, accompagnando il tutto col sorriso di chi lascia intendere molto altro, qualcosa di degradante e offensivo che vuol marcare un confine che abbiamo ben presente, e che non intendiamo affatto superare. Sebbene oggi i tecnici laureati siano moltissimi, siamo consapevoli del nostro ruolo, che non possiamo e non vogliamo confondere con quello dei docenti.  Tali sciocchezze, che francamente cominciano ad irritarci, non solo sviliscono la natura delle istanze espresse, ma non entrano nel merito delle stesse. 
 Ma vogliamo, attraverso queste pagine, dar conto di una proposta di legge, d’iniziativa del deputato Angela Napoli, che proviene dal mondo della scuola,  per anni preside di istituto superiore, che vede finalmente affrontare con una logica innovativa e al passo coi tempi la questione dei tecnici di scuola. Prevede ovviamente anche lo sforzo e il coinvolgimento dei lavoratori, che è prerogativa fondamentale di chi desidera dar corso ad un processo innovativo importante e significativo per la propria categoria e soprattutto per la qualità del servizio erogato dalle istituzioni scolastiche. E’ uno schiaffo a coloro che in anni di promesse, e di umilianti insinuazioni sulla buona fede dei tecnici di scuola, hanno inteso procedere in una logica ormai desueta, in cui ogni piccolo passo in avanti non colma la distanza sempre crescente tra lo stato di fatto e le esigenze della società e dei lavoratori. Salvo poi lamentarsi dell’atteggiamento dell’attuale esecutivo, che si è agilmente infilato tra le larghe maglie dell’inefficienza e degli sprechi che, lo riconosciamo, sono  presenti nelle amministrazioni pubbliche.
Avendo percorso una strada differente, anche accogliendo le istanze dei lavoratori (che quelle realtà le vivono), proponendo scenari differenti, anche a costo di qualche sacrificio (che comunque sarebbe stata poca cosa, rispetto ai 45000 tagli prospettati oggi), volti al raggiungimento di standards qualitativi più elevati, razionalizzando e valorizzando le risorse umane, caratterizzando le figure professionali attraverso il riconoscimento del lavoro effettivamente svolto, proponendo organigrammi differenti, al passo coi tempi, caratterizzati da peculiarità e specificità intese come risorsa e non come privilegi, oggi potremmo affrontare in maniera differente il processo mediatico e il pregiudizio collettivo messo in atto dal governo, ed avremmo dato soddisfazione (e, per inciso, non si intende qui ragionare di aspetti economici) a quei lavoratori da troppo tempo in attesa di una revisione seria e puntuale del proprio profilo. La scuola rischia di far la fine dell’Alitalia, svenduta ai francesi oggi, mentre la si poteva dignitosamente cedere ieri agli stessi.
Ed ora, anche a vantaggio di chi, pur ricevendo lettere ufficiali a cui non risponde, forse ogni tanto capita qui a leggere, riporto il testo integrale della proposta di legge Napoli sui tecnici di scuola. 
Ecco, esattamente, quanto chiediamo da anni:
 
PROPOSTA DI LEGGE

d’iniziativa del deputato ANGELA NAPOLI
Istituzione dei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola
Presentata il 7 maggio 2008
      

Onorevoli Colleghi! – La presente proposta di legge, che riproduce l’analoga proposta di legge presentata nella scorsa legislatura (atto Camera n. 1400), ha lo scopo di risolvere gli annosi problemi che, fino ad oggi, hanno visto la mancanza di riconoscimento della professionalità e dei titoli in possesso dei circa 14.000 assistenti tecnici in servizio nelle scuole secondarie superiori. Credo, infatti, che sia giunto il momento di riconoscere a questo personale, munito nella stragrande maggioranza di diploma di istruzione tecnica e professionale e in parte di laurea, il bagaglio di esperienza accumulato in anni di servizio prestati in rapporto diretto con gli alunni e con la didattica.
      La funzione svolta dagli assistenti tecnici nell’ambito scolastico costituisce un supporto di grande valenza scientifico-didattica, come risulta, peraltro, da varie circolari e ordinanze ministeriali emanate nel tempo.
      Nelle precedenti legislature si è cercato di fare giustizia con la presentazione di proposte di legge da parte di colleghi appartenenti a diversi partiti politici, ma le stesse non sono mai riuscite ad essere esaminate.
      Ci si augurava che la sfiducia, che ormai accompagna da anni i rappresentanti della categoria in questione, potesse essere attenuata da qualche segnale contenuto nell’ultima tornata contrattuale, purtroppo invano!
      Con il contratto collettivo nazionale di lavoro del 4 agosto 1995 si è avuta la definizione di assistente tecnico per questa categoria, il profilo professionale è stato accresciuto con nuovi compiti e responsabilità, ma l’inquadramento nel livello funzionale è rimasto invariato. Pur essendo intervenuti cambiamenti che hanno coinvolto gli ordini inferiori della scuola e che hanno visto l’introduzione negli stessi di laboratori informatici, la figura dell’assistente

 

Pag. 2


tecnico, o simile, continua a non essere prevista, mentre essa è largamente invocata e quanto mai necessaria. Con le più recenti riforme della scuola non è poi più possibile negare l’importanza di tale operatore in tutti gli ordini e gradi dell’istruzione.
      All’interno della categoria vi sono, inoltre, gli assistenti tecnici che prestano servizio negli istituti agrari e in quelli alberghieri e la cui attività, per modalità e tempi, può essere considerata come un rapporto atipico del pubblico impiego. Le istanze contenute nella presente proposta di legge sono ormai da tempo state avanzate da tutta l’Associazione nazionale tecnici della scuola e, anche per questo ulteriore motivo, se ne sollecita la rapida approvazione.

 

Pag. 3



PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Istituzione dei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola).

      1. A decorrere dal 1o settembre 2009, ai soli fini giuridici e a copertura dell’organico esistente del ruolo degli ex assistenti tecnici, sono istituiti i ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola. Gli effetti economici, per il personale inquadrato in tali ruoli, maturano a decorrere dal 1o gennaio 2010.
Art. 2.
(Profilo professionale dei tecnici di laboratorio).

      1. Il tecnico di laboratorio esegue attività lavorativa complessa che richiede specifica preparazione professionale e tecnologica, con conoscenza dei metodi didattici e delle finalità di addestramento tecnico-pratico degli allievi, in rapporto all’impiego di macchine, apparati e attrezzature tecniche, scientifiche e didattiche necessarie per lo sviluppo delle esercitazioni pratiche degli allievi nei laboratori, aziende, officine, reparti di lavorazione e gabinetti scientifici presso i quali presta servizio.
      2. Il tecnico di laboratorio provvede alle ordinarie manutenzione, riparazione e cura, nonché al collaudo tecnico degli apparati tecnico-scientifico-didattici di cui sono dotati i laboratori, le aziende, le officine, i reparti di lavorazione e i gabinetti scientifici dell’istituto. Cura altresì l’inventario di reparto, tenendo in ordine e aggiornando i rispettivi registri.
      3. Il tecnico di laboratorio, inoltre, coadiuva gli insegnanti delle materie tecniche

 

Pag. 4


e scientifiche, durante le esercitazioni pratiche degli allievi, nel rispetto degli orari di servizio di cui all’articolo 7. Ha piena autonomia e responsabilità diretta nella conduzione del laboratorio, azienda, officina, reparto di lavorazione o gabinetto scientifico cui è assegnato.
      4. Il tecnico di laboratorio riceve dal direttore didattico, sulla base dei piani di studio stabiliti e dell’esigenza di garantire la quotidiana intesa tra insegnante e tecnico di laboratorio, nell’ambito delle rispettive competenze, le prescrizioni di massima in ordine alle istruzioni operative per il buon funzionamento del laboratorio, azienda, officina, reparto di lavorazione o gabinetto scientifico cui è assegnato. Egli è responsabile direttamente per le attività svolte.
      5. Il tecnico di laboratorio partecipa ai consigli di classe degli alunni che accedono ai laboratori dei quali è titolare, esprime parere consultivo ai fini dell’andamento tecnico-didattico-organizzativo e concorda con il docente della singola disciplina tecnica o scientifica il voto relativo all’andamento disciplinare degli alunni.
      6. Il tecnico di laboratorio dipende dal direttore didattico per quanto concerne la disciplina e l’orario di servizio ed è tenuto a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento, organizzati dall’amministrazione e inerenti al proprio ruolo, congiuntamente ai docenti dell’area specifica di appartenenza.

Art. 3.
(Profilo professionale dei tecnici di ufficio tecnico).

      1. Il tecnico di ufficio tecnico svolge attività tecniche e tecnico-amministrative con margini di autonomia organizzativa che comporta capacità di valutazione e di merito nelle scelte operate nel rispetto delle indicazioni del direttore didattico.
      2. Il tecnico di ufficio tecnico provvede e predispone gli atti inerenti all’esecuzione dei lavori, e al relativo controllo, nei locali dell’istituto. Controlla le procedure per le

 

Pag. 5


gare d’appalto, in particolare in relazione alla messa in opera, igiene e sicurezza dei lavori e segnala eventuali inadempienze al direttore didattico.
      3. Il tecnico di ufficio tecnico provvede alla verifica delle proposte di acquisto della scorta di materiale di consumo del magazzino e raccoglie le richieste scritte dei docenti e dei tecnici di laboratorio.
      4. Il tecnico di ufficio tecnico dipende dal direttore didattico per quanto concerne la disciplina e l’orario di servizio ed è tenuto a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento, organizzati dall’amministrazione e inerenti al proprio ruolo, congiuntamente ai docenti dell’area specifica di appartenenza.

Art. 4.
(Requisiti per l’accesso ai ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico).

      1. Ai ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico accedono mediante concorso, per titoli ed esami, i cittadini italiani e non italiani, in possesso di maturità tecnica o professionale o di diploma di maturità d’arte applicata o di altro titolo equipollente o superiore riconosciuti dall’Unione europea.
Art. 5.
(Concorso riservato).

      1. Il personale tecnico delle istituzioni scolastiche statali partecipa, a domanda, al primo concorso riservato per soli titoli per l’immissione nei ruoli dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico.
      2. Al concorso riservato può, altresì, partecipare il personale che alla data di emanazione del bando concorsuale ha maturato un servizio effettivo di almeno cinque anni nella carriera di assistente tecnico statale o nelle qualifiche e profili professionali in esso confluiti.

 

Pag. 6


      3. Al concorso riservato, che deve essere svolto entro il 31 dicembre 2009, può partecipare il personale che risulta inquadrato nei ruoli provinciali della carriera di ex assistente tecnico o nelle qualifiche e profili professionali degli ex dipendenti degli enti locali, confluiti nel ruolo di assistente tecnico statale, in servizio alla data del 1o settembre 2009 nelle istituzioni scolastiche statali di secondo grado afferenti all’ufficio scolastico regionale competente per la provincia per la quale si intende concorrere.
      4. Al concorso riservato possono partecipare anche coloro che negli anni precedenti hanno ottenuto almeno una nomina annuale da un dirigente di ufficio scolastico regionale, anche se di provincia diversa da quella per la quale si concorre, e che sono stati riconfermati in servizio, per l’anno scolastico 2009-2010, nell’ambito della provincia per la quale intendono concorrere.
      5. Sono titoli validi per la partecipazione al concorso riservato:
          a) i diplomi di maturità tecnica, i diplomi professionali ad indirizzo tecnico specifico, il diploma di geometra e il diploma di maestro d’arte ad indirizzo specifico, già validi per l’accesso a posti di assistente tecnico e per le posizioni e i profili in esso confluiti;

          b) il diploma d’istruzione secondaria di primo grado integrato da uno degli attestati di qualifica specifica di un corso di almeno 600 ore, rilasciato ai sensi della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, integrato da almeno dieci anni di effettivo servizio svolto con la qualifica di ex assistente tecnico o con qualifiche e profili in esso confluiti nonché già maturato alla data di entrata in vigore della presente legge.

      6. Il personale in servizio che non ha i requisiti di cui al comma 5 può accedere ai ruoli provinciali di tecnico di laboratorio e di tecnico di ufficio tecnico, previa partecipazione a uno dei corsi di aggiornamento di cui all’articolo 6.

 

Pag. 7


      7. Il servizio prestato nella carriera di ex assistente tecnico e nelle qualifiche e profili in esso confluiti è valutato ai fini del nuovo inquadramento.

Art. 6.
(Corsi di aggiornamento).

      1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con propria ordinanza, dispone che tutti gli uffici scolastici regionali organizzino, negli ambiti provinciali di rispettiva competenza, corsi di aggiornamento per tutto il personale tecnico del comparto scuola già inquadrato nel profilo tecnico di area B del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), di cui alla tabella A allegata al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007 di cui all’accordo 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2007 e per l’ex personale degli enti locali corrispondente alla qualifica di assistente tecnico di cui al decreto del Ministro della sanità 27 luglio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 1999.
      2. I corsi di cui al comma 1 sono organizzati per aree omogenee, presso gli istituti tecnici statali o presso gli istituti regionali di ricerca educativa o presso le università ovvero presso le principali aziende specializzate in uno dei settori tecnici di area e devono concludersi entro il 31 agosto 2010.
      3. La durata dei corsi di cui al comma 1 non può essere inferiore a:

          a) 60 ore per il personale di cui all’articolo 5 in possesso di uno dei diplomi di cui al medesimo articolo 5, comma 5, lettera a);

          b) 150 ore per il personale in possesso del diploma di cui all’articolo 5, comma 5, lettera b);

          c) 600 ore per il personale di cui all’articolo 5, comma 6, con l’istituzione di

 

Pag. 8


un esame finale; in tale caso la frequenza del corso e il superamento dell’esame finale assumono valore abilitante ai fini dell’inquadramento di detto personale nei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico.

Art. 7.
(Orario di servizio).

      1. I tecnici di laboratorio sono tenuti a prestare servizio durante le esercitazioni di laboratorio degli allievi, per un periodo non inferiore a cinque giorni settimanali. Le settimane di attività nel corso dell’anno, in rapporto diretto con gli alunni a cui prestano assistenza didattica, nel rispetto delle indicazioni formulate nel piano delle esercitazioni redatto dal docente della materia all’inizio dell’anno scolastico, devono coprire l’intero calendario scolastico.
      2. L’orario di lavoro dei tecnici di laboratorio è articolato nel modo seguente:

          a) 24 ore settimanali di assistenza didattica e tecnica durante le esercitazioni degli allievi in compresenza con il docente;

          b) 20 ore mensili da utilizzare per la preparazione delle esperienze didattiche, per l’ordinaria manutenzione dei laboratori assegnati, per l’aggiornamento professionale e per la partecipazione ai consigli di classe.

      3. Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, i tecnici di laboratorio sono a disposizione per l’immediato rientro in servizio a causa di impreviste necessità attinenti alla funzione svolta o programmata e deliberata dall’istituzione scolastica.
      4. I tecnici di ufficio tecnico della scuola sono tenuti a prestare un servizio di trenta ore settimanali, per un periodo non inferiore a cinque giorni settimanali, per il periodo dell’intero calendario scolastico. Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, l’orario di lavoro è ridotto a trenta ore mensili.

 

Pag. 9


 

Art. 8.
(Soppressione dei ruoli provinciali degli assistenti tecnici).

      1. A decorrere dal 1o settembre 2009 i ruoli provinciali degli assistenti tecnici statali e delle qualifiche e profili in essi confluiti sono soppressi.
      2. Il personale di cui al comma 6 dell’articolo 5 che ha frequentato con profitto uno dei corsi di aggiornamento di cui all’articolo 6, è inquadrato, a domanda, nei ruoli provinciali dei tecnici di laboratorio o dei tecnici di ufficio tecnico della scuola. L’inquadramento nei ruoli avviene a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico successivo a quello della frequenza del corso di aggiornamento.
      3. Coloro che rinunciano a partecipare al corso di aggiornamento di cui al comma 2 ovvero che non lo frequentano o che risultano non idonei all’esame finale di cui all’articolo 6, comma 3, lettera c), sono inquadrati nell’area A, profilo collaboratore scolastico, di cui alla tabella C annessa al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadrienno normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007 di cui all’accordo 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2007, in un ruolo speciale, istituito con il regolamento previsto dall’articolo 11 della presente legge.
Art. 9.
(Inquadramento dei tecnici di laboratorio e dei tecnici di ufficio tecnico della scuola).

      1. I tecnici di laboratorio e i tecnici di ufficio tecnico della scuola, nonché il personale tecnico ex assistente tecnico, che partecipino al concorso od ai corsi previsti, rispettivamente, dagli articoli 5 e 6, sono inquadrati nell’area C, posizione economica C1.
      2. Ai tecnici di laboratorio e ai tecnici di ufficio tecnico della scuola sono attribuiti il trattamento economico spettante al

 

Pag. 10


personale docente diplomato e una progressione economica di carriera, secondo l’anzianità di servizio, ai sensi di quanto stabilito dalle tabelle 1, 2 e 3 annesse al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007, di cui all’accordo 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2007.

Art. 10.
(Accesso ai ruoli del personale docente).

      1. La graduatorie permanenti previste dall’articolo 401 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, sono periodicamente integrate con l’inserimento dei docenti e degli assistenti tecnici in possesso di diploma di maturità tecnica o professionale o equipollente, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio da almeno tre anni e che hanno superato le prove dell’ultimo concorso regionale bandito per la qualifica in oggetto, per titoli ed esami.
Art. 11.
(Regolamento di attuazione).

      1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca adotta, con proprio decreto, il regolamento di attuazione della presente legge entro tre mesi dalla data della sua entrata in vigore.
Art. 12.
(Copertura finanziaria).

      1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento

 

Pag. 11


iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell’ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della pubblica istruzione.
      2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 13.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


76 Risposte a “La proposta di legge per i tecnici: uno schiaffo ai sindacati.”

  1. Tony detto

    Per Michele

    Non ho capito in questo articolo che hai pubblicato la proposta dell’On Angela Napoli del 7 maggio 2008 è la seconda nel corso della sua legislatura? un altro punto che non mi è chiaro circa la dipendenza al direttore didattico, chi sarebbe tale figura l’attuale D.S ?

    saluti e speriamo bene

  2. igor detto

    Michele Molto bene, hai fatto bene a pubblicare la propsta di legge dell’On Napoli, serve ad agitare le coscenze.

  3. AvE detto

    Volevo chiedere a Michele: quest’articolo che hai fatto (tra l’altro benissimo, come del resto gli altri) lo hai pubblicato solo qui?
    Cosa ne pensi e ne pensano gli altri colleghi se lo pubblicassimo da qualche altra parte? Che so su tecnica della scuola, su qualche giornale, se lo inviassimo a quell’indirizzo mail dell’inviata di report.
    A voi la palla

  4. Carmelo detto

    Sono daccordo con Ave, direi anche di mandare il tutto anche alla Commissione Lavoro della camera dove è approdata la proposta dell’ON. Napoli e perchè no singolarmente ai membri della stessa.

  5. michele-admin detto

    salve a tutti,
    credo che quanto proposto da ave possa essere d’aiuto. Potete modificare a vostro piacimento l’articolo e mandarlo a chi credete. oppure (forse è meglio, vista la lunghezza che può causare noia) mandare solo la proposta napoli con una piccola premessa, come quella che ho messo nella pagina “proposta di legge”, a significare che se una preside, ora deputato, di sua iniziativa e senza pressioni, decide di discutere una proposta simile significa che non siamo dei visionari. D’altro canto prima di ritrovarci qui avevamo provato singolarmente la stessa strada senza conoscere la situazione complessiva dei tecnici sul territorio nazionale.

    PER SIMONETTA:
    i profili li trovi nel ccnl (vedi sez documenti), non esiste altro se non qualche decreto che non modifica sostanzialmente i mansionari, compreso quello di dsga. la questione delle ore effettive è fatto relativamente recente e non lo trovi sul ccnl: è stato stabilito che le 24 ore debbano essere effettivamente svolte, e non presunte. Quindi consiglio di tenere sempre aggiornati i registri presenze dei laboratori (comunque ogni docente dovrebbe scrivere sul suo registro quando va in lab). Parlavo poi dell’ipotesi di elevare a30 le ore di compresenza, ma si parla di voci di corridoio, non v’è nulla di ufficiale. Le ore di manutenzione, quantificate in 12, non dovrebbero, in teoria, essere commutate in didattica, ma è ormai prassi consolidata quella di utilizzare le 36 ore secondom le esigenze dell’istituto. Per il resto non so che dirti, il contratto non è chiaro, e quindi interpretabile. E ricordatri che se il tuo DS ti chiede di cambiare l’olio all’auto della scuola (se ne esiste una), visto che non c’è scritto da nessuna parte che è riferito alle sole aziende agrarie, sei tenuta a farlo… contenta?

    PER ROCCO
    scusa, non avevo compreso l’aspetto “estremo”. Ma credo sia valido quanto ti ho detto:
    - se il guasto è irreparabile (un pc che va a fuoco o semplicemente deve essere sostituito il trasformatore o è roba da buttare)
    - le operazioni sull’impianto elettrico sono vietate. Oggi qualsiasi modifica all’impianto è soggetta a progettazione da parte di ingegnere appositamente destinato dalle province allo scopo, e le modifiche, sempre autorizzate da professionista in delega o servizio all’EL, deve essere effettuata dal personale specializzato (operai o ditta di riferimento dell’el). E’ precisa disposizione di legge.
    -le parti elettirche delle macchine (elettriche) possono essere sotituite soltanto in blocco (ad es un trasformatore), ma sono vietate le modifiche, altrimenti la macchina perde la certificazione e la conformità-
    per il resto, caro rocco, hai detto bene tu.

    COLLEGHI
    Il senso dell’ultimo post, che credo abbiate colto, è il seguente:
    siamo l’unica categoria di area B che ha ricevuto l’attenzione di un parlamentare ( e senza alcuna pressione, per quanto ne so). Questo significa:
    -che non siamo dei visionari
    - che i problemi che esponiamo da anni sono reali
    -che i sindacati non ci hanno mai ascoltati
    -che è necessario dotare le scuole di un sistema di gestione delle questioni tecniche di qualità sovrinteso da personale qualificato e collocato in area ad hoc (lo dice la Napoli, non un manipolo di agitatori)
    - che la nostra professionalità è riconosciuta da chi ha lavorato nella scuola e non da chi ci dovrebbe rappresentare
    - che il sapere, ed il saper fare, non si misura in ore di seduta su una sedia
    - che siamo l’unico profilo legato indissolubilmente alla didattica (e lo dice sempre la Napoli), e pertanto non possiamo dipendere da un amministrativo (il dsga), che al limite può coordinare i servizi generali (oltre che naturalmente quelli amministrativi), ma che non dovrebbe iingerire sulle questioni didattiche etecniche (mentre l’attuale contratto ci relega “alle sue dirette dipendenze”)
    -che dobbiamo essere grati all’on Napoli per quanto fatto.
    -i sindacati devono slegarsi dalla logica del protezionismo e del consenso òper puntare sui modelli nord europei, in cui l’amministrazione e i lavoratori ricevono giusta soddisfazione guardando alla qualità del servizio e al merito, alla professionalità e alla capacità e aggiornamento professionale dei lavoratori: in questo modo poi diventa quasi impossibile effettuare tagli: i lavoratori sono zelanti e appagati, l’amministrazione consapevole del giusto rapporto spesa-servizio erogato e, soprattutto, l’utente finale, e la società, riscatterà dal pregiudizio il ruolo dei pubblici, e trarrà soddisfazione dal servizio offerto.
    Se si continuerà sulla logica del far passare tutti (da non confondersi con il giusto obiettivo di perseguire la stabilizzazione dei posti), dei mescoloni,allora siamo finiti.
    buona serata a tutti

  6. michele-admin detto

    per tony,
    effetivamente questa è una riproposta:la napoli aveva già proposto il disegno di legge.
    Per direttore didattico, a mio avviso, si intende qualcosa più vicino al direttore di lab che al DS. Ma rispetto alla situazione attuale se passasse una legge così parola per parola la sottoscriverei subito.
    Il problema è che la legge è ferma in commissione lavoro da settembre. Dovete sapere che tale commissione si riunisce a botte di 1 ora circa per volta, o anche molto meno (anche un quarto d’ora, il tempo necessario per rinviare tutto), e non tutti i giorni, ma quando la presidenza della commissione lo ritiene opportuno. Considerando che in tale commissione debbono transitare parecchie proposte per l’ammissibilità alla discussione alle camere, potete immaginare quanto tempo occorrerebbe per passare alla lettura quanto ci interessa. Non sperateci affatto. IO non punto un soldo sul disegno di legge Napoli, con questo iter (ma non crediate che il disegno di legge Aprea ci impieghi lo stesso tempo…), probabilmente ci vorrebbero dieci anni di governo. E’ importante far sapere che qualcuno (un tecnico della scuola) crede nella nostra professionalità. Ed è importante per tutto quanto ho scritto nel post e nel commento qui sopra. almeno secondo me. Per questo tali questioni trovano accoglimento e discussione in sede contrattuale! e per questo i nostri sindacati non temono affatto certe iniziative, sempre non siano politicamente condivise largamente. O sempre che non si disponga di qualche centinaio di tir o migliaio di ettolitri di latte per paralizzare le strade. Ecco, allora si svegliano tutti..

  7. michele-admin detto

    ancora una cosa, poi taccio:
    l’iter della proposta di legge la trovate sul sito della camera.
    Vi invito, sullo stesso formato, a consultare i verbali delle sedute della commissione V lavoro. Guardate di cosa (non) discutono e il tempo impiegato. Potete farvi un’idea sul tempo prevedibile per la discussinoe di un disegno di legge “minore”, e sull’atteggiamento di chi, seduto sugli scranni del potere, ci giudica senza appello fannulloni ed assenteisti. Chiudo la polemica. Ma da il polso della situazione. I sindacati fanno quel che ritengono più utile, non si preoccupano certo di attività parlamentari che non vedranno mai la luce.
    W l’Italia!

  8. Valeria detto

    Una cosa mi lascia un po’ perplessa di questa proposta di legge: è l’articolo 8 comma 3, che cito testualmente “Coloro che rinunciano a partecipare al corso di aggiornamento di cui al comma 2 ovvero che non lo frequentano o che risultano non idonei all’esame finale di cui all’articolo 6, comma 3, lettera c), sono inquadrati nell’area A, profilo collaboratore scolastico, di cui alla tabella C annessa al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadrienno normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007 di cui all’accordo 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2007, in un ruolo speciale, istituito con il regolamento previsto dall’articolo 11 della presente legge.”
    Non mi piace il fatto che si venga declassati nell’area A nel caso in cui non si superi il corso. Sindacalmente, penso che non sia corretto, sarebbe più opportuno far confluire gli inidonei nella B assistenti amministrativi. Se qualcuno di noi non superasse il corso (ipotesi che comunque vedo lontana), sarebbe così contento di fare il bidello? Come si spiegherebbe il fatto che, prima della riforma un tecnico è in area B, che prevede mansioni e retribuzione di un certo livello, dopo la riforma, però, potrebbe essere inquadrato in un’area con mansioni e livello retributivo inferiore. Suggerirei un cambiamento della norma.
    Valeria

  9. AvE detto

    Oltre che agli artt. 8 e 6 devi leggere anche il 5 dove dice:
    …………………Il personale in servizio che non ha i
    requisiti di cui al comma 5 puo` accedere
    ai ruoli provinciali di tecnico di laboratorio
    e di tecnico di ufficio tecnico, previa
    partecipazione a uno dei corsi di aggiornamento
    di cui all’articolo 6.
    E’ un po’ ingarbugliato, ma abbastanza chiaro:

  10. Valeria detto

    si, ma se non ho i requisiti che faccio, divento bidella????? da tecnico ex 4 livello passo a collab. scolastico ex 3 livello???
    e’ questo che mi sembra poco chiaro. Mi sembra più logico passare ad amministrativo

  11. michele-admin detto

    ma scusate, se uno NON passa il concorso dopo un corso specifico e anni di servizio, beh, vuol dire che non è in grado di fare il tecnico. Non mi preoccuperei della questione. Caso mai saranno i senza titoli a doversi preoccupare, e tra questi direi anzi solamente quelli che non hanno mai imparato nulla (anche di questo dovremmo ringraziare chi sappiamo)
    Valeria, sta tranquilla.
    D’altro canto se entriamo in questa logica lasciamo tutto stare: è la solita ppolitica dei sindacati. Se non ci si mette in gioco è inutile sperare in qualcosa. se si pretende di passare in area C per grazia ricevuta possiamo davvero lasciar perdere tutto, NON C’E’ VOLONTA POLITICA E UNITA’ SINDACALE SULLA QUESTIONE, dobbiamo mettercelo bene in testa. l’area C, se attivata, riguarderà un numero ridicolo di colleghi (probabilmente uno per istituto).certi tempi sono finiti. La progressione deve avvenire per merito, per concorso e/o per titolo di studio acquisito. Negli altri paesi europei la nostra figura è molto spesso legata alla laurea specifica. Abbandoniamo la logica dei sindacati, o faremo la fine del topo, e saremo sempre più relegati ad un ruolo esecutivo, dovendo tollerare presenze squalificanti.
    Perdonatemi, ma io la vedo così. Non si ottiene nulla senza spendere qualcosa. Quello che abbiamo noi da spendere è la conoscenza e l’esperienza, e state certi che con quella potremmo avere la sicurezza di passare ogni corso-concorso. Rammento iinoltre che tale procedura è già attiva per i passaggi da area A ad area B.
    L’alternativa è la situazione attuale.

  12. michele-admin detto

    Oltre i tecnici in ruolo da almeno 5 anni, avranno accesso al concorso anche chi ha svolto almeno 1 incarico annuale. E chi non è in possesso del titolo di accesso potrà svolgere corso specifico di aggiornamento. A me pare ragionevole, praticamente ci rientrano quasi tutti i tecnici in servizio: d’accordo, non saranno proprio tutti, ma ricordo che per effetto della finanziaria rimarranno comunque a casa 4000 tecnici (QUATTROMILA!)E se dovessero spostarci su 30 ore di compresenza, in futuro si ridurranno moltissimo le nomine dalla 3a fascia!!!
    Ci stanno tagliando di uun quinto! se invece passasse il disegno Napoli, TUTTI potrebbero conquistarsi con onore e merito una posizione migliore e più coerente. A ben guardare, quindi, mi pare sia più rischiosa e devastante la situazione attuale. I tecnici sono la categoria ATA più tagliata: 4000 posti in meno, e non è un’ipotesi, è scritto sull’accordo. E’ legge. Anche se ci fosse un intervento dei sindacati, sarebbe comunque un’ecatombe! Gli amministrativi terranno, a scapito dei collaboratori e dei tecnici, sarà un bagno di sangue. In questa prospettiva, e con in corso l’evidente volontà di conservazione dei posti amministrativi, io il disegno di Napoli lo sottoscriveri subito, anche se dovessi mettermi a studiare.
    meditate…

  13. AvE detto

    scusami, una domanda, senza cattiveria: ma se non hai i requisiti già adesso, com’è che fai l’a.t?

  14. Mirko detto

    Meglio puntare sull’articolo 48/49 per tutti o quasi…..
    Sperando sull’area C…o la conferma del posto per i precari.
    La Napoli se non sbaglio,aveva fatto la proposta gia’ nel 2006.
    Ma nessuno, se la fila, dato che l’idea precisa di questo Governo e’ di ridurre al lumicino gli AT, sostituendoli con professionisti( o disperati , meglio) con contratti a progetto.

  15. igor detto

    Mirko leggi bene l’art. 48 e 49.

    Ti renderai conto che non è come dici.

  16. AvE detto

    Mirko spero che tu stia scherzando……l’art. 48 di fatto avvantaggia solo coll. scolastici e ass. amm.vi!!!

  17. michele detto

    art 48?
    bravi, conntinuiamo così, e tra qualche anno saremo solo ricordo.

  18. mirko detto

    Scusate forse non avete capito….io sto osteggiando, nel mio piccolo, l’articolo in questione da anni.

    Petizioni, proteste e quant’altro……..

    Cosi’ com’e’ attualmente…….visto che sarebbe un regalo ai C.S!!

    Ma piuttosto di improbabili prese di posizione del Governo e Sindacati sulla Napoli, non sarebbe meglio MODIFICARE, qualcosa che ci sara’ di sicuro???

  19. [...] La proposta di legge per i tecnici: uno schiaffo ai sindacati. Di questi tempi, in cui si attende qualche novità importante circa la modifica della declaratoria dei profili del [...] [...]

  20. [...] La proposta di legge per i tecnici: uno schiaffo ai sindacati. Di questi tempi, in cui si attende qualche novità importante circa la modifica della declaratoria dei profili del [...] [...]

  21. michele-admin detto

    mirco,
    hai perfettamente ragione, ma vedi, sono anni che chiediamo la chiusura in ingresso dei senza titoli e non abbiamo mai ottenuto nulla. Di fatto nemmeno con l’ultimo contratto si è ottenuto soluzione al problema dell’ingresso dall’area A di chi è sprovvisto di titoli. Col risultato che molti CS “rubano” il posto a tanti bravi tecnici di 3a fascia, e senza nemmeno avere titolo. Il fatto è che per i sindacati è più funzionale lasciare ai CS che sono molto più nmerosi qualche privilegio, così da mantenere consensi tra la massa numerica, mentre a noi ciccia… E poi modificare quell’articolo non produrrebbe alcun vantaggio per noi. Rimarrebbe senz’altro tutto così come sta. Però se hai delle idee più precise postale pure, al momento a me non viene in mente nulla sulla questione di veramente innovativo. Correggetemi se dico stupidaggini

  22. mikola detto

    la discussione sta prendendo una strada sbagliata… Come al solito si rischia di spostare il problema. Vedi Michele, anch’io ho qualcosa da dire sui titoli, in particolare qualli dell’art 14 legge 845 ma per quanto riguarda il “rubare” forse il termine è un pò troppo pesante. Ricordati che tra i CS , soppratutto se sono giovani, ci sono i diplomati, come quelli della terza fascia, e non è colpa loro se hanno iniziato la loro carriera nei CS. Comuque con il nuovo contratto per accedere al concorso riservato bisogna avere il titolo di studio adeguato, il diploma.
    Tornando al top, anche se lusinghiero il testo della Napoli, sono convinta che non troverà nessuno sbocco e personalemte non nutro speranza vedo molto demagogia. Secondo voi che fine faranno gli ITP le loro classi di concorso che spariranno, cosa gli faranno fare? Finchè non sapremo, questo possiamo solo sperare che ci sia il posto visto la previsione dei 1374 posti in meno.

  23. michele-admin detto

    cara mikola,
    nonncredo proprio sia sbagliata l’impostazione. non parlavo dei CS che hanno titolo, ma di quelli CHE SONO PASSATI COL SOLO ATTESTATO PIù IL SERVIZIO. Per me va bene laa progressione di carriera, ma se passano centinaia di cs senza titolo allora si rischia di diventare un serbatoio di non qualificati che mortificano tutti gli altri. Io per diventare at ho fatto un concorso serio sotto el (su 400 candidati l’abbiamo passato in 10), scritti più orale-pratico. Oggi, veder salire colleghi che nemmeno hanno il diploma e poi dovergli fare da balia, onestamente, mi da’ un po’ fastidio. RIPETO: BEN VENGANO I CS CHE HANNO TITOLO, MA BASTA CON LA PROGRESSIONE DI CARRIERA PER I SENZA TITOLO. Anche gli amministrativi si stanno battendo in questo senso. E’ un’ingiustizia per chi è entrato con tutte le carte in regola. Questa, che hanno sempre chiamato valorizzazione del personale ata, non valorizza i profili di area B, se vengono sottratti posti da chi è privo di titoli a scapito di chi li ha e deve dalla 3 fascia rinunciare ad ogni speranza. Prima si dovrebbe acquisire il titolo, poi passare anche col punteggio del servizio. LA storia della qualifica professionale deve finire. Al limite può essere prevista per il passaggio tra aree, ma sarebbe da ragionarci anche su quello. per quanto riguarda gli ITP non è materia di discussione. E comunque in quel caso si ragionerebbe su titoli equivalenti. Ovviamente rimarrebbe aperta la questione dell’abilitazione, che andrebbe acquisita attraverso un corso tipo siss apposito. Ma questa è un’altra storia. Il problema degli ITP non sono i tecnici, sono i programmi vecchi che non sono più al passo coi tempi. Da una parte esistono abilitazioni per ITP di materie che on si insegnano nemmno più, dall’altro sarebbe necessario aprire nuove classi di concorso per aggiornare la figura professionale e consentire l’ingresso dei tecnico-pratici in ambiti in cui sarebbero necessari e in cui non sono previsti. Ma la logica dei sindacati è differente: certo conservatorismo conduce ai risultati che stiamo vivendo. Se si fosse spinto verso una modernizzazione della scuola con figure professionali (cs, amm, at, itp) al passo coi tempi, allora oggi non dovremmo stare a rintuzzare gli attacchi di un governo che si infila dentro voragini lasciate aperte da un malgoverno durato anni, da una visione antiquata di fare sindacato e da un modo conservatore e provinciale di guardare al proprio posto di lavoro da parte dei lavoratori. E’ finita l’era del posticino sicuro, dove poi si fanno le conoscenze giuste per farsi il lavoretto in nero a tempo perso fuori orario. Da uomo di sinistra l’ho capito da tempo, e la sinistra deve rivedere certo modo di fare politica del lavoro. Bisogna prevedere un sistema di controllo e di merito per la PA, perchè se il carrozzone degli anni 70 e 80 lo stiamo scontando noi oggi, domani non ci sarà più margine per i giovani di sopportazione economica e sociale per farsi carico di questo sistema. Con le pensioni è già successo: chi entra oggi nel nostro profilo, si ritroverà con 500 euro di pensione! Mi spiace, la penso così ( e non sono il solo), e sono pronto a tirarmi indietro echiudere tutto, se la maggioranza manifestasse di pensarla diversamente, tuttavia presto avremo davanti agli occhi il risultato di questi anni di governo della PA e della scuola. Noi tecnici non abbiamo altri strumenti che il “merito” per sperare in qualcosa di differente, levatevi dalla testa una qualsiasi altra operazione di elevazione dei profili allo stato attuale delle cose. Per quanto mi riguarda il primo passo è fermare l’ingresso dei senza titoli. Mi pare ragionevole chiedere l’acquisizione del titolo di studio per l’accesso al profilo. E per avere conferma di quanto vi dico chiedete ai sindacalisti. Vi accorgerete che se non fanno promesse o discorsi evasivi, non avranno da spendere alcuna parola circa l’elevazione dei profili. Si sciacquano la bocca con la porcata delle nuove posizioni stipendiali: quello si che è un sistema che emargina molti colleghi, e comunque anche quel sistema prevede la partecipazione ad una selezione e un corso. Con la sola differenza che si utilizzerà il sitema dei titoli di servizio per formare le graduatorie.

  24. Valeria detto

    Ma che bella discussione velenosa!! Vorrei chiarire che io ho i titoli e sono passata direttamente nel ruolo di assistente tecnico nel 1992 (precedentemente non ho avuto alcun’altra sperienza lavorativa nello Stato). Ho espresso solo un leggittimo dubbio, peraltro chiaritomi bene da Michele, su una piccola norma di un disegno di legge che non mi sembrava giusta (e nessuno ha considerato la soluzione che cmq avevo dato). Chissà perchè, ma quando si parla di titoli, si pensa che ci siano solo i diplomi tecnici e professionali. Ma sbaglio o chi ha la maturità scientifica ha accesso ai lab. di fisica? E poi a me è capitato di incontrare molti colleghi, anche con i titoli, e non solo ex C.S. che fanno di tutto tranne che i tecnici di laboratorio. Perchè la verità (per lo meno per me) è che, titoli o non titoli, come forse già è stato detto in questo blog, sono i compiti del tecnico di laboratorio, così come delineati dai vari CCNL, a non essere definiti e chiari, ma generici. Il che porta (e questo nella mia diretta esperienza) alle più libere interpretazioni sia da parte di DS e DSGA, ma soprattutto (e questo è peggio) da parte dei nostri stessi colleghi. Dice bene Michele quando afferma che stiamo ancora scontando una politica del lavoro sbagliata, tutti i mali del carrozzone degli anni 70 e 80, per non parlare, aggiungo io, dell’autonomia scolastica e del proggettificio senza controllo. Cerchiamo almeno di sostenere leggi, o meglio embrioni di leggi fatte un po’ più criterio e che non creino altri casini.

  25. igor detto

    Cari colleghi, se per gli A.T. se non avviene una qualificazione professionale seria, dovuta a titoli e profili, il nostro destino è segnato.

    Non a caso ultimamente l’amministrazione per un senso di pietà, e per responsabilità, contro il volere dei sindacati, ha elevato il titolo di accesso al profilo.

  26. GIORGIA detto

    Non capisco perchè ritenete che ci siano A.T. senza titolo…per essere inseriti in qualsiasi graduatoria le persone interessate presentano i titoli stabiliti dal bando…quindi se non si è in possesso dei titoli richiesti la domanda di inserimento non viene accettata…è pur vero che nell’ultimo bando erano richiesti titoli differenti rispetto agli anni scorsi, ma per chi era già inserito con i titoli richiesti in precedenza non mi sembra giusto escluderli, tanto che la norma lo ha previsto (giustamente) solo per i nuovi inserimenti….anche per quanto riguarda i C.S. è richiesto lo stesso titolo come per tutti quindi non vedo il furto da parte di nessuno ma solamente un pregiudizio nei loro confronti….per il resto devo dire a Michele: grazie per l’informazione che ci dai per il nostro profilo e la possibilità di confronto…..Buona giornata

  27. michele-admin detto

    Giorgia,
    in questi anni sono entrati AT con il solo attestato di qualifica professionale, soprattutto CS che con titoli di servizio + attestato hanno fatto fuori parecchi AT diplomati in attesa in 2a e 3a fascia con già parecchio servizio, Comunque, se passasse la legge Napoli, in non diplomati potrebbero partecipare ugualmente al concorso previa corso di formazione. E quindi, come dici tu, tutti gli AT in servizio (anche gli ex CS) preparati senza alcuno sforzo potrebbero passare nei nuovi ruoli provinciali. Se si continua a tenere basso il livello iin ingresso non ci può essere speranza. Quanto si afferma qui, è bene precisarlo, non è una guerra tra area A o B. Ma anche tra gli amministrativi si va dicendo da tempo questa cosa. E’ il motivo per cui i sindacati hanno sempre tenuto duro sui titoli di accesso, mantenendo la qualifica professionale: è funzionale al consenso, perchè chi se ne avvantaggia di più sono i CS in servizio, molto più numerosi, e che altrimenti non avrebbero in molti casi alcuna possibilità di progressione di carriera. Allora io dico: che sia il diploma per tutti il titolo di accesso, e a parità di titolo ben venga poi il punteggio per servizio come parametro ulteriore per la formazione delle graduatorie. Nessuno vuol mandare a casa chi è già nei ruoli, Se venisse davvero istituito un albo dei tecnici chi è sprovvisto del diploma dovrà farsi un corso suppletivo. Non è un dramma. Se poi qualcuno non passerà il concorso, significa che è già oggi inidoneo al servizio, e se questa faccenda non è gradita, per come la vedo io, allora rimaniamo dove siamo, attendiamo la solita mannaia e rimaniamo nella situazione attuale a lamentarci e leccarci le ferite. Vi invito a dare un’occhiata al sito dell’anamm (amministrativi): chiedono le stesse cose, elevazione del profilo ad area C, riconoscimento della professionalità. Certo è che sarebbe assurdo pretendere l’elevazione del profilo senza mettere in gioco almeno il sapere, senza cioè dover dimostrare di saper fare. Se i sindacati avessero fermato o non appoggiato l’ingresso dei non diplomati, in tutta l’area B, forse oggi sarebbe più semplice chiedere l’elevazxione del profilo. Altra faccenda, sempre a mio avviso, è la qualifica professionale utile allo spostamento tra aree, ma è una questione, anche quella, da considerare attentamente. Insomma, per chiedere l’elevazione all’area C dobbiamo metterci in gioco. NOn c’è altra strada.

  28. corrado detto

    E’ anche vero che i guardarobieri sono stati passati dal TERZO livello al QUARTO d’ uffiocio senza nessun corso.

  29. Mimì detto

    Ormai è diventata “una guerra” io mi metto nei panni degli AT che hanno fatto e continuano a fare supplenze e che all’uscita delle graduatorie si ritrovano “sorpassati” dai CS di ruolo che insoddisfatti del loro status vogliono elevarsi ad AT e AA; naturalmente sotto il punto di vista legale è tutto a posto ma la situazione vista dai supplenti AA e AT non è piacevole pensando che queste persone hanno già il ruolo. Ma come scrivevo all’inizio è “una guerra” “ una lotta” e naturalmente sono avvantaggiate le persone già in ruolo.

  30. Francesco detto

    Assistenti tecnici senza titolo o pseudo tali imposti alle scuole,per il futuro converrebbero alcune modifiche……. sono convinto che per dare credibilità alla categoria andrebbe fatta almeno una prova tecnico-pratica.
    A prescindere dal titolo o meno

  31. igor detto

    Il mio volto è livido dalla rabbia, quando ho visto e saputo di bidelle analfabete in possesso di un diploma di terza media, hanno comprato un attestato della 845/78 e sono diventate A.T. parcheggiate in un laboratorio completamente inadeguate alla funzionalità del laboratorio. Grazie CGIL, UIL, SNALS.
    Questo è uno dei motivi per cui stiamo finendo in mezzo ad una strada.

  32. Tiberio detto

    cari amici,
    la discussione è interessante ma temo non si possa andare al di là delle semplici proteste. Nel senso che la proposta di legge del’On Napoli difficilmente potrà essere ripresentata. Credo.
    Non c’è la volontà politica di chiudere definitivamente col sindacato da parte di questo governo e se dovesse passare un qualcosa di simile alla proposta Napoli vi assicuro che i sindacati farebbero le barricate! Già c’è il disegno di legge Aprea.

    Se leggete i documenti sindacali vi renderete conto che si parla sempre di unità del personale ATA. E dunque chiedere di staccare una categoria è inaccettabile. La politica in Italia è vero che la fanno i governi ma questi, a parte i proclami dati in pasto all’opinione pubblica, hanno bisogno che il sindacato li appoggi perché di fatto, negli ultimi cinquant’anni, è il sindacato che ha avuto in mano le leve del potere.

    Allora tornando a noi è inutile scontrarsi sul valore dei titoli. E’ vero, fa rabbia pensare che chi non li ha possa bellamente trovarsi al posto che legittimamente spetterebbe ad altri. Ma è anche vero che nella pubblica amministrazione italiana si potrebbero fare centinaia di esempi di aberrazioni simili. Ne volete uno? Tempo fa scoppiò uno scandalo in Sicilia: emerse che in un ente locale (non mi ricord quale provincia) erano stati illegittimamente assunti parenti/amici di politici locali. E non in ruoli di poco conto: Tutti come dirigenti anche senza che questi avessero i titoli. Gente cioè che con la terza media si ritrovava a dirigere – per modo di dire perché magari non andavano neppure in ufficio – un servizio.

    Questo cari amici succede non solo al sud ma un po’ in tutte le regioni d’Italia. E dunque di cosa ci scandalizziamo? Non voglio fare il disfattista ma mi sono un po’ stancato di discutere così tanto per dare fiato alle corde vocali (metaforicamente si intende).

    Bisognerebbe intraprendere delle azioni concrete, prima tra tutte proporre alle parti in causa un documento sottoscritto (nome e cognome) da più tecnici possibile. Chi siede al tavolo della contrattazione oltre i sindacati? Ebbene a quelle persone si dovrebbe far riferimento.

    Io propongo, in sostanza di mandare ai Ministri Brunetta e Gelmini la proposta dell’on. Napoli sottoscritta da chi di noi l’approva unitamente alla petizione – che più o meno definisce gli stessi parametri – redatta da Michele con le firme dei sostenitori. Guardiamo che succede dopodiché ne prendiamo atto, in un senso o nell’altro, e decidiamo il da farsi.

    Altrimenti è tutto inutile.

  33. michele-admin detto

    L’idea di Tiberio può essere utile ed interessante. Posso anche scrivere una lettera di presentazione, sulla forma dell’ultimo post, da inviare ai ministri, ma mi chiedo: come si può fare per farla sottoscrivere? Avete qualche idea?

  34. AvE detto

    Ottima idea!!! Per quanto riguarda la sottoscrizione, non è già stata fatta on line? non si può recuperare? Oppure si potrebbe mandare una copia ad ogni istituto e farla sottoscrivere e farla recapitare ad un a.t. referentee poi scannarizzare il tutto e mandarla a vari ministri, alla stampa, a striscia la notizia a chi volete……………

  35. Tiberio detto

    per la sottoscrizione:

    la petizione ce l’ha già, basta recuperare i nomi e i cognomi

    la proposta Napoli potremmo invece sottoscriverla semplicemente con un post.

    Michele, potresti creare un nuovo articolo dove spieghi che chi vuole sottoscrivere l’articolo (La proposta di legge per i tecnici: uno schaffo ai sindacati)unitamente alla proposta di legge che segue, non deve far altro che scrivere un commento del tipo:

    nome/cognome – città – scuola sede di lavoro – tipo di laboratorio
    SONO D’ACCORDO

  36. AvE detto

    DAL SITO CGIL DI OGGI:
    E’ proseguito ieri pomeriggio il confronto tra sindacati scuola e Miur che ha avuto per oggetto i seguenti temi:

    l’accordo sull’attribuzione seconda posizione economica per gli assistenti amministrativi e tecnici
    il contratto integrativo per i passaggi ai profili superiori
    Sul primo punto sono stati fatti significativi passi in avanti. Le parti, salvo qualche piccolo perfezionamento, hanno sostanzialmente condiviso sia la tabella sia le procedure di pre-selezione.
    In pratica, tutto il personale a tempo indeterminato appartenente all’area B potrà fare domanda e partecipare al test pre- selettivo. Successivamente il personale, sulla base della votazione riportata e della valutazione dei titoli di servizio/culturali/professionali, è graduato tramite un elenco provinciale. Questo serve per individuare il contingente di personale che partecipa alla formazione, maggiorato del 5% delle posizioni da assegnare ad ogni provincia. Il percorso formativo non è selettivo ma prevede una valutazione finale.
    Sul secondo punto il Miur si è impegnato a predisporre, in occasione del prossimo incontro, una bozza di contratto integrativo per attuare l’art. 48 laddove questo prevede il passaggio da A a B e da B a D.
    Le procedure dovrebbero sostanzialmente essere le stesse già previste per l’attribuzione della seconda posizione ad eccezione della selezione finale dei partecipanti prevista nella fase conclusiva del percorso formativo.

    La posizione della FLC
    Abbiamo ribadito:

    l’urgenza di chiudere in tempi brevi entrambi gli accordi per dare il via alle procedure di formazione e consentire l’attribuzione della seconda posizione e dei nuovi profili in seguito a passaggi.
    destinare le economie dei fondi contrattuali non utilizzati sotto forma di compenso una tantum al personale Ata (vedi sequenza contrattuale del 25 luglio 2008).
    Secondo le nostre previsioni i prossimi incontri – 3 e 10 febbraio- potrebbero essere decisivi per la sottoscrizione di questi due accordi.

    La guerra tra i poveri continua………. 123456738764527487 puntata

  37. michele-admin detto

    ciao a tutti,
    far sottoscrivere la proposta via commenti? avevo già pensato a qualcosa di simile, ma ci sono troppi dati sensibili. Ho paura che molti non lo farebbero. Stavo pensando di scrivere ai ministeri qualche riga sollecitando l’iter della legge. Devo pensarci un po’ su. Il problema è che ho molte cose da fare. Intanto se avete idee postatele pure, potranno essere utili.

    Quanto riportato dal sito flc cgil l’avevo visto, ma sugli altri siti dei firmatari nemmeno quello. A quanto ho capito la revisione dei profili non andrà oltre la creazione delle aree B1. Perchè….pensavate forse potesse esserci qualche altra novità?

  38. michele-admin detto

    PS: questo blog non ha carattere rappresentativo, quindi dal mio punto di vista è una forzatura proporre qualcosa alle scuole per email o per posta. Altra faccenda il passaparola, anche per email…
    a domani

  39. Tiberio detto

    Michele scrive:
    far sottoscrivere la proposta via commenti? avevo già pensato a qualcosa di simile, ma ci sono troppi dati sensibili.

    Potresti moderare i post di adesione. Questo blog ti consente di non far vedere i commenti che non vuoi pubblicare. Così si salverebbe la privacy e chi volesse sottoscrivere le proposte non vedrebbe il suo nome sbattuto in prima pagina.

  40. michele-admin detto

    caro Tiberio,
    lo so, conosco bene wp e i cms, ma preferisco non moderare, è contro la mia filosofia, al contrario di tutti i siti di categoria che non danno la possibilità di commentare, e poi dovendo amministrare spesso in serata, o dopo cena, i commenti non sarebbero disponibili in tempo reale. Inoltre ci vorrebbe troppo tempo per far aderire tutti quelli interessati. Intanto, non appena ho un po’ di tempo, elaboro un testo. Se avete idee postatele sul gruppo di discussione. Bisogna far pervenire il tutto entro la fine di febbraio, quando sarà chiusa la sequenza che non toccherà affatto i profili. se butto giù qualcosa lo posto sul gruppo.

  41. nigro pietro detto

    la proposta dell’onorevole Napoli mi pare che sia la cosa più giusta per la nostra categoria per due motivi a mio avviso molto importanti. Il primo è quello che ci viene riconosciuto il diploma,il secondo è che noi faciamo parte della didattica.Non possiamo più essere trattati da esecutivi se per avere l’incarico ci vuole il diploma così come non possiamo essere esclusi dalla didattica se tutti i giorni siamo a stretto contatto con iragazzi.Queste sono le premesse per andare avanti anche con una iniziativa legale. Vi lascio il mio numero di telefono se volete cntattarmi:3389819161.

  42. igor detto

    Per Nigro Pietro.

    Invia il tuo post anche alle segreterie nazionali di

    UILscuola@uilscuola.it
    organizzazione@flcgilscuola.it
    info@snals.it

  43. Nunzio detto

    Ragazzi scriviamo e telefoniamo ad Epifani il 4-2-09

    http://www.radioarticolo1.com/home/index.cfm

  44. Rocco detto

    Colleghi,voglio solo dire che a questo punto di discussione bisognera tirare delle somme ovvero:Decidere alcuni punti determinanti e più importanti per approfondirli e cercare di risolverli.
    Chiarisco meglio il mio concetto.Siamo pochi e soli,se ci perdiamo ancora in lunghe analisi e confronti se pure importanti ma non faremo passi in avanti.Dico che la discussione almeno ultimamente e divenuta interessante sia in termini di argomenti trattati ma anche di una buona partecipazione,perciò,bisognerebbe convogliare le forze e fare un qualcosa di significatinvo ad es.
    spedire la proposta Di Napoli alle os,oppure decidere un altra cosa ma passare al FARE.Un saluto e un grazie

  45. adriano detto

    ciao a tutti,
    da anni sento questi discorsi questa propèosta di legge era già stata presentata dalla Poli Bortone anni fà,purtroppo siamo ancora come prima,forse peggio,la mia proposta:perchè non ci tassiamo tutti, di una cifra da concordare,e poi diamo mandato ad uno di noi,michele admin per esempio,di affrontare per vie legali, fino alla cassazione se necessario,il problema per vedere se si può ottenere veramente qualcosa. Tra tutti si potrebbe affrontare il caso in modo incisivo .
    Vi devo dire che alcuni di noi ci hanno già provato ma i costi sono alti per pochi individui già solo per arrivare al primo grado di giudizio.

  46. nigro pietro detto

    Collega rocco sono pienamente daccordo con te io ho lasciato il numero di telefono chiamami che insieme proponiamo il da farsi.

  47. AvE detto

    http://www.radioarticolo1.com dalle 11 alle 12 di oggi si può parlare con Epifani.
    Proviamo a collegarci o comunque a dare un’occhiata al sito e vediamo se si può fare qualcosa, poi possiamo anche rendere conto ai colleghi di ciò che si è riusciti a fare.
    Può essere una strada.
    Forza proviamo!

  48. Nunzio detto

    Vi posto il link dell’intervista a Epifani per chi nn l’ha ascoltata.

    http://www.radioarticolo1.com/audio/2009/02/04/1481/parla-con-guglielmo-epifani-filo-diretto-audio-video-con-il-segretario-generale-della-cgil

  49. Nunzio detto

    Ragazzi per chi nn ha visto la scuola spezzata di jacona ecco l’indirizzo

    http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-PresaDiretta%5E17%5E183658,00.html

  50. MICHELE detto

    Vorrei ringraziare inannzitutto il deputato dott.ssa ANGELA NAPOLI che si è fatta carico di portare avanti questa proposta, mi conforta l’idea che è una Dirigente della Scuola, pertanto conosce bene il problema, spero solo che non rimanga una proposta sulla carta di cui parlare ogni tanto. Grazie anche a te Michele che stai cercando di essere il filo conduttore di tutti noi.
    A nome di molti assistenti tecnici della puglia.

    Ciao da Michele

    N.B. = Spero di riaprire il sito e veder scritto che la proposta è andata a buon fine.(So che i miracoli di questi temtpi sono difficili)

  51. Gianni detto

    Si, certo, siamo la categora molto bistrattata dalle Organizzazioni Sindacali vecchie e nuovee, tirati per la giacca dai Dirigenti Scolastci e non ultimi, terra di conquista da parte dei D.s.g.a.

    Ma, a tutto questo stato di cose, la nostra categoria ce la mette tutta, ma veramente tutta per farsi trattare in questa maniera.

    Vorrei se posso cominciare, dall’odiosa campagna dei titoli di studio, certo che fino all’altro ieri bastava in ultima analisi un semplice attestato di qualifica regionale e oplà il gioco era fatto, mentre i “titolati” con i vari diplomi ecc. ecc. a gridare allo scandalo.

    Ma quale scandalo, se fino all’altro ieri le regole erano quelle, punto; se ad esempio da domani varrà il diploma di laurea tutti gli attuali AT sprovvisti di laurea li gettiamo nel fiume come recitava una famosa canzone ..il vecchietto dove lo metto…, qualcuno dirà lo butto nel fiume.

    Altro invece è, pretendere che la professionalità sia un elemento di vera valutazione unito chiaramente al titolo d’accesso e, su questo versante fino ad ora non ho visto nessuno stracciarsi le vesti.

    Si sono levati gli strali contro gli AT provenienti dalle Amministrazioni Provinciali ma si badi bene che loro sicuramente non hanno nessuna colpa c’è stata una legge la famosa 124 che regolamentò il tutto e allora anche il quel caso si deve declamare …il vecchietto dove lo metto?

    Veniamo adesso a noi, io non so nelle Scuole dove ognuno di noi presta servizio gli AT tutti, svolgono il loro lavoro con professionalità e senso del dovere, io personalmente posso esprimermi per le situazioni a me conosciute e ve ne racconto alcune:

    - in una scuola il collega AT parafrasando che questo non gli
    compete, quell’altro manco, il Dirigente alla prima occasione
    ha fatto saltare letteralmente il posto.

    - Il trasferito andando in un altra Scuola, stessa commedia,
    stesso risultato finale, certo il nostro caro collega ce la
    mette tutta ma veramente tutta per elevare il rango della
    categoria.

    - In un altra Scuola sempre un AT disdegna l’attività di
    laboratorio ma privilegia un attività para.-amministrativa,
    sostanzialmente non fà praticamente nulla, in questo caso il
    Dirigente Scolastico praticamente assente nei confronti
    dell’AT e qui, si sale un altro gradino verso l’affossamento
    della categoria.

    Un ultimo esempio sempre in tema di titoli di studio, c’è stata l’odiosa campagna sui titoli e finalmente i famosdi titoli sono stati riallineati almeno ad arrivare alla maturità, ma quanti AT provvisti di maturità sono realmente in grado di svolgere tale attività?

    L’assistente tecnico deve svolgere il proprio lavoro con passione, abnegazione e professionalità nei laboratori, a diretto contatto con i ragazzi ed i docenti e, solo così si potrà come categoria poter aspirare ad un diverso inquadramento professionale.

    Ma finchè nella nostra categoria, ci saranno i soliti noti furbi, finchè i Dirigenti Scolastici continuano ad abdicare alla loro funzione principe che è quella di dirigere e valorizzare le risorse umane (quelle con professionalità) e, finchè noi come colleghi tollereremo queste situazioni, per noi non ci sarà futuro e, credo lo vedremo molto presto in occasione della pubblicazione delle nuove tabelle relative agli organici.

    Gianni

  52. michele-admin detto

    PER IGOR:
    credo che anche noi, con l’emersione della proposta di legge napoli e la petizione abbiamo contribuito a far imboccare alla uil una strada un poco differente, anche se non vicinissima ad una revisione strutturale del personale. Non mancherò di scrivere sul blog anche di questo.

    PER GIANNI:
    hai perfettamente ragione, ma permettimi, per quanto attiene i titoli, sono anni che si chiede una definizione della qeustione, ma ad ogni contratto non cambia nulla, anche in quello vigente pur con l’elevazione dei profili permane la possibilità di accesso anche ai senza titoli. Non si tratta di poca delicatezza, il fatto è che se non si comincia a mettere uno sbarramento, non si potrà partire seriamente per una migliore qualificazione dei tecnici, a livello di professionalità. Se non si pone fine a questa faccenda non potremo pensare a qualcosa di differente. Anche gli Itp dovranno prima o poi fare i conti con la laurea, o spariranno. Per questo ritengo che quello sia un punto cruciale. Poi per carità, se un CS arriva al ruolo di AT col diploma ben venga, ci mancherebbe.
    Tutto quello che hai aggiunto è tristemente vero.

    MA ATTENZIONE:
    NON MOLLIAMO, E CHI LEGGE SAPENDO BENE DI COSA STIAMO PARLANDO, SE NE STA RENDENDO CONTO.
    O CI ASCOLTERANNO, OPPURE DOVRANNO FARCI SPARIRE.
    NON INTENDIAMO PIù LAVORARE IN QUESTO MODO!
    e lo diciamo anche a quei colleghi e dirigenti di cui ha parlato. Sappiamo che esistono. Diamoci tutti una regolata, perchè presto vedremo gli effetti dei tagli, e li c’è poco da scherare.

  53. igor detto

    Bene Michele, come sempre esaustivo e preciso, dici bene è proprio cosi.

    Il confronto con la parte pubblica si deciderà sul campo, o sei all’altezza o soccombi.

  54. pietro detto

    Rispondo al collega gianni.
    Non sono daccordo con quello che dici perchè nella scuola dove lavoro,gli AT sono tutti con il diploma e tutti validi.Il problema sono gli insegnanti che non fanno il loro dovere ma continuano a fare progetti stani che sono solo sulla carta e non producono nulla. la proposta dell’Onorevole Napoli è giusta e va appoggiata in toto solo così potremo uscire fuori da questa situazion che ci vede ostaggio di segretari che non capiscono nulla di didattica.

  55. Gianni detto

    Egr. collega Pietro,

    sicuramente quando constato il comportamento di “taluni colleghi” non accuso coloro i quali come tu affermi svolgono la loro mansione con professionalità.

    Le orecchie fischiano invece a coloro i quali si possono riconoscere in quello che affermo e, chiaramente rischiano di recarsi dall’otorinolaringoiatra per evidenti problemi collaterali.

    Non capisco invece la “querelle” sui Docenti, sicuramente non spetta agli AT stilare il pagellino, semmai tocca ai Dirigenti Scolastici tirare le logiche conseguenze, certo che se non lo fanno alla lunga ne và a discapito l’intera “mmagine dell’Istituto” ma questo è un altro problema.

    Un ultima osservazione in generale, guardate che gli AT che nel tempo hanno voluto cimentarsi o transitare nelle vesti di Docenti, non sono stati ostacolati da nessuno, diverso è invece la supposta aspirazione degli AT che per legge vorrebbero passare nei ruoli del personale docente; mentre anni addietro coloro i quali decidevano il grande passo non avevano nessun tipo di garanzia anzi, dovevano lasciare il ruolo di AT, attualmente con il famoso articolato contrattuale, possono accettare tranquillamente l’incarico di docenza senza dover perdere la titolarità.

    Va da sé che costoro, per poter passare in ruolo devono comunque superare un concorso (che sono ormai anni luce che non vengono più banditi) oppure conseguire l’abilitazione.

    Scorciatoie all’italiana, io attualmente non ne vedo e spero che non ne insorgano, anche per una questione di “regole” certe e trasparenti.

    Io personalmente plaudo alla proposta di legge dell’On. Angela Napoi, ma resto perplesso sul passaggio che si dovrà ancora una volta sostenere un ulteriore esame per conseguire “il patentino di AT”.

    Il personale di ruolo, di ruolo è, per tutti gli altri sbocchi docenza compresa, chi se la sente, si metta in gioco, superi degli esami e a quel punto transiti nei ruoli del personale Docente.

    Gianni

  56. mikola detto

    Forse l’On Napoli non l’ha letto:
    Dalla bozza del regolamento organici 09/10

    Art 3…

    3. Nei casi di compresenza nell’istituzione scolastica, per gli insegnamenti tecnico-scientifici, dell’insegnante teorico, dell’insegnante tecnico-pratico e dell’assistente tecnico, può essere prevista, previa apposita delibera della giunta esecutiva, la non attivazione del posto di assistente tecnico o la sua sostituzione con corrispondente istituzione di altro posto di assistente tecnico di diversa area. La predetta determinazione non deve comportare, in alcun caso, situazioni di soprannumerarietà rispetto all’organico di istituto.

    il testo l’ho trovato la bozza al sito :

    http://www.scuolapertutti.net/index.php/bacheca-sindacale/588-formazione-organici-ata-200910-e-confronto-con-as-200809

    per chi è interesato all’area C troverà anche ulteriori novità

    Mikola

  57. Tony detto

    Per Mikola

    Quello che dici è un documento non ancora ufficiale? uscirà a breve? se così fosse saremo in soprannumero anche nei licei dove in genere la figura dell’A.T. è quasi sempre unica (ar02-ar08).
    I D.S. con i DSGA ne faranno almeno di noi nella G.E.

    saluti e speriamo bene

  58. Igor detto

    Per tony,

    Per i dormienti un triste risveglio.

    Per me un sacco di risate.

  59. antonio detto

    xtony

    Non ho capito…nei licei non ci sono itp.

    Cosa intendi per figura unica?

    Forse Area unica? 02?

  60. Tony detto

    Sì area unica 02 oppure 08 e poi gli itp in alcuni licei sono assenti oppure in esaurimento essendo ex enti locali

  61. Igor detto

    Forse hanno finito di banalizzare i titoli.

    Nella giornata di ieri, 17 febbraio, è proseguito il confronto tra sindacati scuola e Miur sull’applicazione della sequenza Ata. In particolare stiamo trattando per chiudere l’accordo sulla mobilità professionale verticale (passaggi da A a B e da B a D).

    Questi i requisiti richiesti (art. 48 del Ccnl):

    1) essere in servizio con contratto a tempo indeterminato;

    2) possedere i titoli di studio di accesso al profilo superiore (vedi tabella B del Ccnl).

    E’ ammesso anche il personale con incarico a tempo indeterminato senza il titolo di studio superiore, ma con almeno 5 anni di anzianità e in possesso del titolo studio che dà accesso al profilo di appartenenza (vedi tabella B del Ccnl).

    Per il passaggio al profilo di Dsga è prevista una fase transitoria che tiene conto dell’esperienza professionale maturata sul campo dagli assistenti amministrativi.

    La procedura è molto simile a quella già prevista per l’attribuzione della seconda posizione, ma prevede una selezione al termine del corso di formazione. Per quel che riguarda la tabella valutazione titoli si dà molto rilievo ai titoli di studio e di servizio superiori rispetto a quelli propri del profilo di appartenenza.

  62. Tiberio detto

    In merito all’articolo – che mi sono andato a leggere – suggerito da Mikola:

    Nei casi di compresenza di più figure in laboratorio il DS tramite la giunta esecutiva ha la possibilità di sopprimere il posto di assistente, a patto che questi non rimanga in sovrannumero nello stesso istituto.
    ———————
    Detta così è inapplicabile perché: o l’assistente è un supplente e allora in quel caso è possibile altrimenti la norma non ha valore.

    Sulle figure C:
    per gli amministrativi si istituiscono laddove ci siano più di 4 impiegati negli uffici

    per i tecnici si istituiscono laddove ci siano più di 4 laboratori (con i relativi tecnici) nella stessa area.

    Mentre nel primo caso ci rientreranno quasi tutte le scuole nel secondo quasi nessuna perché per garantire il lavoro di 4 tecnici ci vogliono un sacco di ore di didattica afferenti alla stessa disciplina. Questo sicuramente non è il caso dei Licei e neppure della maggior parte dei tecnici.
    Pertanto, se la cosa rimane così noi siamo fuori dai giochi.

  63. Tony detto

    Per Tiberio

    Vedi che per i tecnici è per ogni gruppo di quattro tecnici della stessa area e quindi in molti Istituti tecnici commerciali area 2 ve ne sono tanti gruppi di quattro per ogmi Istituto

  64. michele detto

    visto che questo luogo [ molto amato da chi viene a sputare sentenze fornendo email false da oggi e obbligatorio avere almeno un commento approvato (soltanto la prima volta) da me, prima di postare in automatico.QUINDI CHI DESIDERA GETTARE ESCREMENTI FORNENDO EMAIL FALSE POTRA CONTINUARE A FARLO DOVE E- CONSENTITO. LA DEMOCRAZIA VIENE DILEGGIATA OVUNQUE SIA MANIFESTA. Se qualcuno vuole discutere è ben accetto, ma e mail di comodo per postare commenti o commenti stupidi e inappropriati verranno cestinati. Altri siti non permettono commenti, noi preferiamo una soluzione più democratica e utile alla discussione. DA oggi quindi sarà necessario attendere la revisione di un commento da parte dell’amministratore del sito, dopodichè ogni successivo commento sarà postato in automatico

  65. mikola detto

    Hai fatto bene, Grazie mikola
    Ps. non sono riuscita a registrarmi ..

  66. Pasquale detto

    Cari amici, sono uno degli estensori della proposta di legge che l’On.le Napoli sta ripresentando ad ogni nuova legislatura. Collegandomi oggi, ho notato che nelle ripresentazioni sono state apportate modifiche inesistenti in quella originaria, come quella che ha evidenziato Valeria a proposito del caso di non superamento del corso-concorso per accedere alla mobilità verticale (da area B a C).
    Se teniamo presente che, i sindacati stanno facendo di tutto per accelerare le procedure di questo tipo di mobilità, che farà il gioco dell’Amministrazione (perchè in area C ci andranno pochi “caporali”) ci rendiamo conto che sarà difficile una messa spontanea all’ordine del giorno ed una approvazione della proposta di legge.
    Il mio suggerimento è quello di contattare l’On.le Napoli (e questo lo posso fare io)e prendere un appuntamento con il ministro Gelmini per farle visionare la proposta e capire quali sono gli spazi e le possibilità di un’eventuale approvazione magari con qualche ritocco. A voi chiedo la disponibilità per i contatti con la Segreteria della ministra.
    Un “in bocca al lupo” a tutti.

  67. michele detto

    Pasquale,
    sono disponibile ad accompagnarti. Come amministratore posso coadiuvare le mails, basta che tra i commenti mi diate mandato. Pasquale credo tu abbia già la mia mail. sentiamoci

  68. AvE detto

    Ok a Michele e grazie per la disponibilità che date sia tu che Pasquale. Se avete bisogno di lavoro al tavolino via pc, se posso farlo contattatemi

  69. michele detto

    ATTENZIONE: SPOSTIAMO QUESTA DISCUSSIONE NEL GRUPPO DI DISCUSSIONE, AVREMO ANCHE LE MAIL A DISPOSIZIONE.
    GRAZIE PASQUALE.

  70. AvE detto

    Credo che sia ora che ci muoviamo un po’ più concretamente, non è più il tempo di “aspettare vediamo che succede”… la guerra è in atto (come si può vedere anche dagli interventi velenosi del Sig. Gino, del quale io dubito fortemente che sia un dsga….) e anche alla luce di quanto avvenuto ieri a Roma: stanno concretizzando i passaggi di livello e gli a.t. come al solito sono i più discriminati e mi spiego: i c.s. potranno, se in possesso dei titoli, passare amm.vi, tecnici o dsga, gli amm.vi dsga, ma i tecnici????? anche perchè è detto esplicitamente che “Per il passaggio al profilo di Dsga è prevista una fase transitoria che tiene conto dell’esperienza professionale maturata sul campo dagli assistenti amministrativi. “, anche il passaggio in area C sarà solo per pochi eletti e non tutti avremo le stesse possibilità: di fatto chi lavora in scuole piccole o con un numero inferiore o uguale a 4 a.t. sarà di fatto penalizzato.
    “ditemi che mi sbaglio :( a vederla così nera……
    Forza, un po’ d’animo……

  71. Rocco detto

    Questo è il vero compito di questo spazio.La proposta di pasquale e va sicuramente nella direzione giusta cioè:FARE.Io sono ovviamente daccordo e disponibile.Grazie e buon lavoro.

  72. corrado detto

    Cari amici, sono uno degli estensori della proposta di legge che l’On.le Napoli sta ripresentando ad ogni nuova legislatura. Collegandomi oggi, ho notato che nelle ripresentazioni sono state apportate modifiche inesistenti in quella originaria, come quella che ha evidenziato Valeria a proposito del caso di non superamento del corso-concorso per accedere alla mobilità verticale (da area B a C).
    forse è il caso di riportare in chiaro ben evidenziate le modifiche apportate alla proposta di legge dell’On. Napoli in modo che tutti possano esserne a conoscienza
    ciao

  73. liceorodolico detto

    X Pasquale, Michele ecc.
    anch’io sono disposto a sostenere tutte le iniziative che vanno in tal senso.

    Tiberio (non riesco a loggarmi come Tiberio perché ho perso le chiavi d’accesso)

  74. corrado1 detto

    Schema di regolamento recante “Disposizioni per la determinazione degli organici del
    personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche e
    educative statali, ai sensi dell’articolo 64, commi 2, 3 e 4 lettera e) del decreto legge 25
    giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133

    PERFETTO IN PRIMA ISTANZA FARANNO PASSARE COORDINATORI TECNICI GLI I.T.P. E POI ,SOLO DOPO NOI A.T. MA SOLO SE MELLA NOSTRA SCUOLA CI SONO 4 A.T. CHE LAVORANO NELLA STESSA AREA (QUANTI STUDENTI DEVE AVERE UN ISTITUTO PERCHE POSSANO CONVIVERE 4 A.T. NELLA STESSA AREA? VEDIAMO DIVREBBERO RISULTARE 96 ORE DI LABORATORIO PER AREA ALLA SETTIMANA.

  75. ave1 detto

    Se passerà così è tragico!!!!! Noi adirittura siamo in tre a.t. in tutta la scuola e non dobbiamo sentirci discriminati?!?!?
    Comunque non credo che retrocederanno ad ata gli itp, non lo trovo giusto.
    ad ogni modo sul sito della cgil di oggi ho trovato questo, estrapolato da un più ampio discorso – non è quello che intendiamo noi, ma mi sembra un timido inizio di finalmente conoscenza del profilo.
    ——————–
    “Per i tecnici va previsto un posto d’organico nelle scuole del primo ciclo, dal momento che la presenza di reti informatiche e dei relativi dispositivi nelle scuole e l’impiego diffuso dei laboratori (multimediali, linguistici, di informatica) nelle attività didattiche, hanno determinato le condizioni per estendere questa figura in tutti gli ordini di scuola. Inoltre, va superata l’attuale modalità di determinazione dell’organico (delibera giunta esecutiva) a favore di parametri nazionali trasparenti e oggettivi.

    Il ruolo dell’assistente tecnico, finalizzato anche a favorire la partecipazione attiva e in sicurezza degli studenti al lavoro sperimentale, va rafforzato attraverso l’affermazione del principio di “titolarità”; non garantisce solamente l’efficienza e la funzionalità del laboratorio, ma svolge un ruolo attivo e di supporto alla funzione docente, contribuendo a determinare il successo formativo degli alunni.
    Che ne dite?
    Comunque oggi, da notizie di corridoio, in linea di massima a Roma firmano il decreto per i passaggi di livello – da A a B o D. Se ci pensate bene altra discriminazione per noi tecnici.
    A voi colleghi va veramente bene così???? Vorrei che per una volta rispondessero “gli altri” colleghi, quelli che non l’hanno mai fatto…..
    Buona giornata a tutti

  76. mikola58 detto

    E’ da molto tempo che la FLC chiede l’estensione dei tecnici nella scuola dell’obbligo.Soltanto che adesso si è sbilanciata su quale area (ar02)intenda condurre la questione e gli altri cosa faranno ??
    Mi piacerebbe sapere in quante scuole ci sono più di 4 AT della stessa area, certamente le specializzazione degli ITIS e se rimangono statali i professionali; ma i licei e le altre scuole non hanno certamente più di 3 AT magari solo AR02 AR08… La sensazione che anche questa volta ci prendano per i fondelli.
    Nessuno si accorge che avremo un taglio di 15000 ATA… Tutto tace, anche a partire da noi stessi. Sottoscrivo la richiesta di AVE A VOCE ALTA..!!!!!
    Mikola

Lascia un commento

Devi essere collegato per postare un commento.