Chi siamo
Pubblicato da michele su 8 Ottobre 2007
Gli Assistenti Tecnici di Scuola sono una categoria professionale ATA (Amministrativi Tecnici Ausiliari), cosidetto personale della scuola, che si occupano espressamente della conduzione tecnica dei laboratori.
Ovviamente i nostri compiti non si esauriscono nella preparazione delle esercitazioni e nella loro conduzione, ma afferiscono a tutte le procedure amministrative e tecniche ad esse connesse, e siamo incaricati delle relazioni esterne relative al nostro lavoro. Abbiamo incarichi inerenti la sicurezza sui luoghi di lavoro, su progetti didattici, sull’assistenza alle segreterie e alle aule speciali, operiamo in compresenza dei docenti nel corso delle esercitazioni pratiche e autonomamente nella gestione tecnica, manutenzione e approvigionamento, dei nostri laboratori.
Siamo assegnati alle varie aree sulla base di specifici diplomi di scuola media superiore, come previsto dal Contratto di categoria.
Il nostro lavoro è coordinato dal Dirigente Scolastico, da cui dipendiamo per la parte didattica, mentre siamo soggetti al controllo amministrativo e di orario da parte del Direttore dei Servizi Generali ed Ammonistrativi (DSGA)
Il nostro servizio si svolge normalmente su 36 ore settimanali. 24 in compresenza dei docenti, e le restanti 12 in attività di manutenzione e per le altre attività connesse al nostro lavoro.
Siamo dalla nostra nascita inseriti in un contesto ampio e disomogeneo, gli ATA appunto, insieme a DSGA, Assistenti Amministrativi, Collaboratori Scolastici. Il nostro lavoro tuttavia differisce notevolmente rispetto a quello dei nostri “colleghi”, in quanto legato strettamente ed indissolubilmente alla didattica. Tuttavia è sempre apparso conveniente, al legislatore, accomunarci in una categoria più ampia, schiacciandoci tra amministrativi, collaboratori e insegnanti, in una terra di nessuno, vicinissimi ai cugini ITP (insegnanti tecnico-pratici), dove spesso è la buona volontà a sopperire a buchi legislativi che lasciano fin troppi spazi interpretativi, costringendoci spesso a “mutare pelle“.
Non siamo insegnanti eppure siamo distanti da amministrativi ed ausiliari, dobbiamo farci carico della nostra formazione, dobbiamo conoscere strumenti, modalità, teoria e sussidi informatici che sono correlati con le materie insegnate sperimentalmente all’interno dei nostri laboratori.
Gli assistenti amministrativi non si occupano di didattica, me della conduzione delle segreterie e degli aspetti amministrativi, i collaboratori scolastici (i cosidetti bidelli) della sorveglianza e dell’assistenza alle persone diversamente abili, alla fotocopiatura, alla pulizia dei locali e allo spostamento di arredi e supellettili.
Purtroppo siamo in pochi. E non abbiamo abbastanza voce per distanziarci e vederci riconoscere quel “plusvalore” di informazioni e cultura che ci è necessario acquisire per svolgere il nostro lavoro. Conoscere il funzionamento di uno strumento presuppone, nel nostro caso, anche una buona dose di conoscenza teorica della materia. Sarebbe altrimenti come parlare senza sapere quel che si dice.
Circa 14000 sono gli Assistenti tecnici in servizio sul territorio nazionale.
Una forza lavoro di “niccha”, una piccola voce che ha voglia di farsi sentire.
Ovviamente i nostri compiti non si esauriscono nella preparazione delle esercitazioni e nella loro conduzione, ma afferiscono a tutte le procedure amministrative e tecniche ad esse connesse, e siamo incaricati delle relazioni esterne relative al nostro lavoro. Abbiamo incarichi inerenti la sicurezza sui luoghi di lavoro, su progetti didattici, sull’assistenza alle segreterie e alle aule speciali, operiamo in compresenza dei docenti nel corso delle esercitazioni pratiche e autonomamente nella gestione tecnica, manutenzione e approvigionamento, dei nostri laboratori.
Siamo assegnati alle varie aree sulla base di specifici diplomi di scuola media superiore, come previsto dal Contratto di categoria.
Il nostro lavoro è coordinato dal Dirigente Scolastico, da cui dipendiamo per la parte didattica, mentre siamo soggetti al controllo amministrativo e di orario da parte del Direttore dei Servizi Generali ed Ammonistrativi (DSGA)
Il nostro servizio si svolge normalmente su 36 ore settimanali. 24 in compresenza dei docenti, e le restanti 12 in attività di manutenzione e per le altre attività connesse al nostro lavoro.
Siamo dalla nostra nascita inseriti in un contesto ampio e disomogeneo, gli ATA appunto, insieme a DSGA, Assistenti Amministrativi, Collaboratori Scolastici. Il nostro lavoro tuttavia differisce notevolmente rispetto a quello dei nostri “colleghi”, in quanto legato strettamente ed indissolubilmente alla didattica. Tuttavia è sempre apparso conveniente, al legislatore, accomunarci in una categoria più ampia, schiacciandoci tra amministrativi, collaboratori e insegnanti, in una terra di nessuno, vicinissimi ai cugini ITP (insegnanti tecnico-pratici), dove spesso è la buona volontà a sopperire a buchi legislativi che lasciano fin troppi spazi interpretativi, costringendoci spesso a “mutare pelle“.
Non siamo insegnanti eppure siamo distanti da amministrativi ed ausiliari, dobbiamo farci carico della nostra formazione, dobbiamo conoscere strumenti, modalità, teoria e sussidi informatici che sono correlati con le materie insegnate sperimentalmente all’interno dei nostri laboratori.
Gli assistenti amministrativi non si occupano di didattica, me della conduzione delle segreterie e degli aspetti amministrativi, i collaboratori scolastici (i cosidetti bidelli) della sorveglianza e dell’assistenza alle persone diversamente abili, alla fotocopiatura, alla pulizia dei locali e allo spostamento di arredi e supellettili.
Purtroppo siamo in pochi. E non abbiamo abbastanza voce per distanziarci e vederci riconoscere quel “plusvalore” di informazioni e cultura che ci è necessario acquisire per svolgere il nostro lavoro. Conoscere il funzionamento di uno strumento presuppone, nel nostro caso, anche una buona dose di conoscenza teorica della materia. Sarebbe altrimenti come parlare senza sapere quel che si dice.
Circa 14000 sono gli Assistenti tecnici in servizio sul territorio nazionale.
Una forza lavoro di “niccha”, una piccola voce che ha voglia di farsi sentire.



