Servi della gleba, ma di Stato…
Pubblicato da michele su 15 Gennaio 2009
In questi giorni sarà giunta a casa di milioni di famiglie italiane il bollettino per il pagamento del canone RAI. C’è stato il tempo di quello per l’ICI, per la nettezza urbana, le tasse e la dichiarazione dei redditi, il gas, la luce, l’acqua e l’elettricità. Come cittadini siamo tenuti per legge ad assolvere al pagamento e all’espletamento di questi rituali e faticosi adempimenti per non incorrere in sanzioni amministrative o al taglio dei servizi da parte dello stato e dei fornitori. Se si ritiene di essere vittima di errori o ingiustizie, allora, in ossequio a quanto previsto dalle norme in materia, possiamo ricorrere e vederci restituire quanto ingiustamente pagato, forse dopo un po’ di tempo, e qualche soldo speso in avvocati e commercialisti. Intanto, la regola vuole, si paga… poi si vedrà.
Quando lo Stato, invece, disattende le norme che si è dato e che dovrebbe rispettare, allora il cittadino abbassa il capo, attende, e spera.
Il contratto di scuola, firmato dopo tre anni di vacanza contrattuale, per i quali, è bene ricordare, non è stata pagata l’intera somma degli arretrati, ma soltanto una piccola parte, ha stabilito la fine di febbraio 2008 come termine ultimo per definire la sequenza contrattuale del personale ATA. Tra le questioni da definire, contenute nel ccnl, la ridefinizione dei profili, attraverso una nuova declaratoria degli stessi. Chiusa a tempo di record la sequenza relativa ai docenti, quella del personale ATA ha percorso una strada travagliatissima in cui, a più riprese, è stato aggiunto pezzetto su pezzetto, per dire poi poco o nulla, e che attende ancora di definire la questione più spinosa ed impellente, quella che attende da lungo il personale, con l’ansia di conoscere, attraverso di essa, le sorti della categoria e nella speranza di nuove e importanti innovazioni in merito a mansioni e professionalità, la declaratoria dei profili, appunto.
Quanto accaduto negli anni passati, con la contrazione della declaratoria a tre righe generiche, è stato un esempio degradante di malgoverno, in cui intere categorie di lavoratori si sono visti declassare il proprio profilo, a seguito di un ripensamento che trae origine dal timore di rivendicazioni circa la vocazione di quelle figure professionali, e che si vogliono tenere invece il più possibile legate ad un profilo esecutivo, e poterne quindi disporne poi a piacimento, attraverso la puntuale interpretazione di un contratto ambiguo e generico. In un ambito differente, tale operazione avrebbe comportato il ricorso al potere giudiziario, ricorrendo evidentemente l’ipotesi di dequalificazione professionale, che per legge è punita con il reintegro al profilo acquisito o di appartenenza. Ma lo Stato si avvale di un potere istituzionale che in questi casi ha un sapore più vicino al regime che ad una democrazia moderna. I lavoratori son servi della gleba, costretti a subire questa sequela ininterrotta ed umiliante di ingiustizie e percossi, in ultimo, dal martello mediatico del pregiudizio invocato dal Ministro della Funzione Pubblica, che certifica i suoi uomini come fannulloni assenteisti, e per i quali è previsto, da qualche mese, un trattamento speciale.
Il nostro profilo, quindi, ad un anno dalla scadenza prevista dal ccnl, rimane senza alcuna ri-definizione.
I sindacati, anche tra le pagine dei loro siti ufficiali, non rendicontano su tale questione, a noi tanto cara, salvo poi lagnarsi del fatto che l’esecutivo procede autonomamente senza un vero e significativo contradditorio, senza concertazione e nella totale indifferenza verso le lancinanti grida di protesta delle rappresentanze sindacali stesse, sempre pronte a strillare col senno di poi.
Ma negli scorsi anni, quando tanta intransigenza politico-amministrativa non si manifestava, che hanno fatto i sindacati per intraprendere una strada differente, che potesse condurre ad una vera emersione della professionalità del personale non docente, che potesse incoraggiare un atteggiamento votato alla responsabilità e all’intraprendenza dei lavoratori, che consentisse l’approdo a profili professionali moderni e al passo coi tempi? Nulla. Più importante si è rivelato il solito atteggiamento di apertura verso la massa dei senza titolo, che dequalificano i profili ma raccolgono consensi. Più importante il dare maggior potere e denaro ad altre figure professionali, evidentemente meglio rappresentate, più importante si è rivelato essere l’accoglimento della politica dell’amministrazione centrale, che ha dequalificato per contratto migliaia di lavoratori, per poterli liberamente utilizzare in mansioni che non gli sono proprie. E a tal proposito dobbiamo dire che non è ancora chiaro il contenuto di quei mansionari, che non entrano nel merito, e lasciano spazio a pericolose interpretazioni. E, evidentemente, anche a posizioni rigide e intransigenti di alcuni lavoratori che rifiutano di svolgere mansioni non definite. O volutamente mal definite.
Nel 2009, dopo l’elevazione del titolo di studio in ingresso, con l’istanza pressante e colletiva d’avere una scuola e un’amministrazione pubblica efficiente e al passo coi tempi, moderna, in grado di rispondere alle esigenze di un mondo globalizzato, che deve implementare le vecchie teorie pedagogiche con sistemi e strumenti attuali ed in continua evoluzione, il tecnico di scuola, che rappresenta il punto di riferimento per il funzionamento e la gestione dell’apparato tecnico degli istituti è tenuto alla
Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria.
In questa repubblica delle convenienze, dei furbetti e delle raccomandazioni, gli ATA rimangono la merce preferita del baratto sindacale. Quindici anni per veder elevarsi il titolo di accesso al profilo è un esempio illuminante di tanta spocchiosa disattenzione da parte di sindacati e ministero rispetto alle istanze e alla realtà lavorativa del personale di scuola.
Chi volesse, in osservanza a quanto previsto dal ccnl, transitare dall’area B del personale ATA, ad altra equivalente osizione in un’amministrazione pubblica o ente locale, vedrebbe il suo profilo equipararsi a quello di un usciere. Con tutto il rispetto per quelle professionalità, che ne sarebbe del sapere acquisito, che invece è speso all’interno di quelle stesse amministrazioni da altre figure professionali che svolgono mansioni analoghe alle nostre attuali, sebbene non legate alla didattica? Ecco dunque un altro buon motivo per relegare l’area B al suo ruolo di esecutivo, ad un livello professionale e stipendiale pari a quello di un operaio NON specializzato, un manovale, che, con tutto il rispetto, non è tenuto a specifica preparazione professionale, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione degli stessi, nonchè di esecuzione di procedure tecniche e informatiche. Perchè, come ben sappiamo, un operaio non specializzato, non ha autonomia e responsabilità nello svolgimento del lavoro con margini valutativi.
A completamento di questa breve relazione su quanto è accaduto e soprattutto su quanto non è mai accaduto, e dovrebbe già essere stato invece archiviato, è bene ricordare quanto sia grottesca e umiliante per gli AT assunti nei ruoli dello Stato, la situazione nella provincia autonoma di Trento (provincia civilizzata), come ci ha voluto da queste pagine rammentare un collega. In questi felici feudi i profili ATA sono differenti, e richiamano in larga parte quelli in vigore sino alla fine degli anni novanta nei contratti nazionali. Li riportiamo di seguito. Lascio alla biliosa e rancorosa valutazione di tutti il confronto tra il vigente mansionario di AT per i lavoratori dello Stato e quello degli stessi lavoratori dello stesso Stato dal certificato di nascita più fortunato.
E intanto, nell’attesa di veder riscritti quei mansionari, come contratto impone (lo stesso che ci obbliga a timbrare il cartellino), ringraziamo. Chinando il capo, devotissimi servi della gleba.
Il profilo di assistente tecnico
Profilo precedente
Esegue attività lavorativa, richiedente specifica preparazione professionale, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione degli stessi, nonchè di esecuzione di procedure tecniche e informatiche. Svolge attività di supporto tecnico alla funzione docente relativamente delle attività didattiche ed alle connesse relazioni con gli studenti. Ha autonomia e responsabilità nello svolgimento del lavoro con margini valutativi, nell’ambito delle direttive e delle istruzioni ricevute. E’ addetto alla conduzione tecnica dei laboratori, officine o reparti di lavorazione garantendone l’efficienza e la funzionalità in relazione al progetto annuale di utilizzazione didattica, oppure alla conduzione e alla manutenzione ordinaria degli autoveicoli utilizzati dall’istituzione scolastica per lo svolgimento di attività connesse alle finalità formative. In questi ambiti provvede:
- alla preparazione del materiale e degli strumenti per le esperienze didattiche e per le esercitazioni pratiche nei laboratori, officine e reparti di lavorazione o nelle aziende agrarie cui è assegnato, garantendo, l’assistenza tecnica durante lo svolgimento delle stesse;
- al riordino e alla conservazione del materiale e delle attrezzature tecniche, garantendo la verifica e l’approvvigionamento periodico del materiale utile alle esercitazioni didattiche, in rapporto con il magazzino. Svolge attività di diretta e immediata collaborazione con l’Ufficio tecnico o analoghi organismi anche in relazione agli acquisti di attrezzature tecnico-scientifiche e al loro collaudo. In relazione all’introduzione di nuove tecnologie, nuove strumentazioni didattiche e progetti sperimentali partecipa alle iniziative specifiche di formazione e aggiornamento. Può svolgere attività di coordinamento di più addetti operanti in settori, indirizzi, specializzazioni ed aree omogenee.
profilo attuale
conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche . Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.
profilo attuale – provincia autonoma di Trento
Assistente di laboratorio scolastico
a) Svolge attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale ed aggiornamento
professionale costante, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione
degli stessi, nonché di esecuzione di procedure tecniche e informatiche. Svolge attività di collaborazione con
l’insegnante per la preparazione delle lezioni, per l’esecuzione degli esperimenti durante le lezioni e per le
esercitazioni degli alunni. Ha autonomia e responsabilità nello svolgimento del lavoro con margini valutativi,
nell’ambito delle direttive e delle istruzioni ricevute. Cura la conduzione tecnica dei laboratori, officine o
reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità in relazione al progetto annuale di
utilizzazione didattica. In questi ambiti provvede:
• alla preparazione del materiale e degli strumenti per le esperienze didattiche e per le esercitazioni
pratiche nei laboratori, officine e reparti di lavorazione (o nelle aziende agrarie) cui è assegnato,
garantendo l’assistenza tecnica e la collaborazione con il docente durante lo svolgimento delle
stesse;
• al riordino e alla cura del materiale e delle attrezzature tecniche, garantendo la verifica e
l’approvvigionamento periodico del materiale utile alle esercitazioni didattiche, in rapporto con il
magazzino.
Svolge attività di diretta e immediata collaborazione con l’Ufficio tecnico o analoghi organismi, anche in
relazione agli acquisti di attrezzature tecnico-scientifiche e al loro collaudo.
Elabora proposte sull’utilizzazione più idonea delle dotazioni tecnologiche del materiale utile alle
esercitazioni e al loro uso coordinato.
Partecipa alle riunioni degli organi collegiali secondo quanto previsto dal progetto d’istituto.
b) Può svolgere attività di coordinamento di più addetti operanti in settori, indirizzi, specializzazioni ed aree
omogenee.
Può assumere responsabilità dell’ufficio tecnico e di gestore di rete.
Può svolgere attività di formazione e aggiornamento ed attività tutoria nei confronti di altro personale, con
particolare riguardo al personale neo assunto.
Può partecipare alle visite guidate, alle uscite formative, ai viaggi di istruzione e ad altre attività didattiche e
formative svolte in ambiente extra scolastico.
Può collaborare alla definizione di ambienti tecnologici di apprendimento atti a sperimentare nuove
metodologie didattiche e di lavoro e attuare progetti di formazione.
In ambito informatico può collaborare alla definizione di nuove metodologie che consentano di condividere
informazioni e attuare progetti di formazione a distanza; può garantire l’amministrazione dei sistemi di rete o
telematici scolastici, nonché l’assistenza tecnica finalizzata a risolvere problematiche legate all’utilizzo dei
sistemi informatici nel loro complesso.




Tony detto
Per Michele
Hai perfettamente ragione non abbiamo ancora una declaratoria del profilo chiara ed esplicita. Il nostro profilo a differenza dei colleghi di Trento resta ancora legato all’unità dei servizi ATA e quindi sottoposti ai DSGA oltre a dipendere dai D.S. Ma intanto nell’art. 53 del CCNL al comma 3 (uffici di loro competenza) fa intendere uffici tecnici ove presenti e non altri come intendono i DSGA non ci resta che rifiutarci quando ce lo chiedono.
saluti
igor detto
Servi della gleba, ma di Stato…
Michele, già va bene, ho provveduto a spedire alle direzioni nazionali dei sindacati la tua bene esposta, condivido tutto, che vergogna, in passato ci hanno trattati da cani, a pensare che i responsabili delle segreterie si presentano pure alle assemblee.
A dire il vero, qualche volta ricevono pure una buona dose di insulti.
milena detto
Carissimi ho letto con molta angoscia i vostri post nel gruppo di discussione , ho ancora la pelle d’oca per le vostre parole nelle quali mi sono ritrovata, è dal 7di gennaio che mi ripromettevo di intervenire ma la realtà quotidiana del nostro lavoro mi mette un senso di prostrazione che non mi permette di trovare parole per scrivere ma adesso ci provo.
Cercando di analizzare perché siamo arrivati in questa situazione, mi torna alla memoria l’entusiasmo che avevo quando ho iniziato questo lavoro, quanto ci credevo all’importanza della nostra figura nel mondo della scuola, sono sempre stata in prima fila nella scuola e nel sindacato per la valorizzazione del nostro lavoro ho spesso annullato il mio interesse personale per quello collettivo, ma adesso che cosa mi ritrovo? Sopravvivo ! !! Aspetto la fine della giornata ed ho quasi paura di reagire per non rimanere di nuovo “scottata” . Certamente, la famosa “scuola dell’autonomia” nella quale ho creduto fortemente, ci ha decisamente dequalificati a favore di altre qualifiche, inoltre tra noi stessi, nelle nostre scuole, sono aumentati i conflitti forse anche perché se sull’osso c’è poca carne, resta poco da spolpare e alcuni di noi sono un po’ più avvoltoi di altri. Devo dire anche che regna molta confusione su chi ci deve dare le direttive ( per non dire ordini) e questo si evince dai post dei colleghi, è ovvio che tra DS, Teorico, ITP, e DSGA ci scegliamo quelli che ci conviene di più aumentando ancora di più l’evanescenza della nostra figura. Per non parlare dei vari dimensionamenti degli istituti, la mia prima esperienza di un IIS Liceo Scientifico (dalla quale provengo) più un IPSIA dove tra colleghi siamo su galassie diverse
Il futuro comunque non ci promette nulla di buono, nella testa di chi ci governa è ben chiaro il loro progetto, una volta la moratti aveva definiti i CS personale improduttivo ma cosa credete che pensino di noi? solo alcuni sono ritenuti indispensabili, tanto per non citare le nuove tecnologie, senza le quali le segreterie non funzionano, ma per il resto rimane il detto “per quello che fanno!!!” Ricordatevi che riguardo al taglio degli ATA si cita un particolare riguardo “per mantenere” il personale delle segreterie a discapito degli altri.
Un’altra nota dolente sono le OOSS a prescindere della crisi di identità che stanno passando (mi piace pensarlo!) Siamo un po’ la spina nel fianco, non siamo rappresentativi non portiamo tessere e certamente è più edificante seguire le vertenze dei DSGA che a sua volta incidono sulle idee degli altri o sulle molestie burocratiche, non potranno mai impegnarsi per chi lavora nel laboratorio di fisica !!! D’altra parte le tessere contano e in questo momento per rimanere a galla hanno certamente bisogno di tessere. Inoltre la mancata firma dell’ultimo contratto, rompendo così l’unità sindacale, i problemi dei tecnici sono quisquilie e l’ultimo dei loro interessi.
Anche il nostro approccio con il sindacato è comunque di tipo personale piuttosto che collettivo.
Mi sono accorta che mi sono sfogata, ma non riesco essere propositiva mi dispiace tantissimo che Michele voglia chiudere il gruppo di discussione, nel mio piccolo ho cercato di coinvolgere i colleghi della mia grande città e anche se un buona parte hanno sottoscritto la petizione, sono solo rimaste le lagnanze ma scarsa partecipazione . A parte tutto voglio sopravvivere con dignità e se decidiamo di fare qualche azione nel mio piccolo ci sono.
Ciao a tutti Milena
Ps inoltrerò l’ultima di Michele ai colleghi , Gianni Righetti è in pensione
michele detto
IO una forma di protesta efficace la conosco, se soltanto aderissero tutti:
a febbraio, tutti i ruoli di AT potrebbero fare istanza di passaggio ad amministrativi.
Invece chi puiò farlo, come me e tanti altri, rimangono e credono ancora in quelòlo che fanno, per sentirsi poi parte di quelli del club “per quello che fanno”. Almeno da amministrativi qualche speranza ci sarebbe. E imparare il lavoro… non è un problema… ci penserò.. come ultima spiaggia: magari mi trasferisco nel mio paesino in collina, vado a scuoila a piedi e affanculo sindacati e compagnia bella. Magari mi faccio un po0′ di nero, tanto siamo italiani, è normale.
Ecco, questa è forse l’unica possibile soluzione.
Signori, verrà il tempo che l’AT non lo vorà fare nessuno, e come per il CS si tratterà di una posizione di ripiego. LE installazioni, manutenzioni e la formazione saranno affidate a ditte esterne. Verranno instituiti corsi continui per amministrativi e docenti, di informatizzazione ecc ecc. Oppuire si arriverà ad una figura d’elite, operante su più scuole, ma allora, cari sindacati, bisognerà davvero fare pulizia…
VEDREMO SE AVRANNO FEGATO..
igor detto
Gianni Righetti, che furbone, da ass. tecnico a DSGA, la sua unica conquista, poi la pensione.
Tutto con la benedizione della CGIL scuola
fabry detto
Gianni Righetti, che furbone, da ass. tecnico a DSGA, la sua unica conquista, poi la pensione.
Tutto con la benedizione della CGIL scuola
A mio parere Gianni Righetti ha difeso molto gli AT e sapeva cosa fare e come muoversi e la CGIL ha perso un ottimo elemento
AvE detto
Per Fabry
Forse qualcuno che conosceva……. e gli altri a spasso!!! e a conferma di ciò se riesco a trovare le risposte di Gianni Righetti relativamente agli a.t. te le posto più che volentieri…..
corrado detto
scusate se questo post non è attinente l’ argomento trettato
mi servono informazioni sul vigente contratto.
la domanda è: un At che deve trattenersi in istituto per motivi di servizio (Open Day)fino alle ore 17.00 ha diritto al buono pasto? (in particolarmodo nel mio istituto è presente una mensa, posso accedere senza dover pagare il buono pasto di tasca mia ?)
se qualcuno di voi è in grado si darmi una mano.
saluti
Corrado
gepy detto
Corrado ma cosa dici, qui si parla della pelle, tu parli dei pasti?
igor detto
A mio parere Gianni Righetti ha difeso molto gli AT e sapeva cosa fare e come muoversi e la CGIL ha perso un ottimo elemento.
Come no, ha ingoiato tutto quello che si era conquistato in passato, ci ha buttao nei servizi ATA, ha sminuito il profilo, ha banalizzato i titoli di studio, leggiti il profilo ass. tecnici prov. di Trento. Scusa sei un suo parente?
michele-admin detto
Il commento di Milena andrebbe postato al ministero e ai sindacati. Anche se se ne fregano tutti di questi sfoghi, gli darebbero almeno la misura e il polso della situazione sociale e umana degli AT. Se provate ad avere un confronto con un segretario provinciale, vi tirerà fuori tutta un sequela di argomenti a suffragio del loro immancabile adoperarsi per i lavoratori ATA. Ma la realtà è quella ben descritta da Milena. Dopo qualche anno passa la voglia, c’è poco da fare. si finisce per vivacchiare stancamente ascoltando morire la voglia di fare, di innovare, con le proprie idee messe sotto i piedi da una struttura gerarchica e un inquadramento professionale da archeologia istituzionale. Ma guardiamo gli altri paesi europei! CHi sostiene che figure come i collaboratori, i tecnici e via dicendo non esistono racconta una sciocchezza. O certi servizi vengono affidati all’esterno o esistono figure preposte. E’ chiaro che se la scuola diventa il serbatoio di consensi e di assunzioni per alimentare la politica dei trombati o quella di sussistenza dei sindacati, tutto il servizio scade. Se questo governo (mi spiace dirlo, da uomo di sinistra) riuscirà anche a costo di tagli (sebbene non siano tagli “intelligenti”) a elevare la professionalità della nostra figura io sarò contento. L?unica proposta seria per gli at viene da destra, da Angela Napoli! Se vogliamo che il carrozzone riprenda a camminare diventando lentamente una carrozza veloce, occorre fare anche pulizia, perchè la categoria è inquinata da privi di titoli che non hanno la minima idea di come si lavora, mancano delle conoscenze, e spesso per età e stanchezza non si industriano a migliorare e integrare il loro sapere. la questione del fannullismo non è prerogativa degli AT, nè dei CS, e nemmeno degli AA, sebbene oggi vengano dipinti come unico motore del servizio di scuola. La colpa è della casta intoccabile di chi dirige nella pubblica amministrazione. Nella scuola e in tutta la PA manca un sistema di valutazione dei meriti e di controllo! Dobbiamo tutti metterci in testa che attraverso la perdita di alcuni privilegi potremo ottenere molto di più, che essendo valutati potremmo essere premiati per impegno, studio e talento. Se i docenti rimangono, ad esempio, arrocati sulla questione della non timbratura, dovranno sostenere in eterno il pregiudizio della società e degli altri lavoratori, e chi lavora ed è puntuale non potrà far emergere la sua puntualità e la sua costanza. Se i tecnici non si scrolleranno di dosso il fardello degli scioperati che albergano nei più reconditi anfratti dell’edificio, non potranno far emergere la loro professionalità e il loro saper fare, e saranno tacciati sempre di fancazzismo! e questo vale anche per AA e CS. E poi dobbiamo mettere in testa alle OOSS che abbiamo capito ormai che gli ATA, nella sua integrità, servono solytanto a mantenere viva la casta dei DSGA, e a mantenere in forma gli stessi sindacati, perchè una categoria formata da tante figure professionali differenti rimarrà compressa tra interessi e caratteristiche tanto differenti da non poter essere oggetto di esame e definizione coerenti e produttive. UNa categoria così eterogenea risulta essere causa di invidie e scontri tra lavoratori: tenerci uniti significa TENERCI DIVISI! dovete far capire questo ai sindacati! la categoria ATA non rappresenta una sorta di protezione, ma una forma di ricatto: se si da ad un profilo si solleva l’altro, se si toglie ad uno occorre togliere all’altro, e quindi si continua a tenere tutto così, ripiegando sempre più verso il basso! Vi rendete conto che quanto è emerso ieri dall’ultimo incontro sulla sequenza è che gli AT SARANNO GLI UNICI AD AVER PRECLUSA OGNI FORMA DI PROGRESSIONE VERTICALE DI CARRIERA? Siamo al massacro!! svegliate tutti i colleghi!!! Dobbiamo chiedere con forza l’elevazione all’impiego di concetto, ANCHE A PARITA’ DI STIPENDIO, E IL DISTACCO DAGLI ATA!!
oddio…. mi sembra di essere un sindacalista
AvE detto
Come promesso posto una mia vecchia mail spedita a Righetti, dove molto politicamente mi ha risposto e dove altrettanto molto politicamente ha glissato su alcune domande.
Mi dispiace solamente di essere riuscita a ripescare solo questa, ma come potete vedere risalgono a qualche anno fa……
A voi ogni commento!!!!
Allora partiamo???? chi è l’uomo di buona volontà che posta la lettera di protesta per tutti? personalmente ho già iniziato a parlare con qualche collega che tiepidamente si è dimostrato interessato…… dai che forse c’è ancora un filino di speranza
Buona giornata
Da: g.righetti Data: 5/12/2005 7:02:36 PM
A: bellorso@excite.it
Cara collega,
provo a rispondere almeno in parte alle molteplici domande che fai.
Premetto che il giorno 1 Dicembre si è svolta a Roma una manifestazione
nazionale di protesta di tutti i lavoratori e lavoratrici ATA indetta
dalla Flc Cgil e dagli altri sindacati Confederali. La manifestazione a
cui hanno partecipato oltre 5000 lavoratori ha dato luogo ad un corteo
fino al Ministero dove si è svolto un comizio nel quale hanno parlato
lavoratori precari e di ruolo tra cui una collega Assistente tecnica
iscritta alla Flc Cgil. Alla base delle richieste della vertenza aperta
con il Miur c’è la valorizzazione e il riconoscimento del lavoro svolto
dagli ATA e la riorganizzazione dei servizi amministrativi, tecnici e
ausiliari. In particolare per i servizi tecnici si chiede l’estensione
della figura del tecnico in ogni grado e tipo di scuola oltre al fatto
di richiedere maggiori risorse e investimenti nei laboratori e nelle
tecnologie delle scuole.
Come potrai vedere direttamente, il documento delle rivendicazioni della
vertenza, la cronaca, le foto della manifestazione e del corte o sono
sul nostro sito.
Come Flc Cgil crediamo che per rafforzare e valorizzare la funzione
dell’assistente tecnico non occorra sganciare questa figura dal resto
del personale ATA. Una soluzione simile farebbe il gioco
dell’Amministrazione che è quello d’indebolire tutto il personale ATA e
sostituirlo con forme di appalto. Si è già incominciato a farlo nei
confronti del personale collaboratore scolastico.
Ne è possibile modificare l’orario settimanale di servizio che deve
essere di 36 ore di servizio settimanali. Quello che sarà possibile con
il prossimo contratto quadriennale è rivedere l’organizzazione
dell’orario rispetto alle diverse specializzazioni, completare il
sistema dei passaggi ai profili professionali superiori avviato con
l’ultimo accordo (art. 7) del secondo biennio economico. L’avanzamento
contrattuale a cui fai riferimento è appunto l’art. 7 che stabilisce la
possibilità di acquisire a domanda una lo sviluppo orizzontale del
profilo ( svolgimento di competenze professionali superiori) con
l’attribuzione di una posizione economica di 1000 euro che vale anche
per gli Assistenti tecnici. Questo è il primo passo per la
valorizzazione generalizzata di tutti gli assistenti tecnici e di tutto
il restante personale ATA.
Spero di essere stato utile e chiaro.
Cordiali saluti,
Gianni Righetti
Inviato: lunedì 5 dicembre 2005 12.41
A: g.righetti@tiscalinet.it
Oggetto: richiesta di chiarimenti
16 Novembre 2005
Mi scuso innanzitutto del tempo che Le farò perdere, ma mi faccio forza
del fatto che tempo fa,nel forum della CGIL, mi chiese un parere sulla nuova
figura dell?A.T. e gentilmente mi rispose. Ora ho bisogno di alcune
risposte il più possibilmente chiare e precise.
Anche nelle assemblee spesso le risposte sono fumose, non c?è mai una
cosa certa (anche se capisco che il momento politico attuale non è per niente
certo?) e soprattutto ho riscontrato che, mentre c?è una profonda
conoscenza dei profili degli amministrativi e degli ausiliari, i tecnici sono
sconosciuti e spesso nemmeno si nominano nel personale A.T.A.
Mi presento: sono un?assistente tecnico in servizio nella scuola da
vent?anni (15 c/o un I.P.S.I.A e poi in un liceo scientifico) e ho vissuto e sto
vivendo tutti i cambiamenti, i malumori e le speranze di miglioramento e non
solo l?accumularsi di sempre più compiti sempre più complessi e specifici
della categoria.
Premetto che tutto quello che Le racconterò è frutto di esperienza
personale, anche se per sentito dire e per quello che leggo nei vari forum di tutte
le ?bandiere?, mi sembra più o meno generalizzato.
Perché gli A.T. non vengono sganciati dagli ATA e non viene creata una
specifica area tecnica in cui vengono convogliate le figure dell?A.T.,
dell?I.T.P.,dell?Ufficio Tecnico e non viene gestita dal D.S. e non più dal D.S.G.A
(che francamente per preparazione tipicamente amministrativa non è grado di
gestire e coordinare dei tecnici).
Oltrettutto quest?area dovrebbe essere estesa a tutti gli ordini e gradi di scuole; dovrebbe essere articolata in maniera diversa: l?ITP 18 ore di didattica U.T. e A.T. a 30 ore settimanali da articolarsi in non meno di cinque giorni, sempre in funzione dell?attività didattica durante l?anno scolastico e 15 ore durante la sospensione delle lezioni.
L?A.T. in possesso dei requistiti potrebbe essere utilizzato nelle scuole medie ed elementari per insegnare l?ABC dell?uso del computer, gestire gli acquisti, la manutenzione ed eventualmente la rete scolastica.
L?A.T. dovrebbe poter avere sbocco naturale alla funzione dell?ITP, naturalmente se in possesso dei titoli richiesti, con riconoscimento degli anni svolticome A.T.
Perché non è vero come sostengono gli ITP, che gli AT non hanno nulla a che fare con la didattica, poiché nel momento stesso in cui dicono ad un alunno di utilizzare in una determinata maniera piuttosto che in un?altra una determinata attrezzatura è già spiegare o ?insegnare? (Anche se non di mia competenza, negli anni in cui ho lavorato nell?IPSIA, dove c?era un buon accordo con gli ITP, di fatto nei laboratori ci si divideva la classe a metà e si portava avanti la lezione con conseguente ed evidente vantaggio per gli alunni nel proseguimento del programma e diminuizione dei rischi conseguenti all?utilizzo di apparecchiature complesse e?pericolose?
A volte succedeva anche di fare , prima dell?inizio dell?ora, ?ripetizione? a qualche ITP giovane ed inesperto.
Ecco perché si chiede un riconoscimento della professionalità di questa figura, anche perché per forza di cose deve essere sempre aggiornato e al corrente della didattica per offrire il miglior supporto al laboratorio e agli utilizzatori.
Quindi chiediamo il 5° livello per tutti o quantomeno per chi possiede il diploma di scuola media superiore e apriamo la possibilità di carriera verticale per chi la desidera.
Diamo la possibilità di gestione autonoma dei laboratori all?A.T., senza più la figura del resp. Di Laboratorio, visto che nella maggior parte dei casi questa figura solo serve per firmare gli inventari, visto che è sempre, o quasi, che gli acquisti, i collaudi, manutenzioni, gli inventari e quant?altro lo fa di fatto l?A.T.
Lasciamo che sia l?A.T. che gestisca l?Ufficio tecnico, magari affiancato da un docente teorico tecnico o da un ITP negli ITIS più complessi.
Perché nei corsi di aggiornamenti, rarissimi peraltro, che vengono fatti per l?area tecnica o più precisamente per l?area informatica, non vengono formati gli A.T.?
Per esempio, il corso TIC-C! a cui ho partecipato ha avuto come partecipanti,nella maggior parte dei casi, pochissimi tecnici e molti insegnanti elementari e docenti di scuole medie inferiori di lettere o simili???., mi sembra questo, senza nulla togliere alla buona volontà e all?impegno dei sopracitati,un
cattivo e non proprio funzionale utilizzo delle risorse della scuola.
E visto che tocchiamo questo tasto della razionalizzazione, chiedo:
quale
sarà il futuro degli ex AT ex EE.LL: ora passati ?amore et gratia Dei?
ITP
che di fatto poi nei Licei non sono previsti come figura e che sono
?usati?
per tutto e di più!
Personalmente, poi trovo poco corretto che delle persone fino al
31.12.1999
facessero gli AT a 36 ore e che dal 01.01.2000 facciano il docente a 18
ore.
Non si poteva lasciarli come erano e riconoscere lo stipendio più alto
che
già percepivano e che giustamente non avrebbero dovuto perdere, come
invece
è successo per gli amministrativi ex EE.LL. che sono retrocessi di
livello
e hanno pure perso il loro stipendio?
Quindi perché per loro è possibile il passaggio di livello e per noi
statali
no? E non mi si venga a dire che loro erano già ITP o Ass.ti di
cattedra,
perché, p.e, quello che lavora con me faceva l?assistente tecnico di
fatto??..,
magari al 6° livello, ma sempre ass. tecnico.
Non sarebbe a questo punto, più corretto farli transitare nelle scuole
ove
esiste la loro figura?
Nelle ultime assemblee territoriali, il compagno relatore ha parlato di
un
avanzamento orizzontale?!?!? con un riconoscimento di circa 1000? per
alcuni
(in realtà lui parlava solo di amm.vi ed ausiliari). Sinceramente, io ho
capito molto poco, ma non ritengo questa cosa tanto valida, perché
ritengo
sia meglio lo sviluppo verticale, anche perché in questo modo,
consentirebbe
a chi lo desidera di fare richiesta ad altre amm.ni aspirando ad una
qualifica
più aderente alla ns. possibilità e non come adesso che possiamo solo
andare
a fare gli uscieri o comunque attività che nelle altre amm.ni si fanno
solo
con il diploma di terza media visto il ns. 4° livello attuale.
Chiedo ancora scusa per la lunghezza di questa e-mail, ma spero di
essere
stata chiara e certa di una Sua cortese risposta, La ringrazio
anticipatamente
e Le auguro un buon lavoro.
Tiberio detto
Vi ricordate la mia lettera all’on Napoli?
Mi ha risposto ciò che segue:
Gentilissimo,
sono fermamente convinta della necessità di dare uno stato giuridico anche ai Tecnici di Laboratorio e tuttavia credo di essere abbastanza isolata in tale intendimento. Non vedo alcun iteressamento in merito da parte delle OO.SS. della Scuola che pure dovrebbero prendere in considerazione questa categoria durante i rinnovi dei contratti. Sinceramente non saprei come aiutarvi; penso che occorrebbe una sensibilizzazione, anche esterna al Parlamento, sulla problematica.
Colgo l’occasione per augurare un Nuovo Anno ricco di pace e serenità
on. Angela Napoli
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rocco detto
Vorrei porre l’attenzione a tutti i colleghi A.T.e vorrei che mi spiegaste, come mai nel contratto ccnl 2006-2009, nel nostro mansionario è presente una dicitura fastidiosa e ambigua. Mi riferisco a quella parola: “riparazione”. Da quello che posso comprendere gli a.t. devono riparare i computer?? mi spiego meglio: se nel PC si stacca qualcosa ,posso capire che si mette la colla e si ripara, ma se prende fuoco un pc come lo si ripara?? Io credo che questa dicitura dovrebbe essere cambiata con: Ripristino, cioè mettere nelle condizioni un pc di funzionare e non riparare , qualcosa che fonde o scoppia.In questo caso io, dopo avere smontato tutte le parti del PC, provo semmai a cambiare i pezzi hardware(alimentatore,ventola o altro) per cercare di RIPRISTINARE il funzionamento dello stesso. Su questa situazione di ambiguità, i DS ci giocano spesso e magari,ti chiedono anche perchè non è stato riparato un PC. Magari arrivano anche lettere di addebito, mettendo il personale a.t. in difficoltà. Vorrei anche fare un grande rimprovero a tutti i colleghi che si prestano in mansioni che non gli COMPETONO. Mi risulta che alcuni nostri colleghi in certe scuole fanno solo fotocopie, lavorano solo in amministrazione oppure che si occupano di 5-6 laboratori contemporaneamente. Certo che poi i DS ci marciano sopra!Dopo che per anni si è sempre svolto questa mansione, viene difficile dopo dire di NO!!! I DS non ci fanno nemmeno svolgere corsi di formazioni al fine di migliorare le nostre conoscenze, ma poi sono i primi a chiederci cose assurde!! Sono quindi daccordo con i colleghi in una riqualificazione del nostro mansionario e a corsi di cui chi passa l’esame deve essere inserito in ambito docente(in tutti i sensi) chi invece non passa rimanga nell’ATA perchè è anche vero che nostri molti colleghi non vogliono far nulla!!
gigio detto
Per tiberio
Per quanto riguarda la risposta dell’on. Napoli, sarebbe interessante leggere la lettera inviata che ha determinato
questa risposta, per valutare complessivamente il contenuto.
Ti ringrazio.
E’ importante.
Tiberio detto
nella lettera che ho scritto alla Napoli ho evidenziato alcune questioni:
1. l’atteggiamento sindacale che da sempre ha snobbato la nostra richiesta di “riconoscimento profesionale” a vantaggio di una politica massimalista, che cioè ha teso a livellare al basso le professionalità operanti nella scuola: in sostanza il minimo garantito a tutti e pedalare.
2. un’articolazione della professione tecnica su livelli, un po’ come in Università che alla fine porta a confluire nell’insegnamento
3. un apprezzamento per la sua proposta presentata nella precedente legislatura
gigio detto
O.K. bene Tiberio.
Anzi complimenti, la tua lettera a l’on. Napoli ha gia dato i suoi frutti.
michele-admin detto
ciao Tiberio, e grazie.
Io ho ringraziato l’on Napoli in un commento nel suo blog, il mese scorso.
Credo che tutti dovremmo scriverle ( la sua mail è nel sito della camera dei deputati), senza avanzare richieste, ma solamente ringraziandola. oltre che essere cosa giusta, io credo anche che, forse, trasversalmente, manderemo un altro piccolo segnale a qualcun altro.
Signori, l’ha detto la stessa Napoli: o troviamo qualcuno che ci rappresenta tra le più alte sfere (non sindacali), o siamo finiti. Qualche altra categoria ha ottenuto così il riconoscimento dei propri meriti. E’ l’unica strada, in questo “bel” paese.
Siamo pochi, ok, ma nelle regioni popolose, abbiamo i numeri per eleggere uno di noi, a qualche livello. E’ sufficiente il passaparola. Sembra fantascienza vero? La è, un po’, ma a noi serve un miracolo, ve lo assicuro. Sono quindici anni che le OOSS ricevono lettere ed email dai tecnici, ma fanno orecchie da mercante. Il nostro problema è che siamo troppo silenziosi, e privi di inziativa politica.
michele-admin detto
rocco,
sul profilo si legge:
conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità
E’ chiaro che in questo ambito, per come la vedo io, un tecnico deve far di tutto per rendere funzionale ed efficiente le macchine, anche mettendoci le mani dentro, a apatto però che:
-sia in grado di farlo (ci sono operazioni che possono fare soltanto le ditte fornitrici o il costruttore)
-non effettui lavori su impianti elettrici
-ottemperi alle norme sulla sicurezza
Rendere funzionale un lab rispetto alle esigenze richieste significa, ad esempio, installare e tenere aggiornanti e funzionanti programmi dedicati, server di rete ecc…
E’ chiaro che non devi essere un sistemista o un programmatore, se fai lavori di quel tipo è perchè sei in grado di farlo.
Poi tutto è discutibile, perchè con un mansionario del genere risulta un tantino difficile stabilire dei confini.
Pensate agli amministrativi: secondo il contratto, da una prima lettura, sembrerebbe che debbano occuparsi di scrivere lettere e circolari su btogliacci del dsga, o piccole operazioni di segreteria su espressa indicazione del dsga stesso. questo significa essere esecutivi. Significa eseguire procedure standardizzate su indicazione del diretto superiore. Quel margine valutativo di qualche contratto fa è stato fatto sparire. Quindi?
Carmelo detto
Sono pienamente daccordo con Michele, bisogna rompere le scatole ai politici e di conseguenza dfare disdetta immediata dai sindacati. Se si decide tutti insieme sono prontissimo a fare la disdetta sindacale. Forza colleghi, dobbiamo muoverci…
rocco detto
a MICHELE-ADMIN,
premesso che sono daccordo con te e personalmente credo di svolgere il mansionario in maniera corretta(sono diplomato perito elettrotecnico)ecc… forse non hai capito bene quello che volevo dire; cioè: qui si parlava di computer che prendevano fuoco e che si richiedeva di riparlarlo.
Tu fai riferimento al profilo che io conosco bene; ma invece io mi riferivo alla parola riparazione, introdotta nel nuovo contratto 2006/2009.
Sai benissimo che bisogna tentarle tutte , ma quando si parla di elttricità o di pc il problema è un pò diverso.
Il mancato funzionamento di un pc può derivare da problemi: elettrici,elettronici,magnetici,meccanici ecc… e solo avendo un minimo di competenza ed esperienza si può raggiungere l’obbiettivo del ripristino. Ma perdonami non parliamo di riparare un pc anche perchè nei mansionari precedenti non si faceva mai riferimento ad aggiustare pc , ma a rendere funzionante(quindi ripristinare e manutentare) le strumentazioni. Che sia stata introdotta sotto proposta dei DS per confonderci ancora una volta le acque?? beh non lo sò. Ti ringrazio per avermi risposto,ti saluto e ti auguro un buon lavoro.
igor detto
Un appello ai colleghi che si iscrivono alla petizione di questo sito:
Colleghi inviate proteste alle segreterie nazionali, CGILscuola, CSILscuola, UILscuola, SNALS, atrimenti i nostri bravi sindacalisti nazionali capiscono che siamo tutti contenti.
1 organizzazione@flcgilscuola.it
2 uilscuola@uil.it
3 info@snals.it
4 segreterianazionale@cislscuola.it
Tony detto
Per Igor
Vedi come la uilscuola mi ha risposto sulla declaratoria dei profili ATA
Intanto noi non abbiamo proposto tagli ma al contrario cerchiamo in tutti i modi di scongiurarli o, almeno, di attenuarne gli effetti. Inoltre, la nostra azione sindacale è chiara e trasparente e investe tutte le problematiche, nessuna esclusa, che attualmente stanno attraversando il mondo della scuola, a cominciare dai Regolamenti, dai tagli agli organici, dalle modifiche ordinamentali dei diversi ordini di scuola, dal contratto, dalle pensioni, dalla mobilità, dalla valorizzazione ATA, ecc. ecc. Basta
collegarsi al nostro sito e leggere la straordinaria mole di interventi, analisi, proposte e proteste che quotidianamente divulghiamo e mettiamo a disposizione dei lavoratori affinchè possano condividerle o contrastarle.
Quanto alla diffusione della figura dell’assistente tecnico in tutti gli ordini di scuola, siamo stati i primi e da lungo tempo a sollecitarla e continuiamo a farlo anche se tutte le altre OO.SS. non dimostrano grande
attenzione al problema. Per concludere, la revisione del mansionario e i
rapporti tra Dsga e Assistenti Tecnici sono problemi ben presenti e conosciamo perfettamente i contrasti a cui danno origine. Tuttavia, per una
loro congrua soluzione occorre utilizzare tempi e strumenti idonei, attraverso la revisione delle norme contrattuali attualmente vigenti.
Spero questa volta di essere stato più esaustivo.
Distinti saluti
Raffaele Fulcoli
igor detto
Per Tony.
Bene hai fatto a scrivere alla uil scuola, magari facessero tutti cosi. La riscosta di Fulcoli è demagogica e ibarazzante, il poveretto inizia ad intimorirci con i tagli, poi passa a fantomatiche proteste e proposte del sindacati sui tecnici che non ci sono, infine parla di rattoppare strafalcioni, revisione dei profili e dipendenza A.T. e DSGA che non sono suoi ma di Lacchei in tempi e strumenti che non si conoscono.
Che schifo.
Tiberio detto
Gigio scrive
la tua lettera a l’on. Napoli ha gia dato i suoi frutti.
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che significa? Sai qualcosa che non non sappiamo? Se si, per favore rendici partecipi
michele-admin detto
caro Tony e colleghi,
quanto riportato è emblematico (risposta uil):
danno la solita risposta generalista. E DICHIARANO ESPRESSAMENTE LA LORO POLITICA POPULISTA: dare poco a tutti e mantenere basso il livello della qualità del lavoro per continuare a promettere a larghe schiere di senza titolo. Non affrontare la questione che ci è cara significa tener buona l’intera categoria, soluzione più funzionale e meno complessa. In questa risposta la uil SI E’ TRADITA MACROSCOPICAMENTE, sostenendo che se TUTTE LE OOSS perseguissero quell’obiettivo allora la forza sindacale potrebbe essere funzionale all’ottenimento di quel risultato. Ma per loro stessa ammissione (sempre non si tratti della solita formula di tacitazione del lavoratore protestante di turno) non sono d’accordo su quegli obiettivi. cominciate a chiedere CHI non è d’accordo e PERCHE’, e soprattutto esigete risposte sensate e non generiche o generaliste. NON CHIEDIAMO UN AUMENTO SALARIALE, e quindi cosa osta? quali altre categorie si appellano ad una scissione dagli ata dei tecnici e una loro differente e separata regolamentazione in un ambito tecnico e didattico slegato dai servizi generali e amministrativi?
Ma voliamo pure più bassi: perchè invece di puntare almeno sulla diretta (ed espressa chiaramente) dipendenza dal ds si è invece inglobato (e con una forma poco chiara) il tecnico alle dirette dipendenze del dsga? Cosa significa, secondo loro, essere legati prevalentemente all didattica? sono sindacati di scuola no? dovrebbero avere un’idea precisa di quanto sia differente tale situazione (non si dice più gravosa o o più prestigiosa, solamente DIFFERENTE. Trattamento differente, e non strettamente economico, in ragione di una situazione di lavoro differente è una logica dunque perversa?)
Perchè non sanno darci risposta chiara quando chiediamo perche, se una figura si definisce direttore dei SERVIZI GENERALI e AMMINISTRATIVI, può per effetto del contratto ingerire sulle questioni tecniche? Quali privilegi si appalesano nel transito dei tecnici in altra area senza aumento di stipendio? la risposta classica dell’unità e della forza degli ata non regge, proprio perchè siamo noi tecnici stessi a non invocarla. QUale forza può determinare una categoria unita con le catene, litigiosa, invidiosa l’un dell’altro? E parliamo di Uil, che per tradizione è la sigla più vicina ai tecnici…
michele-admin detto
chiedo scusa (stasera sono in vena):
non pretendere l’aumento salariale, non significa non chiedere l’elevazione del profilo. I tecnici dovrebbero transitare in area C. nelle altre amministrazioni chi ha le competenze tecniche degli AT è inquadrato in quel corrsispondente (e spesso più elevato) profilo. Questo deve essere chiaro, altrimenti non ci sarebbe riconoscimento della professionalità, ma solamente scissione. Credo che anche gli amministrativi debbano essere inquadrati in quell’area (parliamo di posizioni stipendiali). Dobbiamo essere chiari su questo punto: vogliamo essere equiparati a chi per affinità di competenze e conoscenza, opera in altre amministrazioni. Lo ripeto, la nostra posizione stipendiale è equiparabile a quella di un manovale o operaio NON specializzato (con tutto il rispetto). Vi invito a guardare i prospetti relativi alle posizioni stipendiali degli altri comparti. Il nostro profilo è fuori dai tempi!
Tony detto
A proposito del registro di laboratorio nel liceo dove presto servizio conduco due laboratori uno informatica con 15 ore sett.li e l’altro linguistico con le stesse ore e non l’ho mai avuto detto registro l’unica cosa gli allievi quando entrano per svolgere le lezioni faccio compilare delle schede di presenza.
A che cosa serve per certificare l’effettivo utilizzo da parte dei tecnici? io penso che non sia obbligatotio averlo, basta che si facciano le 36 ore settimanali essendo ATA qualcuno di voi conosce se è obbligatorio in base a quale normativa?
saluti
michele detto
no Tony,
la questione nè che il registro presenze è utile, ad esempio, per segnalare guasti o fare osservazioni, specie quando il lab è usato anche senza at, e per determinare l’utilizzo. Non è che sia obbligatorio, ma può essereutile per molti aspetti, ad esempio per determinare l’utilizzo dello stesso e,di riflesso, le ore di utilizzazione dell’at in quel laboratorio. M;a non è che sia un obbligo di legge.