La storia di uno scippo: i “tecnici” di Palermo. E alcune considerazioni
Pubblicato da michele su 5 Maggio 2008
Riporto la puntuale riflessione del collega Giuseppe circa la questione dei tecnici di Palermo.
Si tratta di un commento ad un post, ma mi è parso utile farne un articolo per la precisione della cronaca e la lucida analisi che ne segue:
….di cosa parliamo: Circa 80 lavoratori degli enti locali assunti a loro tempo con la qualifica di bidello (ex 3° livello funzionale) più tardi in virtù di un concorso interno inquadrati come esecutore scolastico addetto ai servizi generali (ex 4° livello funzionale), che trasferiti ai ruoli del personale “collaboratore scolastico” A.T.A. dello Stato ai sensi dell’art.8 della legge n.124 del 1999, ricorrevano avverso tale provvedimento, per le seguenti motivazioni:
- l’esser stati dequalificati professionalmente e conseguentemente l’esser stati sotto retribuiti;
- riconoscimento del trattamento economico già in godimento (4° livello e non 3° livello così come previsto per il collaboratore scolastico dei ruoli A.T.A. dello Stato);
chiedendo pertanto il reintegro nei ruoli e negli enti di provenienza.
A seguito di questi ricorsi alcuni Giudici della Sezione Lavoro del Tribunale di Palermo, non hanno acolta l’istanza di reintegro, stabilendo che i ricorrenti fossero da inquadrare nel corrispondente 4° livello funzionale del personale A.T.A. dello Stato e pertanto con la qualifica di assistente tecnico, attraverso un particolare ed opinabile raffronto delle mansioni contrattuali del profilo di esecutore scolastico addetto ai servizi generali con quelle dell’assistente tecnico, non tenendo in conto della diversità dei titoli richiesti per l’accesso all’uno ( licenza elementare o diploma di licenza inferiore) ed all’altro ruolo.
Gli stessi Giudici, in riferimento ad uno delle motivazioni di quanti ricorrevano in giudizio, in una delle tante sentenze emesse così recitavano: non può essere accolta, invece, la domanda di risarcimento danni da dequalificazione professionale connessa all’errato inquadramento, in assenza di qualsivoglia prova circa le mansioni svolte in concreto dal ricorrente prima e dopo il trasferimento allo Stato e quindi, dell’effettivo impoverimento della professionalità acquisita durante il servizio alle dipendenze ……. .
Il successivo intervento all’Avvocatura dello Stato nel presentare ricorso contro le sentenze di cui prima risultò tardivo, divenendo queste definitive ed esecutive.
Il C.S.A. di Palermo in ottemperanza all’ applicazione delle sentenze provvedeva alla stipula dei contratti di assunzione a tempo indeterminato, e per gli stessi veniva prevista l’attivazione di corsi di qualificazione di 300 ore, tali da permettere (a dire dell’amministrazione) l’acquisizione dei titoli richiesti per l’accesso al profilo di assistente tecnico. Tutto questo permettendo un palese difforme trattamento giuridico fra lavoratori, dove per taluni il possesso di un titolo (quinquennale) è previsto prima dell’avvio di una procedura selettiva, mentre ad altri si permette l’acquisizione di un surrogato in corso d’opera.
Nella primavera del 2007 l’USR della Sicilia provvede quindi all’attivazione dei corsi di formazione di cui prima, iniziando e portando a termine quello per l’area AR20 – alberghiera -, mentre iniziato e subito sospeso per riprendere a settembre inoltrato, ad anno scolastico avviato, quello per AR02 – elettronica ed elettrotecnica – in quanto fortemente “caldeggiato” dall’organizzazione sindacale che in questi anni ha sostenuto le istanze di questi lavoratori: in sintesi non era possibile sostenere tale corso durante il periodo estivo, tenuto conto che uno dei mali che affliggono la Sicilia, oltre che quello del “traffico”, del Jonny stecchino di Benigni, vi è anche il “caldo”.
Ci si domanda perchè, tra le molte presenti, proprio quelle due aree sono state prescelte come contenitore per i lavoratori in questione.
È lecito pensare che tale scelta sia stata suggerita semplicemente da un ragionamento pratico e cioè dalla maggiore disponibilità di posti di quella tipologia a livello di organico provinciale: in effetti, organizzare corsi di formazione per tutte le aree esistenti nel profilo di assistente tecnico, non sarebbe stata impresa agevole!
Perché però non pensare di effettuare corsi di formazione, secondo le maggiori propensioni, attitudini o dove possibile, riconducibili alle professioni svolte dai soggetti interessati ancor prima di accedere al pubblico impiego? E ciò tenuto conto che nella stragrande maggioranza dei casi non si ha un percorso scolastico di estrazione tecnica al quale riallacciarsi.
Nel gennaio 2008, si è venuti a conoscenza che altri dieci ex-lavoratori degli enti locali transitati dalla provincia allo stato, hanno ottenuto sentenza definitiva circa il riconoscimento della qualifica di Assistente Tecnico, e un’altra sentenza sullo stesso life motiv (di cui si è avuta notizia soltanto nel marzo successivo) è stata emessa addirittura per altri 126 ex lavoratori comunali.
Ancora una volta, dunque, i Giudici della Sezione Lavoro del Tribunale di Palermo della Repubblica Italiana si sono espressi in tal modo e – ciò che è più assurdo – ancora una volta l’Avvocatura dello Stato non ha presentato ricorso e sembra che questo sia l’intendimento circa l’ultimo caso.
Aldilà di quelli che sono gli schietti compiti istituzionali del profilo di appartenenza, il nostro personale impegno è sempre rivolto: ai bisogni degli allievi attraverso una stretta collaborazione con i docenti di tutte quelle discipline che si avvalgono dell’uso dei laboratori.
L’istituto presso cui lavoro, che è sede di Centro Polifunzionale di Servizio, in questi ultimi anni ha sviluppato una notevole esperienza nella gestione di attività formative, di orientamento e di altri servizi rivolti alle persone ed alle organizzazioni.
Grazie alla crescita della dotazione infrastrutturale, negli anni sono maturate e accresciute le competenze necessarie per l’implementazione di nuovi processi operativi che hanno fatto leva sul valore aggiunto offerto dalle tecnologie, traendo beneficio per le azioni di formazione e crescita professionale che questa ne ha determinato, con significative esperienze negli ambiti:
· Applicazione web per l’acquisizione dei bisogni formativi;
· Sperimentazione di videoconferenza;
· Sperimentazione di diffusione di contenuti multimediali in video streaming;
· Sicurezza in rete;
· Controllo della qualità di navigazione.
La gestione di tali strumenti, dotati di alta tecnologia, ci consentono di mettere insieme logiche di comunicazione a vari livelli comprese le emulazioni di ambienti per riunioni e simulazione di formazione frontale (e-learning).
A differenza di quanto non possa succedere negli istituti tecnici industriali o in istituti professionali, al cui interno sono presenti, sia la figura dell’ITP che quella del Docente teorico (spesso un ingegnere), la presso cui lavoro, un istituto commerciale, al cui interno non trova quelle specifiche figure professionali di cui prima, ha sempre visto noi assistenti tecnici, protagonisti di questo processo di crescita, e questo grazie alla assoluta “fiducia” accordataci dallo staff dirigenziale.
Mi sembra quindi opportuno rilevare come l’ormai alto grado di tecnologizzazione delle scuole, così come l’alto grado di responsabilità e l’elevato livello di competenza richiesta per la gestione della parte amministrativa, sia tale che il gap fra il grado di conoscenze e professionalità in possesso dalle persone di cui prima (legittimamente non tenuti ad avere per il ruolo precedentemente occupato) e quelle oggi richieste per una efficiente funzionalità del “complesso sistema scuola”, non sia assolutamente superabile attraverso l’attivazione di corsi di qualificazione o altro tecnicismo del genere. Ma tutto questo sembra non interessare chi di competenza.
Mentre assolutamente certo è il fatto che con l’iniziare del prossimo anno scolastico, circa 80 assistenti tecnici per i quali i requisiti culturali richiesti, la cui esperienza e professionalità acquisita nel tempo e le mansioni svolte sono certe diverranno “disoccupati”.
Ancora, non sono pochi quelli tra noi che hanno conseguito il diploma di laurea, la quale per quanto in alcuni casi possa non essere settoriale di certo non guasta ma contribuisce a garantire alle scuole personale con un adeguato bagaglio culturale.
Tutto questo dovrebbe essere preferito a lavoratori di varia provenienza e – purtroppo – scarsa preparazione e culturale e di indirizzo specifico. Ma forse non è così!
Giuseppe




kang4roo detto
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Se Lei Ha bisogno di Un BLOG, non Dimentichi di Vedere WEBSITE “Leoxa.com”
(I Temi Sono Molto-molto Belli & Anche Capace Mettere Adsense)
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
michele detto
Per grandi linee corretto nell’esporre i fatti, anche se alcuni passaggi non sono esposti perchè sconosciuti dai più. A molti preme interessarsi di solo tre cose nell’ordine:
- quando sono le convocazioni;
- quali sono i posti;
- quanti sono i posti.
In merito all’alta professionalità degli assistenti tecnici palermitani, basta dire che, anche in provveditorato, circolano voci che questi riescano a guadagnare anche fino a 20.000 – 27.000€ di progetti.
Questo tanto per darvi un’idea
Claudio detto
…..peccato però Michele che i loro colleghi della penisola professionali e non riescano a guadagnare molto meno pur partecipando ai progetti..
michele detto
Hai perfettamente ragione. Io ho sempre rifiutato di fare i progetti, non ne ho mai fatti. Preferisco vivere quella poca parte di giornata che mi resta e non rimanere chiuso in laboratorio a vedere lo scempio di denaro pubblico che, in nome dei progetti, viene fatto. il miur potrebbe abolire i progetti e i fondi ad essi destinati aggiungerli ai minimi contrattuali di docenti e ata in parti uguali e vivremmo sicuramente meglio tutti. Inoltre, la qualità della formazione ne verrebbe a guadagnare. Ti scandalizzi se ti dico che i 27.000€ di cui si vocifera, sono da considerarsi oltre lo stipendio? E poi, magari, è la stessa persona che ha scritto e dal quale il mio omonimo ha tratto un articolo…. chissà?
Ciò non togli che a Palermo la situazione è molto tragica ….
ciao.
giancarlo detto
salve a tutti,credo di essere l’unico caso in italia
sono transitato dall’ente locale allo stato nel 2000 ,da assistente tecnico nell’ente locale ad ass.tecnico presso lo stato,il motivo, mi sono diplomato nel luglio del 2000 dopo 5 anni di sacrifici
ho interpellato la cgil (avvocato)la risposta non se ne fa niente ,non mi resta altro che ……
se qualcuno può darmi delle dritte
michele detto
Scusa Giancarlo ma non ci ho capito nulla….
lino363 detto
ma cosa state dicendo ma vi rendete conto delle falsità che dite al massimo ci prendiamo 500 euro per assistere e progettare il corso.
ma quali fonti avete per dire quetse falsità