Dentro il laboratorio: Docenti,ITP,AT
Pubblicato da michele su 2 Novembre 2007
Il ruolo dell’Assisente Tecnico è, come ben sappiamo, quello di “organizzare” tecnicamente le attività di laboratorio, limitatamente alla preparazione delle lezioni pratiche. All’interno dei laboratori, durante le lezioni, possono configurarsi due differenti tipologie di compresenza:
- docente teorico e assistente tecnico
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docente teorico, insegnante tecnico-pratico e assistente tecnico.
Quel che dovrebbe accadere nel primo caso è che il docente conduca l’attività autonomamente, mentre all’assistente viene lasciato il compito di intervenire sulle macchine che presentano problemi, di approvigionamento dei materiali che si rendono necessari nel corso dell’attività e tutte le altre incombenze di natura tecnica, non didattica, compresa la preparazione dell’aula e la sistemazione della stessa dopo l’attività.Nel secondo caso, invece, mentre il ruolo dell’assisente rimane immutato, i docenti si suddividono il compito di svolgere didatticamente le esperienze, cioè il docente tecnico conduce autonomamente le attività sulla base delle indicazioni fornite precedentemente dal docente teorico.
E’ ovvio che nel secondo caso l’assistente svolge quel lavoro che effettivamente è richiamato dalle norme, sebbene esse lascino spazio a pericolose interpretazioni (ccnl 1999).
Nel primo caso, invece, capita sovente che sia l’assistente a svolgere, in parte o in tutto, il ruolo spettante al docente tecnico pratico non presente in laboratorio. Questo accade in molti istituti in cui, per definizione normativa, non è contemplata la figura di ITP, docente tecnico-pratico. Caso ancora più singolare, all’interno del variegato panorama scolastico nazionale, è quello dei laboratori di informatica, dove per alcuni istituti è prevista la figura di ITP, mentre non la è in altri. Tale discriminazione non è spesso giustificata da ragioni di indirizzo, poiché vi sono istituti molto informatizzati ove non è prevista la figura di ITP, ma si aggrappa a ragioni che sono legate a ordinamenti obsoleti ed anacronostici. La convenienza a non rivisitare certi istituti curiosi è di facile intuizione: ridurre il numero di ITP e lentamente eliminarli dal contesto scolastico. Permangono figure di ITP che non hanno più alcuna reale collocazione all’interno delle moderne istituzioni scolastiche, ad esempio quelli abilitati in dattilografia, ragioneria o elaborazione testi. E’ chiaro che certe materie non hanno più un ruolo fondamentale, a causa dell’evoluzione tecnologica degli strumenti utilizzati professionalmente, ma per contro si sono sviluppati tecnologicamente settori che prima non richiedevano la presenza di ITP ma che attualmente risultano difficilmente gestibili dai docenti teorici, che molto spesso non hanno dimestichezza con tali strumenti e con la sempre maggior complessità gestionale degli stessi. Esistono poi i ingolari casi delle materie che hanno per norma una componente pratica, ma per le quali, in fase di esperienza di laboratorio, non è mai stata prevista la figura di ITP. In questi casi capita spesso che l’assistente sia chiamato a “sconfinare” in un terreno, diciamo così, molto prossimo alla docenza. Negli istituti ove, in relazione all’ordinamento, non siano espressamente previste le materie di “esercitazioni di laboratorio di..”, la figura di ITP non viene contemplata. Tuttavia l’utilizzo di quei laboratori avviene secondo principi del tutto simili. In pratica la presenza di ITP è rilevabile:
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in istituti dove esistono materie sperimentali definite come “esercitazioni di laboratorio di”
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in istituti ove, originariamente, pur non essendo previste le materie i cui sopra, è stata introdotta la figura di ITP
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in istituti ove non sono per legge previste figure di ITP ma in cui vengono impiegati in attività “a progetto”
E’ quest’ultimo un caso emblematico: esistono istituti ove vengono impiegati ITP “riconvertiti”, cioè in possesso di particolari abilitazioni per aree non più presenti all’interno delle istituzioni, ma che per capacità o interesse vengono impiegati in altre aree attraverso l’utilizzazione in progetti. tale pratica giustifica la necessità di un “travaso” degli ITP, un passaggio da aree obsolete verso altre più moderne, in cui si rendono effettivamente necessari, e non la loro progressiva alienazione.
Se, invece di attuare questa necessaria riqualificazione degli ITP, si attuasse l’eliminazione della figura, quei compiti passerebbero necessariamente agli Assistenti tecnici. Perche?
La risposta è semplice, ma non esente da critiche e attacchi. Sopporteremo suffragati dalla realtà inconfutabile dei fatti. I docenti teorici non sono in gado, molte volte, di gestire autonomamente le attività laboratoriali, non essendo infatti (praticamente e non teoricamente) soggetti a formazione e aggiornamento continui. Non possono rimanere quindi al passo coi tempi, perchè non hanno quel rapporto “intimo” con l’istituzione che invece ha il personale non docente (i docenti, al termine delle tre ore di servizio, non si fermano davvero all’interno dei laboratori per studiare ed impararne l’uso, e nel tempo in cui permangono all’interno degli istituti sono impegnati in attività di docenza). Gli ITP invece, come i loro “cugini” assistenti, fanno della formazione e dell’aggiornamento, svolti autonomamente, una necessità a cui non possono sottrarsi, a pena dell’imppossibilità di svolgere effettivamente il loro lavoro.
L’intenzione di spostare le competenze degli ITP agli assistenti si fonda su alcune certezze che il normatore ha ben presente, e che già ha puntualmente sfruttato in questi anni, a danno dei lavoratori:
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esiguo numero di assistenti e ITP, e conseguente “invisibilità” sociale dei lavoratori
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disomogeneità nella prestazione del lavoro di AT e ITP, dipendente dalla complessità e differenza sostanziale tra istituti
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autonomia scolastica, che consente ai dirigenti l’impiego più disparato dei lavoratori
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programmi obsoleti, legati a materie e attività spesso anacronistiche
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precariato. Chi si trova nella dilagante condizione di precario è disposto ad accettare condizioni squalificanti o lavori non attinenti al profilo di appartenenza, ed avvallare e sottostare alle richieste dei dirigenti
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competenza e conoscenza. E’ risaputo che chi sa fare, chi conosce, chi è competente, non si limita, per vocazione e per umana natura, ad un ruolo di mero “spettatore”, ma interagisce e collabora. Un paradosso tutto italiano.
Questa analisi è suffragata da comportamenti e consuetudini che sono facilmente dimostrabili.
Personalmente trovo che un’impostazione differente dei ruoli potrebbe vedere una riduzione di AT da impiegare in aree omogenee, (è chiaro che un assistente di chimica in un istituto di limitate dimensioni non potrà mai effettuare 24 ore di compresenza) limitatamente all’attività tecnica, su più laboratori differenti all’interno di grandi aree tematiche, e l’estensione degli ITP in tutti i laboratori. Questo comporterebbe il blocco in ingresso di aspiranti privi di titoli, che in questi ultimi tempi hanno determinato una squalificazione del profilo. Ma è un’idea personale, che potrebbe scontrarsi con gli interessi individuali di alcuni colleghi; una cosa è però certa, occorre mettersi in gioco. I docenti hanno gettato la spugna da tempo (vedere la proposta Berlinguer sull’acertamento delle competenze e preparazione in itinere dei docenti, che ha destato l’ira degli stessi), ma gli assistenti, che raprpesentano quella parte più “fresca” e in evoluzione, credo non abbiano difficoltà a “rigenerarsi” ulteriormente. Ci sono abituati.




Valeria (Taranto) detto
C’è un’altra figura che gravita attorno ai laboratori, le cui funzioni e i cui compiti si sovrappongono a quelli dell’assistente tecnico: il “Direttore di Laboratorio”. Dal punto di vista normativo, ho trovato ben poche notizie che mi chiarissero la sua funzione e i suoi rapporti con l’assistente tecnico, e quindi ti chiedo se sai qualcosa più nel dettaglio in proposito.
Michele detto
Il direttore di laboratorio rappresenta l’anello di congiunzione tra docenti, assistente e DS. Non esistono rapporti gerarchici tra direttore e assistente, entrambi “collaborano” nell’ambito della gestione generale delle attivita e sull’approvigionamento dei materiali, riferendosi sempre e comunque al dirigente. Sul piano normativo ne so ben poco, e nel ccnl la figura non è contemplata, essendo delegata in nomina al dirigente, nell’ambito delle funzioni docenti. Puoi spostare la domanda sul forum, magari qualche collega saprà fornirci qualche indicazione utile..
ciao valeria
Fernando da Sessa Aurunca detto
La figura del direttore di laboratorio non è una figura Istituzionale contemplata nel ccnl scuola; pertanto questo dimostra che tale funzione espletata, generalmente da un docente, (ma non necessariamente) ha una funzione di fiduciario che collabora con il D.S.
Tale figura tra l’altro se svolta da chi vive costantemente nel laboratorio (A.T.) sicuramente avrà molta più validità, tanto più che l’Assistente Tecnico, gestisce il laboratorio in funzione delle attivita che si svolgono durante tutto l’arco della settimana e non per un numero limitato di ore come può essere quello del Docente Direttore di Laboratorio.
Questo è certamente un altro punto vacante e contradittorio non definito ( visto che decisioni in merito alla gestione del Laboratorio possono essere prese sia dal A.T. che dal Direttore di Laboratorio).
La conduzione del laboratorio va assegnata in toto all’Assistente Tecnico che tra l’altro può coordinare le attività didattiche nel suo interno prevenendo e pianificando qualunque tipo di problematiche.
Quanto detto, dimostra ancora di più che l’Assistente Tecnico all’interno del laboratorio è il cardine principale su cui l’Istituzione Scolastica deve affidare le tecnologie presenti nel suo interno per permettere al Docente di svolgere l’attività didattica di laboratorio con una preparazione preventiva e pianificata, cosa che tra l’altro attualmente svolge ma il riconoscimento viene data al Direttore di Laboratorio.
michele detto
Fernando punta giustamente il dito sull’aspetto progettuale del laboratorio. accade infatti molto spesso che le istanze dei docenti, per tramite del direttore di laboratorio, siano tradotte in realtà attraverso la progettazione e la realizzazione dell’assistente tecnico. E spesso è egli stesso a promuovere nuove tecnologie e a introdurre le novità all’interno del proprio laboratorio, rinnovando il sistema delle esercitazioni.
Occorre però essere precisi e precisare infine che:
- non è detto che il direttore debba essere necessariamente un docente, potrebbe anche essere l’assistente tecnico.
- non esiste alcun ruolo gerarchico. assistente e direttore sono due figure che “collaborano”, riferendosi entrambe al dirigente. Quel che dovrebbe fare il direttore è raccogliere le istanze dei colleghi e proporre a dirigente e tecnico le idee, oppure esporre dubbi o problematiche. Il direttore non ha MAI il potere di formulare l’orario doi laboratorio nè di impartire ordini all’assistente tecnico. Si potrebbe definire una figura di raccordo tra docenti, dirigente e assistente.
Amilcare detto
Mi permetto di segnalare un passaggio che non è corretto:
docente tecnico conduce autonomamente le attività sulla base delle indicazioni fornite precedentemente dal docente teorico.
L’insegnante tecnico-teorico e l’insegnante tecnico-pratico concordano, di comune accordo, a inizio anno scolastico, la programmazione di laboratorio che svolgono in compresenza. In caso di assenza del docente tecnico-teorico (laureato), quello tecnico-pratico (ITP) prosegue la programmazione precedentemente concordata.
michele detto
grazie Amilcare per la precisazione.
Ma gli ITP non dovrebbero sempre lavorare in compresenza? (tanto ci fan fare quel che vogliono…)
Amilcare detto
Volevo aggiungere una mia personale opinione, maturata anche guardando cosa fanno all’estero.
Per le materie tecniche credo che ci debba essere un solo docente, che chiamerei istruttore (il termine docente è proprio a materie meramente teoriche come storia, filosofia, italiano ecc.)
Un istruttore ben preparato, teoricamente e praticamente, assunto in base a conoscenze e competenze acquisite con lo studio ma anche con comprovata esperienza nel mondo del lavoro.
La sola laurea, oramai, è condizione necessaria, ma non più sufficiente, per insegnare materie tecniche negli istituti tecnici-professionali e la distinzione fra ruolo teorico e ruolo pratico oramai è superata e converge, invece, in un’unica super figura professionale.
A fianco dell’istruttore ci sarebbe sempre l’assistente tecnico, che rimane una figura professionale specifica e insostituibile per il corretto funzionamento e conduzione del laboratorio.
Giuseppe detto
Concordo nell’analisi puntuale fatta nell’articolo pubblicato da Michele.
E molto poco ci sarebbe da aggiungere se non fosse per situazioni sgradevoli e imbarazzanti, con cui le amministrazioni periferiche del MPI spesso riescono a gestire taluni “fenomeni”.
Di cosa parliamo. Circa 80 lavoratori degli enti locali assunti a loro tempo con la qualifica di bidello (ex 3° livello funzionale) più tardi in virtù di un concorso interno inquadrati come esecutore scolastico addetto ai servizi generali (ex 4° livello funzionale), che trasferiti ai ruoli del personale “collaboratore scolastico” A.T.A. dello Stato ai sensi dell’art.8 della legge n.124 del 1999, ricorrevano avverso tale provvedimento, per le seguenti motivazioni:
- l’esser stati dequalificati professionalmente e conseguentemente l’esser stati sotto retribuiti;
- riconoscimento del trattamento economico già in godimento (4° livello e non 3° livello così come previsto per il collaboratore scolastico dei ruoli A.T.A. dello Stato);
chiedendo pertanto
- il reintegro nei ruoli e negli enti di provenienza.
A seguito di questi ricorsi alcuni Giudici della Sezione Lavoro del Tribunale di Palermo, hanno disposto il non reintegro agli enti di provenienza e che i ricorrenti fossero da inquadrare nel corrispondente 4° livello funzionale del personale A.T.A. dello Stato e pertanto con la qualifica di assistente tecnico, (a parere dello scrivente) attraverso un particolare e fortemente opinabile raffronto delle mansioni contrattuali del profilo di esecutore scolastico addetto ai servizi generali con quelle dell’assistente tecnico, non tenendo in conto della diversità dei titoli richiesti per l’accesso all’uno ( licenza elementare o diploma di licenza inferiore) ed all’altro ruolo, considerato che già questo dato sarebbe potuto essere indicativo di una qualche diversità fra i due ruoli.
Gli stessi Giudici, in riferimento ad uno delle motivazioni di quanti ricorrevano in giudizio, in una delle tante sentenze emesse così recitavano: “non può essere accolta, invece, la domanda di risarcimento danni da dequalificazione professionale connessa all’errato inquadramento, in assenza di qualsivoglia prova circa le mansioni svolte in concreto dal ricorrente prima e dopo il trasferimento allo Stato e quindi, dell’effettivo impoverimento della professionalità acquisita durante il servizio alle dipendenze …….” .
Avveniva poi il tardivo intervento all’Avvocatura dello Stato nel presentare ricorso contro le sentenze di cui prima divenendo pertanto definitive ed esecutive.
Il C.S.A. di Palermo in ottemperanza alla applicazione delle sentenze provvedeva alla stipula dei contratti di assunzione a tempo indeterminato, e per gli stessi veniva prevista l’attivazione di corsi di qualificazione di 300 ore, tali da permettere (a dire dell’amministrazione) l’acquisizione dei titoli richiesti per l’accesso al profilo di assistente tecnico. Tutto questo permettendo un palese difforme trattamento giuridico fra lavoratori, dove per taluni il possesso di un titolo (quinquennale) è previsto prima dell’avvio di una procedura selettiva, mentre ad altri si permette l’acquisizione di un surrogato in corso d’opera.
Nella primavera del 2007 l’USR della Sicilia provvede quindi all’attivazione dei corsi di formazione di cui prima, iniziando e portando a termine quello per l’area AR20 – alberghiera -, mentre iniziato e subito sospeso per riprendere a settembre inoltrato, ad anno scolastico avviato, quello per AR02 – elettronica ed elettrotecnica – in quanto fortemente “caldeggiato” dall’organizzazione sindacale che in questi anni ha sostenuto le istanze di questi lavoratori, in sintesi non era possibile sostenere tale corso durante il periodo estivo, tenuto conto che uno dei mali che affliggono la Sicilia oltre che quello del “traffico”, così come citato in “Jonny stecchino” di R. Benigni, fra questi vi è anche il “caldo”.
Ci sarebbe da chiedersi circa la scelta di due sole aree, quelle prima citate e non altre piuttosto che anche altre, verso le quali si è pensato bene di dirottare i lavoratori in questione.
È lecito pensare che tale scelta sia stata suggerita semplicemente da un ragionamento pratico e cioè dalla maggiore disponibilità di posti di quella tipologia a livello di organico provinciale?
E, in effetti, organizzare corsi di formazione per tutte le aree esistenti nel profilo di assistente tecnico, non sarebbe stata impresa agevole!
Perché però non pensare di effettuare corsi di formazione, secondo le maggiori propensioni, attitudini o dove possibile, riconducibili alle professioni svolte dai soggetti interessati ancor prima di accedere al pubblico impiego? E ciò tenuto conto che nella stragrande maggioranza dei casi non si ha un percorso scolastico di estrazione tecnica al quale riallacciarsi.
Intorno a gennaio 2008, si è venuti a conoscenza che altri dieci ex-lavoratori degli enti locali transitati dalla provincia allo stato, hanno ottenuto sentenza definitiva circa il riconoscimento della qualifica di Assistente Tecnico e una sentenza avente lo stesso life motiv (la cui notizia è trapelata a marzo c.a.) è stata emessa addirittura per altri 126 ex lavoratori comunali.
Ancora una volta, dunque, i Giudici della Sezione Lavoro del Tribunale di Palermo della Repubblica Italiana si sono espressi in tal modo e – ciò che è più assurdo – ancora una volta l’Avvocatura dello Stato non ha presentato ricorso e sembra che questo sia l’intendimento circa l’ultimo caso.
E mi ricollego all’articolo di Michele. Aldilà di quelli che sono gli schietti compiti istituzionali del profilo di appartenenza, il nostro personale impegno è sempre rivolto: ai bisogni degli allievi attraverso una stretta collaborazione con i docenti di tutte quelle discipline che si avvalgono dell’uso dei laboratori.
L’istituto presso cui lavoro che è sede di Centro Polifunzionale di Servizio, in questi ultimi anni ha sviluppato una notevole esperienza nella gestione di attività formative, di orientamento e di altri servizi rivolti alle persone ed alle organizzazioni.
Grazie alla crescita della dotazione infrastrutturale, negli anni sono maturate e accresciute le competenze necessarie per l’implementazione di nuovi processi operativi che hanno fatto leva sul valore aggiunto offerto dalle tecnologie, traendo beneficio per le azioni di formazione e crescita professionale che questa ne ha determinato, con significative esperienze negli ambiti:
· Applicazione web per l’acquisizione dei bisogni formativi;
· Sperimentazione di videoconferenza;
· Sperimentazione di diffusione di contenuti multimediali in video streaming;
· Sicurezza in rete;
· Controllo della qualità di navigazione.
La gestione di tali strumenti, dotati di alta tecnologia, ci consentono di mettere insieme logiche di comunicazione a vari livelli comprese le emulazioni di ambienti per riunioni e simulazione di formazione frontale (e-learning).
A differenza di quanto non possa succedere negli istituti tecnici industriali o in istituti professionali, al cui interno sono presenti, sia la figura dell’ITP che quella del Docente teorico (spesso un ingegnere), la presso cui lavoro, un istituto commerciale, al cui interno non trova quelle specifiche figure professionali di cui prima, ha sempre visto noi assistenti tecnici, protagonisti di questo processo di crescita, e questo grazie alla assoluta “fiducia” accordataci dallo staff dirigenziale.
Mi sembra quindi opportuno rilevare come l’ormai alto grado di tecnologizzazione delle scuole, così come l’alto grado di responsabilità e l’elevato livello di competenza richiesta per la gestione della parte amministrativa, sia tale che il gap fra il grado di conoscenze e professionalità in possesso dalle persone di cui prima (legittimamente non tenuti ad avere per il ruolo precedentemente occupato) e quelle oggi richieste per una efficiente funzionalità del “complesso sistema scuola”, non sia assolutamente superabile attraverso l’attivazione di corsi di qualificazione o altro tecnicismo del genere. Ma tutto questo sembra non interessare chi di competenza.
Mentre assolutamente certo è il fatto che con l’iniziare del prossimo anno scolastico, circa 80 assistenti tecnici per i quali i requisiti culturali richiesti, la cui esperienza e professionalità acquisita nel tempo e le mansioni svolte sono certe diverranno “disoccupati”.
Ancora, non sono pochi quelli tra noi che hanno conseguito il diploma di laurea, la quale per quanto in alcuni casi possa non essere settoriale di certo non guasta ma contribuisce a garantire alle scuole personale con un adeguato bagaglio culturale.
Tutto questo dovrebbe essere preferito a lavoratori di varia provenienza e – purtroppo – scarsa preparazione e culturale e di indirizzo specifico. Ma forse non è così!
Anonimo detto
Mi è bastato poco per capire la scarsa conoscenza della normativa, di chi fa il paladino
degli a.t.
Credo che si debba essere orgogliosi del proprio ruolo di a. t. , se poi ci sono i requisiti e le competene, si può fare il concorso, o entrare nelle graduatorie DELLE CLASSI DI CONCORSO PER DIVENTARE, DOCENTE TECNICO PRATICO, O DOCENTE TECNICO TEORICO.
BUON LAVORO
Tiberio detto
Mi è bastato poco per capire la scarsa conoscenza della normativa, di chi fa il paladino
degli a.t.
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Dal momento che molti di noi non hanno la tua competenza tecnico giuridica, sarebbe auspicabile che almeno supportassi la tua affermazione con delle indicazioni più precise circa la normativa che si disconoscerebbe nel voler affermare/far riconoscere la professionalità dell’a.t.
Credo che si debba essere orgogliosi del proprio ruolo di a. t. ,
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e questo che significa? Volersi affermare maggiormente sul piano della professionalità pensi forse che non sia coerente con la passione che ogni a.t. mette quotidianamente nello svolgere il proprio mestiere?
se poi ci sono i requisiti e le competene, si può fare il concorso, o entrare nelle graduatorie
———————————————————
Caro amico,
avere le competenze senza i titoli non porta da nessuna parte.
Avere i titoli neppure perchè (e se conosci così bene la normativa dovresti saperlo) se ti presenti a un concorso il servizio prestato come a.t. non ti viene riconosciuto ai fini del punteggio che consegui.
E dunque l’aggancio alla professionalità docente che da anni la categoria chiede dovrebbe non farci diventare tutti insegnanti dall’oggi al domani ma portarci ad una configurazione dei profili professionali equivalente a quella dei nostri omologhi universitari. Di fatto la normativa esiste ed è in vigore, basterebbe agganciare il profilo tecnico della scuola a quello del profilo tecnico dell’università. Chiaro il concetto?
Tiberio detto
mi inserisco nella discussione esprimendo il mio modestissimo parere sulle affermazioni del collega Amilcare quando scrive:
…Per le materie tecniche credo che ci debba essere un solo docente, …
sono assulutamente d’accordo con te. Anche perché la gestione del laboratorio spalmata su tre figure professionali (docente, ITP e tecnico) è un assurdo spreco di spesa. E anche di duplicazione di competenze.
…che chiamerei istruttore (il termine docente è proprio a materie meramente teoriche come storia, filosofia, italiano ecc.)…
non sono d’accordo. Il termine Istruttore si riferisce a un concetto meccanico (quasi Skinneriano direi) della funzione di docenza, che non può mai essere invece una mera trasmissione di conoscenze. Le materie scientifiche infatti, al pari se non addirittura di più delle materie di area letterario filosofica, contribuiscono alla formazione di una coscienza critica (basti pensare che i primi scenziati erano filosofi) e all’acquisizione di una conoscenza spendibile in ambiti multidisciplinari.
Qualche esempio lo trai dal riflettere su come la storia si sia sempre appoggiata (per la legittimazione delle sue aberrazioni) ai paradigmi scientifici di riferimento. L’eugenetica hitleriana può essere un esempio tratto dalla storia recente.
Marta detto
Salve, forse questo non è il luogo adatto ma vorrei sapere se la laurea triennale in chimica (con diploma di maturità scientifica) mi può permettere di diventare insegnante di laboratorio o tecnico,
non riesco a trovare informazioni in proposito sul web!
Grazie!
Pietro detto
Occorre però essere precisi e precisare infine che:
- non è detto che il direttore debba essere necessariamente un docente, potrebbe anche essere l’assistente tecnico.
sei in errore, caro collega, in quanto il direttore di laboratorio non a caso è un docente, poichè deve essere un impiegato di concetto e non un esecutore come noi. Inoltre proprio per il “concetto” di cui sopra è anche subconsegnatario delle attrezzature del laboratorio.
igor detto
L’ass. tecnico con funzione dell’art. 7 può benissimo ricoprire il ruolo di direttore di laboratorio. Già chieste delucidazioni al sindacato, la risposta è stata poisitiva.
AvE detto
puoi cortesemente darmi ulteriori informazioni riguardo a questa cosa, perchè a me, i sindacati hanno detto di no, e magari se hai qualche riferimento preciso sul contratto, perchè in caso posiivo vorrei proprio scatenare un po’ di “putiferio” nella prossima contrattazione, visto che da noi i resp. di laboratorio sono docenti e sono resp. solo sulla carta visto che poi al lato pratico……..”chi l’ha visto?”
Ti ringrazio anticipatamente
Marco detto
La questione è riportata nel Decreto Interministeriale 1 febbraio 2001, n. 44.
e se vogliamo essere precisi ecco l’articolo del decreto sopraccitato:
Art. 27
(Custodia del materiale didattico, tecnico e scientifico, dei laboratori e delle officine)
1. La custodia del materiale didattico, tecnico e scientifico dei gabinetti, dei laboratori e delle officine è affidata, dal direttore, su indicazione vincolante del dirigente, ai rispettivi docenti, mediante elenchi descrittivi compilati in doppio esemplare, sottoscritti dal direttore e dal docente interessato, che risponde della conservazione del materiale affidatogli. L’operazione dovrà risultare da apposito verbale.
2. Qualora più docenti debbano valersi delle stesse collezioni o dei vari laboratori, la direzione è attribuita ad un docente indicato dal dirigente. Il predetto docente, quando cessa dall’incarico, provvede alla riconsegna, al direttore, del materiale didattico, tecnico e scientifico avuto in custodia.
Alberto detto
Per Igor
Ecco cosa mi ha risposto lo snals confsal me lo immagginavo siamo schiavi dei sindacati.
Oggetto:Declaratoria profili ATA riscontro nota del 6/9 u.s..
Come riportato nella dichiarazione congiunta ARAN/OO.SS. allegata alla Sequenza contrattuale sottoscritta il 25/7/2008, in sede di rinnovo contrattuale per il biennio 2008/2009 sarà rivisitata la declaratoria dei profili professionali del personale ATA, fermo restando quanto già riportato all’art. 44, commi 1, 2 e 3 del CCNL 29/11/2007 e nell’art. 47 così come sostituito dall’art. 1 della suddetta Sequenza.
Cordiali saluti.
Il Coordinatore Nazionale Settore ATA
(Mario D’Onofrio)
igor detto
Per AVE
A proposito di Mario D’Onofrio leggete quanto segue.
Roma, 13 settembre 2006 2 S06/DON/ mf/set13-7
Alla lett. b), 10 comma, dell’art. 47 del CCNL 24/7/03 è disposto che i compiti del personale ATA sono costituiti da incarichi specifici che nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori e dello svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari perla realizzazione del piano dell’Offerta Formativa, come descritto dal piano delle attività.
AI successivo comma 2 del suddetto articolo è previsto che la relativa attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri ed i compensi definiti dalla contrattazione di istituto nell’ambito del piano delle attività.
le risorse utilizzabili per le predette attività, a livello di ciascuna istituzione scolastica, sono Quelle complessivamente spettanti nell’a.s. 2002/03, sulla base dell’applicazione dell’art. 50 dei CCNI 31/8/99.
Inoltre, in virtù, dell’art. 7 del CCNL 7/12/05, al personale dell’area B sono affidate in aggiunta ai compiti previsti dallo specifico profilo, ulteriori e più complesse mansioni concernenti la collaborazione amministrativa e tecnica caratterizzati da autonomia e responsabilità operativa. le modalità concernenti l’attuazione del suddetto disposto contrattuale sono state definite con l’Accordo Nazionale sottoscritto il 10/5/06. In particolare all’art. 4, comma 2, sono disciplinate la ricaduta sull’organizzazione del lavoro che è comunque materia di contrattazione di istituto ai sensi dell’art. 6, comma 2, lett. i) del CCNL 24/7/03. Nell’Allegato 4 al sopracitato accordo nazionale è evidenziato che le attività formative in favore degli assistenti tecnici beneficiari dell’art. 7 del CCNl attengono:
• alla collaborazione tecnica caratterizzata da responsabilità e autonomia operativa nell’organizzazione del piano di utilizzo dei laboratori; nella gestione dei beni dell’istituzione scolastica in riferimento all’affidamento della custodia e gestione del materiale didattico, tecnico e scientifico dei laboratori, delle officine e dei reparti di lavorazione; nel supporto tecnico per la gestione del progetti previsti dal POF; nel supporto tecnico al piano acquisti relativo ai laboratori delle aree di competenza.
Pertanto, nel quadro di quanto sopra esposto, è possibile rinvenire la soluzione del quesito proposto.
Il Coordinatore Settore ATA SNALS (Mario D’Onofrio)
igor detto
Cari colleghi
CHI E’ CAUSA DEL SUO MALE PIANGA SE STESSO.
Alberto detto
Per Igor
Non ho capito, vuoi dire che l’A.T. che benefica dell’art. 7 non dipende in maniera esclusiva dal DSGA?
chiarisci meglio il concetto.
saluti
igor detto
Stiamo parlando di Direttore di laboratorio, non di DSGA, Voglio dire che gli ass. tecnici si accontentano di poco, non amano lottare non si attivano per nessuna rivendicazione, in definitiva, come disse Fulcoli UIL scuola, non è arrivata nessuna lettera di protesta dei tecnici, in nessun caso. Ecco perche siamo trattati dall’amministrazione e dai sindacati a pesce in faccia.
michele admin detto
per Igor:
quanto dici è assolutamente vero; vero però è anche che a fronte dei documenti (lettera, analisi profilo, rivedicazioni e proposte contenute nella petizione) che gho inviate ai sindacati POCO DOPO la firma del contratto NON HO RICEVUTO ALCUNA RISPOSTA.
A prescindere dalla cattiva educazione dei suddetti che farebbero meglio a trattare con meno sufficienza e un poco più di attenzione le istanze dei lavoratori, preoccupandosi almeno di RISPONDERE, è chiaro che tale silenzio, forse frutto anche di un certo imbarazzo, è funzionale alla volontà di non prendere posizioni, in modo da lasciare intatta la situazione attuale che, come più volte è stato detto, fa comodo a tanti.
Tiberio detto
a questo indirizzo http://www.fnada.it/archivio/FNADA/ds-da2.htm potete leggere un’interpretazione dello FNADA sull’annosa questione della dipendenza gerarchica dell’assistente tecnico dal DSGA.
Quello che c’è scritto, anche se datato, mi sembra logico e di buon senso.
Buona lettura
concetta detto
Mi presento sono Concetta un’assistente tecnico (AR23)area chimica e microbiologia di un istituto professionale.
Mi scuso anticipatamente, la mia non è una rispostaè è una domanda
Nel sito assistenti tecnici si parla di sicurezza e chiaramente si fa notare che l’Assistente Tecnico ha un ruolo importante nella gestione dei rischi e delle emergenze, in quanto conoscitore dei processi e delle attrezzature presenti in laboratorio e di conseguenza è evidente la coresponsabilità, se taciuto,del comportamento scorretto o rischioso del docente.
Nella mia scuola si utilizza materiale organico di natura umana,come sangue ,feci, urine ecc.
Il Ministero Pubblica Istruzione ha vietato l’utilizzo di campioni organici di natura umana, ma il docente si ostina, purtroppo per ignoranza o per motivi personali, a voler usare campioni prelevati ai ragazzi.
La Preside, verbalmente,è a conoscenza del problema, ma non dà nè un divieto nè una autorizzazione a poter usare, ovviamente assumendosi le responsabilità, questi campioni.
Tutto tace e si continua.
rossi m detto
ma dell’articolo 7 non si sa più niente ? si farà nn si farà ? ki mi sa rispondere ? sono di NOVARA CIAO
gepy detto
Il giorno 22/10/2008 è stata firmata l’intesa sull’ex art. 7. Con questo accordo si mettono sul binario operativo le procedure per attribuire le nuove posizioni ex art. 7 (valorizzazione del personale Ata) ottenute grazie alla sequenza contrattuale del 25 luglio scorso. Ne beneficeranno 47.912 collaboratori scolastici, 96 addetti all’azienda agraria, 9.537 assistenti amministrativi, 3.297 assistenti tecnici, 77 cuochi, 22 infermieri e 63. Così si estendono i benefici dell’ex art. 7 ad un numero elevato di personale. Decorrono dal 1 settembre 2008 sia le nuove posizioni organizzative che l’aumento dei compensi annuali (600 euro per i collaboratori scolastici e 1200 euro per gli assistenti amministrativi/tecnici).
Tiberio detto
concetta scrive:
Il Ministero Pubblica Istruzione ha vietato l’utilizzo di campioni organici di natura umana, ma il docente si ostina, purtroppo per ignoranza o per motivi personali, a voler usare campioni prelevati ai ragazzi.
La Preside, verbalmente,è a conoscenza del problema, ma non dà nè un divieto nè una autorizzazione a poter usare, ovviamente assumendosi le responsabilità, questi campioni.
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Esiste una discreta normativa che regolamenta la gestione di campioni biologici umani per quanto concerne le strutture sanitarie e i centri di ricerca universitaria dove, ovviamente, non si può non usarli.
La scuola invece non deve assolutamente utilizzarli, ma questo lo sai anche tu.
Nel tuo caso io informerei per iscritto il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, il responsabile della sicurezza e, per conoscenza il presidio ASL di competenza.
Se intraprendi questa azione sicuramente risolvi il tuo problema velocemente.
Puoi anche agire diversamente, cercando per così dire di porre in atto un atteggiamento più morbido. E cioè: prima parli chiaramente con il tuo DS informandolo circa le intenzioni di interpellare la ASL (questo lo puoi fare informalmente dicendoglielo a voce oppure più sul piano formale scrivendogli e chiedendo un appuntamento per parlarne. Lo scritto in quanto documento rimane). Poi scrivi al rappresentante dei lavoratori della sicurezza, se l’atteggiamento del DS non ti soddisfa
Tony detto
Per Tiberio
Mandando giorni fa un quesito per via e-mail a uno dei sindacati rappresentativi circa gli incarichi specifici di cui all’art. 47 sull’obbligatorietà mi ha risposto che si possono tranquillamente rifiutare se non vi è covenienza e disponibilità dell’interessato, ma una volta divenuti beneficiari dell’art. 7 è difficile non accettarli in quanto costituisce un obbligo per il lavoratore perchè fa parte integrante del profilo.Ora mi chiedo e se le mansioni aggiuntive dell’art.7 non vengono proposte al lavoratore come cita l’art.53 del CCNL vigente come ci si deve comportare? ci utilizzano sempre in maniera discrezionale?
Saluti
Tiberio detto
Ora mi chiedo e se le mansioni aggiuntive dell’art.7 non vengono proposte al lavoratore come cita l’art.53 del CCNL vigente come ci si deve comportare? ci utilizzano sempre in maniera discrezionale?
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la discrezionalità in questa materia non esiste.
L’attività aggiuntiva in art.7 deve essere concordata e asegnata con una nomina.
Concordata tra chi? Il DSGA, sentito l’interessato formula una proposta, il DS può modificarla ma ciò passa necessariamente in contrattazione con le RSU. L’attività proposta deve essere inerente il lavoro di competenza: ad esempio un art.7 tecnico non può essere utilizzato negli uffici. Tra i copmpiti d’ufficio possibile invece potrebbero esserci attività quali la commissione tecnica e i collaudi, l’assistenza informatica agli scrutini o alle commissioni di esame di maturità, oppure ancora il controllo inventariale dei beni custoditi nei laboratori, per finire la gestione del sito web di istituto.
E’ evidente quindi che non si può prescindere dall’avere un rapporto con al propria RSU.
Nel caso in cui invece non venga redatta alcuna nomina e non si faccia menzione nel contratto di istituto delle attività aggiuntive da assegnare all’art.7 è bene sapere che in difetto non è il lavoratore ma l’istituzione. Ovviamente in questo caso il Dirigente o chi per esso non può pretendere alcunché
Tony detto
Per Tiberio
Chi benefica dell’art.7 la mansione aggiuntiva come anche coloro che gli vengono affidati incarichi specifici di cui art.47 la mansione in parola va svolta durante l’orario ordinario di servizio, oppure oltre, visto che il DSGA dove presto servizio ritiene che tali incarichi vanno svolti anche in orario extracurriculare senza nessun compenso orario come previsto nella tabella 6 del CCNL 2006/09. Questo perchè nella contrattazione d’istituto non chiarisce tale aspetto e gli rsu rispondono dicendo che non c’è bisogno di chiarire in quanto detti incarichi vanno svolti durante l’orario ordinario (36 ore sett.li) chi ha ragione?
Saluti
Tiberio detto
hanno ragione le RSU del tuo istituto. Se con il nuovo contratto cambieranno le norme poi staremo a vedere.
mikola detto
orario extracurriculare Si chiama straordinario e deve essere retribuito con il FIS. Forse qualcuno si confonde con l’incarico specifico. Ma anche qui discutiamo..
Se va avanti di questo passo vedremo che dirà il nuovo contratto e se lo fanno ….
Bye
Tony detto
Un nuovo contratto… ma se è recente del 29/11/2007 ed è in vigore fino al 31/12/2009
gepy detto
Penso che qualche cosa cambierà, i sindacati tradizionali, state addosso a questi signori che ci rappresentano, altrimenti ci scambieranno ancora una volta per un piatto di lenticchie.
igor detto
l’orario A.T. ecco cosa cambierà,
Attuale:
3. L’orario di lavoro degli assistenti tecnici è articolato nel seguente modo:
a) assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche per almeno 24 ore in compresenza del docente;
b) le restanti 12 ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico – scientifiche del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di esercitazione.
Futuro:
3. L’orario di lavoro degli assistenti tecnici è articolato nel seguente modo:
a) assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche per almeno 32 ore in compresenza del docente;
b) le restanti 4 ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico – scientifiche del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di esercitazione.
Immaginate un po che succede.
Tony detto
Per Igor
Da dove lo hai rilevato da quale sito?
igor detto
Faccio parte di un sindacato scuola, l’ho saputo in anteprima.
Tiberio detto
Boh! anch’io faccio parte di un sindacato ma ancora questa notizia non l’ho ricevuta.
So però che la Gelmini ha convocato un gruppo di presidi per rivedere l’organizzazione del personale tecnico.
Sul fatto che aumentino le ore in compresenza io ci intravedo due fattori: il primo positivo perché il provvedimento ci lega ancora di più alla didattica, il secondo negativo perché riduce i posti di lavoro e in questo modo si rischia il sovrannumero anche se si è di ruolo. Se poi la manutenzione non si riuscirà a farla io sono tutto sommato contento: vorrà dire che le scuole si attrezzeranno per stipulare contratti di assistenza con aziende del settore.
igor detto
la Gelmini ha convocato un gruppo di presidi per rivedere l’organizzazione del personale tecnico.
Chi ti ha detto di questa convocazione.
La notizia è attendibile?
michele detto
anch’io sno rsu ma non ne ho ancora avurta notizia ufficiale.
Ma cosa c’era d’aspettarsi? Il provevdimento, qualora fosse tale, si inquadra perfettamente nel disegno di ristrutturazione del comparto.
IO mi auguro soltanto che tra i presidi, gli esperti chiamati dalla Gelmini, ci sia anche Angela Napoli. Mi sembra che sia l’unica con le idee chiare sul ruolo e la professionalità delle figure tecniche.
Per quanto riguarda la questione in sè, come diceva Tiberio, bisogna vedere cosa si inventeranno. Forse era meglio pensarci prima, e non consentire l’ingresso di tantoi senza titolo. Diciamo grazie ai sindacati: graaazie!
mikola detto
Non credo che l’ultima risposta sia di michele di cui siamo abiruati a leggere !!! Se qualora l’ultimo Michele che ha scritto fosse un’altra persona lo inviterei a trovarsi un’altro nick o almeno aggiungere un numero.
Voglio ammirare la serietà dei partecipanti, che siano in grado di discutere e poter produrre qualcosa di qualità e produttivo per la nostra categoria.
Ciao Milena
mikola detto
3. L’orario di lavoro degli assistenti tecnici è articolato nel seguente modo:
a) assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche per almeno 32 ore in compresenza del docente;
b) le restanti 4 ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico – scientifiche del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di esercitazione.
Questa è materia contrattuale e il ministro può aver convocato un gruppo di presidi, ma si deve confrontare con le OOSS !!!!
michele-admin detto
Anche il dl 137 e la 112 sono norme che avrebbero richiesto il confronto con le OOSS. Eppure è stato approvato mostrando i muscoli e infischiandosene di sindacati e piazza. Non mi interessano le posizioni politiche, ma non si può certo affermare che questo esecutivo proceda secondo l’usato costume del confronto. E questo al di la del merito. Il vergognoso aumento di 70 euro lorde MEDIE che il Ministro della F.B. vuole stabilire senza il consenso del più rappresentativo sindacato ne è la dimostrazione.Il consenso è l’unico mezzo che un governo deve perseguire per ottenere risultati, altrimenti otterrà chiusura. Ma, tornando alla questione, sappiamo bene cosa produrrebbe l’incremento d’orario per gli AT. Secondo me si dovrà procedere ad un accorpamento delle aree, altrimenti non ci sarà l’effettiva popssibilità di operare su più laboratori. Nonso se questo sia positivo, potrebbe esserlo purchè ci si arrivi attraverso un percorso di formazione serio, altrimenti sprofonderemo sempre più verso i profili più bassi. Se nel contempo si elimineranno le compresenze con gli ITP, mi dite come riusciremo a coprire 32 EFFETTIVE di attività didattica? Credo che la questione sia affrontata ancora unavolta soltanto sui numeri.
NOn so, bisognerebbe avere notzie più precise, o attendere un disegno di legge.
Non credo che la gelmini abbia sostanzialmente commesso un errore nel creare ungrupp di lavoro, e forse i presidi sono quelli che più comprendono la realtà professionale dei tecnici, però, come giustamente sostiene Mikola, una volta formulata un’ipotesi, dovrebbe essere sottoposta al confronto, perchè le modifiche dell’orario di lavoro sono materie precisamente di natura pattizia, contrattuale! Che poi i sindacati dimostrino interesse per la nostra figura, sarebbe obiettivamente la prima volta in quindici anni.
Aggiungo anche: non è ancora stata perfezionata la sequenza contrattuale ata che scade già il “nuovo” contratto . In un paese in cui si deve attendere un triennio per un rinnovo contrattuale, e in cui poi non si erogano nemmeno gli arretrati (un anno intero su tre), con un esecutivo che procede “a prescindere”, ma secondo voi, che cosa possiamo aspettarci di positivo? mah..
Tenete comunque le tessere in mano, e ben visibili..
mikola detto
Tenete comunque le tessere in mano, e ben visibili..
Gazie Mikele anche se non condivido alcune cose ( ad es la proposta della Napoli) fa sempre piacere leggerti. Concordo con te sul fatto di far vedere le tessere e di farle contare sia a questo governo che alle nostre OOSS.
La vedo proprio male per gli A.T. che, dopo i CS, saremo gli agnelli sacrificali. Siamo una qualifica troppo eterogenea e purtoppo non siamo in grado di trovare delle soluzioni che possano andar bene per tutti. Neanche i corsi di aggiornamento sono in grado di rispondere ai nostri bisogni.
Comuque invito i colleghi del sud a partecipare al corso di proteofaresapere del 3 di dicembre a Napoli per far sentire e per poter discutere anche del nostro futuro.
Ciao
corado detto
(3. L’orario di lavoro degli assistenti tecnici è articolato nel seguente modo:
a) assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche per almeno 32 ore in compresenza del docente;
b) le restanti 4 ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico – scientifiche del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di esercitazione)
Be direi che come monte ore per ora non cambia
diverso sarà il criterio per poter richiedere l’assegnazione di un AT in un laboratorio (prima erano necessarie 24 ore, poi ne serviranno 32)con 4 ore a settimana la manutenzione che si può fare è veramente limitata (ma ci chiederanno di farla durante la lezione)
Quello che più mi spaventa è che il nostro “caro” Brunetta vuole equiparare i contratti privati a quelli pubblici (ragazzi che siano previste anche per noi le 40 ore settimanali?????????
ciao Corrado
igor detto
Per i tecnici, Comunque vada sarà un successo, dobbiamo ringraziare i sindacati tradizionali, per trent’anni i tecnici indicavano l’elevazione del titolo di accesso al profilo AT i sindacati dicevano che non era possibile, poi è stato elevato per volontà dell’amministrazione, tecnici indicavano lo scorporo dalla sigla ATA, i sindacati sempre più ATA e sempre più giù, la base indicava il riconoscimento del servizio per supplenza I.T.P., i sindacati riconscevano il servizio dei bidelli privi di titoli, vedi 845/78 per AT, sempre più giù, Finchè: spingi, spingi, il baratro, e le pecore stanno a guardare.
piero detto
SPERO CHE SI CAMBI –NON SOLO TAGLI
Carissimi colleghi nel complimentarmi con i sindacati e i Tecnici della Pubblica Istruzione per il contratto siglato il 29/11/2007 desidero portare all’attenzione delle associazioni sindacali quanto segue:
Lavoro nell’Istituto alberghiero svolgo la mansione di assistente tecnico AR20(sala bar e cucina). Con il vecchio contratto per fare questo lavoro bastava essere in possesso di un diploma di qualifica Statale o un semplice attestato regionale del tipo: confezionamento dolci, panettiere, o barista e si poteva accedere alle graduatorie. Con la nuova proposta di contratto, finalmente è stato fatto qualcosa di importante,infatti per accedere alla graduatoria come assistente tecnico bisogna essere in possesso di un diploma di maturità inerente l’area specifica. Rimane però un problema se io devo avere il diploma di maturità per fare l’assistente tecnico quali requisiti dovrà avere il docente tecnico pratico per essere assunto? Ancora c’è gente che sta insegnando con un semplice diploma, E’ giusto?
Visto e considerato tutto ciò come mai ancora oggi non si legge nulla di nuovo per i docenti tecnico pratici? Loro con il mio stesso titolo di studio (diploma di maturità tecnico dei servizi della ristorazione) continuano a fare diciotto ore settimanali,mentre noi assistenti tecnici ne facciamo trentasei, i docenti tecnico pratico nelle classi 1° e 2° classi fanno anche la compresenza, cioè vale a dire che per una classe di 1° o 2° dove lavorano sei ore settimanali significa che ne realizzano tre ore a persona. Se Stiamo cercando di migliorare la scuola facciamolo in tutti i sensi non a senso unico. La richiesta che emerge da queste considerazioni che equiparino sia lo stipendio e le ore lavorative che si cambi il titolo di accesso per i docenti tecnico pratici i quali dovrebbero avere almeno una laurea di primo livello anche in pedagogia ,visto che non esiste una facoltà specifica alla ristorazione, perché oltre ad insegnare la pratica devono essere dei buoni educatori cosa che spesso non risulta. Una proposta quindi che un docente tecnico pratico non deve essere assunto soltanto perché ha il diploma ma debba avere almeno sette anni di esperienza nel settore, perchè altrimenti che docente tecnico pratico sarebbe ? Spero che questa riflessione ponga l’accento su un problema molto sentito per il quale ci piacerebbe avere una vostra opinione
michele-admin detto
si, però fatemi una cortesia,
se volete scrivere ai sindacati scrivetegli, senza postare commenti “all’attenzione dei sindacati” (non è un blog di annunci ai sindacati) piene di parole che non si sa se siano state inviate a qualche sigla o se si tratta di uno sfogo personale.. Se invece volete portare i frequentatori del blog alla conoscenza di qualche lettera o documento, inviato da voi o da qualcun altro a sindacati, ministro o altro, date comunicazione della fonte e qualche altro utile riferimento. Altrimenti non si capisce nulla!
michele-admin detto
comunque, Piero,
non sono affatto d’accordo con te. Gli ITP svolgono un altro lavoro. Siamo d’accordo, hanno il diploma come noi, ma hanno anche un’abilitazione (almeno ora, un tempo le cose andavano diversamente, ma anche tu saresti diventato ITP se avessi iniziato a fare l’AT vent’anni fa. Oggi questo non è più possibile). Queste derive non ci portano da nessuna parte.
Bisogna ragionare sul merito del nostro lavoro. Dovremmo invece essere più arrabbiati per il passaggio di tanti privi di titoli. Di questo si, i sindacati si devono sentiree addosso il peso della responsabilità. Ora vengono a sbandierare la conquista del titolo di studio, per valorizzare la professionalità! Ma non è merito loro!
Tony detto
Ancora non ho capito con il decreto Gelmini n.137 dove vi è scritto che gli assistenti tecnici invece di 24 ore sono passate a 32 in compresenza col docene di laboratorio
saluti
Tiberio detto
non ho capito con il decreto Gelmini n.137 dove vi è scritto che gli assistenti tecnici invece di 24 ore sono passate a 32
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da nessuna parte Tony. Sono solo elucubrazioni.
Si discute, si suppone ma di certo non c’è nulla perché Gelmini si è fermata al titolo. Ovvero ha esplicitato che vorrà rivedere ma ancora nessuno sa come. Quindi niente allarmismi perché per il momento stiamo discutendo solo di possibili ipotesi.
igor detto
Elucubrazioni, se fossi un supplente, specialmente se con titoli, comincerei a chiedere conto a: CGIL, CISL, UIL, SNALS.
Nei vari CSA sono gia a conoscenza il numero di tagli ATA.
Manca solo la ripartizione dei tagli per profilo.
dario detto
salve
vorrei sapere se mi chiamano per 15 gg a fare supplenze mi viene aumentato il punteggio ?? anche nel eventuale graduatoria itp grazie
Carmelo detto
Secondo voi il Dirigente scolastico può chiedere agli assistenti tecnici di firmare il registro di presenza nel laboratorio quando ci sono le ore di manutenzione?
1^ ora Manutenzione Firma Assistente tecnico
2^ ora Classe Firma Docente
e via dicendo?
Cosa ne pensate?
igor detto
Per Carmelo,
Il tuo D.S. ricorda tanto GARGANELLA, il cattivo dei puffi, smerdalo, in qualche occasione propizia digli che fa ridere.
Tony detto
Per Igor
pensa un po che anche nella mia scuola il DSGA pretende che firmi il registro di laboratorio oramai siamo dipendenti come per il restante personale ATA dai DSGA.
michele detto
In trentadue anni di servizio come A.T., ricordo nel lontano 1985 il tentativo timido dei confederali di inserirci tra il 5° livello proprio della carriera di concetto e il 4° livello tipico della carriera esecutiva,con un 4° bis. Da allora in avanti si sono susseguiti periodi più o meno bui sul piano normativo, fino al contratto del 1998/2002, nel quale cambiava il profilo ( si parlava, tra l’altro, di autonomia nell’espletamento delle proprie mansioni). Resisi conto che il profilo descritto non poteva evidentemente appartenere alla categoria degli A.T., si provvedeva con il contratto collettivo del 2003/2005 a riformulare lo stesso profilo al futuro coordinatore tecnico. Per intanto il personale in servizio ha di fatto espletato funzioni superiori. Mi domando se qualche buona anima, armata di buone intenzioni, faccia presente nelle opportune sedi lo scippo che è stato perpetrato a danno di una intera categoria, con i contratti successivi.
vanna detto
Sono una vostra collega e mi occupo dei laboratorio di fisica ,chimica e scienze in un istituto tecnico-aereonautico.Ho lavorato per 20 anni nei laboratorio di biologia e chimica,sono stati anni interessanti. Ora mi ritrovo a lavorare in una scuola mal organizzata, con dei bei laboratori ben arredati ma con pochi strumenti,a volte si svolgo le lezioni in modo quasi simboliche. una situazione triste. Le lezioni a volte e impossibile svolgere perché appunto non c’è attrezzatura perciò non sono impegnata come vorrei esserlo. Allora arriva il colpo della mannaia,DSGA come al solito voi AT non fate mai niente…vivo una situazione insopportabile Richieste di materiale, strumenti e così via, che vengono lasciate in sospese, c’è poco interesse da parte di tutti a creare un vero laboratorio. Se penso che al corso Aeronautico, nuovo, molto bello ma poco curato è veramente una tristezza, mi dicono non ci sono soldi.. manco per comprare 3 calcolatrici…strano ma vero…Vi mando un Saluto dalla Sardegna ..Vanna.
michele-admin detto
cara Vanna,
il tuo messaggio riempie davvero di tristezza. Purtroppo guardando ai nuovi piani programmatici le ore di lab sono destinate a diminuire. Questo stabilisce il governo “del fare”, come ama definirsi.
Quel che rimane è la tua voglia di fare. Aggappati a quella, perchè si può fare molto anche senza mezzi. Non curarti dei giudizi, perchè la tua coscienza parla soltanto a te.
buon proseguiment
michele
igor detto
Per Vanna.
Cerca di farti valere, distingui il tuo ruolo dal DSGA, cerca di essere propositiva, denuncia le carenze di materiale didattico al DS, non ti rapportare col DSGA.
Tutto questo lo dobbiamo ai sindacati tradizionali, cgil, cisl, uil, snals, devi aggredire di e-mail le segreterie nazionali, devi essere presente alle assemblee dei sindacati nelle varie scuole, denuncia che chi rappresenta in contrattazione, in malo modo, gli AT, sono solo e sempre DSGA e questo non è etico,un dsga non può rappresentare i “sottordinati” di categoria.
Tutto questo sonno ci sta mettendo in mezzo ad una strada, francamente per alcuni colleghi la cosa non mi porta sconforto.
corado detto
Sembra che dal prossimo anno la presenza ,in laboratorio dell’ ITP sia assicurata solo per le classi prime e seconde,
per terza quarta e quinta è prevista la copresenza del docente teorico e dell’ AT.
Con 32 ore la settimana ci sarà da correre
igor detto
Per Corrado,
Con 32 ore la settimana ci sarà da correre, aggiungo:
senza considerare i tagli
Sto aspettando questo momento con attenzione, per vedere i colleghi dormienti, al risveglio, la faccia che faranno.
AvE detto
prevedo che continueranno a dormire come hanno sempre fatto o troveranno comunque un modo per sopravvivere…..:)
Buona giornata
Tony detto
Dove è scritto che saranno 32 ore di copresenza col docente è già ufficiale la notizia?
saluti
igor detto
Le famose 32 0re sono state comunicate in via ufficiosa da un sindacalista di livello nazionale.
igor detto
Sopravviver?
Non credo proprio.
igor detto
Tutto dopo le festa, ci conceranno per le feste.
Dal ministero P.I.
Oggetto: Riordino degli ordinamenti scolastici e conseguente fissazione al 28 febbraio 2009.
corado detto
Le 32 ore a cui facevo riferimento io, sono ore effettivanete svolte nel MIO LABORATORIO.
Poi dopo il riordino non so quante ore di copresenza ci saranno. Come dice Igor se sono veramente 32 ore sarà dura
Rocco detto
Cari colleghi io proporrei uno sciopero bianco stile piloti, atteniamoci al profilo esistente, rifiutiamo gli incarichi aggiuntivi remunerati con pochi spiccioli, solo così potrà venire fuori la nostra professionalità e daremo maggiore peso alla protesta.
Cosa ne pensate?
Rocco detto
Ad esempio mi occupo oltre al lavoro ordinario in laboratorio: gesione Rete d’istituto, Sito web, manutenzione segreteria, gestione apparati telefoni, allarme, progetti POF, organizzazione eventi scuola(impianto audio, proiezioni varie), pc vari dislocati (sala ins. sala personale biblioteca ecc..)supporto corsi extracurricolari, consulenza acquisti, commissione collaudo, commissione innovazione e sviluppo, supporto piattaforma voti online, qualcosa sicuramente dimentico, credo di non essere lo’unico in questa sirtuazione vedi il post “la famigerata area AR02″. io sono pronto a fare un passo indietro fermarmi un attimo per vedere cio che succede.
Paolo detto
Sono un vostro collega. Da diversi anni disponibile nei riguardi dell’insegnante coordinatore di sezione il quale, anche se non è nello specifico docente di laboratorio, ritiene di potersi avvalere dell’assistenza del tecnico. Per anni ho esaudito richieste da parte di quest’insegnante, la maggior parte delle quali non rientrano nello specifico del mio profilo professionale. Ho letto in uno dei commenti che il direttore di laboratorio non ha il potere di impartire ordini all’assistente tecnico. Vi chiedo, se possibile, qualche consiglio su come devo regolarmi con quest’insegnante e, se possibile, eventualmente una normativa di riferimento sulla questione. Grazie.
michele-admin detto
ciao Paolo,
il docente può chiedere all’assistente tuttociò che gli occorre persvolgere l’esercitazione, strumentazione, assistenza in caso di necessità (non chiedermi di che tipo perchè sul nostro sfolgorante mansionario non c’è scritto). NOn può impartire ordini, nel senso stretto, perchè noi siamo ATA e abbiamo un organigramma di riferimento differente. NOn siamo subalterni ai docenti. I docenti, per regola, si rivolgono al DS per le specifiche richieste e il DS valuta ed eventualmente dispone. NOn siamo nemmeno subalterni al direttore del lab. Se ti viene chiesto di svolgere mansioni in area diversa e non all’interno dei tuoi lab, puoi fare un favore e farlo come facciamo in fin dei conti sempre e comunque, oppure, quando per diverse ragioni cominciano a girarti le scatole, rifiutarti perchè non rientrante nei tuoi compiti specifici. Il prof in questione può fare richiesta al DS come di regola affinchè gli sia garantita l’assistenza, a quel punto il DS dovrebbe verificare che esistano i presupposti per assegnare un AT (personale interno che ha quell’area, previa verifica della disponibilità oraria dell’AT, se non ha tutte le 24 ore già occupate). Ovviamente il DS può dempre dire che tu non copri le tue 24 ore nel tuo lab e affidarti l’assistenza anche per quel lab. Dovrebbe in ogni caso essere un’aula rientrante tra quelle previste nella tua area, se così nonfosse puoi pretendere uno specifico ordine di servizio, e se ritieni sia il caso portarlo al tuo sindacato, per verificae se ci sia effettivamente un abuso. Sappi però che alcuni sindacalisti hanno sostenuto che se il DS dimostra che l’at non svolge 24 ore EFFETTIVE di compresenza può impegnarlo in aree anche non appartenenti a quelle previste per il diploma specifico dell’at stesso. Qualche altro DS, invece, fa velatamente trasparire che, di fronte ad un rifiuto dell’at a operare su aree non omogenee, se non ricopre le 24 effettive all’interno dell’area di cui è titolare, può tranquillamente starsene a casa, soprattutto quando si tratta di personale non di ruolo. Certo è che, a fronte di ogni possibile disponibilità e di imposizioni anche velate di minacce di qualche tipo, operare in aree differenti da quelle previste per il nostro diploma, non ci consente di ottenerne la titolarità, e quindi, spesso, ci preclude il conseguente diritto di mobilità. Questo è il nostro profilo, questa la situazione attuale. Se vuoi fare un’azione di forza su un principio sacrosanto, sappi che ti aspetta vita dura.
Paolo detto
Grazie mille Michele-Admin
Tony detto
Per Michele Admin
Hai dimenticato di dire che grazie ai Sindacati dipendiamo anche dai DSGA in egual misura come i CC.SS. e gli AA.AA
saluti
igor detto
Ecco, si comincia a capire che, i tecnici, di padroni ne hanno in abbondanza, parecchi di questi comandanti a causa di scarse conoscenze tecniche non sono abilitati al comando. In poche parole creano solo inutili fastidi.
Tony detto
Per Igor
Come bisogna comportarsi per non prendere ordini da questi DSGA incompetenti nei servizi tecnici, se i sindacati parlano di realizzare l’unità dei servizi e il capo sarebbe la figura del DSGA? e quindi già il fatto che il piano delle attività lo propongono loro anche per gli A.T. e quindi fanno di testa loro nell’impartire gli ordini di servizio.
igor detto
E’ sempre la stessa musica,
Cerca di farti valere, distingui il tuo ruolo dal DSGA, in occasioni propizie ridicolizzalo, devi essere propositivo, ti devi relazionare col DS, non ti rapportare col DSGA.
Tutto questo lo dobbiamo ai sindacati tradizionali, cgil, cisl, uil, snals, devi aggredire di e-mail le segreterie nazionali, devi essere presente alle assemblee dei sindacati nelle varie scuole, denuncia che chi rappresenta in contrattazione, in malo modo, gli AT, sono solo e sempre DSGA e questo non è etico,un dsga non può rappresentare i “sottordinati” di categoria.
Tutto questo sonno ci sta mettendo in mezzo ad una strada, francamente per alcuni colleghi la cosa non mi porta sconforto.
Srivi, mostra dissenso per la politica sindacale verso gli A.T.
a:
- Organizzazione@flcgilscuola.it
- uilscuola@uil.it
- info@snals.it
Tony detto
Per Igor
Quello che dici già l’ho fatto in diverse occasioni ma i sindacati tutti, sopratutto lo SNALS dice che essendo ATA il nostro diretto superiore è il DSGA anche se nel T.U del D.L. 165/01 non fa alcun cenno di noi A.T. e quindi………..
igor detto
Quindi?
ROMPERE A TUTTI, DARE FASTIDIO, SCRIVERE, APPELLARSI A QUEL POCO CHE ABBAIMO PER ESEMPIO LA RESPONSABILITA DELLA CONDUZIONE DEL LABORATORIO CHE TOCCA PER LOGICA E FORSE ANCHE PER LEGGE ALL’A.T.
Visto le seguenti disposizioni.
Alla lett. b), 10 comma, dell’art. 47 del CCNL 24/7/03 è disposto che i compiti del personale ATA sono costituiti da incarichi specifici che nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori e dello svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari perla realizzazione del piano dell’Offerta Formativa, come descritto dal piano delle attività.
AI successivo comma 2 del suddetto articolo è previsto che la relativa attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri ed i compensi definiti dalla contrattazione di istituto nell’ambito del piano delle attività.
Le risorse utilizzabili per le predette attività, a livello di ciascuna istituzione scolastica, sono quelle complessivamente spettanti nell’a.s. 2002/03, sulla base dell’applicazione dell’art. 50 del CCNI 31/8/99.
Inoltre, in virtù, dell’art. 7 del CCNl 7 r12/0-S, al personale dell’area B sono affidate in aggiunta ai compiti previsti dallo specifico profilo, ulteriori e più complesse mansioni concernenti la collaborazione amministrativa e tecnica caratterizzati da autonomia e responsabilità operativa. Le modalità concernenti l’attuazione del suddetto disposto contrattuale sono state definite con l’Accordo Nazionale sottoscritto il 10/5/06. In particolare all’art. 4, comma 2, sono disciplinate la ricaduta sull’organizzazione del lavoro che è comunque materia di contrattazione di istituto ai sensi dell’art. 6, comma 2, lett. i) del CCNL 24/7/03. Nell’Allegato 4 al sopracitato accordo nazionale è evidenziato che le attività formative in favore degli assistenti tecnjd benefidari dell’art. 7 del CCNL attengono:
• alla collaborazione tecnica caratterizzata da responsabilità e autonomia operativa nell’organizzazione del piano di utilizzo dei laboratori; nella gestione dei beni dell’istituzione scolastica in riferimento all’affidamento della custodia e gestione del materiale didattico, tecnico e sdentifico dei laboratori, delle officine e dei reparti di lavorazione; nel supporto tecnico per la gestione dei progetti previsti dal l’OF; nel supporto tecnico al piano acquisti relativo ai laboratori delle aree di competenza.
Pertanto, nel quadro di quanto sopra esposto, è possibile rinvenire la soluzione del quesito proposto.
Aggiungo, il sottoscritto è già responsabile di laboratorio.
Tony detto
Per Igor
Io invece, non sono ancora beneficiario dell’art.7 ma essendo l’unico tecnico area 2 mi viene affidato (incarichi specifici) oltre al supporto tecnico agli uffici di segreteria e dirigenza, il D.S. col DSGA pretendendono nel periodo degli esami di Stato il supporto al programma conchiglia che a mio avviso non è strettamente legato al profilo tecnico, ma a quello amministrativo e siamo sempre alle solite. E per non parlare che pretendono che l’incarico vada oltre l’orario d’obbligo senza alcuna retribuzione aggiuntiva.
igor detto
Dai pure la disponibilità, se vuoi, PER QUESTI INCARICHI SPECIFICI, pretendi però che siano ordinati per iscritto, poi parlane alla tua RSU. Fatti pagare, in € oppure in giorni di ferie, tutto portato come intensificazione delle attività.
michele-admin detto
caro Tony,
a fronte di qualsiasi dubbio, PRETENDI appositi ordini di servizio, PER ISCRITTO, che contengano I MOTIVI del richiamo in servizio o l’assunzione di particolari incarichi o il prolungamento dell’orario di servizio.
VEDRAI CHE TUTTO VA A POSTO DA SE’…. VUOI SCOMMETERE?
Giuseppe detto
Finchè al tavolo delle trattative nei contratti collettivi nazionali ci saranno i dirigenti scolastici, ben poco cambierà per noi ATA e nella fattispecie assisenti tecnici. In mezzo a tanto deserto sindacale, dove i segretari provinciali sono molto bravi nel ramo docente, ma cascano in molti nel ramo ATA, ho trovato una voce … l’ANPA Associazione Nazionale del Personale ATA, una sigla federata alla Gilda-Unams – che si occupa di ATA a cui mi sono prontamente iscritto. Un po’ gli occhi me li hanno aperti … al tavolo delle trattative del CCNL si deve mandare un ata (meglio se assistente tecnico
) altrimenti non ci considera nessuno. Per quello che mi è stato riferito … sono tutti dirigenti scolastici nelle trattative sindacali … e che gli frega a loro del nostro mansionario (e non solo di quello)? Anzi .. meno chiaro è meglio è … lo possono aggirare come vogliono.
tony detto
Per Giuseppe
Sono pienamente d’accordo con te ma la maggior parte al tavolo delle trattative sono i DSGA i quali soffocano sempre più il nostro profilo, una curiosità ma l’ANPA è la stessa cosa dell’antes
saluti
DOTT. BATTAGLIA GIOSUE' detto
Cari ragazzi, sono 36 anni che sento e dico le stesse cose che si dicono adesso.Le uniche possibilità che hanno gli AT per avere un riconoscimento è lo sgancio dagli ATA. Questo è possibilissimo, ma ne manca la volontà, già dei sindacati tutti che continuano ad accettare una figura AT con compiti che li equipara ad ingegneri con competenze megagalattiche. Vi rendete conto quando nel nostro profilo sono inseriti voci come: competenze sofisticate di apparecchiature in dotazione ai laboratori. Tutto questo a nostre spese perchè veniamo mandati a fare corsi di aggiornamento che fanno ridere i polli, perchè ci aggiornano su competenze attinenti lavori di segreteria.
In tutto ciò non ci viene riconosciuto il servizio svolto nei concorsi sia per docenti perchè siamo ATA e sia per DSGA perchè si chiede la laurea specifica. Allora quale sbocco? Anche un carabiniere diventa appuntato dopo un certo numero di anni. Il bello è che non possiamo nemmeno diventare carabiniere per mobilità. Ciao
igor detto
Caro collega Giosuè,
Dobbiamo ringraziare a colleghi come Gianni Righetti, ASSISTENTE TECNICO, responsabile nazionale delle politiche ATA CGIL scuola.
Dalle voci che circolano sui fatti passati per tutto ciò che riguardano gli ATA la cgil scuola ha grandi responsabilità.
Tony detto
Per Igor
Non è solo Gianni Righetti ma è anche Mario D’onofrio dello SNALS Confsal il quale essendo DSGA ha finito di affossarci il problema è che nessun collega tecnico siede al tavolo delle trattative.
Saluti
igor detto
Proprio vero, alle e-mail risponde firmandosi:
Prof. Mario D’ofrio.
Quanti colleghi mortificati e sacrificati.
michele-admin detto
Signori,
anche se ci hanno abituati a vacanze contrattuali da terzo mondo, a fine del prossimo anno scade il contratto. Da quel momento prepariamoci a bombardare sindacati e ministero di email. Sono convinto che nonostante il solito silenzio questo spazio e qualche voce intemperante (anch’io nell’ultima assemblea coi provinciali gliele ho cantate accusandoli di averci trattati da ultimi della classe e averci fatto rappresentare da dsga) abbiano fatto drizzare le orecchie a questi sognori. E poi cominciamo a dire queste cose nelle assemblee. Cominciao a far girare la voce del dissenso e del disagio. Poi faremo anche insinuare l’ipotesi di una protesta insolita ed efficace: rispettare il contratto alla lettera. Dalla fine del 2009 teniamoci pronti. Intanti vediamo cosa ci dicono della revisione delprofilo, che per inciso attende da gennaio di quest’anno una sua definizione. Siamo in Italia!
igor detto
Michele,
finalmente, ecco questo è parlare e agire bene, tutto questo è mancato in passato, in un incontro che ho avuto alla direzione nazionale di un sindacato scuola, alle mie rivendicazione per la categoria, mi veniva risposto:
CHE STRANO, NON SI E’ LAMENTATO MAI NESSUNO, NON è ARRIVATA NEMMENO UNA E-MAIL.
Ecco come hanno lucrato i vari DSGA, che al momento ci rappresentavano in contrattazione nazionale, hanno pensato solo ai fatti loro.
Tiberio detto
alle mie rivendicazione per la categoria, mi veniva risposto:
CHE STRANO, NON SI E’ LAMENTATO MAI NESSUNO, NON è ARRIVATA NEMMENO UNA E-MAIL.
——————————
vabbè. Anche se si inondassero di mail le caselle dei sindacati, loro ufficialmente affermerebbero il contrario.
Tony detto
Eppure il nostro mansionario è abbastanza chiaro infatti nell’art. 53 al comma 3 recita che nei periodi di sospensione delle attività didattiche gli assistenti tecnici saranno utilizzati per la riparazione e manutenzione delle apparecchiature dei laboratori e uffici di loro competenza, ma purtroppo per uffici di loro competenza i DSGA con i D.S. intendono uffici di segreteria, a mio avviso intendo uffici tecnici dove presenti voi cosa ne pensate?
michele detto
sarei curioso di sapere come interpreta il nostro contratto e soprattutto la dequalificazione operata da un testo contrattuale sul precedente un avvocato del lavoro. Sarei proprio curioso……..
michele-admin detto
Per ufficio si potrebbe intendere “normale lavoro”, secondo un’espressione anacronistica e mai più utilizzata all’interno del contratto. Ma potrebbe anche essere da intendersai come “luogo fisico in cui si svolgono lavori di segreteria”. Nel primo caso appare strano l’uso di un’allocuzione tanto particolare, in disuso da almeno un secolo. Nel secondo caso mi chiedo: quali sono gli “uffici di competenza” dei tecnici?
Anche in questo caso sarei curioso di conoscere il parere di un avvocato del lavoro….
michele-admin detto
…CHE STRANO, NON SI E’ LAMENTATO MAI NESSUNO, NON è ARRIVATA NEMMENO UNA E-MAIL….
caro Igor, non è vero.
Prima del tavolo (ultimo contratto), dal sottoscritto sono state inviate per email e per posta raccomandata tutte le documentazioni rivendicative che si possono scaricare qui sul blog. Disonesti e bugiardi, dunque! E maleducati, dal momento che non hanno nemmeno accennato una risposta. Almeno Fioroni ha fatto il bel gesto di mandarmi due righe! Gli è stato inviato anche l’elenco con 300 firme di tecnici da tuta Italia: secondo il buffone che ti ha risposto in assemblea questo è niente? significa “nessuna lamentela”?
igor detto
E’ semplice, negli uffici per pravacy gli A.T. non possono accedere.
Di regola si formula un giuramento per accedere in uffici pubblici.
La pravacy ragazzi è regolamentata per legge.
AvE detto
io ne ho consegnata una personalmente a Enrico Panini che ad un altro mio collega che chiedeva se l’aveva letta e cosa ne pensasse ha risposta di averla nel taschino della giacca e averla trovata interessante e che ne avrebbe discusso………… se la trovo tra le mie carte opss file ve la giro!
per quanto riguarda chiedere ad un avvocato del lavoro vi passo la mia/ns esperienza di tecnici di venezia: l’anno scorso abbiamo fatto un ricorso all’ufficio del lavoro assieme ad altri colleghi di altre province (novara, la spezia e credo savona,ecc..) presentato da un altro collega di novara, la prima fase è stata negativa per noi, so però che forse ci sono state delle risposte positive, altro non so dirvi, se c’è qualche collega della zona che sa qualcosa… noi di venezia ci siamo fermati perchè alla fine ci ritrovavamo in 2/3 e la spesa era alta.
A disposizione – buona giornata a tutti
michele-admin detto
Cara Ave, io sono della Spezia, ma non ne sapevo nulla, forse anche perchè non ho molti rapporti con i miei colleghi di qui. Di cosa si trattava (se puoi dirlo)? Forse la proposta dei tecnici di Savona? Quella che hai consegnato a Panini era la proposta dei tecnici di Savona? MI ero reso disponibilie anch’io a sottoscriverla, ma credevo fosse tutto finito in nulla..
AvE detto
Ho messo la lettera sul google group. la richiesta a panini non era dei tecnici di Savona. Il ricorso era stato organizzato da un collega di Novara. se riesco a rintracciare ancora qualcosa te lo faccio avere…
AvE
igor detto
AVE.
Tutto il materiale che avete a disposizione inviatelo alle segreterie nazionali dei sindacati tradizionali, qualche copia anche al mistero dell’istruzione. Costringete i vari addetti ai lavori di sindacato e ministero a prestare attenzione alle nostre problematiche, che in vero sono i problemi del buon funzionamento delle attività di laboratorio.
Infatti, l’esperienze nelle attività manuali e tecnico-pratiche non si inventano si aquisiscono col tempo. Ecco perchè il servizio A.T. deve essere valutato per incarico e supplenza per I.T.P.- La devono finire di prendere dalla strda soggetti tecnicamente eprofessionalmente inqualificabili e infilarli nei nostri laboratori, capaci solo di creare confusione e generare conflitti di competenze fra A.T. ed I.T.P.
gepy detto
Nessuno, dico nessuno del sindacato ha voluto accettare che un I.T.P. privo di esperienza lavorativa per attività pratica non è nelle condiizioni di svolgere insegnamento tecnico-pratico.
Ecco perchè gli A.T. dovevano e devono essere valorizzati per le migliori attività di insegnamento di laboratorio.
gepy detto
Ho ricevuto la seguente e-mail da un collega, la cgil scuola vede solo DSGA ed AA.
FLC ha ribadito quanto già detto nei precedenti incontri:
accelerazione delle procedure;
- valorizzazione delle esperienze professionali con particolare
riferimento al personale amministrativo che ha svolto l’incarico di Dsga;
- valutazione dei titoli di studio superiori con attenzione a quelli maggiormente coerenti con il lavoro da svolgere nella nuova posizione/profilo superiore.
Ecco dimostrato che chi rappresenta i tecnici in contrattazione
nazionale è un DSGA, nella testa ha solo, giustamente, priama di
turro i DSGA, poi gli A.A il resto visti i risultati, non conta.
Distinti saluti
corrado detto
Per l’ istituzione scolastica, noi AT siamo sempre stati considerati manovalanza a basso costo
gepy detto
Perchè non abbaimo mai rotto le corna a nessuno.
Giuseppe detto
Per Tony,
ANTES e ANPA non sono la stessa cosa. Sono due sigle sindacali distinte, ma credo dovrebbero essere federate.
Giuseppe detto
Ieri ho partecipato ad una contrattazione di istituto, dove, meraviglie delle meraviglie, era prevista solo la turnazione (quindi vado di pomeriggio e non vado di mattina) SOLO per gli AT, nalla piena indifferenza di tutte le componenti RSU docenti Incredibile!
La motivazione addota è la solita tiritera, “esigenze di servizio della scuola” che significa tutto e non significa niente.
A parte l’arbitrarietà con cui il DS ha adottato il PIANO delle ATTIVITA’ saltando tutta la parte contrattuale sull’orario di servizio previsto dall’art. 6 CCNL, il DS ha avuto anche la pacchetta sulle spalle dal delegato CGIL, il quale ha detto “un errore FORMALE commesso in buona fede”
Un ERRORE FORMALE? Ditemi voi … a me sembra un ERRORE SOSTANZIALE, PROCEDURALE, con sprezzo per gli articoli dei vari contratti, tanto il DS gioca sicuro …. gode della ILLICENZIABILTA’ … ne può combinare mille e una, ma tanto può stare lì sempre al suo posto.
Purtroppo me lo ripeto sempre … a me stesso e a gli altri. Lo abbiamo voluto noi tanto basta che ognuno si guarda il suo orticello… una funzione aggiuntiva, un incarico specifico, uno straordianario sostanziale ed eccoci qua che CI SIAMO VENDUTI. Non ci sidacalizzamo abbbastanza o ci sindacalizzamo male (anche disperdendoci perchè poi una sigla è rappresentativa dal numero dei suoi iscritti).
Morale finale
Assistenti tecnici = carne da macello!
Sal detto
E’ inutile scrivere bisogna AGIRE, attivatevi per far firmare la petizione. E’ necessario che un comitato di A.T. fi faccia ricevere dal MINISTRO.
Tony detto
Un altra cosa dobbiamo farci rispettare dai D.S. e DSGA i quali fanno abuso di potere nei nostri confronti, pretendono che la riparazione dei PC è di nostra esclusiva competenza mentre invece la manutenzione è di nostra competenza e quindi far chiarire nella declaratoria dei profili tale aspetto. Infatti i corsi di formazione sia per la qualificazione che l’art.7 spiega che siamo di supporto alla didattica all’ufficio tecnico ma non parla di riparazione di alcun che .
saluti
Rocco detto
Tutto il casino nasce da qui:
MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
DECRETO 10 agosto 2000 – Criteri e parametri per la determinazione degli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario delle istituzioni scolastiche ed educative per l’anno scolastico 2000-2001
STRALCIO IMPORTANTE
4.3. Al fine di evitare duplicazioni di competenze tra aree e profili professionali, secondo quanto contemplato dall’art. 40, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nelle situazioni previste dagli ordinamenti didattici vigenti di compresenza tra docenti, insegnanti tecnico-pratici ed assistenti tecnici, il supporto tecnico alla funzione docente, relativamente alle attivita’ didattiche ed alle connesse relazioni con gli studenti, deve essere prestato, dall’assistente tecnico, nei tempi strettamente necessari ad assicurare la predisposizione dei materiali occorrenti e il funzionamento delle attrezzature e degli strumenti tecnico-scientifici, in conformita’ alla programmazione delle esercitazioni, nonche’ la sicurezza degli alunni.
4.4. Nella medesima ipotesi di compresenza di cui al comma 3, i tempi di lavoro che non comportino l’indispensabilita’ di impiego degli assistenti tecnici possono essere utilizzati a supporto di tutte le attivita’, anche aggiuntive, previste nell’ambito dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, in coerenza con l’area di competenza professionale degli stessi
Quindi nero su bianco ci scrivono che vi è una duplicazione di competenze, io sarei pronto a fare una causa al tribunale del lavoro tanto si sa che in italia vince chi smuove gli avvocati
Rocco detto
Questo decreto è quello ancora valido per la determinazione degli organici, il fatto che ci dicono che facciamo lo stesso lavoro con le stesse competenze è chiaro, penso che con la riforma Gelmini questo sarà chiarito spostando un pò di ITP a fare i responsabili degli uffici tecnici (ma per gli istituti tecnici comprensivi commerciale-geometri sarà attivato secondo voi?)mentre per la nostra figura verrà “INNALZATA” con il nome di tecnologo scolastico cioè a dover intervenire per le piccole manutenzioni ed al supporto didattico con aumento delle ore di supporto a 32 ore con solo 4 di manutenzione (risparmio di personale ora un assistente tecnico si chiamava quando vi erano 24 ore di laboratorio, senza contare la diminuzione delle ore di laboratorio nei nuovi piani di studio)mentre vi è una chiara propensione per le collaborazioni esterne per ciò che concerne la gestione delle reti scolastiche, la grande manutenzione, le decisioni di acquisti per lo sviluppo delle unità scolastiche.
Tiberio detto
Rocco,
ma quella del tecnologo scolastico te la sei inventata tu o l’hai recepita da qualche parte?
gepy detto
Ragazzi arrivano i quiz, per l’art. 48, circa 3000 domande a risposta aperta. Renderanno pubbliche le domande in anticipo in maniera da farci preparare per le prove on-line.
AvE detto
Puoi essere più preciso, per cortesia? Ti stai riferendo al passaggio come dsga?
Ti ringrazio
gepy detto
Mi riferivo al profilo di coordinatore tecnico.
I tecnici il ruolo DSGA, per chi sogna, se lo devono scordare.
Tiberio detto
Gepy,
saresti così gentile da citare la fonte delle tue informazioni? Anche perché altrimenti non ci si capisce un fico secco. I siti sindacali tacciono o danno informazioni sommarie per cui se hai informazioni più precise, e queste mi sembrano buone informazioni per noi (io per lo meno la vedo così), facci sapere qualcosa di più. Se ti è possibile ovviamente.
Rocco detto
seminario di settembre 2008
Al recente seminario (3-4-5 settembre) a titolo: “ Seminario per la
definizione dei curricoli degli Istituti Tecnici nei settori economico e
tecnologico “ organizzato a Roma dal MIUR nell’ambito della Commissione
per la riorganizzazione degli istituti tecnici e professionali (cosiddetta
Commissione De Toni, già attiva con il Governo precedente) sono stati
enunciati alcuni punti fermi che incideranno pesantemente sulla figura ed
sul ruolo futuro delle materie tecniche e nello specifico sulle co-docenze
e co-presenze che riguardano i Docenti Tecnico Pratici e i Docenti Tecnico
Teorici.
Eccone alcuni:
- 32 ore settimanali per 33 settimane (art. 13 L. 40/07)
- Potenziamento dei laboratori, stage e tirocini nonché dell’orientamento
agli studi universitari e al sistema dell’istruzione e formazione tecnica
superiore (art. 13 L. 40/07)
- Forte contenimento delle co-docenze e co-presenze (D.L. 112/08) ”…..da
ridurre al minimo necessario..”
- Riduzione del numero degli indirizzi di studio (DLgs 226/05) e delle
discipline (art. 13 L. 40/07)
Su un altro documento appare la frase : “ Bisogna ridurre drasticamente le
ore per l’ ITP (solo il 30% del totale) e tentare di non sacrificare la
professionalità”
In un altro ancora: “Per risparmiare , si propone di tagliare 45000 posti
ATA e unificare gli ATA con gli ITP. Per questa nuova figura il nome di
Tecnologo Scolastico sembra sia stato stabilito dalla Commissione
Berlinguer. La costituzione dell’Ufficio Tecnico in tutte le scuole è
affidata agli ITP”
Non sono state indicate le modalità per il “ forte contenimento delle
co-docenze e co-presenze ” , ma una scelta risulta evidente dalla forte
riduzione delle ore di laboratorio nel quinquennio (2/3 di Docenti di
Laboratorio in meno!!)
Appare quantomeno contraddittorio l’enunciato di alcuni punti! Sembra si
voglia “mascherare” l’istituto tecnico industriale, che nei fatti si
ridurrebbe a poco più di un liceo (prima proposta Moratti).
E’ ovvia la scelta di partire dagli istituti tecnici, dove la possibilità
di risparmiare è maggiore.
E tutto ciò come si concilia con la tanto sbandierata “cultura della
prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro” e con il rispetto delle
normative? Se a ciò aggiungiamo classi più numerose, attività a rischio,
strumentazioni complesse, in strutture spesso obsolete …… i risultati si
possono purtroppo immaginare.
L’iter per attuare questa, che a tutti gli effetti pare essere una riforma
è probabile sia rapido, visti soprattutto gli obiettivi di risparmio
fissati e gli equilibri in Parlamento.
gepy detto
Ho frequenti incontri con i dirigenti della UIL scuola, attualmente sono RSU della uil scuola, bene lo sbocco per gli AT consiste, solo, nella figura di Coordinatore Tecnico, si ci arriva per titoli per corso concorso, ultimo il srvizio. Le prove saranno on-line tramite la propinazione di quiz a risposta aperta verranno considerate prova scritta, prima scrematura, con la possibilità di preparazione al corso-concorso tramimite la preparazione alle domnde dei quiz. Come la patente di guida.
gepy detto
Per Michele, la partecipazione dei colleghi non è poi cosi esigua, vedi l’adesione e le firme a questo sito, mille persone incazzate. Incazzate come il sottoscritto, che si trova nel laboratorio una tizia che ha lavorato in un convitto per dieci anni ora me la trovo nel mio laboratorio multimediale come ITP, con un piccolo problema non conosce il pannello di controllo del PC. Ecco l’opera dei sindacati, come il nostro collega Gianni Righetti che sapeva benissimo che gli A.T. con titoli ed abilitazioni sono stati inculati dal sindacato per difendere i supplenti ITP, purtroppo questa è la verità.
mikola detto
gepy Dice:
7 Gennaio 2009 a
Mi riferivo al profilo di coordinatore tecnico.
I tecnici il ruolo DSGA, per chi sogna, se lo devono scordare.
I test di cui parli non è per il passagio di area “coordinatore tecnico” ma per accedere alla formazione per il “profilo arricchito” quello da 1800 Euro annuo.
Per quanto riguarda il coordinatore tecnico area C se ne deve ancora parlare in questo momento di concorsi per ex art 48 in vista ci sono solo per DSGA
Ciao
gepy detto
Per Mikola, scusa hai perfettamente ragione, è il profilo arricchito, che schifo, altra incornata della cgil scuola, per coordinatore tecnico fa testo l’art. 49, valorizzazione del personale ATA.
dott. battaglia giosuè detto
Cari colleghi, la figura del Coordinatore Tecnico è frutto del pasticciaccio fatto con gli ex dfegli enti locali. Infatti gli AT provinciali erano collocati quali itp in virtù di ricorsi giuridici che gli diedero ragione, per volontà politica degli anni 80. Allorquando tutto il personale è passato allo Stato, in virtù della verifiuca titolo, ci si è trovai di fronte a personale itp senza i dovutio requisiti, ma che avevano acquisito l’insegnamento. Che fare, con i pochi (in ogni provincia italiana)senza titoli? Ecco allora il 6 livello C, nel quale loro sono transitati direttamente e invece, come al solito per noi dello Stato, da sempre con titoli e mai riconosciuti specialmente dai sindcati,il corso-concorso beffa per dare ancora una volta il contentino passato per grande vittoria alla professionaità, in quanto già si profilano all’orizzonte situazioni abnormi con divesi percorsi trappola, che alla fine premieranno i pochi per volere dei soliti. Vi invito ad una riflessione e apro un tavolo di discussione. Con affetto.
giacomopratali detto
salve a tutti,
qualche considerazione sia sul documento iniziale, sia su alcuni post.
allora: punto 1, l’assistente tecnico prepara le attrezzature, non l’aula, in nessun caso, spetta ai collaboratori scolastici intervenire sulla parte strutturale, banchi, sedie, spostamento di qualsiasi cosa che non siano attrezzature.
punto 2: il direttore di laboratorio; deve essere un docente teorico, non un itp, tanto meno l’assistente tecnico. il direttore è indicato dal ds, e fa da tramite tra tutti i docenti che gravitano intorno ad un’area di laboratorio e l’at. egli forma sulla sicurezza all’interno dei laboratori tutti i docenti e predispone, insieme all’at, il calendario delle esperienze da svolgere. si occupa di raccogliere le richieste dei docenti riguardo agli acquisti, di cui l’at non si deve occupare in prima persona, poiché pure lui fornisce la sua lista d’acquisti al direttore che la passa al dsga, poi gli uffici provvedono agli acquisti medesimi.
in più, l’art. 27 del decreto 44/01 afferma che “la custodia del materiale didattico, tecnico e scientifico dei gabinetti, dei laboratori e delle officine è affidata, dal dsga, su indicazione vincolante del ds, ai rispettivi docenti, mediante elenchi descrittivi compilati in doppio esemplare, sottoscritti dal direttore e dal docente interessato, che corrisponde alla conservazione del materiale affidatogli. l’operazione dovrà risultare da apposito verbale”.
allora, i docenti individuati assumono la funzione di sub-consegnatari e poiché tale incarico rientra nelle loro competenze non possono sottrarsi dall’esecuzione di tale funzione.
solo la figura “C” ha nelle mansioni quella di sub-consegnatario del materiale, ma visti i criteri indicati nel nuovo regolamento sugli organici e sulle figure “C”, nessuno tra gli at diverrà figura “C”. tra l’atro, quelle elencate sono responsabilità non pagate e che non ci competono in nessun caso: vale a dire che l’at non può in nessun caso essere nominato direttore del laboratorio, né, e questo è fondamentale, sub-consegnatario del materiale.
liceorodolico detto
X giacomopratali
la tua analisi è formalmente corretta. Tuttavia ci sono dei punti che lasciano alcuni dubbi.
In particolare:
punto 2: il direttore di laboratorio; deve essere un docente teorico, non un itp, tanto meno l’assistente tecnico.
———————–
conosco personalmente itp che sono anche direttori di laboratorio;
conosco almeno un caso di assistente tecnico che ricopre la medesima figura – vedi direttore dell’azienda agraria -(http://www.agrariofirenze.it/news.php?pages_id=4&rubrica=scuola&language=it). Attribuzioni illegittime? Può darsi ma la norma, di fatto può essere interpretata in modi diversi e sull’interpretazione, a meno che non ci siano delle contestazioni in sede legale, si può discutere all’infinito ma tant’è.
solo la figura “C” ha nelle mansioni quella di sub-consegnatario del materiale, ma visti i criteri indicati nel nuovo regolamento sugli organici e sulle figure “C”, nessuno tra gli at diverrà figura “C”. tra l’atro, quelle elencate sono responsabilità non pagate e che non ci competono in nessun caso: vale a dire che l’at non può in nessun caso essere nominato direttore del laboratorio, né, e questo è fondamentale, sub-consegnatario del materiale.
—————————
anche questo è vero ma c’è un’interpretazione dello SNALS (di cui purtroppo non riesco a ritrovare il link) che attribuirebbe la possibilità di essere subconsegnatari del materiale di laboratorio a quei tecnici titolari di art.7
Anche qui si rientra nell’interpretazione ma come vedi tanta chiarezza non c’è
micheleadmin detto
Confermo,
anche nel mio istituto un ITP svolge funzioni di direttore di lab
Aggiungo che il suddetto IPT non è in organico di diritto, ma su progetto annuale.
Vedi un po’tu..
ave1 detto
Confermo, nella scuola dove lavoro io, il resp. del mio lab. è un itp ex ee.ll e quindi ex at graziato da una legge a dir poco schifosa………….e quindi presente nella scuola, ma di fatto senza alcuna classe di concorso, senza classi, senza registro e su una scuola dove di fatto gli itp non sono previsti!!!!!
giacomopratali detto
buongiorno a tutti,
allora, il fatto che alcun itp siano nominati direttori del laboratorio è, appunto un dato di fatto, come quello secondo il quale alcuni ass tec siano sub consegnatari del materiale, o responsabili essi stessi dei laboratori. sono fatti. purtroppo. con questo sistema molti docenti si tolgono delle patate bollenti, oppure degli incarichi non sempre facili da gestire, dalle tasche. nella mia scuola nessun docente vuol fare il responsabile o direttore, per capirci.
la bega della sub consegna è un’altra patata che a volte il ds, a volte il dsga, scaricano sull’at poiché la presenza di 36 ore nei labs ne garantisce la funzionalità sulla gestione dei materiali. si verifica, in qualche caso, che per gli at tali incarichi comportino soltanto assunzioni di responsabilità che non competono loro e che sono mal pagate, quando lo sono. in più, molto spesso all’assunzione di responsabilità che non competono, non corrisponde una reale capacità d’incidere sulla gestione dei labs: detto in soldoni, noi ci prendiamo le beghe e gli altri fanno come pare loro. spero che in kolti casi ciò non si verifichi, ma a sentire in giro ci sono delle situazioni davvero paradossali, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza nei labs.
grazie per l’attenzione e la collaborazione, saluti a tutti
gianni21 detto
Per Giuseppe post del 13 dicembre 2008
Al tavolo delle trattative……
Vedi, le bufale in Italia ne girano tante, io oserei dire parecchie, molte e, l’Anpa (nulla di personale per carità) è l’ennesima; i vari Lacchei, Righetti, ecc. ecc. sono degli alieni o è personale Ata, ed allora? Non si è rappresentati? I restanti componenti delle varie delegazioni o sono docenti o Dirigenti Scolastici né più né meno come l’On. Napoli, il quale dovrebbero sapere e conoscere anche “io affermo” le problematiche del settore tecnico.
Pertanto è l’ennesima boutade e comunicazione sindacal-pubblicitaria che vuole accreditare nel personale Ata l’unicità della rappresentanza. Non solo, la medesima non avendo la rappresentatività sindacale,si è federata a Gilda degli Insegnanti per poter accedere su delega di Gilda ai tavoli contrattuali ma, solo e solamente quelle volte che Gilda……lo decida.
Detto questo, vorrei e chiudo questa parentesi la Gilda fino all’altro ieri era una acerrima nemica del personale Ata in quanto lo ha sempre ritenuto
una unitilità all’interno del comparto Scuola (porta via risorse economiche che altrimenti indirizzate potevano risolvere la questione “stipendi” alla parte docente ma, constatato che in democrazia contano i numeri ed i numeri in questo specifico sono “le deleghe” oplà il salto della quaglia, via la discriminante verso gli Ata, ci si fa il comparto Ata all’interno della federazione (così pubblicamente non si dice che è sparita d’amblè l’avversione agli Ata) e nel continuo perpretare gioco italico ci si rifà l’immagine ad uso e consumo. In ultimo sempre la medesima, fino all’altro ieri aveva un patto sindacale con un’altra sigla sindacale che va per la maggiore ma, evidentemente per acquisire spazi diversi ha ritenuto penso legittimamente di cambiare via. Morale, sempre nel solco delle italiche virtù gattopardesche, Tutto cambia per non Cambiare.
Io sono un R.s.u. e quest’anno a causa della contrazione di organico degli assistenti tecnici, due colleghi si ritrovano a svolgere la loro attività su due plessi scolastici e a tal proposito la R.s.u ha proposto che a costoro venisse riconosciuto un impegno aggiuntivo per via dei doppi laboratori di €. 1.800,00; quindi come si noterà si stà già applicando nei fatti la riforma “Gelmini” che di riforma porta solo il nome ma di fatto si legge tagli, tagli, solamente tagli indiscriminati.
PROPOSTE:
1) se la petizione non è stata ancora consegnata, si fissi un tempo limite a breve e la si consegni al Ministero, ai Sindacati e, in ultimo alle Regioni in quanto dal prossimo anno per effetto della riforma del Titolo V saranno soggetti attivi nel comparto Scuola
2) nelle assemblee sindacali intervenire con decisione e sollevare le nostre questioni con valide argomentazioni
3) nelle scuole “guerra totale” ai colleghi fannulloni (ce ne sono abbastanza)
4) nelle prossime elezioni Rsu scendere in campo o in modo autonomo o perlomeno con quelle sigle di diano una qualche garanzia di attenzione anche alle nostre problematiche.
Detto questo, il componente Rsu deve sapere che, stando alle attuali regole, una volta eletto, rappresenta “tutto” il personale e non solo una parte, per cui qui dovrebbe ed uso il condizionale dovrebbe a quel punto operare nell’interesse del bene comune (ma è un espressione abusata) almeno così dovrebbe essere.
Concludo affermando che se noi tecnici non lottiamo in prima persona, per noi non lo farà nessuno, né tantomeno gli strilloni dell’ultima ora.
Gianni 21