La necessità dell’Open Source
Pubblicato da michele su 15 Ottobre 2007
L’indiscussa supremazia commerciale di Microsoft ha generato un monopolio che ha rapidamente attestato l’azienda ai vertici del mercato mondiale. L’intuizione di Bill Gates è stata senza dubbio feconda di importanti innovazioni che hanno consentito una rapida diffusione dei computer in ogni ambito culturale e sociale, sino all’attuale espressione di strumento di massa, presente in ogni casa e in ogni ufficio, nella pubblica amministrazione e negli strati sociali meno abbienti.
Questa rivoluzione tecnologica ha però affermato anche il monopolio del sistema operativo Windows, che ha instaurato un regime di mercato imperniato su pochi ma fondamentali strumenti di utilità. Oltre al sistema operativo estremamente semplice ma poco incline alla personalizzazione e assolutamente impermeabile alla modifica strutturale, i software dedicati inclusi nel pacchetto office, unitamente ad alcuni legati alla grafica, hanno determinato l’inarrestabile ed inflessibile predominio di microsoft, che oggi fornisce, dopo venti anni di mercato, i medesimi prodotti di base, sostanzialmente immutati, soltanto a pagamento. La distribuzione e lutilizzo di massa di questi strumenti hanno determinato la necessità di adozione degli stessi sostanzialmente per due ragioni: l’abitudine all’uso (e all’interfaccia) e la possibilità di interscambio dei files.
Nel corso degli anni si è affiancata a Microsoft l’alternativa GPL, General Pubblic License, la cui filosofia permette all’utente libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione di s.o. e software.
Inutile dilungarsi sugli aspetti storici e pratici, facilmente reperibili sul web; quel che è rilevante oggi, non soltanto per i singoli che liberamente scelgono sul mercato prodotti più o meno economici a seconda di valutazioni personali, ma soprattutto per chi amministra e spende i soldi pubblici è la necessità di abbracciare tale filosofia, consentendo di espletare i normali compiti e le tradizionali operazioni attraverso l’uso di sistemi gratuiti.
Nell’esperienza quotidiana che ognuno può verificare, è palese che sostanzialmente i prodotti utilizzati con maggior frequenza e addirittura in modo esclusivo, sono quelli inclusi el pacchetto office. Nei sistemi operativi Linux ma anche in quelli Windows è possibile installare OpenOffice, che racchiude all’interno gli stessi applicativi di office, ricalcandone persino gli elementi grafici, e quindi facilmente utilizzabili. Utilizzare software libero in Windows è quindi possibile, e direi necessario. Un primo momento verso la flessibilità a cui, prima o poi, tutti gli utenti dovranno accodarsi. E’ infatti la rigida affermazione dell’abitudine all’uso di certi sistemi, alla ritualità, unita al timore generato dalla poca comprensione dei processi informatici, che rende riluttanti gli operatori al passaggio e a quel minimo sforzo di ri-abitudine verso i sistemi open source. Occorre poi tenere presente che il s.o. Windows ha nei suoi programmi, come normalmente accade, la progressiva affermazione del sistema Vista, a scapito di XP, che col tempo verrà abbandonato, coi conseguenti conflitti di trasposizione. Ma è indubbio che Vista rappresenterà per gli occasionali utenti o a quelli poco inclini al rinnovamento, uno scoglio non facile da superare. Basti pensare alla novita del nuovo pacchetto office, che in sé non racchiude più l’abituale interfaccia grafica, ma si presenta notevolmente trasformata. Occorre quindi valutare attentamente, per il futuro, se intraprendere la strada del passaggio al “nuovo” Windows, o adottare lentamente una strategia di inserimento dell’open source all’interno degli uffici e delle scuole.
Inoltre la spesa prevista per upgradare a Vista, o acquistarne copie nuove, è notevole. Il nuovo sistema è infatti il più costoso e complesso mai introdotto da Microsoft sul mercato.
L’alternativa naturale è Linux, con le sue numerose distribuzioni reperibili gratuitamente sul web
Personalmente trovo la migliore e più indolore tra le soluzioni quella di adottare i nuovi sistemi linux friendly della famiglia Ubuntu, ideati su Debian per un target di utenti che non avendo le competenze e l’abitudine per cimentarsi in righe di comando, possono comunque utilizzare un sistema Linux in maniera facile e immediata. I prodotti principali sono Ubuntu, con desktop Gnome, e Kubuntu, con desktop Kde. Xubutnu raprpesenta invece la versione “leggera” adatta ai pc vecchiotti, con poche risorse disponibili. Ubuntu è estremamente versatile, e vi sorprenderà pe r la facilità di installazione, gestione dell’hardware e della rete, nonché nelle procedure di aggioramento e reperibilità di applicativi, che superano ad oggi i 20.000 pacchetti, fondando la sua architettura sul collaudatissimo Debian.
Buon divertimento!




angelo baini detto
Salve io sono il tecnico di fisica e chimica della sez. classica Verri di Lodi,uso il pc per compiti più di collaborazione con la segreteria della scuola che per i miei laboratori dove al pc preferiamo le esperienze pure,però utilizzo ubuntu su un vecchio pc che ho in chimica in modo del tutto autonomo.Ho già lanciato l’idea di utilizzarlo in sala informatica ma trovo la resistenza degli insegnanti(non voglio metterla in politica ma spesso di sinistra che a parole parlano contro il monopolista poi nei fatti non combinano nulla) che temono chissa quale diversità da quello che normalmente usano a casa loro e spaventano così gli alunni stessi.
Se fosse possibile sarebbe ideale che qualche Vostro incaricato presentasse la possibilità di illustrare alle scuole i vostri programmi e per quel che mi riguarda la scuola stessa potrebbe contribuire dato che di denaro pubblico o degli alunni stessi se ne utilizza per le piu’ svariate finalita’.Questo commento è mio e non concordato con la presidenza.Saluti