Assistenti Tecnici

il blog degli assistenti tecnici di scuola

Sequenza ATA: cosa (non) cambia

Pubblicato da michele su 31 Maggio 2008

Appena firmata la sequenza contrattuale per il personale ATA. Se per i docenti si è provveduto a tempo di record alla stesura del documento contrattuale integrativo, per gli “esecutivi” di scuola si è dovuto attendere cinque mesi, in barba a quanto previsto nel contratto cnl di comparto (art 62), siglato l’autunno scorso.
Dovremmo quindi immaginarci le parti occupate in ferventi discussioni, dal cui centro s’innalzano altissime grida e slanci di passione tutte tese al riconoscimento di valori e professionalità, tutte proiettate al discioglimento di quegli ultimi e fastidiosi nodi  che avrebbero potuto, ancora, disconoscere quei valori e svilire, anche solo in misura minima, l’alto grado di professionalità del personale, già ampiamente riconosciuto dalle parti che, dopo qualche trascurabilissimo periodo (non superiamo infatti il lustro, e quindi siamo felicissimi) di vacanza contrattuale, l’hanno (con gran canglore di voci e urla di giubilo) voluto premiare con il vertiginoso aumento medio (netto) di 50 euro mensili. Mesi e mesi di discussioni febbrili, quindi, con i sindacati intenti a rivendicare diritti e dar voce alle migliaia di lavoratori che (sebbene già appagati dalle grandi novità del contratto firmato qualche mese fa) al loro cospetto, grondanti di gratitudine e devozione, hanno comunque avanzato ancora qualche ipotesi, prospettato soluzioni, manifestato disagi, sollevato problemi.
E giù tutti a discutere, per mesi, alacremente, indefessamente, con passione, slancio, dedizione. Per la Causa. La quale (la Causa) ha contorni non troppo definiti. Ma quel che conta, in fondo, è lo spirito, è l’accoglimento delle istanze che salgono dalla base. Ora: quelle istanze, magari, saranno pure sbagliate, e quindi la base stessa andrebbe informata degli errori e delle valutazioni poco ortodosse che possono dar origine a proposte incoerenti o esagerate, oppure, al contrario, bisogna farsene carico, di quelle istanze, e rendere poi conto ai lavoratori. Far sindacato, infatti, è lavoro difficile, oneroso, complesso. Nel nostro piccolo (perchè quei duecentocinquanta tecnici allora firmatari -oggi siamo alla soglia dei 700, e senza pubblicità e appoggio alcuno-sono poca cosa per una segreteria sindacale nazionale)  non abbiamo ricevuto risposta (vedere la lettera ai sindacati), per cui attendiamo, in futuro, qualche parola di conforto, o di monito, o almeno di chiarimento, che ci indichi, esattamente, dove abbiamo sbagliato, dove falla la nostra valutazione, e dove risiedono gli elementi di evidente speculazione e le derive corporative che rendono le nostre proposte inaccettabili e nemmeno degne di commento, e di risposta. Risposta che, per inciso, è anche segno di buona educazione, specie se chi domanda paga a lor signori la “retta” mensile, corrispondente ad un pasto giornaliero per una persona (che di questi tempi non è  poca cosa).
Tornando a quel tavolo (la sequenza ata), ce li immaginiamo, si diceva, tutti presi a dar battaglia, per portare a casa una vittoria davvero significativa per la categoria.
I tempi della genesi del documento lascerebbero presagire un finale coi fuochi d’artificio, e giù tutti in piazza a celebrare l’evento epocale per la categoria.
Oggi ragioniamo su una bozza di documento, che tuttavia dovrebbe essere del tutto simile a quello definitivo. Ma tant’è: di questi cinque mesi di attesa non ci rimane che un documento  stiracchiato e sterile di commenti, che da conto (a giochi ormai fatti), di quell’immenso lavoro di concertazione. Mesi di silenzio e attesa. Un tempo si usavano le assemblee, si ascoltavano i lavoratori, si passava alla contrattazione e poi, dopo i debiti passaggi assembleari di informazione e ricezione delle critiche e delle richieste, si tornava al tavolo. Non che quello significasse sempre, e comunque, l’accoglimento di quelle richieste (ci troveremmo in quel caso di fronte ad un ricatto), ma almeno s’aveva la percezione che chi a quei tavoli sedeva aveva addosso, sulla pelle e dentro l”anima, le stesse sensazioni e la stessa urgenza di chi stava rappresentando. Come si possa, oggi, rappresentare chi nemmeno s’ascolta, rimane un mistero…
Prima di passare all’esame del documento-ipotesi, corre l’obbligo di ricordare e riaffermare i principi che animano il testo della nostra petizione, che MAI, e ina lcun modo fa riferimento a mere questioni salariali (nonostante il nostro salario d’oro da 1000 euro al mese), ma che punta unicamente al riconoscimento della professionalità, che solleva il problema della differenza dei profili e dell’impossibilità di rendere omogenee categorie che operano in ambiti opposti, che richiama l’attenzione alla formazione autonoma dei tecnici e al loro ruolo sostitutivo dei docenti. E che, soprattutto, consegna un ritratto fedele e inappuntabile della realtà lavorativa dei tecnici di scuola (o di larga parte di questi), di abusi e incongruenze in merito all’assegnazione delle mansioni, all’inutilità del servizio durante il periodo estivo (fermo restando il concetto di prestazione dovuta in relazione al profilo professionale) e, soprattutto, di quel pasticcio chiamato ATA. Occorre però, in ultima analisi, riconoscere che il testo rilasciato contiene alcuni elementi positivi, sebbene i benefici possano costituire un palliativo rispetto alle aspettative di molti lavoratori alla viglia del ccnl 2007.
Passiamo all’analisi del testo.

Art. 1 – Compiti del personale Ata, mobilità professionale, valorizzazione della professionalità
1. L’art. 47 del Ccnl sottoscritto il 29/11/2007 è sostituito dal seguente:
“1. I compiti del personale Ata sono costituiti:

a) dalle attività e mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza;
b) da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del Piano dell’offerta formativa, come descritto dal piano delle attività.

2. Le risorse utilizzate per le predette attività ammontano complessivamente ad euro 95.514.526 al lordo degli oneri riflessi e sono destinate a livello di ciascuna istituzione scolastica fino all’a.s. 2007/2008 sulla base dell’applicazione dell’art. 50 del Ccni 31/8/1999 nonché della nota ministeriale prot. n. 624 del 25 settembre 2002. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009 tali risorse saranno pari a euro 53.237.118 al lordo degli oneri riflessi, per effetto della destinazione di euro 42.277.408 al lordo degli oneri riflessi finalizzata alla rivalutazione ed istituzione delle posizioni economiche di cui all’art. 2 della presente sequenza contrattuale.
3. L’attribuzione degli incarichi di cui al precedente comma 1, lett. b) è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri ed i compensi definiti dalla contrattazione di istituto nell’ambito del piano delle attività.
Esse saranno particolarmente finalizzate per l’area A per l’assolvimento dei compiti legati all’assistenza alla persona, all’assistenza di base agli alunni diversamente abili e al primo soccorso.”

Interessante preambolo, alla lettera a), che finalmente stabilisce che le attività che saremo chiamati a svolgere dovranno necessariamente rientrare in quelle ESPRESSAMENTE previste dall’area di appartenenza.
Non essendo ancora note le modifiche alle declaratorie dei profili, riferendoci a quelle che ci hanno “imposto” in questi ultimi anni, dobbiamo chiederci, e chiedere loro, quali siano tali attività, essendo i profili regolati da mansionari fumosi e oscuri, in cui “ di tutto e di più” è possibile scorgere o far entrare a forza al loro interno.

conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche . Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.

Questo l’attuale profilo di assistente tecnico. Domanda: quali sono le mansioni “ESPRESSAMENTE” definite, che senza alcun dubbio o interpretazione definiscono con esattezza mansioni e attività?
Cosa si intende per CONDUZIONE TECNICA DEI LABORATORI, e quale conoscenza teorica presuppone la “conduzione” di un laboratorio, officina o reparto, oggi, tale che possa rappresentare un limite ragionevole di preparazione che lasci inviolato il principio di esecutività di procedure che non richiedono complessità gestionali di esclusiva competenza del docente?
Cosa si intende per SUPPORTO TECNICO allo svolgimento delle attività didattiche?

Ovviamente permane il dubbio e la conseguente domanda: “come mai, oggi, si rende necessario stabilire contrattualmente un principio e un diritto inviolabile dei lavoratori, quando esso già rientra nel ccnl ed è stato ampiamente rafforzato da numerose sentenze in merito, circa l’imposizione di mansioni non ricadenti nei profili di appartenza ai lavoratori? Forse perchè per il personale di scuola, nel corso degli anni, è stata sempre pratica abituale e abusata?

Lettera b): Invece di separare carriere e profili, si pasticcia con termini e mansioni:  da domani potremo (ma solo se davvero lo vorremo, ci mancherebbe) dedicarci allo svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio. Pur rimarrendo sempre, e comunque, impiegati esecutivi. Ovviamente, ove fosse necessario, previa una bella scorpacciata di nozioni,  qualche settimana di studio disperato,  e qualche nottata di pratica,  potremo sempre essere pronti a trasformarci in professionisti qualificati in grado di assumersi responsabilità, rischi e disagi. Salvo tornare ad accendere computers e pulire vetrini, non appena cessato l’allarme POF.
Beh, non c’è che dire: un esempio di limpida coerenza. Formale, prima di tutto!

2. L’art. 48 del Ccnl sottoscritto il 29/11/2007 è sostituito dal seguente:
“1. I passaggi interni al sistema di classificazione di cui all’art. 46 possono avvenire:
A) Tra le areecon le seguenti procedure:
a) i passaggi del personale Ata da un’area inferiore all’area immediatamente superiore avvengono mediante procedure selettive, previa frequenza di apposito corso organizzato dall’Amministrazione, le cui modalità saranno definite con la contrattazione integrativa nazionale, comunque, nel rispetto di quanto sancito dalla Corte costituzionale con sentenze n. 1/1999 e n. 194/2002, a completamento dell’ipotesi a riguardo sottoscritta il 10/5/2006;
b) alle predette procedure selettive, collegate alla formazione, è consentita la partecipazione anche del personale privo dei titoli di studio previsti per il profilo professionale di destinazione – fatti salvi i titoli abilitativi previsti da norme di legge – purché in possesso del titolo di studio stabilito dall’allegata tabella B per l’accesso al profilo di appartenenza e un’anzianità di almeno cinque anni di servizio effettivo nel profilo di appartenenza.
B) All’interno dell’area con le seguenti procedure:
– il passaggio dei dipendenti da un profilo all’altro all’interno della stessa area avviene mediante percorsi di qualificazione ed aggiornamento professionale, ovvero con il possesso dei requisiti culturali e/o professionali richiesti per l’accesso al profilo professionale cui si chiede il passaggio.
2. I passaggi di cui alle lettere A e B sono possibili nei limiti della dotazione organica e della aliquota di posti prevista a tal fine.”

Di fatto continuerà lo scempio dei posti scippati attraverso i passaggi dalle aree inferiori a quelle superiori.

3. L’art. 49 del Ccnl sottoscritto il 29/11/2007 è sostituito dal seguente:
“1. Per dare attuazione alle disposizioni di cui al precedente articolo, il Mpi attiverà procedure selettive, previa frequenza di apposito corso organizzato dall’Amministrazione e rivolto a tutti gli assistenti amministrativi e tecnici in servizio, per ricoprire posti di coordinatore amministrativo e tecnico, e rivolto a tutti i collaboratori scolastici in servizio per ricoprire i posti di collaboratore scolastico dei servizi.”

In sostanza si attueranno corsi volti alla preparazione del personale in ingresso nelle nuove aree. Talmente nuove ed inutili da essere già contenute nel testo contrattuale del 2001. E ovviamente mai poste in essere.

Art. 2 – Rivalutazione del valore economico delle posizioni economiche e assegnazioni di nuove posizioni economiche nell’area B

1. L’art. 50 del Ccnl sottoscritto il 29/11/2007 è sostituito dal seguente:

“1. Fatta salva, comunque, la definizione delle procedure descritte ai precedenti articoli 48 e 49, il personale a tempo indeterminato appartenente alle aree A e B della tabella C allegata al presente Ccnl può usufruire di una delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale.
2. La prima posizione economica è determinata in euro 600 annui da corrispondere in tredici mensilità al personale dell’area A, e in euro 1.200 annui da corrispondere in tredici mensilità al personale dell’area B. L’attribuzione di questa posizione economica avviene progressivamente dopo l’esito favorevole della frequenza di apposito corso di formazione diretto al personale utilmente collocato in una graduatoria di richiedenti, formata con le procedure fissate in sede di contrattazione integrativa nazionale con l’accordo nazionale OO.SS./ Miur 10 maggio 2006. Il titolare della predetta posizione economica dell’area B può sostituire il Dsga.
3. La seconda posizione economica è determinata in euro 1.800 annui da corrispondere in tredici mensilità al personale dell’area B.
L’attribuzione di questa posizione economica avviene progressivamente dopo l’esito favorevole della frequenza di apposito corso di formazione diretto al personale utilmente collocato in una graduatoria di richiedenti che sarà formata attraverso le procedure selettive di cui all’art. 48 fissate in sede di contrattazione integrativa nazionale.
4. La posizione economica prevista dal comma 3, non potrà essere cumulata con quella prevista dal comma 2. Il titolare della posizione è tenuto alla sostituzione del Dsga per l’area amministrativa ed alla collaborazione con l’ufficio tecnico per l’area tecnica.
5. Al finanziamento della rivalutazione delle esistenti posizioni economiche ed al riconoscimento delle nuove, sono destinate le risorse indicate all’art. 62 del Ccnl 29/11/2007, che ammontano complessivamente per le lett. a) e b) a 62,45 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi a decorrere dal 31/12/2007 ed a valere sull’anno 2008 e per la lett. c) a 42,27 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi a decorrere dall’1/9/2008 (a.s. 2008/2009). Tali risorse sono così ripartite:
–  13,40 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi destinati per la rivalutazione delle posizioni economiche esistenti nelle aree A e B;
– 39,86 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi destinati per l’istituzione di nuove posizioni economiche nell’area A;
– 21,58 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi destinati per l’istituzione di nuove posizioni economiche nell’area B;
– 29,89 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi destinati per l’istituzione della seconda posizione economica nell’area B.

6. L’ammissione alla frequenza dei corsi di cui sopra è determinata, ogni volta che sia attivata la relativa procedura, nella misura del 105% delle posizioni economiche disponibili.
7. La ripartizione tra i profili delle nuove posizioni economiche dell’area B sarà oggetto di concertazione e la destinazione di eventuali economie sarà oggetto di contrattazione integrativa nazionale.
8. E’ confermata la vigenza dell’art. 83, comma 4, del Ccnl 27/7/2003″.

Non era sufficiente mandarci a dire che finalmente ci si era accorti (che sorpresa) del lavoro effettivamente svolto, e si tentava una (seppur maldestra) pacificazione riconoscendo qualche spicciolo (cento euro al mese, nella migliore delle ipotesi) in più sugli stipendi: era invece necessario infliggere l’ultima ed ennesima umiliazione dei corsi di formazione, tanto per lasciare a piedi qualche migliaia di “fannulloni” (e diciamolo -con serenità- anche per risparmiare qualche soldino). Vedremo a quali attività si farà riferimento, anche perchè la previsione di due differenti (e ovviamente non cumulabili, ci mancherebbe) livelli (differenza: 400 euro annui) di attribuzione lascia intendere che si dovrà procedere ad una puntuale e precisa definizione di quelle mansioni.
Ovviamente nessuno potrà osar dire che quei compiti, in questi anni, siano già stati svolti dal personale di scuola.

Art. 3 – Riesame delle modalità di applicazione dell’art. 55

1. L’art. 55 del Ccnl sottoscritto il 29/11/2007 è sostituito dal seguente:

“1. Il personale Ata ha diritto alla riduzione settimanale a 35 ore in presenza delle seguenti contestuali condizioni:

a) presti servizio in una delle seguenti istituzioni:

– convitti ed educandati;
– istituti con annesse aziende agrarie;
– istituzioni scolastiche strutturate con orario di apertura della scuola superiore alle 10 ore per almeno 3 giorni a settimana;
– istituzioni scolastiche articolate su più di tre plessi/sezioni associate;

b) sia adibito a regimi di orario articolati su più turni o con rientri comportanti significative oscillazioni degli orari individuali rispetto all’orario ordinario.

2. Fatte salve eventuali esigenze di servizio che richiedano la prestazione di attività oltre l’orario giornaliero di lavoro, tale personale non può essere coinvolto in un’organizzazione del servizio che richieda un orario di lavoro settimanale pari a 36 ore.
3. La contrattazione di istituto, sulla base delle esigenze di servizio, definisce i criteri necessari ad individuare il personale che potrà usufruire, in base ai commi 1 e 2, del predetto beneficio/istituto contrattuale, il numero e la tipologia dei soggetti da coinvolgere, nonché la durata/il periodo di fruizione della riduzione dell’orario.
4. Il dirigente scolastico, in coerenza con il piano delle attività di cui all’art. 50, comma 1 e previa contrattazione di istituto, attribuisce, con specifico provvedimento, la riduzione dell’orario a 35 ore al personale interessato.”

Che il personale di scuola non ci dormisse la notte, sulla questione delle 35 ore, era risaputo.
Ed ecco dunque la schiarita. In sostanza si estende il diritto a chi presta servizio nelle  istituzioni in cui l’apertura giornaliera superi le 10 ore, e nei plessi scolastici con più di 3 sezioni.
Ma il problema, in realtà, era, ed è, un altro, e riguarda la formulazione della norma stessa, che lascia ampi spazi di interpretazione;  il problema dell’estensione del diritto a tutti i dipendenti di quelle istituzioni, che trae origine dal concetto di “complessità” che inevitabilmente comporta disagi e assunzione di lavori superiori o gravosi o di oscillazioni orarie NON PREVEDIBILI, rimane irrisolto. Nessun onesto lavoratore pretende quel che non è dovuto, ma dovrebbe però risultare facilmente individuabile l’ambito in cui la norma stessa viene applicata. Forse sarebbe stato meglio abolire tale istituto, anzichè alimentare ogni anno, in molte scuole, feroci discussioni in RSU. Per “semplificare” il concetto si è pensato bene di prevedere, per accedere al beneficio della riduzione d’orario, la presenza di almeno un elemento della lettera a) e uno della lettera b). Nessuno, quindi, pare essersi accordto che il problema risiedeva proprio nell’interpretazione delle “prescrizioni” (immutate) contenute nell’attuale lettera b).

Art. 4 – Accesso al fondo di istituto del Dsga

1. L’art. 89 del Ccnl sottoscritto il 29/11/2007 è sostituito dal seguente:

“1. Al personale Dsga possono essere corrisposti, fatto salvo quanto disposto dall’art. 88, comma 2, lett. j), esclusivamente compensi per attività e prestazioni aggiuntive connesse a progetti finanziati dalla Ue, da enti o istituzioni pubblici e privati da non porre a carico delle risorse contrattuali destinate al fondo di istituto.

2. La tabella 9 (“Misure economiche dei parametri per il calcolo dell’indennità di direzione”) è rideterminata…..omissis

L’indenntà di direzione dei DSGA, ripristinata col nuovo ccnl, è uno strumento utile per dar “corpo” ad un lavoro complesso quale la gestione dei servizi di scuola. Tuttavia, appare in constrasto con quanto previsto dalle norme precedenti, e cioè:
Se amministrativi e tecnici assumeranno maggiori carichi di lavoro, nuove reponsabilità, rischi e disagi,
se verranno istituie figure intermedie di area B con mansioni superiori ad oggi (almeno sulla carta) svolte dai DSGA, se verranno istituite nuove figure di area C, (titolo di accesso: laurea specifica) che assumeranno ulteriori e gravosi oneri e responsabilità attualmente di competenza dei DSGA, come giustificare tali indennità e il loro progressivo aumento, se i carichi di lavoro dei DSGA stessi, in virtù di ben 7 nuovi livelli professionali previsti, verranno assunti da altro personale?

Art. 5 – Modifica della tabella B allegata al Ccnl 29/11/2007
1. La tabella B (“Requisiti culturali per l’accesso ai profili professionali del personale Ata”) annessa al Ccnl 29/11/2007 è modificata come segue:

“• Direttore dei servizi generali ed amministrativi:
– Laurea specialistica in Giurisprudenza;in Scienze politiche sociali e amministrative;in Economia e commercio o titoli equipollenti.

• Coordinatore amministrativo:
–  Laurea triennale in Giurisprudenza;in Scienze politiche sociali e amministrative;in Economia e commercio o titoli equipollenti.

• Coordinatore tecnico:
– Laurea triennale specifica.

• Assistente amministrativo:
– Diploma di maturità.

• Assistente tecnico:
– Diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale.

• Cuoco:
– Diploma di qualifica professionale di Operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina.

• Infermiere:
– Laurea in Scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla vigente normativa per l’esercizio della professione di infermiere.

• Guardarobiere:
– Diploma di qualifica professionale di Operatore della moda.

• Addetto alle aziende agrarie:
– Diploma di qualifica professionale di:

1) Operatore agrituristico;
2) Operatore agro industriale;
3) Operatore agro ambientale.

• Collaboratore scolastico dei servizi:
– Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi sociali.

• Collaboratore scolastico:
– Diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d’arte, diploma di scuola magistrale per l’infanzia, qualsiasi diploma di maturità.

E’ fatta salva la validità dei titoli di studio in possesso per coloro che, al momento dell’entrata in vigore della presente sequenza contrattuale, siano già inseriti in graduatoria o che abbiano prestato almeno 30 giorni di servizio, anche non continuativo, nel profilo richiesto e/o area richiesta nella scuola statale.
Per i diplomi di qualifica dei corsi dell’istruzione professionale si fa riferimento al D.M. n. 250 del 14 aprile 1997″.

In pratica, non cambia nulla…

Al di la dell’enfasi posta nelle dichiarazioni entusiastiche dalle OOSS, questi mesi di proficua attività di contrattazione ci hanno consegnato il documento innanzi esaminato che, in sintesi, ci dice che:

  • abbiamo diritto alla fruizione delle 35 ore. Come prima, e con le stesse identiche modalità.
  • Dobbiamo svolgere il nostro lavoro, come espressamente previsto dal contratto (e come indicato dal contratto generale di lavoro e dalle norme di legge). Prima, dunque, non era così?
  • solamente se proprio lo vogliamo, possiamo anche occuparci di faccende che richiedono preparazione professionale specifica,  assunzioni di responsabilità, rischi e disagi (per meno di 100 euro in più al mese). E’ chiaro che trattasi di lavoro MAI svolto prima, ci mancherebbe. Tutte “novità” da definire.
  • Per ulteriori carichi di lavoro (che ovviamente prima d’oggi nessun dirigente o DSGA si sarebbe mai sognato di imporci) ci verranno corrisposti:

a) 1200 euro (lordi?) all’anno per i meno coraggiosi
b) 1600 euro (lordi?) all’anno per i più impegnati e intellettualmente vivaci.

  • Verranno istituite  le figure di coordinatore tecnico e amministrativo, già presenti nel vecchio contratto (grande novità anche questa)
  • per accedere alle fantastiche prospettive di progressione di carriera (qualcuno poi spiegherà ai tecnici quale sarebbe, per loro, tale progressione verticale di carriera), ai corposi aumenti salariali prospettati dovremo sostenere appositi corsi, giusto perchè quei lavori, sino ad oggi, li hanno svolti soltanto docenti e DSGA, e quindi, noi, poco o nulla ne sappiamo: si prevede un durissimo periodo di studio.

Cosa ci saremmo aspettati:

  • definizione precisa delle mansioni
  • separazione dei profili e carriere differenti
  • differenti figure di riferimento (ad es. DSGA per amministrativi, Dirigente per i tecnici)
  • definizione delle prestazioni orarie (periodo estivo – coincidenza con le lezioni)
  • riconoscimento reale delle professionalità

Fantascienza?

Credo che ai tecnici di scuola (o a molti di loro), di questi ridicoli aumenti salariali, poco importa: più importante sarebbe stato riconoscere l’apporto del loro servizio  alla didattica, ponendo fine a quell’atteggiamento bugiardo e strumentale del “far finta di nulla” (come se non si sapesse cosa accade all’interno dei laboratori), il riconoscimento della loro professionalità, la possibilità di avvicinare i “cugini” ITP dopo anni di servizio e autoformazione, l’eliminazione del servizio obbligatorio nei periodi di sospensione delle lezioni (che comportano l’assunzione di compiti propri di altri profili, spesso inferiori). Se questi obiettivi appaiono esagerati, allora ogni speranza, per il fututo, risulta vana. Ma rimando i lettori alle richieste avanzate dall’ ANAAM (amministrativi), tanto per dimostrare che il disagio esiste, e i problemi esposti, unitamente alle richieste e ipotesi che avanziamo, non sono scollegate dal contesto in cui operiamo, o  frutto di solitari vaneggiamenti del “paladino” di  un manipolo di fannulloni mugugnatori, ma rappresentano un momento certamente particolare e specifico di quelle realtà, ma non l’unico.

Anche la proposta di legge avanzata più volte dall’on. Napoli (non un paladino privo d’orgoglio, ma un Dirigente scolastico parlamentare), si colloca perfettamente nel contesto lavorativo che qui abbiamo evocato, e si allinea perfettamente (ed anzi “chiede” molto di più) con quanto indicato nella petizione.

Quel che accadrà, ed avrà l’effetto di stratificare e rendere monolitico e non smantellabile, in fututo, l’attuale assetto della categoria, è che si darà ufficialità al lavoro sino ad oggi già svolto, e mai corrisposto, relegando però il personale al ruolo di “impiegati esecutivi” a cui oggi siamo ricondotti, pur prevedendo compiti propri di altre figure professionali, differenti o superiori.
Tutti zitti, quindi, e pietra sopra.

Alla prossima puntata, dunque, quando infine (alle parti piacendo), ci renderanno note le importanti ed annunciate modifiche alle declaratorie dei profili. Intanto, loro, hanno già firmato: oggi si usa così.
Grazie.

77 Risposte a “Sequenza ATA: cosa (non) cambia”

  1. Salvatore detto

    Per Michele
    è il momento di porre all’attenzione questa missiva al MPI e alle OO.SS. che hanno sottoscritto questa ipotesi contrattuale ATA prima che diventi definitiva, e prima ancora che saranno note le declaratorie dei profili

    saluti e speriamo bene

  2. Tiberio detto

    Non c’è da meravigliarsi.
    E credo anche che non ci sia nulla da fare per invertire una tendenza che da sempre mira a livellare al basso le figure professionali che operano nella Pubblica Amministrazione; nella scuola in modo particolare.

    Ce di scuola non si sia minimamente accennato nei programmi presentati dai diversi schieramenti politici in campagna elettorale la dice lunga. Tutto il resto è retorica.

    Io proporrei la linea dura a partire da una presa di posizione della categoria attraverso la disdetta delle tessere sindacali. E qesto andrebbe fatto subito per far capire alle parti sociali che l’atteggiamento portato avanti non è più condiviso dai lavoratori. Per fare questo però bisogna avere le idee chiare di chi siamo e dove vogliamo andare.

  3. michele detto

    Cari Salvatore e Tiberio,
    personalmento credo che inviare ulteriori missive alle OOSS (tantomeno al MPI che sembra brancolare nel buio: ad oggi nemmeno una dichiarazione ufficiale sui progetti di riforma futuri), sia del tutto inutile.
    Credo invece sia più utile procedere in questo modo:
    -inviare missiva all’on Napoli e invitarla a ripresentare la sua proposta di legge
    -indire una campagna interna di dissenso nei confronti delle OOSS, con conseguenti dimission, in massa, di RSU e iscritti

    Fatemi sapere cosa ne pensate
    ciao

  4. salvatore detto

    Hai avuto una buona idea manda la petizione online all’ On Angela Napoli
    la quale fa parte della maggioranza parlamentare
    saluti

  5. Tiberio detto

    caro Michele
    sono d’accordo.

    A questo punto però io insisterei anche sull’area C. Perché è vero che la sua istituzione reale non andrà a risolvere i problemi ma almeno chi ci rientra avrà, se non altro, un livello che gli potrà consentire di spostarsi in altre amministrazioni usufruendo della mobilità. Percorso che a tutt’oggi a noi (amministrativi e tecnici della scuola) è precluso.

  6. Tiberio detto

    caro Michele
    ho letto che abbandonerai il portale perché non ce la fai a gestirlo. Peccato. Ma forse adesso è anche bene concentrarsi su poche cose ma portarle fino in fondo. Il blog in questo senso non solo è più facile da gestire ma è anche immediatamente più accessibile da parte di chi vi si collega. Ho provato io stesso in questi mesi a consultarli entrambi e ti devo dire che l’immediatezza del blog mi pare più funzionale al nostro scopo. Che è quello di dialogare, confrontarci senza il rischio della dispersione.

  7. AvE detto

    Ciao, sono una collega a.t. con oltre 20 anni di ruolo nello stato e ho seguito più o meno intensamente tutte le vicende della categoria con annessi e connessi, e volevo qui tentare di fare un riassunto e alcune considerazioni che poi spero saranno un motivo in più per poter discutere e magari coinvolgere più colleghi…. e mi scuso sin d’ora se sarò prolissa…..
    Nel 1986, promosso dall’Antes, presieduto dall’ing Renzetti, aderii ad un ricorso per la mobilità estiva – non se ne fece nulla. Parimenti in quel periodo i sindacati non si interessavano, se non dal punto di vista economico, dei problemi degli ata (anzi a dirla tutta si interessevano solo dei bidelli e degli amm.vi, i tecnci erano solo la “T” di raccordo dell’acronimo………)
    Negli anni seguenti ci furono più o meno tentativi sempre da parte dell’Antes di smuovere un po’ le acque, ma nulla.. succedeva ogni tanto – specie in periodi di pubblicità politica – che qualche sigla sindacale si accorgesse della ns. esistenza.
    Verso la fine degli anni 90 fu presentata in Parlamento una P.d.L. a cura di Poli-Bortone, più o meno simile a quella attuale. NULLA!!
    Con il governo Berlusconi fu ripresentata la pdl dall’on. Napoli e anche in quell’occasione passò solo il primo step, fu assegnata alla comm.ne lavori e poi …..NULLA
    Viene ripresentata il 18/07/2006 e assegnata il 22/09/2006 alla XI comm.ne lavoro e poi…… NULLA..
    Si è tentato con un ricorso a livello personale di ottenere la reperibilità in estate, ma anche quello per svariati motivi si è inceppato dopo alcune sentenze sfavorevoli.
    Nel frattempo c’è da dire però che le organizzazioni sindacali si sono finalmente rese conto ch esistono anche gli a.t. e non solo bidelli e amm.vi!
    Devo dire però che solo la CGIL mi ha dato delle risposte sul futuro degli a.t. e sul perchè non chiedono che la ns. area B sia cancellata e sostituita dalla C (anche a costo zero – solamente perchè chi ha voglia di cambiare amm.ne possa trovare un pari profilo – nel ns. caso si potrebbe passare solo per esempio come messo comunale – )
    Le altre due sigle non si sono assolutamente degnate di rispondere..
    Per quanto riguarda l’Antes, personalmente mi sono tolta, non mi piaceva assolutamente più!
    A fronte di ciò sono abbastanza perplessa sul fatto di far ripresentare il pdl dall’on. Napoli e sul fatto di ritirare la tessera, sinceramente credo che come numero non è che influirebbe così tanto……
    Sinceramente però mi sento nella posizione di chi non è d’accordo con le proposte altrui, ma non è nemmeno in grado di proporne altre! Credo comunque che continuare a tempestare sia i sindacati che l’ufficio del ministro di mail e richieste di incontri, chiarimenti e quant’altro possa essere una strada da tentare.
    Credo popi anche che dovremo tenerci in contatto tra tecnici e parlarci un po’ di più, forse si potrebbe mandare delle mail a tutti gli istituti superiori per far conoscere il sito e aggiornare sempre sulle iniziative – in fin dei conti grazie ai pc si può fare senza far perdere tempo a nessuno e contattarci in tempo reale.
    Secondo me, quello su cui bisogna battere il ferro è, e non neccessariamente in quest’ordine, ottenere la reperibilità estiva, poter acedere all’ufficio tecnico, diventare responsabili del laboratorio (di fatto lo siamo già, credo che pochi resp. di lab. facciano sistematicamente l’inventario, curino gli ordini, ecc. ecc.), passare di livello, estendere la figura dell’a.t. in tutti gli ordini di scuola – alle elementari e medie, chi ha i titoli, potrebbe anche fare alfabetizzazione informatica -, sganciamento dal personale ata e quindi passare alle dirette dipendenze del d.s., diversa articolazione del ns. orario.
    In fin dei conti abbiamo anche dei precedenti: gli a.t. a tutti gli effetti della provincia sono passati senza colpo ferire dal 31/12/1999 da ata al 01/01/2000 ad itp con tutti gli onori del caso e quasi tutti poi sono rimasti in istituti dove la figura dell’itp non è prevista a fare cosa??? Perchè noi no? A proposito non è che qualcuno di voi sappia che intenzione hanno verso questi personaggi. faranno finalmente fare domanda di trasferimento in scuole dove esiste la figura dell’itp?
    Perchè una prossima richiesta non è equipararci agli at dell’università o meglio ancora come quelli delle regioni autonome (vedi Trentino Alto Adige)?
    Scusate il dilungamento, ma attendo riscontri.
    Buona giornata

  8. Tiberio detto

    cara AvE,
    in ordine a quanto scrivi provo a dirti la mia

    tralascio le considerazioni sull’esperienza fatta in Antes perché anch’io sono arrivato alle tue stesse conclusioni.

    Invece
    <>

    Io ho un’esperienza diversa. Dopo una lunga militanza in CGIL ho capito che a quel sindacato interessano soprattutto i numeri: da qui l’atteggiamento di investire sui collaboratori e sugli amministrativi. Infatti molti colleghi tecnici che negli anni 80 (anch’io ho all’attivo 20 anni di lavoro) facevano attività sindacale in CGIL sono poi successivamente passati nella categoria degli amministrativi, poi dopo coordinatori e adesso molti di loro sono DSGA (e non a caso su questo profilo si è investito molto). La CGIL è contraria all’area C e, sinceramente non ne capisco il motivo. Anche perché l’opportunità della mobilità potrebbe interessare molti di noi che magari con una laurea in tasca potrebbero finalmente aspirare ad una carriera altrimenti negata. Trovo assurdo l’articolo 7 in tutte le sue sfaccettature invece, perché non solo non risolve il problema della professionalità misconossciuta ma, organizzata la graduatoria per l’accesso così com’è adesso e cioè privilegiando l’anzianità ai titoli, chi ne ha usufruito nella prima tornata è a tutt’oggi pensionato. Con buona pace di chi denuncia sperperi nel settore pubblico.

    La UIL, sindacato al quale sono iscritto (forse ancora per poco), invece mi è sembrata un po’ più sensibile alla problematica dei tecnici, tanto è vero che l’area C l’ha proposta proprio la UIL e adesso è l’unico sindacato che nele note sulla contrattazione terminata con la bozza di questi giorni, continua a portare avanti l’idea di attivarla in tempi brevi. Con questo non voglio difendere la UIL bada bene ma alemeno ci vedo, nella sua linea politica, delle deboli aperture.

    Per quanto riguarda infine il nostro utilizzo estivo la vedo dura. Anche perché di fatto gli insegnanti che tradizionalmente si facevano tre mesi di ferie, con le ultime linee Ministeriali passeranno a scuola buona parte dell’estate pure loro (vedi corsi di recupero e affini).
    L’idea di agganciarci all’università invece è quella che da anni sto proponendo al mio sindacato ed è forse l’unica che potremmo percorrere davvero, a patto però di cambiare atteggiamento: spendere un po’ più del nostro tempo a formarci e specializzarci evitando le lagnanze tipiche di alcuni colleghi che, purtroppo si sono ritrovati all’interno di un’area (sempre grazie alle politiche sindacali massificatorie) e di un laboratorio senza neanche un diploma di scuola superiore. A questo riguardo vorrei farti riflettere su un punto: nel nuovo contratto il diploma è requisito minimo per l’accesso ad un laboratorio ma nella realtà esterna (e anche al’università al cui contratto chiediamo l’aggancio) il tecnico di laboratorio è un laureato. E dunque siamo ancora indietro rispetto a quanto succede al di fuori del nostro comparto.

  9. Tiberio detto

    ooops.

    tra le virgolette doveva esserci

    ..Devo dire però che solo la CGIL mi ha dato delle risposte sul futuro degli a.t. e sul perchè non chiedono che la ns. area B sia cancellata e sostituita dalla C (anche a costo zero – solamente perchè chi ha voglia di cambiare amm.ne possa trovare un pari profilo – nel ns. caso si potrebbe passare solo per esempio come messo comunale – )
    Le altre due sigle non si sono assolutamente degnate di rispondere..

  10. Tiberio detto

    aggiungo sempre sull’are a C e poi mi zittisco, che non capisco il senso di voler mantenere in B una categoria che di fatto ha competenze e stipendio equiparabili all’area C. Sembra proprio che a monte di certi atteggiamenti ci siano delle considerazioni che sfuggono. Se tu ne sai qualcosa di più, per favore, portacene a conoscenza.
    Io stesso l’ho chiesto molte volte nel mio sindacato ma non rispondono proprio. Come se non avessi detto nulla

  11. AvE detto

    Ti ringrazio e ti giro per conoscenza alcune delle lettere con le relative risposte che ho inoltrato ai sindacati confederali in maniera identica. Come puoi notare, solo la CGIL, educatamente ha dato una risposta…..

    Inviato: lunedì 5 dicembre 2005 12.41
    A: g.righetti@tiscalinet.it
    Oggetto: richiesta di chiarimenti

    16 Novembre 2005

    Mi scuso innanzitutto del tempo che Le farò perdere, ma mi faccio forza del fatto che tempo fa,nel forum della CGIL, mi chiese un parere sulla nuova figura dell?A.T. e gentilmente mi rispose. Ora ho bisogno di alcune risposte il più possibilmente chiare e precise.
    Anche nelle assemblee spesso le risposte sono fumose, non c?è mai una cosa certa (anche se capisco che il momento politico attuale non è per niente certo?) e soprattutto ho riscontrato che, mentre c’è una profondaconoscenza
    dei profili degli amministrativi e degli ausiliari, i tecnici sono sconosciuti e spesso nemmeno si nominano nel personale A.T.A.
    Mi presento: sono un?assistente tecnico in servizio nella scuola da vent?anni (15 c/o un I.P.S.I.A e poi in un liceo scientifico) e ho vissuto e sto vivendo tutti i cambiamenti, i malumori e le speranze di miglioramento e non solo l?accumularsi di sempre più compiti sempre più complessi e specifici della categoria.
    Premetto che tutto quello che Le racconterò è frutto di esperienza personale,anche se per sentito dire e per quello che leggo nei vari forum di tutte le bandiere, mi sembra più o meno generalizzato.
    Perché gli A.T. non vengono sganciati dagli ATA e non viene creata una specifica area tecnica in cui vengono convogliate le figure dell?A.T., dell?I.T.P., dell?Ufficio Tecnico e non viene gestita dal D.S. e non più dal D.S.G.A (che francamente per preparazione tipicamente amministrativa non è grado di gestire e coordinare dei tecnici).
    Oltrettutto quest?area dovrebbe essere estesa a tutti gli ordini e gradi di scuole; dovrebbe essere articolata in maniera diversa: l?ITP 18 ore di didattica U.T. e A.T. a 30 ore settimanali da articolarsi in non meno di cinque giorni,sempre in funzione dell?attività didattica durante l?anno scolastico e 15 ore durante la sospensione delle lezioni.
    L?A.T. in possesso dei requistiti potrebbe essere utilizzato nelle scuole medie ed elementari per insegnare l?ABC dell?uso del computer, gestire gli acquisti, la manutenzione ed eventualmente la rete scolastica.
    L?A.T. dovrebbe poter avere sbocco naturale alla funzione dell?ITP, naturalmente se in possesso dei titoli richiesti, con riconoscimento degli anni svolti come A.T.
    Perché non è vero come sostengono gli ITP, che gli AT non hanno nulla a
    che fare con la didattica, poiché nel momento stesso in cui dicono ad un alunno di utilizzare in una determinata maniera piuttosto che in un?altra una determinata attrezzatura è già spiegare o ?insegnare?
    (Anche se non di mia competenza, negli anni in cui ho lavorato nell?IPSIA, dove c?era un buon accordo con gli ITP, di fatto nei laboratori ci si divideva la classe a metà e si portava avanti la lezione con conseguente ed evidente vantaggio per gli alunni nel proseguimento del programma e diminuizione dei rischi conseguenti all?utilizzo di apparecchiature complesse e?pericolose.
    A volte succedeva anche di fare , prima dell?inizio dell?ora, ripetizione a qualche ITP giovane ed inesperto.
    Ecco perché si chiede un riconoscimento della professionalità di questa figura, anche perché per forza di cose deve essere sempre aggiornato e al corrente
    della didattica per offrire il miglior supporto al laboratorio e agli utilizzatori.
    Quindi chiediamo il 5° livello per tutti o quantomeno per chi possiede il diploma di scuola media superiore e apriamo la possibilità di carriera verticaleper chi la desidera.
    Diamo la possibilità di gestione autonoma dei laboratori all?A.T., senza più la figura del resp. Di Laboratorio, visto che nella maggior parte dei casi questa figura solo serve per firmare gli inventari, visto che è sempre, o quasi, che gli acquisti, i collaudi, le manutenzioni, gli inventari e quant?altro lo fa di fatto l?A.T.
    Lasciamo che sia l?A.T. che gestisca l?Ufficio tecnico, magari affiancato da un docente teorico tecnico o da un ITP negli ITIS più complessi.
    Perché nei corsi di aggiornamenti, rarissimi peraltro, che vengono fatti per l?area tecnica o più precisamente per l?area informatica, non vengono formati gli A.T.?
    Per esempio, il corso TIC-C! a cui ho partecipato ha avuto come partecipanti, nella maggior parte dei casi, pochissimi tecnici e molti insegnanti elementari e docenti di scuole medie inferiori di lettere o simili???., mi sembra questo, senza nulla togliere alla buona volontà e all?impegno dei sopracitati, un cattivo e non proprio funzionale utilizzo delle risorse della scuola.
    E visto che tocchiamo questo tasto della razionalizzazione, chiedo: quale sarà il futuro degli ex AT ex EE.LL: ora passati ?amore et gratia Dei? ITP che di fatto poi nei Licei non sono previsti come figura e che sono usati per tutto e di più!
    Personalmente, poi trovo poco corretto che delle persone fino al 31.12.1999 facessero gli AT a 36 ore e che dal 01.01.2000 facciano il docente a 18 ore.
    Non si poteva lasciarli come erano e riconoscere lo stipendio più alto che già percepivano e che giustamente non avrebbero dovuto perdere, come invece è successo per gli amministrativi ex EE.LL. che sono retrocessi di livello e hanno pure perso il loro stipendio?
    Quindi perché per loro è possibile il passaggio di livello e per noi statali no? E non mi si venga a dire che loro erano già ITP o Ass.ti di cattedra, perché, p.e, quello che lavora con me faceva l?assistente tecnico di fatto??.., magari al 6° livello, ma sempre ass. tecnico.
    Non sarebbe a questo punto, più corretto farli transitare nelle scuole ove esiste la loro figura?
    Nelle ultime assemblee territoriali, il compagno relatore ha parlato di un avanzamento orizzontale?!?!? con un riconoscimento di circa 1000? per alcuni (in realtà lui parlava solo di amm.vi ed ausiliari). Sinceramente, io ho capito molto poco, ma non ritengo questa cosa tanto valida, perché ritengo sia meglio lo sviluppo verticale, anche perché in questo modo,
    consentirebbe a chi lo desidera di fare richiesta ad altre amm.ni aspirando ad una qualifica
    più aderente alla ns. possibilità e non come adesso che possiamo solo andare a fare gli uscieri o comunque attività che nelle altre amm.ni si fanno solo con il diploma di terza media visto il ns. 4° livello attuale.
    Chiedo ancora scusa per la lunghezza di questa e-mail, ma spero di essere
    stata chiara e certa di una Sua cortese risposta, La ringrazio anticipatamente e Le auguro un buon lavoro.
    Con la speranza di un miglioramento futuro per la ns. categoria e per le
    altre operanti nel mondo della scuola

    Cara collega,
    provo a rispondere almeno in parte alle molteplici domande che fai.
    Premetto che il giorno 1 Dicembre si è svolta a Roma una manifestazione
    nazionale di protesta di tutti i lavoratori e lavoratrici ATA indetta
    dalla Flc Cgil e dagli altri sindacati Confederali. La manifestazione a
    cui hanno partecipato oltre 5000 lavoratori ha dato luogo ad un corteo
    fino al Ministero dove si è svolto un comizio nel quale hanno parlato
    lavoratori precari e di ruolo tra cui una collega Assistente tecnica
    iscritta alla Flc Cgil. Alla base delle richieste della vertenza aperta
    con il Miur c’è la valorizzazione e il riconoscimento del lavoro svolto
    dagli ATA e la riorganizzazione dei servizi amministrativi, tecnici e
    ausiliari. In particolare per i servizi tecnici si chiede l’estensione
    della figura del tecnico in ogni grado e tipo di scuola oltre al fatto
    di richiedere maggiori risorse e investimenti nei laboratori e nelle
    tecnologie delle scuole.
    Come potrai vedere direttamente, il documento delle rivendicazioni della
    vertenza, la cronaca, le foto della manifestazione e del corte o sono
    sul nostro sito.
    Come Flc Cgil crediamo che per rafforzare e valorizzare la funzione
    dell’assistente tecnico non occorra sganciare questa figura dal resto
    del personale ATA. Una soluzione simile farebbe il gioco
    dell’Amministrazione che è quello d’indebolire tutto il personale ATA e
    sostituirlo con forme di appalto. Si è già incominciato a farlo nei
    confronti del personale collaboratore scolastico.
    Ne è possibile modificare l’orario settimanale di servizio che deve
    essere di 36 ore di servizio settimanali. Quello che sarà possibile con
    il prossimo contratto quadriennale è rivedere l’organizzazione
    dell’orario rispetto alle diverse specializzazioni, completare il
    sistema dei passaggi ai profili professionali superiori avviato con
    l’ultimo accordo (art. 7) del secondo biennio economico. L’avanzamento
    contrattuale a cui fai riferimento è appunto l’art. 7 che stabilisce la
    possibilità di acquisire a domanda una lo sviluppo orizzontale del
    profilo ( svolgimento di competenze professionali superiori) con
    l’attribuzione di una posizione economica di 1000 euro che vale anche
    per gli Assistenti tecnici. Questo è il primo passo per la
    valorizzazione generalizzata di tutti gli assistenti tecnici e di tutto
    il restante personale ATA.
    Spero di essere stato utile e chiaro.
    Cordiali saluti,
    Gianni Righetti

    Buongiorno a tutti, , – ass. tecnico in un liceo > scientifico,
    > vs. iscritta, nonchè RSU nella mia scuola.
    > Leggo stamattina sulle news quanto segue: I tempi: 30 gg. dal 29 novembre.
    > La rivalutazione delle posizione economiche ex art. 7 e l estensione > del
    > numero dei beneficiari;
    > * la creazione di nuove posizioni economiche nell Area B > per
    > tecnici/amministrativi per lo svolgimento di compiti piy complessi
    > attraverso un percorso di formazione /selettivo
    > * la revisione della riduzione settimanale a 35 ore.
    > * la revisione dei profili professionali.
    > * La revisione dell indennit` di direzione e delle > modalit` di
    > sostituzione del DSGA e l accesso al fondo del DSGA.
    > * il raccordo tra i titoli di studio attualmente richiesti e
    > quelli stabiliti dalla tabella B del CCNL.
    > a tal proposito volevo porre una domanda riguardo il primo punto e > cioh la
    > creazione di nuove posizioni economiche nell area B:
    > Ma perchè anzichè creare nuove posizioni, ma sempre nell area > B, non si
    > prevede una progressione verticale in area C? Questo semplicemente per
    > permettere in caso di richiesta di passaggio ad altra amm.ne una > possibilit`
    > di trovare un profilo simile al ns.
    > (per esempio con l’area B, inquadrato come ass. tecnico e con tutte le > belle
    > qualit` e capacit` professionale annesse e connesse passare ad > esempio ad
    > una amm.ne comunale mantenendo il profilo B puoi solo fare il messo
    > comunale!)
    > Ne approfitto per chiedere un altra cosa, semplicemente una > curiosit` a cui
    > nessuno finora mi ha mai dato una risposta chiara.
    > Nel 1980 (circa) ho presentato domanda come A.T. (allora aiutante > tecnico) e
    > ricordo benissimo che allora per poter accedere al laboratorio di
    > costruzioni elettromeccaniche si richiedeva il TF11 con diploma di scuola media superiore
    > Avendo i requisiti ho fatto la domanda ecc. ecc. e nel 1985 ho avuto la mia prima supplenza in un IPSIA in un laboratorio T36.
    > Ora il titolo minimo richiesto h un diploma di qualifica, minore > rispetto al mio.
    > Questo non h un atto peggiorativo? Perchè a me e a chi come me non è stato riconosciuto questo?
    > In attesa di una Vs. risposta cordiali saluti

    Gentile collega,
    a nostro parere una nuova e piy ampia ‘articolazione dei profili gi` esistenti h (al momento) la soluzione migliore per l’insieme dei profili ata.
    E’ bene ricordare,che l’istituzione dell’area C, comporterebbe una vera rivoluzione dentro il settore ata con conseguenze negative sia sul taglio degli organici delle figure gi` esistenti che sulla messa in soprannumero di molti amministrativi e tecnici.
    Tenga presente che per la Corte Costituzionale l’istituzione di nuove figure professionali nei settori della pubblica amministrazione deve necessariamente lasciare una quota del 50% dei posti a concorso pubblico. Questa procedura, nel caso della scuola significherebbe la messa in mobiliti` degli attuali titolari ( i posti d’area C non sarebbero in aggiunta ma in sottrazione) e il licenziamento di motli supplenti.
    In quanto al secondo quesito sono perfettamente d’accordo con Lei h stato un cambio peggiorativo di cui neanche io cononosco bene le regioni perchh risale a molti anni fa.
    A questo proposito l’ultimo contratto ha innalzato i titoli di studio in maniera chiara e inequivocabile.
    Cordialita`
    Anna Maria Santoro

    La ringrazio molto della sua cortesia nel rispondere e perciò ne approfitto per chiederLe un’altra cosa – o una Sua opinione – in merito al problema ex enti locali.
    Brevemente: io mi trovo a lavorare in un liceo con un itp ex ente locale, con pari titolo di studio mio e che fino al 31.12.1999 era inquadrato come ass. tecnico a 36 ore settimanali (quindi ata), dal 1/1/2000 è passato a tutti gli effetti itp (docente e 18 ore settimanali) senza nessuna cattedra e in una scuola dove non è prevista la figura dell’itp. Ora, a prescindere che questo itp si da da fare e lavora molto, chiedo: perchè queste figure non vengono utilizzate dove servono, ovvero negli ipsia e negli itis? qual’è il suo pensiero e quello della cgil? Le faccio presente, ed ho parlato con altri colleghi a.t. dello stato che lavorare con queste figure – non tanto per loro – ma per quello che rappresentano, crea dei disagi e qualche volta tensioni.
    Ancora grata per la sua disponibilità invio a Lei e ai compagni un sereno e proficuo 2008.

    Gentile collega,
    Il passaggio del personale ata/itp dagli EELL allo Stato è stato gestito in maniera approssimativa sotto diversi punti di vista.
    Questo fatto ha avuto ricadute negative sia sui diritti del personale (vedi problema anzianita’) che sull’organizzazione del lavoro.
    In effetti, molti colleghi ex assistenti di cattedra dopo il passaggio allo Stato. avrebbero dovuto trovare una migliore collocazione attraverso i corsi di rinconversione. Purtroppo, questi corsi, per indolenza della amministrazione scolastica, ad eccezione di poche province, non sono mai stati organizzati. Per questa via si sono create sovrapposizioni e situazioni di disagio come nel caso della sua scuola.
    Ad ogni buon conto, dopo otto anni dalla legge 124, questa partita rientra in quella più generale (vedi finanziaria 2008) della riconversione dei docenti in esubero.
    Cordialita’
    Anna Maria Santoro

    Gli errori sono originali!!!!! :) vengono dalla elaborazione delle mail.
    Per chiarire: io non sono d’accordo con l’istituzione del coordinatore tecnico perchè priviligerebbe alcuni at a discapito di altri (vedi chi si trova in scuole piccole o sono in due o tre elementi), credo che la cosa migliore sia un passaggio graduale di tutti gli a.t. in livello C.
    Potrebbero anche pensare, visto che per gli ausiliari è stato innalzato il titolo di studio, per i nuovi assunti di chiedere una laurea….
    A risentirci AvE

  12. salvatore detto

    Preg.ssima Annamaria Santoro c/o Flcgil
    le volevo chiedere con la nuova sequenza contrattuale cosa prevede per gli A.T (declaratoria dei profili non ancora nota)

    in attesa di una risposta cordiali saluti

  13. Tiberio detto

    cara AvE,
    innanzitutto grazie per i documenti che hai postato.
    Adesso me ne sto andando a casa ma mi riservo di leggere con attenzione le risposte di Annamaria che, tra l’altro conosco molto bene.
    L’unica cosa che mi viene in mente adesso è che la storia di riservare il 50% dei posti agli esterni è una bufala bella e buona. E’ infatti prassi comunissima che nella pubblica amministrazione (comuni, enti locali, università) si facciano concorsi interni riservati, se vai nei diversi siti te ne accorgi. Dunque mi chiedo: Ma la Corte Costituzional eccepisce solo quando si parla di scuola? Francamente mi pare una scusa grossolana.

  14. michele detto

    Cari colleghi,
    intanto vi ringrazio per la collaborazione.
    Per Ave: io sono un ex eell, e da assistente tecnico sono rimasto assistente tecnico… come a dire… tutto il mondo non è paese (se si tratta dell’italia, almeno).
    Quel che dici sulla cgil (io sono iscritto e rsu per flc) la dice lunga e segna il passo sul futuro nostro e degli ata. io credo che l’unione della categoria sia solo funzionale ai DSGA (che sono molto più potenti di quanto si possa immaginare-il perchè non so-), anzichè della categoria stessa. Non mi pare che una separazione dei profili generi debolezza, caso mai una maggiore indipendenza e professionalità dei profili. Gli ata sono oggi un’acozzaglia tenuta insieme soltanto dai sindacati per mera questione di numero. Una categoria sana e soddisfatta, che non protesta (quale sarebbe quella degli AT separati, gestiti dai DS, a disposizione nel periodo estivo e inseriti in area C), non ha bisogno delle “cure” del sindacato, da sempre impegnato a risolvere begucce di bottega tra ATA, DSGA e DS. Il problema è che i sindacati stessi hanno incoraggiato il passaggio di personale poco qualificato nei ruoli degli AT, squalificando il profilo: lavoratori senza arte ne parte che non fiatano perchè quella posizione è tutto grasso che cola, e rappresentano spesso elementi di discredito nei confronti di uuna categoria da sempre preparata e impegnata sul fronte didattico e tecnico.
    Dobbiamo studiare una forma di protesta dura e costruire una solida unità!
    Intanto vi informo che l’on Napoli ha presentato, se non erro il 7 maggio u.s., la proposta di legge sui tecnici, credo identica a quella del 2005, o 2006 (non sono riuscito a scaricare il testo dal sito della Camera).
    Al momento è in prima fase di lettura. Vedremo cosa accadrà. Ma se dovesse sortire qualche effetto avrò il piacere di comunicare alla cgil che ho (abbiamo) dovuto attendere un governo di centro destra per vedere attuati quei progetti che da anni chiediamo siano sottoposti e discussi in sede contrattuale a livello nazionale.
    Un’ultima cosa: sono indignato su come il tavolo della sequenza è stato condotto, senza informare i lavoratori, senza indire uno straccio di assemblea, senza rendere conto in maniera esaustiva delle intenzioni e dei progetti che le ooss avrebbero discusso. e soprattutto senza chiedere ai lavoratori, perchè altrimenti non avrebbero potuto ignorare il coro di richieste univoche di at e am. Questo è un modo strano di far sindacato, unilaterale, che lascia spazio a pensieri poco edificanti circa possibili collusioni tra rappresentanti e amministrazione pubblica. Ma possibile che se per anni una categoria manifesta sempre gli stessi dubbi, avanza le stesse proposte, rivendica le stesse, identiche cose, si debba credere che siano soltanto esagerazioni o richieste infondate? Possibile che ormai due generazioni (forse anche tre) di AT calchino la mano sulle stesse problematiche senza essere ascoltati? Ma sono tutti pazzi questi AT? O ci prendono, scusate, per il sedere da vent’anni?

  15. michele detto

    Personalmente sarei disposto ad entrare in area C a parità di stipendio, con diretta dipendenza dal DS e disponibilità durante il periodo estivo. Questo non costituirebbe alcun aggravio erariale e anzi una gran convenienza economica per l’amministrazione. Sarei tanto curioso di sapere cosa sarebbero in grado di inventarsi i nostri sindacati a fronte di una proposta come questa!
    So bene che questa è una provocazione (anche se io sarei disposto davvero ad accettare tali condizioni), perchè molti colleghi si sentirebbero derubati di una fetta di stipendio, ma pensateci bene: dall’area C è possibile attuare la mobilità all’interno delle altre P.A., in posizioni stipendiali e in profili accettabili. Al momento, se dovessimo chiedere mobilità in un ente locale, sapete dove verremmo collocati? Saremmo costretti ai piani bassi, nonostante la preparazione tecnica e professionale acquisita. Come dire che se oggi un AT è in grado di gestire reti informatiche, riparare pc, gestire procedure informatiche complesse, conoscere diversi sistemi operativi, utilizzare svariati software, soltanto per rimanere in ambito informatico, domani, qualora volesse transitare in un eell, si ritroverebbe a fare il commesso, l’uscere, senza nemmeno la possibilità di accesso ai profili di segreteria (che sono sempre esecutivi). Ma vi pare giusto tutto questo?
    E oltre tutto oggi ci vengono a dire che, a fronte di qualche spicciolo in più al mese, dobbiamo occuparci di attività complesse, che comportano rischi, disagi e assunzione di responsabilità! Ma senza acquisire alcun diritto di progressione di carriera! UQeste norme, a mio avviso, sono incostituzionali e vanno contro una giurisprudenza ormai consolidata sul lavoro!

  16. Tiberio detto

    rispetto alle risposte della CGIL in merito all’area C voglio fare alcune considerazioni ma innanzitutto voglio esprimere tutta la mia stima per Annamaria che è persona seria e con la quale ho avuto la fortuna di lavorare. Questo però non esclude la mia critica alle sue posizioni troppo allineate ad una mentalità ottusa:

    1. la posizione fortemente contraria manifestata dalla CGIL non spiega come mai quel sindacato abbia firmato i contratti nazionali nei quali si prevede l’istituzione dell’area C. Anzi la firma sul contratto è il peggior modo di rapportarsi ai propri iscritti perché in questo modo li si prende in giro.

    2. Affermare ce l’area C toglierebbe posti di lavoro a personale di ruolo è una falsità. Di fatto quando si bandisce un concorso (ammesso che si debba riservare il 50% dei posti agli esterni perché su questo aspetto non sono affatto convinto ma non escludo a priori la possibilità di sbagliarmi) si valuta il servizio prestato in quella qualifica. Ciò stabilisce un indubbio vantaggio che da solo basterebbe a tutelare personale di ruolo e supplenti.
    Affermare che molti perderebbero il loro posto significa sostenere l’idea che chi svolge il lavoro di tecnico o di amministrativo sia persona del tutto incapace sul piano della professionalità.
    A mio giudizio invece l’indizione di un concorso rappresenterebbe una sfida per dimostrare il contrario e, nei confronti dei supplenti, una possibilità reale per velocizzare i tempi di assunzione, che invece secondo lo schema vigente prevede un precariato senza fine.

    Poi, rispetto alle argomentazioni di Michele circa la protesta da mettere in atto per manifestare il nostro dissenso nei confronti delle OOSS dico che è il momento di agire.
    Continuare a raccontarci tra noi quello che non va non ha più senso.

    Propongo a riguardo la costituzione di una associazione professionale, sulla scorta dell’anquap o dello fnada, che raccolga consensi e che diventi un organismo interlocutorio con i sindacati ma anche con l’istituzione. Per questo potremmo contattare tutti i colleghi che hanno firmato sottoponendo loro l’idea e, se abbiamo i numeri, organizzare un incontro di studio/conoscenza nel quale mettiamo su carta le linee generali del’azione che dovremmo svolgere in futuro.

    Certo, creare un’associazione prevede uno statuto e una registrazione. E dunque i costi che avrebbe un’azione di questo tipo dovremmo recuperarli chiedendo il versamento di una quota sociale agli aderenti. Non vedo altre alternative.

  17. AvE detto

    Perfettamente d’accordo con te! Anch’io accetterei la condizione “a costo zero” per passare in area C. Ti dirò di più: in un’assemblea proposi ad un sindacalista di saltare un contratto economico ma di migliorare quello normativo – il risparmio mi sembrava evidente……i vantaggi per noi pure io ho quasi rischiato il linciaggio…..
    Mi dispiace per te, per il tuo non passaggio a itp, ma se non sono indiscreta perchè? Non eri già al sesto livello?
    A disposizione
    Buona giornata a tutti

  18. RA detto

    Vorrei inserirmi nelle imminenti graduatorie di III fascia e siccome ho un diploma tecnico (elettronica e tlc) mi inserirò nel profilo di assistente tecnico.
    1 – Quante possibilità avrò di essere chiamato se presento domanda in provincia di Cremona?
    2 – Quali mansioni mi spetteranno?

  19. michele detto

    Cara AVE, ogni provincia ha gestito la cosa come meglio ha creduto, partendo da livelli inferiori. Ad ogni modo, anche per ricondurmi a quanto diceva Tiberio, io sono entrato sotto l’e.l. per CONCORSO. Ho sostenuto uno scritto e un orale, e le materie erano:
    - chimica
    -fisica
    - topografia
    -informatica.
    Su 400 presenti allo scritto passammo in 20 agli orali. Quindi si trattò di esami selettivi e approfonditi. Ora mi chiedo: perchè chi ha un attestato di qualifica professionale è in area AR02 mentre io che ho sostenuto un CONCORSO anche di informatica debbo rimanere in area topografia in virtù del mio diploma di geometra? PERCHÈ IN QUESTO PAESE I CONCORSI NON SONO PIÙ DI MODA?
    perchè questo sistema di arruolamento è RICATTATORIO: ti tengono nel limbo del precariato per anni e poi ti fanno fare ciò che vogliono. Una cosa è certa: si sta rovinando la categoria degli AT. Io vedrei di buon occhio anche la creazione di un’area C estesa con immissione in ruolo per concorso riservato. Ma è pura fantascienza.
    Forse un coordinamento nazionale potrebbe essere la soluzione. Ma occorre pensare bene le cose, altrimenti ci lasciano le piume quei due “polli” che si espongono, e che magari poi rimangono soli.

  20. corrado detto

    Intanto vi informo che l’on Napoli ha presentato, se non erro il 7 maggio u.s., la proposta di legge sui tecnici, credo identica a quella del 2005, o 2006 (non sono riuscito a scaricare il testo dal sito della Camera).
    Al momento è in prima fase di lettura. Vedremo cosa accadrà.
    Speriamo Michele che se ne ricominci a parlare
    Anch’io accetterei la condizione “a costo zero” per passare in area C.stesso stipendio ed estate a disposizione
    Ma è anche vero che sono 20 anni che sento dire dai sindacati “le cose per voi AT cambieranno molto”
    fino ad ora ci hanno cambiato solo il nome
    Ciao Corrado

  21. michele detto

    PER RA:
    in terza fascia hai la possibilità di sostituire i colleghi negli istituti in cui hai fatto domanda relativamente alla tua area. Quindi in questa fase dovrai attendere le chiamate dagli istituti in cui sei in graduatoria non appena si verificheranno assenze dei colleghi che ricoprono il posto.
    MANSIONI: leggi il contratto, tanto poi ti faranno fare quello che vogliono. Ma se sarai fortunato/a e avrai voglia di fare avrai modo di imparare tanto. Di preciso non so dirti molto, anche perchè il nostro mansionario recita:

    “conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche . Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro”.

    VEDI UN PO’ TU…
    Comunque non voglio scoraggiarti: se avrai modo di avere esperienze in istituti come si deve potrai imparare molte cose e se avrai tempo e voglia potrai utilizzare le tue risorse per iniziative e idee interessanti
    buona fortuna

  22. Tiberio detto

    Michele scrive:
    Io vedrei di buon occhio anche la creazione di un’area C estesa con immissione in ruolo per concorso riservato. Ma è pura fantascienza.

    ———————————————-
    questo è il progetto verso il quale sto facendo pressioni presso la UIL.
    Tanto è vero che se leggi le loro dichiarazioni http://www.uil.it/uilscuola/web/notizie/ata/2008/scheda_sequenza%20ATA280508.pdf
    al commento sull’art.49 si sostiene la necessità di attivare l’area C.

    Ovviamente non mi faccio troppe illusioni ma finché è possibile io continuerò a insistere presso la segreteria nazionale. Dopodiché, se le premesse si traducessero in un nulla di fatto le mie dimissioni arriverebbero alla velocità del fulmine.

  23. RA detto

    Grazie, un’ ultima domanda, come posso sapere quali sono le scuole con maggior possibilità di inserimento?

  24. igor detto

    Cari colleghi chi ci rappresenta in cotrattazione con la parte pubblica sono ex ass. tecnici come G. Righetti Diventato DSGA(CGIL scuola). Antonello Lacchei Ex ass. Amministrativo (UIL scuola) diventato DSGA questi signori parlano e propongono solo delle loro problematiche da DSGA, figuriamo che se ne importano dei tecnici, Quando li vedete nelle assemblee ricordate loro con forza di cosa si sono interessati in trent’anni di attività sindacale.

  25. salvatore detto

    per Igor
    Hai dimenticato una cosa lo snals consal nella persona di Mario D’onofrio anch’egli DSGA è stato lui già dal CCNL 2002/2005 a far passare gli Ass. tecnici alle dirette dipendenze dei DSGA come per il restante personale.

  26. igor detto

    Altra figura equivoca, in più occasioni nelle risposte ai quesiti si è firmato prof. Mario D’onofrio.

    In sintesi il nostro male siamo noi stessi, come le pecore soggetti rassegnati.

    Lottiamo e contestiamo queste figure, Righetti, Lacchei, D’onofrio, poco o niente.

    Occhio.

  27. AvE detto

    Come?

  28. igor detto

    Nelle asseblee, la nostra presenza assicura il successo, quando vengono nelle nostre città i vari Lacchei, Righetti, Di Menna,
    Panini, Paolo Nigi, bisogna ricordare loro che non è possibile moritificare Titoli, cultura, esperienza, per trent’anni, da figure che non hanno fatto altro che pensare alla loro carriera, visto che sono arrivati alla direzione del sindacato da ss. tecnici o amministrativi e sono diventati DSGA. Ricordate a questa gente tutte quelle cose che bene ha esposto in questo forum (AvE 4 Giugno 2008 a 12:18 pm) Naturlmente a voce alta.
    Date notizia di una possibile manfestazione di protesta dei tecnici davanti alle sedi dei sindacati nazionali a ROMA non più davanti al ministero della pubblica istruzione. Bombardate tutti gli addetti ai lavori di E-mail di protesta.

  29. marco detto

    A proposito delle declaratoria dei profili ATA qualcuno ne sa qualcosa? perchè nella nuova sequenza di cui all’art. 62 CCNL 2006/09 non vi è alcun cenno

    saluti e fatemi sapere

  30. igor detto

    Per i profili professionali ho chiesto più volte ai vertici nazionali del sindacato, nessuna risposta, sarà un’altra sorpresa. Altro schiaffo.

  31. Angela detto

    Per Michele
    Sono d’accordo con te dobbiamo studiare una forma di protesta dura e costruire una solida unità! Magari coinvolgendo l’on Napoli, inviandogli la petizione con le relative firme, perchè non sbagliavi ha ripresentato il 7 maggio u.s., la proposta di legge sui tecnici.
    Ormai i sindacati hanno dimostrato ampiamente il loro disinteresse verso il nostro profilo.

  32. igor detto

    E’ l’unica soluzione.

    l’on Napoli, inviandogli la petizione con le relative firme, perchè non sbagliavi ha ripresentato il 7 maggio u.s., la proposta di legge sui tecnici.

  33. michele detto

    OK
    APPENA POSSIBILE PREPARO UNA LETTERA PER IL DEPUTATO NAPOLI.
    LA TRASMETTERÒ SUL BLOG

  34. AvE detto

    Si potrebbe anche mandare una e-mail di conoscenza del sito, affinchè i ns.colleghi firmino la lettera, a tutte le scuole superiori – semprechè non si infranga qualche legge. Si potrebbe incaricare un collega per provincia oppure fare a capo a te Michele e inviarti una mailing-list
    (scusa la confidenza…)
    Cosa ne dite???
    Ciao ciao

  35. corrado detto

    avete visto nel sito della camera dei deputati?
    l’ On Napoli è iscritto nelle file del PdL e come professione è preside in una scuola.
    Allora mi chiedo “un preside che chiede di far rimanere a disposizione gli A.T.”?
    Non c’è un intenzione di far discutere il parlamento su questo problema (senza spingere troppo)e se poi la proposta non passa? Be…..abbiamo provato, si scuserà l’On, ….è andata male, non se ne riparlera mai PIU’ coi noi A.T. rimaniamo ancora una volta cornuti e mazziati, per altri 20 anni.
    Ciao
    Corrado
    p.s.

    Spero proprio di sbagliarmi.

  36. michele detto

    PER CORRADO:
    non credo. Personalmente non condivido la politica del pdl, ma tutto sommato mi pare che la Napoli agisca in buona fede. D’altro canto credo che sia già la TERZA volta che presenta la proposta di legge, e negli altri due casi (sempre che non mi sbagli) non è arrivata, per difefrenti motivi, al voto finale. Credo anche che l’on Napoli fosse presidente del sindacato dell’ANTES (se non dico corbellerie)

    PER AVE:
    innanzi tutto non scusarti, ben venga la confidenza, è proprio quello che ho sempre incoraggiato, qui. Per quanto attiene la mailing-list e la pubblicità del sito devo dire che:
    - il sito NON rappresenta un organo ufficiale, quindi non è il caso di pubblicizzarlo presso le istituzioni scolastiche. Caso mai occorre far passaparola, soprattutto attraverso le mail, o nei vari siti di scuola, ove i lettori hanno modo d’esprimere pareri o segnalare notizie. In questo modo rispondo anche all’eventualità di una mailing-list. ho sempre ritenuto necessario non farmi pubblicità, non autoreferenziare il blog. Sarebbe arrogarsi il diritto di rappresentare tutti i tecnici, e questo non lo voglio fare. Se qualcuno lo riterrà giusto potrà promuovere la petizione o il blog in maniera iindipendente. Le “mie” iniziative, anche se spesso sono state dettate da ciò che VOI avete stimolato in me, sono sempre state allacciate al riscvontro delle vostre firme e della vostra partecipazione. PEr cui credo sia necessario proporre, da parte mia, istituzionalmente il risultato della petizione, mentre la pubblicità e la conoscenza del sito e della stessa credo debba essere affidato ai lettori, altrimenti mi sentirei in difficoltà, nel farlo io stesso, per le ragioni sopra esposte e per carattere.
    MA ovviamente chiunque abbia bisogno del mio aiuto o della mia partecipazione non deve far altro che chiedere.
    Purtroppo oltre alla firma credo sarà (ove dovessimo decidere di farlo) difficile coinvolgere “fisicamente” le persone, ad es per formare un’organizzazione o organizzare una protesta di piazza. Quello che vi prego di fare, se ve la sentite e ne avete voglia, è di mandare mail per far conoscere la petizione. Se riusciamo a moltiplicare quel numero attuale di 660 firme per 4 o 5, beh, allora sarà sempre più difficile ignorarci.
    Quello che a breve vorrei fare è:
    -scrivere all’on Napoli e chiedere di dar impulso alla sua iniziativa, e nello stesso tempo darle conto di quanto è avvenuto attraverso questo blog e la petizione
    -preparare un fac-simile di lettera che ogni tecnico potrà inviare a ministero e ooss chiedendo
    1) di definire esattamente le propire mansioni
    2) di essere scollegati al dsga e di avere carriere separate dal resto degli ata
    3) disposizione durante il periodo estivo
    Il tutto senza chiedere alcun aumento salariale.
    3 semplici punti che per noi sono di “principio” e non legati a convenienze economiche.
    Senza alcuna diminuzione erariale, dovranno spiegarci perchè ignorano tali proposte (che da anni costituiscono richiesta da parte dei tecnici) e perchè le ritengono inattuabili.
    STANNO DISTRUGGENDO LA PROFESSIONALITA DEI TECNICI APPIATTENDOLI IN UNA CONDIZIONE DI CONDIVISIONE E SUBALTERNARNITA CHE RISCHIERA DI TRASFORMARE LA CATEGORIA IN UN’ACCOZZAGLIA DI DISPERATI! DIFENDIAMO LA NOSTRA SPECIFICITA E LA NOSTRA PREZIOSA PROFESSIONALITA!

  37. Tiberio detto

    colleghi,
    non ci facciamo troppe illusioni sull’iniziativa dell’on. Napoli.
    Sarebbe la prima volta che un governo per decreto risolve i problemi di una categoria bypassando le parti sociali che in questo modo sarebbero escluse dal dialogo.

    Credo che una cosa del genere, se passasse, metterebbe in grave difficoltà l’esecutivo nella gestione dei rapporti con il sindacato. E del sindacato un governo ha sempre bisogno, soprattutto se, come in questo caso, il governo ha di fronte la necessità di proporre e attuare profonde riforme del sistema per quanto concerne il lavoro: dalla pubblica amministrazione al mondo delle imprese private. Mi sbaglierò ma……

  38. michele detto

    caro Tiberio,
    questo si, è ben altro discorso. Mi sono lungamente postoil tuo stesso quesito. Devi, dobbiamo, anche considerare che quello della Napoli non è l’unico progetto proposto. La deputata ne ha presentati numerosi su questioni di scuola. E’ ovvio che tutto si deve inserire all’interno del progetto di riforma che ha in mente il governo e che, personalmente, se ricalcherà quello della Moratti, non condivido. Tuttavia credo che se almeno, attraverso certe proposte normative, riuscirà ad emergere il problema, avremo uno spunto per iniziare una discussione ed uscire dall’anonimato. Il problema, vedete, è che la categoria viene schiacciata dall’indifferenza. Se non ci danno voce, non esistiamo. Se ci ignorano, non abbiamo riferimenti e referenti, per cui rimaniamo nell’ombra. E non creiamo problemi. Ma se i sindacati devono fare i conti con un filo diretto tra categoria e governo, con un’intesa tra lavoratori e esecutivo (una cosa mai accaduta sino ad oggi), allora la musica cambia. Sono personalmente molto deluso dall’atteggiamento delle ooss. Tutto quanto detto dalla Santoro e reso noto da Ave è fondato su alcuni fatti reali. Ma dal discutere di certi fatti, della fattibilità di certe proposte, al nicchiare senza nemmeno provarci, beh, ce ne passa. Ed inoltre: proprio tutte le istanze che negli anni i tecnici hanno rivolto alle ooss sono inaccoglibili? Ad esempio, posto che passare in area C o divenire ITP siano chimere inattuabili, cosa osta disporre che gli AT dipendano esclusivamente dai DS? Perchè questa semplicissima e assolutamente indolore (per l’amministrazione, in termini di servizio ed economico) non non può essere posta in essere? Nemmeno questa essenziale e semplice norma è stata introdotta, ed anzi si è corso a porre (confusamente) gli AT alle “dirette dipendenze” dei DSGA.
    ORa: che tanto di quel che si cbhiede sia irrealizzabile possiamo anche convincerci, ma di questa faccenda nono possiamo davvero farcene una ragione. Ed allora perchè non ci spiegano, le OOSS perchè, nonostante i DSGA si occupino di servizi generali (il lavoro dei collaboratori) e amministrativi (quello degli AA), essi debbano ingerire con il nostro, che invece è esclusivamente legato alla didattica? Perchè, che dir se ne voglia, quella formuletta “posto alle sue dirette dipendenze”, qualche problema lo può davvero creare!
    Quale ragione sta dietro a questo accanimento nel voler lasciare i tecnici alle dirette dipendenze dei DSGA?
    Su questa questione, interrogateli pure, i sindacati danno risposte fumose e balbettano spiegazioni visionarie e incomprensibili, tra cui una fantomatica unità della categoria. Ma cosa ci incastra l’unità della categoria con la questione della dipendenza? pur rimanendo all’interno degli ata, cosa osta slegare gli AT dalla gerarchia attuale, disponendo che sia SOLTANTO il DS a sovrintendere il loro lavoro?

  39. gianni detto

    Caro michele, sono un A.T. di Roma. L’idea del passaparola, anche via e-mail, per far conoscere la petizione sarebbe certamente utile, quanto meno a far prendere coscienza dei problemi e dei temi di cui si discute. Credo che altrettanto importante possa risultare la preparazione di un fac-simile di lettera che ogni tecnico potrà inviare a Ministero e OOSS.
    Per quanto mi riguarda, e non senza fatica, sto cercando di contattare tutti i colleghi che conosco per portarli a conoscenza delle richieste e delle diverse iniziative in corso. Mi rendo conto che la scarsa sensibilità di molti di essi riguardo alle problematiche della nostra figura professionale rappresenta un ostacolo non meno importante di quelli che, oggettivamente, hanno finora impedito una seria presa in considerazione delle nostre richieste.
    Tiberio, molto lucidamente e con realismo, ci tiene coi piedi per terra invitandoci a non farci facili illusioni. Effettivamente, in assenza di un avallo da parte dei sindacati diventa tutto molto complicato. Tuttavia, se è vero che i numeri sono importanti, il peso delle nostre richieste sarebbe ben diverso se appoggiato dalla totalità della nostra categoria, sia presso i sindacati che presso il Ministero e, perchè no, anche in Parlamento.

  40. corrado detto

    PER MICHELE
    ciao fammi sapere dove,nel contratto 06/09, mettono i tecnici alle dirette dipendenze dei DSGA
    dammi i riferimenti
    ciao Corrado

  41. igor detto

    La proposta 809 dell’on. Napoli deve essere inserita in un progetto come dice il collega di seguito riportato, i veri affossatori degli ass. tecnici sono i rappresentanti per i personale ATA delegati dalle organizzazioni sindacali, sono tutti DSGA.

    Figuriamoci un pò.

    E’ ovvio che tutto si deve inserire all’interno del progetto di riforma che ha in mente il governo e che, personalmente, se ricalcherà quello della Moratti, non condivido. Tuttavia credo che se almeno, attraverso certe proposte normative, riuscirà ad emergere il problema, avremo uno spunto per iniziare una discussione ed uscire dall’anonimato.

    Complimenti a Michele.

  42. michele detto

    PER CORRADO:
    si trova proprio nella declaratoria del profilo di dsga, che di seguito riporto:

    TABELLA A – PROFILI DI AREA DEL PERSONALE ATA
    (Tabella A del C.C.N.L. 24/07/03)

    Area D:
    Svolge attività lavorativa di rilevante complessità ed avente rilevanza esterna. Sovrintende, con autonomia
    operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l’organizzazione svolgendo funzioni di
    coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed
    agli indirizzi impartiti, al personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze.
    Organizza autonomamente l’attività del personale ATA nell’ambito delle direttive del dirigente scolastico.
    Attribuisce al personale ATA, nell’ambito del piano delle attività, incarichi di natura organizzativa e le
    prestazioni eccedenti l’orario d’obbligo, quando necessario.
    Svolge con autonomia operativa e responsabilità diretta attività di istruzione, predisposizione e
    formalizzazione degli atti amministrativi e contabili; è funzionario delegato, ufficiale rogante e consegnatario
    dei beni mobili.
    Può svolgere attività di studio e di elaborazione di piani e programmi richiedenti specifica specializzazione
    professionale, con autonoma determinazione dei processi formativi ed attuativi. Può svolgere incarichi di
    attività tutoriale, di aggiornamento e formazione nei confronti del personale. Possono essergli affidati incarichi
    ispettivi nell’ambito delle istituzioni scolastiche.

  43. Marco detto

    Ciao Michele ed un saluto a tutti i colleghi il quesito che voglio porgere oggi è il seguente:
    durante gli esami di stato i presidenti vogliono che i Laboratori siano chiusi ,specialmente quelli di informatica, malgrado le connessioni ad internet giustamente siano disattivate.
    Ora vi domando e mi chiedo.. e noi? Che facciamo in quei tre giorni? dove stiamo? forse impalati fuori a trascorrere le 6 ore? Secondo me la cosa è illegale in quanto viene impedito a dei lavoratori di svolgere le mansioni riferite al loro ruolo.
    Alternativa.. ci faccino stare a casa!!!
    Saluti

  44. igor detto

    MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

    Legge 3 maggio 1999, n. 124.

    Ecco questa è la famigerata 124 la legge che ha elevato al ruolo di docenti gli assistenti di cattedra dell’ente locale, assunti con la 285 sull’occupazione giovanile, e trascurato gli ass. tencici dello stato.

    La proposta di legge legge 809 dell’on. Napoli sugli ass. tecnici deve essere inserita in un contesto del genere, tipo legge 124.

    Sono sicuro che è il momento giusto, la scuola è in una revisione di manutenzione straordinaria.

    Quindi diamoci da fare con tutti gli addetti ai lavori.

  45. sandro detto

    PER MARCO
    Lo stesso problema si pone anche nel liceo dove presto servizio mi obbligano a prendere le ferie per i giorni degli iscritti

    saluti

  46. Tiberio detto

    Ho scritto personalmente una lettera all’on Napoli per ringraziarla dell’iniziativa che porta avanti in nostro favore

  47. igor detto

    Personalmente ho ringraziato l’on. Napoli per la proposta di legge 809 per gli A.T.

  48. RA detto

    Ma l’ on. sà quando uscirà la III fascia ?

  49. igor detto

    Colleghi srivete in massa ai sindacati tradizionali . Manifestate il malessere, proprio in questi stanno decidendo il nostro futuro.

  50. RA detto

    è vero che il decreto è stato firmato ieri e settimana prossima uscirà il bando ?

  51. corrado detto

    c’è qualche novita sulla nostra figura?
    a parte il decreto sui titoli di studio?
    ciao Corrado

  52. Anonimo detto

    Per Corrado, per i tecnici da 35 anni nessuna novità, a parte il titolo di accesso al profilo di qualche mese fa.

    Che vergona, nel pubblico impiego nessuno cosi male.

  53. corrado detto

    se pensiamo poi che per il contratto futuro ci daranno solo l’inflazione programmata (1,7% e chissa quando)contro un 3,8 di ufficiale che è sempre inferiore a quella reale.

    saremo già in crisi alla 2° settimana, perndiamola bene ragazzi saranno tutti soldi risparmiati per la dieta dimagrante.

    ciao
    Corrado

  54. Tierio detto

    cari amici,
    dopo questi ultimi sviluppi sono ancora più convinto che le logiche sindacali ci abbiano da sempre impedito quella valorizzazione che sarebbe ovvia per un profilo come il nostro.

    Che ci vogliamo fare? Poco purtroppo se non risparmiarci quei miseri euri mensili che molti di noi devolvono alle OOSS nella speranza che questo rafforzi la loro attenzione su di noi.

    Se proprio dobbiamo fare la dieta, come simpaticamente scrive Corrado, che la facciano anche quelli che ci chiudono da sempre le strade.
    In compagnia si sente meno la fame (-:

  55. corrado detto

    vi trasmetto l’interrogazione parlamentare che ho trovato

    Allegato B
    Seduta n. 739 del 13/6/2000

    Pag. 31841

    PUBBLICA ISTRUZIONE
    Interrogazione a risposta in Commissione:
    BOVA. – Al Ministro della pubblica istruzione. – Per sapere – premesso che:
    nelle scuole secondarie di secondo grado operano circa 14.000 assistenti tecnici molti dei quali in possesso di diploma di istruzione tecnica e professionale o di laurea i quali prestano a tutti gli effetti anche attività didattica in compresenza con il docente della disciplina;
    i nuovi profili professionali contrattualmente determinati, l’introduzione in tutti gli ordini di scuola della tecnologia informatica e la riforma dei cicli scolastici configurano una professionalità di riferimento per gli assistenti tecnici che non attiene semplicemente ad un lavoro di assistenza, ma si qualifica come vera e propria attività didattica a sostegno del lavoro degli allievi;
    il salto di qualità richiesto alla nostra scuola nell’ambito delle conoscenze e nell’uso delle tecnologie non può prescindere dalla valorizzazione della figura professionale degli assistenti tecnici a partire dal riconoscimento delle mansioni didattiche complementari a quelle tecniche e dalla equiparazione, sotto il profilo economico, al docente diplomato -:
    quali iniziative intenda adottare per porre fine alla differenziazione educativo-didattica ed economica tra il personale tecnico di assistenza al lavoro insegnante e gli altri docenti diplomati.
    (5-07894)

    di questi problemi se ne parlava anche nell’ormai lontano 2000
    MA I SINDACATI CHE CI STANNO A FARE??

  56. Anonimo detto

    ho una proprosta per risolvere i vostri guai.
    a) perchè per Voi, preparare un laboratorio e restarvene seduti a seguire una lezione è un lavoro immane ?
    b) restare senza fare un tubo per circa tre mesi l’anno è una gran fatica (sono come le mosche bianche i tecnici che sono impegnati nella manutenzione dei laboratori durante i mesi estivi), la maggior parte firmano il registro è vanno via…….si sanno come vanno queste cose…..;
    c) se vi si chiede di spostare un mouse, una tastiera di computer, rispondete non è compito mio, oppure quanto prendo dal F.I.S.;
    d) vi lamentate dello stipendio che per quanto misero possa essere di sicuro e molto più di quello che date…..
    la soluzione c’è cari assistenti tecnici

    CAMBIATE MESTIERE , SE NON VI PIACE..

    P.S. : IO SONO UN D.S.G.A. CHE SI FA DALLA MATTINA ALLA SERA UN C…. QUADRATO PER CERCARE DI RISOLVERE I PROBLEMI DELLA MIA SCUOLA, MENTRE VOI INSIEME A BONA PARTE DEGLI AMMINISTRATIVI PASSATE IL TEMPO A GRATTARVI LA PANCIA…..

  57. Anonimo detto

    IN 20 ANNI CHE LAVORO NELLA SCUOLA, HO CAMBIATO BEN 13 SCUOLE, I PROBLEMI DI GESTIONE PIU’ GRANDI LI DANNO GLI ASSISTENTI TECNICI, (MOLTO PIU’ DEI COLLABORATORI SCOLASTICI) CHE SI LAMENTANO PER CARICHI DI LAVORO SPESSO INESISTENTI, COMPLETAMENTE INVENTATI. VOGLIONO AVERE GLI STESSI (INGIUSTI PRIVILEGI DEL CORPO DOCENTE), IN NOME DI UNA PROFESSIONALITA’ SPESSO INESISTENTE………

  58. Anonimo detto

    VI LAMENTATE DELLO STIPENDIO, MOLTI DI VOI FANNO IL SECONDO MESTIERE, SPESSO IN ORARIO DI SERVIZIO CON I MEZZI DELLA SCUOLA……………. ORA CHIUDO… SONO NAUSEATO. BY BY

  59. Anonimo detto

    ah solo un’ultima cosa…… basta vedere gli orari dei commenti su questo portale per rendersi conto di quanto lavorano buona parte degli A.T. e con quali mezzi. Tutti gli interventi, infatti, risultano trasmessi in orario antimeridiano. La domanda allora nasce spontanea, o usate i computer delle scuole per scrivere queste stronzate sul sito, oppure fate il turno pomeridiano, cosa molto improbabile, specie in questo periodo !!!!!!!

  60. michele detto

    Anonimo DSGA,
    che dietro l’anonimato si trincera per delirare improperi con un linguaggio che meglio si addice ad altri luoghi, meno educati di questo, il suo rivolgersi alla nostra attenzione squalifica il suo, il nostro, e quello del restante personale di scuola, impegnato, a detta sua, a grattarsi la pancia tutto l’anno. Mi chiedo nella sua scuola se è LEI a preoccuparsi ed occuparsi di laboratori, segreterie pulizia e sorveglianza.
    Comunque, la realtà che io conosco è ben altra.
    E per rincuorarla (giacchè la mia coscienza è già a posto) del fatto che forse la Sua triste realtà non è comune a tante altre del variegato panorama scolastico del Paese, Le voglio elencare (omettendo molto), le attività che ho svolto nella e per l’Istituzione in cui presto servizio, la maggior parte della quale è, o è avvenuta, senza alcun compenso aggiuntivo, e talvolta in orario pomeridiano:
    - attività in laboratori di informtica (la mia area è topografia)
    - progettazione e costruuzione reti lan e wireless
    - preparazione pc e installazione sistemi operativi windows e linux
    - installazione e uso di differenti software, su s.o win e linux
    - Insegnamento sull’uso di differenti software, compreso AUTOCAD
    - corsi e attività (non come studente)
    - realizzazione e gestione di database e gestionali ad uso dell’istituzione
    - TAGLIO di erba con decespugliatore,il mio (il sabato pomeriggio e la domenica)
    - taglio di alberi d’alto fusto, con mezzi propri (il sabato pomeriggio e la domenica)
    - stesura di canaline, pitturazione di locali, sistemazione di piccole porzioni murarie
    - piccola manutenzione (dal cambio serrature alla pulizia degli scarichi)
    - spostamento (la mia scuola è su 5 piani) di armadi, banchi e attrezzature d’ogni tipo
    - realizzazione di differenti elementi in legno (basamenti, cornici ecc)
    - gestione dei server
    - manutenzione dei pc dei lab e delle segreterie
    - assistenza alle segreterie e ai DSGA su questioni informatiche di diversa natura
    - concerto inaugurale (sono anche musicista diplomato), anche questo a gratis
    - coordinamento e contatti coi fornitori
    - realizzazione di brochure, depliants, manifesti ecc
    - realizzazione piano di emergenza e documento valutazione rischi
    - assistenza informatica ai docenti, anche per le loro questioni personali
    - progettazione, previa misurazione e restituzione grfica, con cad, di nuovi spazi, laboratori, aule ecc, e relativi rapporti con l’ufficio tecnico
    - spostamento di materiali tra sedi con l’uso di mezzi propri (senza rimborso alcuno)
    - attività di segreteria
    - supplenze ai docenti (in aula e in laboratorio)
    - sostituzione di colleghi in aree non di appartenenza
    - servizio occasionale in quei lab non dotati di assistente
    Ora legga il nostro mansionario, e dica se tutto questo è presente e ben delineato. E Ci dica se conosce altre realtà del pubblico impiego (e anche non) ove tutto questa disparazione di mansioni avviene ed è tollerato dai dipendenti. Ovviamente io non sono mai stato costretto a svolgere quei lavori, ma ho operato nell’interesse dell’Istituzione e, lo dico molto onestamente, sono state spesso occasioni per imparare e copnoscere. E aggiungo che alcune di queste ho deciso di non svolgerle più, per una questione di dignità personale (e non per la natura del lavoro svolto, ma per la retribuzione, inesistente o risibile, che ne ho ricevuto. Quei lavori, nel mondo del privato, hanno un costo ben più alto)

    Detto questo, purtroppo registro l’impossibilità di migrare verso altra scuola (sebbene poi non sia una mia attuale priorità- sto abbastanza bene dove sono), perchè la mia area è solamente nella scuola dove presto servizio. Significa anche, questo, che la mia attività di “informatico” è come se non esistesse. Questa è l’altra faccia (scandalosa) della medaglia che Lei vuol vedere coniata solamente con una soltanto.
    Ogni cosa l’ho imparata a scuola e per la scuola (otto anni fa, quando iniziai, non sapevo nemmeno accendere un pc). Se Lei chiedesse ad un insegnante di svolgere un’attività che non gli compete, o insegnare una materia che non è la sua, che risposta riceverebbe?
    Chiedere una precisa definizione delle proprie mansioni è una faccenda tanto scandalosa?
    Chiedere la valorizzazione del proprio sapere, e il riconoscimento dei valori lo è parimenti?
    Ma anche supponendo che Lei abbia ragione, perchè strillare tanto sull’inoperosità dei tecnici durante il periodo estivo se è il contratto a costringerli in quella situazione, o confinati in aree ristrette e spesso desuete, in laboratori fantasma, pasticciando con aree affini e mansionari nebulosi? E perchè i direttori dei lab e il Dirigente della scuola dove Lei opera non controllano l’efficenza e la manutenzione di quei lab che Lei dichiara non essere “a posto” per l’indolenza dei tecnici? Allora non solo i tecnici, al loro dovere, vengono meno…
    Se LEi si riferisce alla Sua personale esperienza, questo Le arroga il diritto di estenderlo a tutte le realtà esistenti sul territorio?
    E crede che l’indolenza e il fancazzismo, l’ignoranza e la furberia esistano soltanto tra il personale ata, e che soltanto questa categoria si lamenta del proprio salario?
    Allora farebbe bene a tendere le orecchie e ad ascoltare meglio nei corridoi della Sua scuola, perchè vede, oltre gli uffici e l’atrio, nelle aule e nei laboratori, la realtà è forse un po’ differente da quella che Lei conosce. Noi, che tra studenti ed insegnanti ci passiamo un poco di tempo, conosciamo anche le “altre” campane, e spesso, al posto di quei docenti che Lei sottintende unici indefessi lavoratori di scuola, cisono gli assistenti, talvolta soli (se i docenti son malati o se latitano per qualche altro motivo), in aula o nei laboratori. E in questa realtà, mi creda, di lamentele se ne sentono da ogni dove.
    Detto questo, Lei ha ragione: nel pubblico impiego, e anche nella scuola, il fancazzismo dilaga (e conosco anche suoi colleghi che scaricano tutto sulle segreterie e si passano fuori da scuola molto tempo).
    Un’ultima cosa: se Lei osserva comportamenti impropri, quali ha denunciato (timbratura e uscita da scuola), abbia il coraggio di denunciarli.
    La saluto.
    domenica sera, fuori dall’orario di servizio

  61. Anonimo detto

    Premesso che il mio linguaggio si addice perfettamente alla categoria, (in altri contesti magari si potrebbe fare di meglio, o forse di peggio, ma non credo), vorrei sottolineare solo una cosa: perchè noi DSGA, e mi riferisco a quelli che come me vivono tutti i giorni quotidianamente la Scuola e i suo problemi (e non di certo a quelli che prendono il distacco sindacale che si sono arrogati il diritto all’indennità di direzione pur senza fare un tubo- vedi sequenza contrattuale del 28/05/08), sono alle prese con:

    a)piano delle attività organizzazione dell’orario di lavoro (compreso quello degli assistenti tecnici);
    b)controllo dell’orario di servizio (quando ci riusciamo), a proposito in tutti gli Uffici pubblici si adottano sistemi di rilevazione automatica delle presenze e degli orari di servizio compreso quello degli A.T., non vedo perchè nelle scuole questo controllo non ci debba essere;
    c) organizzazione del lavoro;
    d) gestione amministrativa contabile delle attività progettuali (comprese quelle finanziate dal FIS, per le quali al contrario di tutto il restante personale non riceviamo un tubo);
    e) adempimenti fiscali e previdenziali (D.M.A., EMENS,Mod 770, PA04, modelli disoccupazione, dichiarazioni IRAP, conguagli fiscali,)
    f) ricostruzioni di carriera;
    g) fase istruttoria alle attività contrattali del D.S.;
    h) consegnatario di beni di proprietà dell’Istituto, compresi i laboratori (e non si capisce perchè i responsabili non dovreste essere voi (non Voi, dico noi D.S.G.A., visto che i nei laboratori ci siete VOI NON NOI!!!!!)
    i) responsabili della sicurezza dei dati personali;
    l) responsabile delle fasi istruttorie dei provvedimenti amministrativi;
    m) responsabili dei magazziono
    n) rendicanti, programma annuale, e verifiche;
    o) conto consuntivo;
    p) organici,
    q) esami di stato e relativi adempimenti,

    ETC, ETC, MI FERMO QUI MA LA LISTA E ANCORA TROPPO LUNGA….. (ATTENZIONE DICO TROPPO………..)

    detto questo, mio caro michele, ammesso che sia questo il tuo nome, (e anche se lo fosse non saresti l’unico michele d’Italia che fà l’assistente tecnico) vorrei passare ad esaminare la situazione che hai prospettato:

    1) gli assistenti tecnici hanno secondo declaratoria professionale del profilo l’obbligo di supportare le attività didattiche di laboratorio per un massimo di 24 ore settimanali, le restanti dodici ore di servizio devono essere impegnate nelle attività di manutenzione delle attrezzature degli stessi (non siete affatto sub-consegnatari dei laboratori, non si capisce perchè visto che nei lab. ci siete voi insieme ai docenti);
    2) per eventuali ore eccedenti l’orario d’obbligo potete accedere al FIS, insieme con la restante parte del personale (fatta accezione del D.S.G.A., che è responsabile insieme al D.S. di tutto, ma dico tutto, pur facendo parte del personale A.T.A.);
    3)eventuali incarichi non compresi negli obblighi e nei doveri non previsti nel profilo professionale di appartenenza devono necessariamente essere assegnati con una formale lettera di incarico, contratto o convenzione scritta, ed il personale interno e/o esterno individuato deve essere necesariamente individuato secondo le modalità previste dall’art. 40 del D.M. 01/02/2001 (regolamento di contabilita) e non dalla contrattazione d’Istituto, questo siglifica che i larori non compresi nel profilo professionale di appartenenza possono essere contrattati con la scuola e se ritenuti convenienti per l’interessato accettati o meno;
    4) eventuali incarichi e compiti eccedenti l’orario di servizio o intensificazione delle prestazioni in orario di servizio, rientranti dei compiti e nelle attività previste nel profilo professionale di appartenenza sono retribuite con compensi a carico del F.I.S., se preventivamente deliberati con C.d.I. e oggetto di contrattazione integrativa d’Istituto, le ore eccedenti vanno sempre retribuite con il FIS (recuperate solo a richiesta del dipendente).
    ……………………………………..
    ci sarebbe ancora tanto da dire, ma forse non è il caso di dilungarsi ancora di più, vorrei concludere con alcune semplici quanto modeste osservazioni:

    1) Le associazioni sindacali alle quali molti di Voi sono iscritte non tutelano gli interessi dei lavoratori, ma soltanto i loro SPORCO BISOGNO DI SOPRAVVIVERE ALLE SPALLE E SULLE SPALLE DEI LORO TESSERATI….(questo e sicuro);
    2) Le associazioni sindacali non fanno altro che alimentare con il loro operato le tensioni negli ambienti di lavoro, perchè in assenza di controversie, la loro funzione è perfettamente inutile; (e anche questo è sicuro);

    insomma i problemi nelle scuole non li creano i Direttore dei S.G.A. (tartassati anche dalle assiciazioni sindacali che dovrebbero rapprensentarli perchè lavoratori) ma le associazioni sindacali stesse, perchè siglano quello schifo di contratti di lavoro con aumenti ad dir poco ridicoli alla faccia di tutti noi che restiamo negli Uffici a lavorare anche nei periodi estivi, magari a valutare domande di inserimento in terza fascia di povera gente illusa che non riuscira mai a lavorare , visti gli ultimi provedimenti del caro SILVIUCCIO……
    By By

  62. tiberio detto

    rispondo al collega DSGA premettendo che la volontà della categoria tecnica di vedersi riconosciuta una professionalità espressa è cosa legittima.
    Che poi ci siano colleghi che approfittano della propria posizione di “incertezza normativa” – e mi riferisco alla declaratoria dei profili professionali che non specificano realmente il ruolo e le competenze – è verissimo. Ma è carattristica di tutte le categorie di lavoratori pubblici e dunque generalizzare è sempre sbagliato a mio avviso.

    In ordine poi alle tue affermazioni:

    1) gli assistenti tecnici hanno secondo declaratoria professionale del profilo l’obbligo di supportare le attività didattiche di laboratorio per un massimo di 24 ore settimanali, le restanti dodici ore di servizio devono essere impegnate nelle attività di manutenzione delle attrezzature degli stessi (non siete affatto sub-consegnatari dei laboratori, non si capisce perchè visto che nei lab. ci siete voi insieme ai docenti);
    ————————–
    verissimo! Questo rientra o, per lo meno dovrebbe rientrare in quelle competenze che i sindacati non vogliono attribuirci e non se ne capisce il perché

    1) Le associazioni sindacali alle quali molti di Voi sono iscritte non tutelano gli interessi dei lavoratori, ma soltanto i loro SPORCO BISOGNO DI SOPRAVVIVERE ALLE SPALLE E SULLE SPALLE DEI LORO TESSERATI….(questo e sicuro);
    —————————————–
    sono d’accordo. Aggiungo che la politica che punta a redistribuire le poche risorse disponibili su una sempre più ampia platea di lavoratori contribuisce allo svilimento professionale perché è chiaro che l’impegno o la professionalità reale non verrà mai premiata con questo sistema.
    Solo a titolo di esempio cito l’art 7: io ci sono rientrato perché laureato ma assieme a me ai corsi c’erano colleghi che il giorno dopo andavano in pensione e non avevano neppure il diploma di scuola superiore! Tanto è vero che molti scopiazzavano a destra e a manca perchè non capivano neppure ciò di cui si parlava ai corsi! Non voglio offendere nessuno ma qesto è scandaloso. E si ripeterà ancora con la logica dell’ultimo accordo firmato perché ancora una volta l’anzianità di servizio.

    2) Le associazioni sindacali non fanno altro che alimentare con il loro operato le tensioni negli ambienti di lavoro, perchè in assenza di controversie, la loro funzione è perfettamente inutile; (e anche questo è sicuro);
    ——————————
    i sindacati purtroppo sono legati a una logica che oggi paradossalmente danneggia i lavoratori. Ma d’altra parte sono gli unici attori istituzionali che hanno il potere di contrattazione in virtù di un concetto di rappresentatività che nega alle minoranze la possibilità di discutere.
    Questa rappresentatività se la sono conquistata proprio attraverso politiche massificatorie (redistribuzione dei benefici su larga scala a prescindere dal criterio meritocratico) che andavano bene negli anni 70 ma che li porteranno a una brusca caduta di consensi nei prossimi anni.

    insomma i problemi nelle scuole non li creano i Direttore dei S.G.A.
    ————————————
    e chi ha mai detto il contrario. Io da sempre sostengo l’idea che una contrapposizione tra le diverse figure professionali che operano nella scuola è una lotta tra poveri cristi! Bisognerebbe invece creare unpo spirito collaborativo, nel rispetto delle competenze e professionalità di ognuno.
    Per questo motivo, pur comprendendo le motivazioni che sottendono al tuo sfogo contro i “tecnici” credo che il voler affermare la vostra professionalità facendo leva sulla mancanza della stessa nelle altre categorie sia una logica inefficace oltre che offensiva nei confronti di chi come te, seppur a diverso titolo, passa le sue estati a scuola

  63. tiberio detto

    finisco la frase tronca:
    perché ancora una volta l’anzianità di servizio è il titolo più importante.

  64. Anonimo detto

    non è mai stata mia intenzione generalizzare facendo di tutta l’erba cattiva e buona un sol fascio, ma è chiaro che parlando di un intera categoria inevitabilmente di tende a generalizzare, che diamine mica ci stanno nomi e cognomi in questo blog, si parla per categorie: A.T. , A.A. , DSGA, D.S. è chiaro che le cosiddette “le pecore nere” si sono un pò ovunque, ma diciamoci la verità, per quanto amara possa esserlo, nel pubblico impiego c’è nè sono di più ! (!!anche tra i colleghi D.S.G.A.!!)

  65. tiberio detto

    le pecore nere” si sono un pò ovunque, ma diciamoci la verità, per quanto amara possa esserlo, nel pubblico impiego c’è nè sono di più ! (!!anche tra i colleghi D.S.G.A.!!)
    —————————————–
    quest’affermazione riporta nella giusta dimensione il dibattito.

    Aggiungo che spazi di discussione come questo dovrebbero servire non solo allo sfogo delle personali frustrazioni ma anche a contribuire all’acquisizizione di una cultura del fare.
    Dove per fare io intendo lo spendere risorse individuali in formazione e per costruire un atteggiamento di rispetto e collaborazione tra le varie figure professionali che operano nella scuola.
    Concludo esprimendo un mio personalissimo parere sui DSGA.
    E’ vero quello che dice il collega; il lavoro del DSGA oggi è sicuramente quello più complicato e meno retribuito (se si intende il rapporto tra mole di lavoro/responsabilità e benefici economici). Ma per lo meno a questa figura professionale è stata – giustamente – riconosciuta una qualifica di alto livello, ed è più facile, una volta riconosciuta tale qualifica, attribuirle maggiori risorse economiche. Magari ci vorrà tempo ma sono sicuro che ad un certo punto la situazione si sbloccherà. Anche perché molti dirigenti sindacali hanno fatto la corsa a diventare DSGA e questo per voi è una garanzia (-:
    Le altre categorie di personale invece, pur non avendo le vostre responsabilità, non si vedono riconosciuto ad oggi neanche un inquadramento di minima (il livello C), livello che negli altri comparti pubblici è la base da cui si parte quando si inizia a lavorare. Per chi ha per lo meno un diploma si intende.

  66. marco detto

    mio caro gli alti dirigenti sindacali come li chiami tu….. hanno fatto la corso ad accaparrarsi una indennità di amministrazione che non si guadagnano leggi l’ultima sequenza contrattuale se non ti è chiaro

  67. marco detto

    in ogni caso e vero quello che dici questi blog servono a dare sfogo alle frustazioni di tutti quelli insoddisfatti del loro stipendio, di quelli che rivendicano il lavoro fatto da giarniere il sabato e la domenica, (vedi più su in questo blog), di quelli che pur essendo in servizio scrivono e si lamentano, non si capisce bene di chi e di cosa, in orario di serivizio e con i mezzi dell’amministrazione…….. se non siete contenti di quello che fate, se non vi basta lo stipendio, se i D.S.G.A. e il D.S. abusano della vostra c.d. “professionalità”. Vi do un consiglio………

    Cambiate Mestiere, o meglio come si dice dalle mie parti IATE VENN !

  68. marco detto

    p.s.: VORREI CAPIRE PERCHE’ TANTI ASSISTENTI AMMINISTRATIVI, FANNO OGNI ANNO DOMANDA DI PASSAGGIO NEL RUOLO DI ASSISTENTE TECNICO……… SI GUADAGNA DI PIU’ O SI “FATICA DI MENO ?” – BOH……..

    UN SALUTO A TUTTI VOI….. E BUON LAVORO !!!!

  69. bartolomeo bottone detto

    Fermo restando le validissime dissertazioni lette vorrei cortesemente porre un ulteriore quesito sperando in una risposta che allo stato attuale dagli organi ufficiali (vedi USR o Ministero o Dirigente scolastico ) non riesco ad ottenere .
    Il quesito che si pone è il seguente :
    Gent.mi Corrispondenti.
    Mi permetto disturbarbi per porvi un quesito che sta creando un annoso
    conflitto col personale docente relatore di progetti Fortic , Indire o
    comunque progetti e corsi fuori dall’orario di servizio non ricadenti in
    retribuizione su fondi d’Istituto .Nel dubbio che il sottoscritto possa
    interpretare male determinate direttive espongo quanto segue .
    In qualità di Assistente di Laboratorio di Elettronica ed informatica
    vengo invitato a prestare servizio in ore pomeridiane appunto nella
    qualità di cui sopra e mi viene stipulato un contratto di assistenza ai
    corsi che ogni anno si aggira dalle 50 alle 70 ore ove viene specificata
    una retribuzione oraria pari a € 13,05 ( effettivamente la paga oraria
    come da CCNL vigente sino al 31/12/2007 ora aumentato a €14,40 ) ma
    omnicomprensiva e al netto di tutti gli accessori per cui al momento del
    mandato di pagamento mi viene detratta una prima aliquota pari all’8,5%
    relativa ad IRAP e sulla rimanente somma mi viene detratto il 27% relativo
    ad IRPEF per cui , ritengo , la base paga oraria va al di sotto del
    regolare CCNL e , ritengo inoltre , non dovere essere soggetto a ritenuta
    IRAP ma mi pare , a mio giudizio , che i tutor dovrebbero, in fase di
    elaborazione progetto, moltiplicare le ore per la tariffa come CCNL e dopo
    aggiungere la percentuale IRAP in maniera tale che il dipendente viene
    realmente pagato con la tariffa di €13,05(o 14.40 dal corrente anno ) .
    Prima di rivolgermi all’Ufficio Scolastico Regionale di Palermo vi sto
    scrivendo appunto per avere una visione chiara se quanto da me elencato è
    corretto o se realmente i pagamenti a progetto possono essere onorati con
    cifre inferiori al CCNL e se l’Ass.Tecnico , in qualità di personale ATA ,
    è tenuto a versare proporzionalmente tale IRAP che sulla base paga già di
    per se esigua si avverte in maniera maggiore rispetto alla retribuizione
    del Tutor o del relatore esterno nei corsi .Certo in una vostra gradita
    risposta attendo con ansia e porgo l’occasione per porgervi Distinti
    Saluti .
    Ove necessario mi farebbe piacere ricevere i riferimenti per potere
    esaminare le normative di legge in materia anche perchè voglio potere
    parlare con cognizione di causa e , ove trattasi di mia errata
    interpretazione ,scusarmi di Dovere ..
    Ringraziandovi Bottone Bartolomeo ITIS Palermo.

  70. corrado detto

    PER TIBERIO
    “Devo dire però che solo la CGIL mi ha dato delle risposte sul futuro degli a.t. e sul perchè non chiedono che la ns. area B sia cancellata e sostituita dalla C”

    PUOI spiegarti meglio, che cosa dice la CGIL sul futuro degli AT?
    P.s. alcuni anni fa in provincia di forli furono convocati ITP e AT dalla cgil perchè c’era l’idea di fondere le due figure in una sola.
    Poi però non se ne è più sentito nulla.
    Ciao e grazie
    Corrado

  71. AvE detto

    Personale Ata
    Anche per il personale Ata si dovrà procedere ad una revisione dei criteri che presiedono la determinazione delle dotazioni organiche. La contrazione degli organici riguarderà tutti i profili professionali con particolare riferimento alle figure amministrative necessarie allo sviluppo dell’autonomia, come indicato nel parere della commissione Cultura della Camera dei deputati.
    Si ipotizza un’azione di contenimento nella misura media del 17% della dotazione organica di ciascun profilo.
    L’obiettivo di contenimento della spesa richiederà, pertanto:
    a) la revisione delle tabelle che attualmente fissano l’organico dei vari profili professionali, salvaguardando, prioritariamente, il contingente degli assistenti amministrativi;
    b) la formulazione del piano di dimensionamento della rete scolastica: la riduzione delle istituzioni scolastiche, delle sezioni staccate, dei plessi e delle succursali comporterà una riduzione del fabbisogno di personale Ata;
    c) la revisione dell’orario degli assistenti tecnici al fine di meglio soddisfare le specifiche esigenze della scuola (di V.Motzo).

    Per informazioni http://www.shopping24.ilsole24ore.com

    Trovato sul web – qualcuno ne sa di più?, Sa cosa vuol dire esattamente il punto c)? Ne approfitto anche per farvi avere un’altra notizia trovata sul sito della cgil, chiedendo se c’è qualche collega a.t. di Roma che può partecipare all’incontro e magari far conoscere – una volta per tutte e dalla viva voce di un a.t – la ns. situazione.
    “ATA, un lavoro importante”: il progetto nazionale di formazione predisposto da “Proteo Fare Sapere” per l’anno scolastico 2008-2009
    17-09-2008 | Eventi
    “ATA, un lavoro importante”, il progetto di formazione predisposto da FLC Cgil in collaborazione con Proteo Fare Sapere è arrivato quest’anno alla sua terza edizione (prima e seconda).
    Questa edizione ha come quadro di riferimento le novità del contratto con la sequenza contrattuale del 25 luglio 2008, il contratto integrativo sulla formazione del personale e la nostra Campagna per la semplificazione amministrativa. Inoltre, tiene conto degli ultimi provvedimenti del governo che toccano pesantemente la dimensione professionale e le condizioni di lavoro del personale della scuola.
    Il progetto si articola in due filoni di iniziative:
    1. “Lavori e professionalità per la scuola dell’autonomia – Gestire le risorse, conoscere la normativa, partecipare ai progetti”.
    2. “La cultura dell’accoglienza e dell’accompagnamento professionale”.
    Il primo prenderà avvio con quattro seminari nazionali ognuno dei quali metterà al centro del dibattito le specificità professionali, evidenziando nel contempo lo stretto intreccio tra professionalità, qualità dei servizi scolastici, rafforzamento dell’autonomia scolastica e difesa della scuola pubblica.
    • Per i Direttori dei Servizi generali e amministrativi – Piano delle attività e diversa articolazione dei profili professionali del personale ATA: il protagonismo del Direttore dei Sga – Milano
    • Per gli Assistenti amministrativi – La semplificazione amministrativa ed il ruolo degli assistenti amministrativi nell’organizzazione dei servizi di segreteria – Napoli
    • Per gli Assistenti tecnici – L’organizzazione dei servizi tecnici per la scuola dell’autonomia – Roma
    • Per i Collaboratori scolastici – Dalla mansione esecutiva alla responsabilità educativa: il ruolo dei collaboratori scolastici – Bologna
    Il secondo filone di iniziative mette l’accento sulla necessità di praticare la “cultura dell’accoglienza e dell’accompagnamento professionale”.
    Roma, 17 settembre 2008

    Vi ringrazio e attendo notizie

  72. Tiberio detto

    sinceramente sul punto c) non so proprio che dire.
    Il nostro orario fissa già un limite minimo di utilizzo (24 ore per la didattica) settimanale che può essere incrementato a seconda delle esigenze della scuola in cui ti trovi.
    Io ad esempio quest’anno avrò quasi 29 ore di didattica settimanale articolate su tre sedi. Più di così credo sia impossibile.
    Probabilmente renderanno più difficile la possibilità di chiedere un assistente aumentando il monte ore minimo di esercitazioni.
    Così vale anche per gli amministrativi i quali, sinceramente, negli ultimi anni hanno visto crescere i loro compiti a dismisura (essendo stati di fatto smantellati gli uffici periferici quali erano i provveditorati).
    Per i custodi potrei pensare invece a una volontà di togliere loro i compiti di pulizia, lasciando solo quelli di presidio e sorveglianza delle sedi scolastiche. In questo modo, affidando cioè le pulizie a imprese esterne si ridurrebbero i costi di parecchio. In università e in alcune scuole già funziona così.

    Sicuramente non c’è da aspettarsi niente di buono perché il governo (e quando dico governo non mi riferisco solo a questo ma anche a quelli che si sono succeduti nel corso degli ultimi 15 anni), non riuscendo a reperire risorse da quella voragine che è l’evasione fiscale e a ridurre gli sprechi che tra l’altro sono sotto gli occhi di tutti (vedi Enti pubblici fantasma, palazzi della politica, comunità al livello del mare e così via cantando), taglia i servizi ai cittadini intervenendo con tagli pesanti sempre e soltanto sugli stessi settori.

    Noi cosa ci possiamo fare? Ben poco credo….

  73. igor detto

    Udite, udite.

    TAGLI RAPIDI e (IN)DOLORI

    Al recente seminario (3-4-5 settembre) a titolo: “ Seminario per la
    definizione dei curricoli degli Istituti Tecnici nei settori economico e
    tecnologico “ organizzato a Roma dal MIUR nell’ambito della Commissione
    per la riorganizzazione degli istituti tecnici e professionali (cosiddetta
    Commissione De Toni, già attiva con il Governo precedente) sono stati
    enunciati alcuni punti fermi che incideranno pesantemente sulla figura ed
    sul ruolo futuro delle materie tecniche e nello specifico sulle co-docenze
    e co-presenze che riguardano i Docenti Tecnico Pratici e i Docenti Tecnico
    Teorici.

    In un altro ancora: “Per risparmiare , si propone di tagliare 45000 posti
    ATA e unificare gli ATA con gli ITP. Per questa nuova figura il nome di
    Tecnologo Scolastico sembra sia stato stabilito dalla Commissione
    Berlinguer. La costituzione dell’Ufficio Tecnico in tutte le scuole è
    affidata agli ITP”

  74. Tiberio detto

    igor scrive:
    —-Per risparmiare , si propone di tagliare 45000 posti
    ATA e unificare gli ATA con gli ITP. Per questa nuova figura il nome di
    Tecnologo Scolastico –

    E’ sempre il solito vecchio discorso.
    E’ ovvio che l’assisente tecnico e l’ITP sono due figure che hanno le stesse competenze.
    L’errore è stato compiuto quando è stata istituita la figura dell’assistente perché l’ITP esisteva già da tempo.
    Con gli anni poi la seconda e più nuova figura si è evoluta e adesso abbiamo di fatto un doppione.

    Questa considerazione però pone parecchi problemi. Sarebbe coerente, a mio avviso, fare delle due una sola figura ma chi lo spiega a una categoria che adesso dovrà rinunciare allo status docente e magari fare 36 ore per la stessa busta paga??

    E’ una patata bollente che nessun governo ha mai voluto trovarsi tra le mani; per questo motivo si è voluti rimanere sul teorico.

    Io, sinceramente, da anni propongo una ristrutturazione profonda della figura tecnica sulla base di ciò che esiste all’università. Ma ogni qual volta lo spiego a qualche delegato sindacale di alto livello, pur dandomi ragione, mi risponde che ciò non è possibile.
    Chi vivrà vedrà.

  75. AvE detto

    sarebbe tutto più semplice se si creasse un’area tecnica dove convogliare a.t. e itp, lasciando che gli itp continuino ad insegnare e agli a.t. rivedere l’orario, dare l’accesso all’ufficio tecnico, dare l’acesso alle scuole primarie e secondarie inferiori per l’insegnamento dell’alfabetizzazione informatica, dipendenti esclusivamente dal d.s.
    Ciao, ciao

  76. at. detto

    Purtroppo è ormai da molto tempo che sento parlare soltanto di chiacchiere riguardo la figura dell’assistente tecnico da parte specialmente di quei signori sindacalisti (che si fottono i soldi dei poveri lavoratori)la soluzione è soltanto una, riguardo questa categoria e ve la spiego subito in due parole:informiamo i Ministri della pubblica istruzione,Funzione pubblica e Tesoro che in un laboratorio tre persone sono troppe (di cui 2 con lo stesso titolo di studio)se tolgono la figura dell’i.t.p. con 18 ore e pagati bene, su 30.000 di questi lo stato risparmierebbe non pochi quattrini e, lasciando nel laboratorio la figura dell’at(per poi chiamarlo coord.tecnico o altra dicitura) in questo modo i otterrebe un risparmio di molti soldini.Inviate ai Ministri elencati dei fax per informarli su quello che realmente non conoscono.Informateli pure che già in altra epoca passata la figura dell’itp la stavano togliendo.Dimenticavo di dirvi che l’unica categoria che non ha mai fatto carriera è proprio l’at(vedi sostituzione DSGA(questi promossi senza laurea)da parte degli amministrativi,tutto questo grazie ai sindcati nella quale ci sono i dsga che occupano cariche importanti.Riflettete colleghi.Inviate fax ai Ministri

  77. Tony detto

    Purtroppo siamo in mano ai DSGA i quali sono molto più rappresentativi nelle varie OO.SS. ed è per questo che sono passati diretti superiori del personale ATA compresi i tecnici

    saluti

Lascia un commento

Devi essere collegato per postare un commento.