Assistenti Tecnici

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dal Giornale il ritratto dei dipendenti pubblici. Siamo tutti cosi…

Pubblicato da michele su 31 Luglio 2008

Riporto un articolo del 29 luglio, apparso sul Giornale, ad opera di Federico Novella, col quale ci rallegriamo, noi dipendenti pubblici, del fatto che venga pagato, anche attraverso le DECINE DI MILIONI DI EURO erogati dallo Stato ai giornali, e quindi anche con i nostri soldi, per scrivere condensati di fesserie di questo tipo. Beato lui…

Mi son permesso, nella speranza di non svilire il superbo dettato del testo, di “incorniciare” in grassetto le parti più “interessanti”. Richiamo l’attenzione, inoltre, alla splendida conduzione del pensiero, permeata di ironia e di certa sufficienza. Non mancheranno gli spunti di pensiero e di analisi, per tutti noi. Ci dispiace soltanto che il giornalista, nella sua vocazione all’ironia, non abbia colto nella “costituzione” del citato COFO, lo spunto provocatorio che vi è insito. Lo perdoniamo, in virtù delle perle che, di tanto in tanto, lascia cadere tra le pagine del Giornale, del cui vecchio animatore e direttore, Indro Montanelli, di certo avvertiamo una certa malinconica mancanza…

No, il sindacato dei fannulloni no. Pietà. C’eravamo appena abituati a quello delle casalinghe disperate e dei leccatori di francobolli. E oggi ci vengono a dire che milioni di dipendenti pubblici – con tutto il lavoro che hanno da fare, e che non fanno – si stanno organizzando nel Cofo. No, non è un colpo di tosse, neanche un errore di stampa. Avete capito bene: Cofo. Comitato Fannulloni Operosi. E già nell’etichetta sono caduti in contraddizione.

Come si fa a essere fannulloni e operosi nello stesso tempo? È come se domani ci dicessero che esiste un «sindacato vescovi agnostici», o magari, che so, un «comitato uomini incinti». Vi pare? Evidentemente, da bravi fannulloni, neanche nella scelta del nome han voluto spremersi più di tanto. Eppure, a leggere le agenzie di stampa, pare che questi stacanovisti del Cofo, contro il ministro Brunetta, siano addirittura «sul piede di guerra».

Come no: il tempo di finire il caffè e sfogliare il giornale, e poi vedrai come si imbufaliscono. Mai disturbare il fannullone che dorme (in certi casi pure troppo come quel bidello di Padova sorpreso a russare in ufficio). Però quando gli tocchi la cadrega diventano centometristi giamaicani: schizzano via che è una bellezza. «Raccoglieremo firme per tutto lo stivale», dicono. Avessero la stessa lena in orario di lavoro, all’anagrafe, alla Asl, ai ministeri, nelle scuole, avremmo risanato il bilancio dello Stato. E qualcosina avanzerebbe pure. Ma c’è poco da scherzare. Il Cofo fa paura, e non solo per la sonorità cacofonica: perché sono tanti, i nullafacenti che balzeranno in piedi per difendere il diritto a restare seduti.

A dar loro ausilio l’avvocato Carlo Rienzi, con tanto di casella mail per unirsi alla protesta collettiva: «ricorsofannulloni» punto it. Toh, per una volta si muovono alla velocità della luce: la stessa velocità con cui il centralinista del Comune di Messina se ne andava a giocare al videopoker dopo aver timbrato il cartellino. Che poi, cosa avranno mai da lamentarsi? L’Istat dice che negli ultimi otto anni le retribuzioni dei dipendenti pubblici sono aumentate del 35%; quelle dei privati solo del 20%. Se i vari governi fossero riusciti a pagare il lavoratore pubblico con gli stessi criteri del privato, avremmo risparmiato 60 miliardi di euro: 7,5 miliardi all’anno.

Invece? Ogni santo giorno del calendario (comprese le domeniche, Natale e Pasqua) l’Italia assume ben 35 statali. Che una volta entrati, peraltro, non si spostano più. Sapete quanti sono i dipendenti trasferiti dall’alto in un altro ufficio, su 3 milioni e 600 mila? In un anno, dodici. Gli altri, non li schiodi neanche a cannonate. Ora: di questa matassa di privilegi, il Cofo ne sa qualcosa? O hanno perso la memoria? Forse soffrono di amnesia: del resto a darsi malati sono insuperabili. Pensate: solo nel settore della sanità ogni dipendente – e sono 700 mila – colleziona 2 mesi d’assenza, tra ferie, malattie, permessi e scioperi.

È passato alla storia il caso dell’urologa di Torino che è rimasta a casa per 9 mesi: i superiori l’hanno smascherata vedendola in tv al quiz dei pacchi: da com’è brava a tirarli, l’avrà certamente sbancato. Diciamolo: un posticino nel Cofo, magari come addetta alla sanità, alla suddetta urologa non glielo toglie nessuno. Il resto dell’organigramma fannullonico? Presto fatto. Per il settore giuridico-sindacale, proponiamo il dottor Vitaliano Brasini, il giudice di Forlì che ha partecipato a 18 udienze in dieci anni. Per il settore scuola, non c’è che un nome: Mario Fogliani, il prof lombardo che ha bigiato il 71% delle lezioni. Che fenomeni, eh? Al Cofo gli farebbero l’applauso. Ebbene mettiamoci l’anima in pace: da oggi, quando telefoneremo a un ufficio pubblico senza avere risposta, almeno avranno pronta la giustificazione.

6 Risposte a “dal Giornale il ritratto dei dipendenti pubblici. Siamo tutti cosi…”

  1. Tiberio detto

    E’ in atto una strategia che punta a demolire il servizio pubblico facendo leva sui casi di abnorme assenteismo.
    La gran parte dei cittadini, che si trova a dover sperimentare sulla propria pelle, la riduzione costante dei servizi e il peggioramento della loro qualità dovuta principalmente alle esternalizzazioni (affidamento ai privati), non essendo addentro alla questione crede alle accuse di Brunetta & compagnia. I giornalisti poi, sono una categoria che approfittando dell’onda emotiva del momento tendono a generalizzare offendendo, a mio avviso, quei lavoratori che invece credono nel servizio che offrono quotidianamente agli utenti.

    Il vero problema, si è già detto molte volte, non è la mancanza di regole è casomai il non rispetto di quelle che ci sono. Io mi sento offeso profondamente nella mia dignità di lavoratore, quando individui come Brunetta si permettono di sindacare sul lavoro altrui ma tenendosi ben stretti i loro privilegi: il nostro guadagna più di 250.000 euri l’anno più le varie gratuità che gli spettano come parlamentare (rimborsi per telefono, viaggi gratis, mangiare gratis e chi più ne ha più ne metta).
    Così è facile sparare a zero.

  2. Kalder detto

    Al giornalista in questione risponderei con la stessa “metrica” da lui usata.
    “I giornalisti sono servi della politica e scrivono quello che gli dicono i loro padroni, in giornali pagati con fondi pubblici”. (Un dubbio, sono quindi “statali” anche loro?)
    Vediamo se si offende un po’….

    Magari, sempre per il giornalista in questione, vista la sua “capacità di analisi”, provo a spiegarmi meglio:
    Ci sono sicuramente statali fannulloni come ci sono giornalisti “zerbini”, ci sono sicuramente statali eccellenti come ci sono giornalisti “veri”.

    Bene fa Brunetta a licenziare i dipendenti pubblici “palesemente” fannulloni, ma da farne di tutta l’erba un fascio……”fascio”????

  3. Gino detto

    Il nazismo iniziò così con gli ebrei.

    E’ un modus operandi di ogni regime è questo attuale è un regime a tutti gli effetti….e come tutti i regimi farà brutta fine.

    Personalmente boicotto tutte quelle persone che continuano a ostentare il voto a Berlusconi: commercianti, in primis…io dovrei dare miei soldi a commercianti che parlano male di me e vogliono la mia morte? Manco morto…preferisco fare la spesa solo nella GDO.

    Così inizieranno a rendersi conto che campano grazie anche ai soldi dei lavoratori pubblici.

  4. simonetta detto

    sono andata a d informarmi, poco, su brunetta..non c’è voluto molto a sapere che in parlamento europeo è stao assente se non ricordo male per più del 40% delle volte e che ciò nonostante non le è stato decurtato assolutamente nulla…
    grazie anche al commento sul giornalista del Giornale…zerbini al servizio dei politici.
    con poco più di mille euro al mese, due figlie, coniuge deceduto. nessuno, dico nessun tipo di aiuto.chissà perchè i nostri politici oltre a uno stipendio mensile che noi guadagnaremo in dieci anni e forse più, hanno tante cose pagate da noi. mentre noi non riusciamo nemmeno a curarci degnamente col nostro ben miserabile stipendio. certo che mantenersi in salute con 250.000 euro all’anno, forse, è meno difficile. io faccio il possibile per non soccombere e mantenere un pò di fiducia per mie figlie e per tutti i nostri giovani.ma far ricadere tutto sui dipendenti lo trovo vergognoso

  5. Tiberio detto

    ma far ricadere tutto sui dipendenti lo trovo vergognoso
    —————————————
    i dipendenti sono l’unica categoria che paga interamente le tasse. Il sistema politico punta a spremerci sempre di più, dipingendo di noi un ritratto falso attraverso i media che loro gestiscono.
    L’obiettivo è semplice: mettere i cittadini gli uni contro gli altri per spostare l’attenzione dalle vere cause del problema italiano, a dei capri espiatori che non hanno il controllo dei media per potersi difendere e confutare le tesi accusatorie di questi don chisciotte da strapazzo

  6. michele detto

    è tutto molto semplice,
    stanno mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri, e finito coi pubblici, del cui contratto si farà modello, si passerà al privato. C’è poco da sorridere.
    Come avevo previsto si sta cercando di svilire il modello contrattuale,infatti confindustria sta già dettando le sue leggi, che minano alla base i fondamenti del rapporto contrattuale tra sindacati e impresa, col tentativo di schiacciare ogni rappresentanza all’angolo. Cisl e uil pare ci stiano cadendo come fessi, sempre che non ci siano dietro disegni politici oscuri.
    Cara Simonetta, hai la mia più grande stima e rispetto per il sacrificio e il peso che porti nella tua condizione.
    Ci aspettano tempi duri (per tutti)

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